Il monumento della vergogna

Gli esseri umani e la paura nei confronti del diverso, che tende a sfociare nell’odio. Quante volte ho sentito questa storia. Ma basta davvero a giustificare certe atrocità che vengono commesse? Perché, invece di odiare, gli uomini non guardano dentro di sé, non analizzano la loro paura e non cercano di capire da dove viene, ed eventualmente di combatterla?

Molta gente ha paura degli extracomunitari solo per via di ciò che leggono sui giornali, e delle dichiarazioni ad effetto di certi politici, che preferiscono attribuire la colpa di fenomeni come l’aumento degli stupri o della criminalità sugli “ultimi”, gli individui alla base della società, e che tuttavia ne sostengono le fondamenta. Dall’alto della loro arroganza e dei loro soldi, si sentono in diritto di sputare odio e disprezzo su realtà che non conoscono, e instillare paura – che porta allo stesso odio e allo stesso disprezzo – nella gente normale. Troppo spesso si resta chiusi nei propri schemi mentali e non si ha la forza e lo spirito critico di cercare di capire se ciò che ci viene detto è vero o no, e questo alimenta la nociva demagogia che getta la colpa dei problemi su chi è diverso, per distogliere l’attenzione da ciò che dovrebbe realmente suscitare la nostra rabbia e il nostro sdegno.

Troppo spesso le persone si fanno guidare, come pecore, dai pregiudizi invece di valutare la persona che hanno di fronte, il contesto in cui si trovano, di cercare di capire le motivazioni degli altri, le loro idee e sogni. Semplicemente, non fanno questo sforzo, e questa mancanza di solidarietà ed empatia rende tutta la società più arida, le persone più sole e le differenze accentuate invece che smussate. E nessuno pensa quanto possa essere difficile per chi si sente apostrofato come diverso, additato, vittima di disprezzo. Purtroppo succede dappertutto.

Ricordo, ad esempio, il discorso tenuto dal rappresentante della comunità senegalese di Firenze, il 13 dicembre dello scorso anno, dopo che un uomo legato ad ambienti di estrema destra aveva ucciso tre esponenti della comunità e ne aveva feriti altri due, un discorso semplice ma che fa riflettere, e che dovrebbe suonare come uno schiaffo in pieno volto per tanti che si sono nutriti di odio e pregiudizi nei confronti degli extracomunitari. Ecco un link a YouTube: Discorso di un senegalese umilia la stupidità di CERTI italiani.

E non è il solo esempio che vorrei ricordare. Una storia che mi ha colpita è stata quella di Sophie Lancaster, uccisa in un pestaggio solo perché voleva distinguersi dagli altri e aveva adottato lo stile goth, mentre il suo amico Robert Maby è stato ferito (la notizia è presa da: Sophie Lancaster: uccisa perchè “dark”).

Questi sono solo tristi esempi – purtroppo veri – di cosa accade quando le persone rinunciano a pensare e si fanno servire verità preconfezionate. E chi propina loro pregiudizi e stereotipi, secondo me è un criminale quasi quanto chi materialmente arriva a uccidere. Purtroppo, non sono solo singole “mele marce” a fare cose del genere, ma anche intere organizzazioni di potere. E questo mi riconduce al titolo del post, il Monumento della Vergogna, che si trova sul sito http://www.godhatesfags.com (per l’esattezza, all’indirizzo http://www.godhatesfags.com/memorials/shepardmonument.html), il sito di un’organizzazione religiosa protestante chiamata Westboro Baptist Church, o WBC. Non è nel mio stile puntare il dito contro qualcuno, ma in questo caso non riesco a stare in silenzio, perché è una cosa intollerabilmente meschina. Il monumento, infatti, è dedicato alla Discesa all’Inferno di Matthew Shepard (“a solenne memoria del fatto che Dio odia i froci e i loro sostenitori”, citando il titolo del post con cui nel sito della WBC è introdotto l’argomento.

Matthew Shepard è stato un ragazzo omosessuale, morto all’età di 21 anni, il 12 ottobre del 1998, dopo essere stato derubato e torturato da due ragazzi, Aaron James McKinney e Russell Arthur Henderson. Citando Wikipedia:

Shepard aveva una frattura dalla nuca fino oltre l’orecchio destro. Parte del cervello era stata danneggiata in modo tale da risultare compromessa la capacità del suo corpo di regolare il battito cardiaco, la temperatura corporea e altre funzioni vitali. C’era inoltre circa una dozzina di piccole ferite sulla testa, sul collo e sulla faccia. È stato riportato che Shepard era stato colpito con una violenza tale da rendere il suo volto completamente ricoperto di sangue, ad eccezione di dove era stato lavato dalle sue lacrime.[3] I medici giudicarono le sue lesioni troppo gravi per poter essere operate.

I suoi aggressori, durante il processo, si difesero sostenendo che le loro azioni erano state dettate dalla Bibbia, guadagnandosi così il supporto della WBC.

In ricordo di Matthew sono state scritte numerose canzoni, girati tre film, diverse personalità dello spettacolo e della politica sono scese in campo insieme alle associazioni per i diritti dei gay affinché la legislazione americana includesse delle aggravanti per i “crimini da pregiudizio” commessi contro lesbiche, gay e disabili.

Ma il ricordo di Matthew viene ancora oggi calpestato, e il suo nome utilizzato per propagandare la discriminazione contro i gay.

 

C’è giustizia in tutto questo?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...