Dibattiti al femminile

Mi capita raramente di trovare interessanti i dibattiti dei nostri politici, la maggior parte degli episodi raccolti su YouTube sono gaffe, figuracce, perdite di controllo che provano un livello a volte desolante della nostra classe dirigente. Ma in questo caso, ritengo che Mara Carfagna si distingua per la pacatezza con cui ribadisce le sue argomentazioni – su cui non mi esprimo – di fronte alle domande incalzanti e maliziose della giornalista, che non esita ad interromperla, a cercare di rigirare il senso delle sue parole, a fare allusioni. Personalmente non sono di destra, ma riconosco che Mara Carfagna sia una donna dalla mente aperta, in grado di confrontarsi con l’opposizione con onestà intellettuale, disponibile al confronto e molto propositiva. All’inizio del governo Berlusconi ero piuttosto scettica sulle sue capacità, così a pelle, ma mi sono ricreduta.

Sono convinta che sia un buon politico. Difendere il suo partito, ovviamente, è il suo mestiere. Ma ha coerenza, e nel corso del suo mandato ha saputo ammettere i propri errori e realizzare proposte intelligenti (la legge sullo stalking, ad esempio). Non appena avrò tempo cercherò negli archivi del Corriere della Sera qualche articolo a riguardo.

Per intanto, mi limito a constatare l’aggressività di Luisella Costamagna. Interrompere un interlocutore, durante un dibattito, è una cosa che ho sempre mal sopportato (specie quando la vittima ero io…), ritengo che sia necessario solo se i toni si surriscaldano o se viene detto qualcosa su cui è necessario focalizzare l’attenzione e non è possibile farlo quando l’interlocutore ha finito di parlare. Quando alcuni intervistati (ad esempio Daniela Santanchè, che ha uno stile di dibattito molto aggressivo, esaspera i toni, monopolizza il discorso e non è nuova alle gaffe, purtroppo per lei) soverchiano gli altri ospiti e il conduttore stesso, iniziando ad alzare la voce e a parlare in modo concitato per coprire la voce altrui, allora interromperli dovrebbe essere la norma – altrimenti si rischia la metaforica rissa, ‘piuttosto che un confronto di argomentazioni.

Ma non è questo il caso. Mara Carfagna stava solo cercando di esprimersi, è rimasta molto composta e non ha dato punti alla conduttrice, che potremmo tranquillamente definire avversaria (tant’è che l’autore del caricamento del video su YouTube lo intitola Lite Mara Carfagna-Luisella Costamagna, focalizzando l’attenzione su quel sostantivo che richiama immediatamente associazioni mentali come donne isteriche, urla e rabbia).

Quello che mi dispiace è che Luisella Costamagna, invece di entrare nel merito dei contenuti – l’appunto le viene fatto anche dalla Carfagna, ed è significativo – si sofferma costantemente sull’immagine, nel tentativo di demolire l’avversaria, che è vero ha costruito la carriera televisiva sull’immagine, ma si è anche rivelata una donna competente, e questo le andrebbe riconosciuto anche se si è di idee politiche differenti.

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