Wikipedia. La comunità dietro al progetto.

Di recente Wikipedia si è fatta sentire in due occasioni: la prima è stata lo sciopero dell’edizione italiana il 4 ottobre scorso per protestare contro la legge sulle intercettazioni, che avrebbe obbligato gli utenti dell’enciclopedia libera a modificare i contenuti di una pagina, anche se le informazioni pubblicate fossero state corrette e verificate da fonti, se qualcuno ne avesse fatto richiesta. La rettifica sarebbe divenuta così uno strumento per imporre la propria versione dei fatti, anche a discapito della verità.  Questo avrebbe di fatto distrutto la neutralità, che rappresenta il principale dei “cinque pilastri” su cui si regge il progetto.

La comunità italiana, dopo una dibattuta votazione, ha preso la decisione di oscurare completamente le pagine del sito, in modo da attirare l’attenzione dei mezzi di comunicazione di massa e degli utenti di Internet su quanto stava accadendo; fortunatamente, poi, il comma “incriminato” della legge sulle intercettazioni è stato rigettato.

La modalità di protesta, assolutamente inedita per Wikipedia, ha fatto da precedente per l’oscuramento della Wikipedia inglese durante lo sciopero della Rete di questi giorni. Uno sciopero senza precedenti, che ha coinvolto tutti i principali siti Internet, tra cui Google, il sito della Mozilla Foundation, la rivista di informatica e tecnologia Wired. Numerose “sorelle” di en.wiki (la Wikipedia in lingua inglese) hanno sostenuto la protesta diffondendo informazioni riguardo alla SOPA e alla PIPA attraverso banner e skip-on pages (pagine che compaiono automaticamente alla visualizzazione di una pagina).

La protesta “pacifica” e non convenzionale di Internet, dai singoli utenti ai grandi siti, è stata supportata dal gruppo Anonymous, di cui ho già accennato in un post precedente. I loro metodi, che si limitano a fare danni “di facciata” (poiché con un attacco Distributed Denial of Service, abbreviato in DDoS, si limitano a non rendere disponibile un sito “saturandolo” di false richieste d’accesso, ma di fatto ne lasciano intatti i contenuti e la struttura), hanno amplificato l’eco della protesta e mandato un chiaro messaggio al Congresso statunitense: Internet deve restare aperta e libera; la comunità non tollererà ingerenze e reagirà di conseguenza.

Per me Internet è qualcosa di fondamentale. Nel mio piccolo, sono fiera non solo di poterlo usare per condividere i miei pensieri e i miei interessi attraverso questo blog e Facebook, per informarmi e approfondire gli argomenti che mi interessano, ma anche di poter dare il mio piccolo contributo a costruirlo attraverso il mio lavoro su Wikiquote.

Il concetto che sta dietro ai progetti della Wikimedia Foundation è una cosa che ammiro molto. Da utente, ormai attiva da un paio d’anni, penso di poter dire la mia. Wikipedia, prima di essere un progetto aperto a tutti, è soprattutto il progetto di una comunità vivace, attiva e collaborativa, che raccoglie persone appassionate e disponibili, che nutrono un vivo amore per l’idea di costruire un’enciclopedia universale, aperta, completamente priva di pubblicità e sponsor. Questa comunità vigila tutti i giorni sulle voci dell’enciclopedia, correggendo vandalismi, ampliando le informazioni, discutendo su come rendere più obiettiva una voce POV (Point of View, cioè di parte), aggiungendo fonti dove mancanti, aiutando i nuovi utenti, inserendo immagini e templates per migliorare una voce, scrivendo voci da zero, discutendo sugli interventi da compiere su una voce, valutando se sia il caso di cancellarla. Ogni decisione non è mai presa da un singolo, ma tutti gli utenti hanno diritto di intervenire. I Progetti, ambiti di lavoro che riuniscono gli utenti esperti di un dato argomento, che spazia da PK all’astrofisica, dall’heavy metal alla biologia molecolare, gestiscono il lavoro da fare all’interno di un ambito tematico. A presiedere il lavoro di tutti, dirimere le dispute, intervenire sugli utenti che infrangono le regole e occuparsi delle questioni più spinose della manutenzione, sono gli amministratori, eletti dalla comunità nel corso delle votazioni. Un amministratore non è un capo. è un utente insignito di responsabilità particolari, che ha la fiducia della comunità. Qualora questa fiducia venisse meno, l’amministratore verrebbe redarguito, e, in casi più gravi, privato dei suoi poteri.

Le comunità Wiki, secondo me, sono un esperimento di democrazia partecipativa perfettamente funzionante. Ognuno dedica le proprie competenze e il proprio tempo a costruire qualcosa, senza nessun interesse se non la conoscenza e la libertà di Internet.

Come ha dichiarato Marco Pratellesi, giornalista del Corriere della Sera (31/12/2009):

Se l’è giocata con YouTube e Facebook, ma alla fine è risultata la migliore innovazione del decennio: Wikipedia ha vinto perché la partecipazione creativa è la vera forza del web. Con Wikipedia vengono dunque premiati gli utenti che hanno creato una gigantesca fonte di informazione, con oltre 12 milioni di voci nella maggior parte dei casi più approfondite e dettagliate di quelle delle enciclopedie tradizionali. Nonostante qualche incidente di percorso, Wikipedia ha dimostrato che passione e partecipazione possono vincere sugli «imbrattatori» e che gli anticorpi per combattere il «lato oscuro» del web sono gli stessi utenti. 

Penso che questa sia una perfetta sintesi dello spirito della comunità. Wikipedia viene spesso dipinta come superficiale e non affidabile, ma non credo che sia vero. Gli utenti sono costantemente all’opera per migliorarla, e semplicemente non possono essere onnipresenti per correggere in tempo reale ogni vandalismo che viene apportato. Mi rendo conto che non è possibile farlo su un progetto piccolo (gestito da una ventina di utenti registrati) come Wikiquote, figuriamoci nella ben più grande Wikipedia.

Wikipedia funziona. Questa piccola, semplice constatazione, non smette mai di stupirmi. Nonostante si basi solo sul lavoro volontario, non solo degli utenti ma anche di migliaia di contenuti anonimi, che non possono essere conteggiati, ma che, per quanto piccoli, sono fondamentali, Wikipedia continua a crescere e ad essere utilizzata da migliaia di persone ogni giorno. Nonostante sia diretta da una piccola fondazione non-profit impegnata più che altro a gestire i server e a difendersi dalle cause legali in cui i progetti di tutto il mondo sono coinvolti, e le sue necessità economiche vengano soddisfatte solo grazie alle donazioni, perché qualsiasi sponsorizzazione andrebbe contro la filosofia di libertà e neutralità propria di un’enciclopedia, Wikipedia continua a funzionare.

Non è straordinario? è davvero una delle cose più belle di Internet il fatto che permetta la crescita di un’organizzazione del genere. E non è l’unico esempio che potrei citare. Venite a fare un salto sui piccoli progetti fratelli. Wikisource raccoglie edizioni integrali di testi per cui è scaduto il copyright (trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore nell’Unione Europea, 95 negli Stati Uniti). Dalla Divina Commedia al De Bello Gallico, passando per il testo delle preghiere popolari e per la Bibbia. Un lavoro certosino e straordinario, frutto di un impegno minuzioso. Qualcosa di ammirevole.

Wikizionario. Il fratellino un po’ dimenticato, ma dalle grandi potenzialità. Quando l’enciclopedia sarà arrivata a un livello di completezza sufficiente, non dubito che grandi sforzi saranno concentrati sul far crescere il dizionario libero, e sarà una bella sfida.

Wikimedia Commons. La galleria di immagini, musiche, video. Arricchita dalle donazioni di autorevoli istituti di ricerca, dotata di immagini fantastiche, che utenti hanno gratuitamente messo a disposizione dell’intera rete per corredare le voci degli altri progetti e per essere riprodotte ovunque.

E non solo. Inoltratevi nei  meandri del mondo di Wikipedia. Leggete le discussioni, fate un salto al bar, scoprire il volto della comunità che rimane nell’anonimato nelle voci ma che in realtà rappresenta il cuore pulsante dei Wikiprogetti.

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