La Chiesa e l’educazione sessuale

Leggendo le ultime notizie, sono rimasta colpita da un articolo in particolare: Niente sesso, siamo a scuola. Mi turba molto l’idea che degli adolescenti vengano lasciati totalmente disinformati riguardo alla contraccezione e al sesso, che debba insegnare, ancora oggi, nel terzo millennio, che il sesso è consentito solo all’interno del matrimonio, e per giunta per obbligo di una legge.  Com’è possibile costringere un professore a insegnare qualcosa che corrisponde a un punto di vista, non condiviso da tutti, come se fosse una verità?

Negli Stati Uniti, le comunità religiose fanno pressioni sulle scuole perché il creazionismo (o  meglio, il “disegno intelligente”) sia insegnato durante le lezioni di scienze parallelamente all’evoluzionismo, come se fossero entrambe ipotesi equivalenti, senza giudizi di merito su nessuna delle due. Ma l’evoluzionismo si attiene puramente ai fatti, mentre l’idea di “disegno intelligente” comporta la congettura che oltre ai fatti ci sia una motivazione divina, il che, ovviamente, è indimostrabile. Ed è giusto che la scienza prenda in considerazione un’ipotesi non supportata, né supportabile, da prove, solo perché la legge lo impone? E che la legge imponga una cosa del genere solo per via della forza della religione?

Se lo facesse una qualsiasi altra ideologia, ad esempio, se le femministe imponessero di insegnare nelle scuole la teoria dei generi, o se i neonazisti imponessero di insegnare la teoria della superiorità naturale della razza ariana rispetto alle altre, insorgerebbero proteste furiose, e lo stesso accadrebbe se fosse un’altra religione, ad esempio l’Islam o l’Induismo, a imporlo. Ma, poiché è il cristianesimo, religione praticata da un’amplissima maggioranza della popolazione statunitense, la legge è passata.

La Chiesa è potente, e non ha mai accettato il confronto diretto con la scienza. Su pagine di Facebook che cercano di promuovere il confronto e la libera discussione, anche attraverso l’ironia e le provocazioni, come ad esempio Non pregare per me i problemi li risolvo col buonsenso II, sono vittime di sistematici attacchi a colpi di insulti e segnalazioni, oppure, quando accettano di replicare alle argomentazioni atee degli amministratori e dei sostenitori, gli utenti cattolici si chiudono sempre nelle stesse risposte, senza neppure cercare di comprendere le ragioni dei loro “oppositori”. Ma forse prendere il popolo di Facebook come esempio in questo caso non risulta molto calzante, quindi invito tutti coloro che sono interessati a questo punto a leggere Caro Papa, ti scrivo di Piergiorgio Odifreddi, il “matematico impertinente”.

Sta di fatto che la Chiesa pretende di ergersi a guardiana della morale, e non accetta minimamente di potersi sbagliare. Per quanto riguarda l’articolo da cui sono partita, l’astinenza è un metodo fallimentare, e mi limito a citare pochi dati per suffragare la mia tesi:

Malgrado anni di studio in questo campo, a tutt’oggi non c’è prova che un’educazione sessuale basata solo sull’astinenza ritardi l’attività sessuale delle adolescenti. Anzi, una recente ricerca mostra che le strategie basate solo sull’astinenza possono scoraggiare l’uso del contraccettivo presso le adolescenti sessualmente attive, aumentando il rischio di gravidanze indesiderate e infezioni a trasmissione sessuale. Sei adolescenti americane su 10 fanno sesso prima di terminare il liceo, e 730.000 rimarranno incinte quest’anno [il dato è riferito al 2005, ndr].

Fonti:

  • Douglas Kirby, Emerging Answers: Research Findings on Programs to Reduce Teen Pregnancy, National Campaign to Prevent Teen Pregnancy, Washington, 2001;
  • Peter S. Bearman and Hannah Bruckner, Promising the Future: Virginity Pledges and First Intercourse, “American Journal of Sociology”, 2001, pag. 859/912;
  • Hannah Bruckner and Peter Bearman, After the Promise, the STD Consequences of Adolescent Virginity Pledges, “Journal of Adolescent Health”, 2005, pag. 271-278;
  • Citato in Eve Ensler, Io sono Emozione, 2011, pag. 40.

Un altro caso in cui la Chiesa si è dimostrata maledettamente testarda nel negare la verità è strettamente collegato al problema dell’educazione sessuale e della contraccezione, ed è la pillola del giorno dopo. Sebbene continui ad opporsi all’insegnamento della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate attraverso la contraccezione, poiché nella concezione cattolica, come spiega il Catechismo, è considerata immorale “qualsiasi azione che, in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione” (la frase è citata ne In Nome dell’Amore di Melissa P., in cui l’autrice contesta alla Chiesa questa visione della sessualità volta solo alla procreazione), la Chiesa condanna ugualmente l’uso della pillola del giorno dopo, affermando che si tratta di un farmaco abortivo, quando invece l’evidenza scientifica ha dimostrato indubitabilmente il contrario. Citando infatti da Wikipedia (a cui rimando per la trattazione accurata dell’argomento e le fonti):

 Il principio attivo oggi maggiormente utilizzato [nella pillola del giorno dopo, ndr] è il progestinico Levonorgestrel, una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 10-15 volte maggiore rispetto al dosaggio giornaliero (1,5 mg). Il Levonorgestrel agisce bloccando l’ovulazione. Secondo gli studi più recenti non ha effetti sull’impianto e non è quindi in alcun modo abortivo. 

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha chiarito presso il proprio sito che la pillola del giorno dopo non è in grado di impedire né l’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo, né l’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero.

Il principale effetto della contraccezione post-coitale che utilizza il progestinico Levonorgestrel è di ritardare o bloccare l’ovulazione. È stato inoltre riscontrato che può impedire la fecondazione inibendo il trasporto degli spermatozoi.

Nel 2005 l’OMS ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con Levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l’annidamento e non provoca l’aborto.

Penso che risulti chiaro che, alla luce di quanto ribadito qui sopra, dichiarare abortiva la pillola del giorno dopo è un errore. Non starò a discutere sulla buona o mala fede delle istituzioni ecclesiastiche, ma se è un errore dettato da ignoranza, allora è ingiustificabile, perché le fonti sono disponibili a tutti, e istituzioni con una visibilità tale hanno il dovere morale e civile di verificarle prima di fare dichiarazioni o prendere decisioni che possono avere effetti così significativi su migliaia, se non milioni di persone. Quest’ultima frase vale anche per le dichiarazioni di Joseph Ratzinger sul fatto che il preservativo non sia utile per combattere l’AIDS: il profilattico è in effetti l’unico contraccettivo che protegga dalle malattie a trasmissione sessuale, e negare l’importanza di utilizzarlo è irresponsabile, soprattutto in società molto religiose che prendono molto sul serio la parola della somma autorità cattolica, il Papa.

Se le istituzioni religiose ritengono immorale l’uso della pillola del giorno dopo, e se alcuni ginecologi, operatori di consultori, infermieri, medici, ecc decidono di fare obiezione di coscienza nei confronti del suo utilizzo (cosa che non sarebbe possibile in quanto la 194 prevede l’obiezione di coscienza solo nei confronti dell’aborto, e la pillola del giorno dopo non appartiene alla categoria dei farmaci abortivi, ma c’è un “buco” legislativo che viene sfruttato dagli obiettori per rifiutarsi di prescriverla, cosa che invece è illegale in alcuni Paesi), allora perché non cercare di ridurne l’utilizzo attraverso un’educazione sessuale completa e dettagliata, che informi gli adolescenti sia sull’affettività e la sessualità, sia sulle malattie sessualmente trasmissibili, che sull’utilizzo dei contraccettivie su come ottenere la pillola anticoncezionale? La Chiesa si è sempre opposta a questi corsi, così come alla distribuzione di profilattici nelle scuole, sostenendo che promuovano l’attività sessuale fra gli adolescenti, ma non c’è prova di questo. Anzi, forse, rendendoli più consapevoli delle conseguenze del sesso non protetto, contribuirà a ridurla, e senza dubbio contribuirà a ridurre il numero di gravidanze indesiderate e l’incidenza di malattie come l’AIDS tra i giovani.

Mi si obietterà che il sesso prematrimoniale è peccato, per la Chiesa, e quindi il problema dell’educazione sessuale e della contraccezione per i giovani non dovrebbe neppure porsi. Ebbene, è davvero accettabile mantenere l’ignoranza su questi argomenti fino a, diciamo, trent’anni? O pensare che un istinto naturale come il sesso possa venire represso per tutta l’adolescenza? La Chiesa dovrebbe smetterla di voler controllare i comportamenti degli individui. Questo è un compito che non le spetta.

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