Una prospettiva dall’estero

What happened to Italian feminism?

In effetti, me lo sono chiesta anch’io. L’articolo traccia una sintetica storia del femminismo e illustra una situazione italiana ben conosciuta: la scarsa percentuale di donne che lavorano rispetto al resto dell’Europa e del mondo, la scarsa rappresentanza politica e l’ancora più ridotta percentuale di donne che occupano posizioni manageriali, nonostante vi siano più donne laureate rispetto ai maschi (il 10% in più, mentre la media europea è del 2% in più, secondo l’articolo).

L’autrice, nel soffermarsi sulla storia del movimento femminista in Italia, rileva che negli anni ’80 ha subito una battuta d’arresto e che solo oggi, trent’anni dopo, si ricomincia a prendere coscienza di come la società italiana sia ancora profondamente maschilista. Le cause suggerite da Nicoletta Dentico, riportate nell’articolo, stanno nel fatto che, mentre si affermava la berlusconiana cultura del maschilismo, le femministe non sono riuscite a coinvolgere nelle loro battaglie le nuove generazioni, una conclusione che avevo già avuto modo di trarre osservando l’opinione delle mie coetanee nei confronti del femminismo.

It’s as though female progress in Italy were frozen in the early 1980s. 

Non c’ero, all’epoca, quindi non posso dire se quest’affermazione sia vera oppure no. Sicuramente non conosco abbastanza la storia del movimento femminista italiano, e devo ancora trovare un buon testo che sia in grado di spiegarmela.  

One thing that could be holding Italian feminism back is the same thing afflicting the Left in Italy: a woeful lack of unity. Everyone agrees on the problems: the overwhelming concentration of power in the hands of old men and a media that has muted women’s voices. The solutions are another story.

Questa è effettivamente una questione vera e problematica. Eppure vedo che, almeno in Internet, esistono molte reti e si condividono punti di vista differenti con rispetto e un dialogo che mi sembra produttivo. Che organizzare qualcosa di concreto sia più difficile che tenere un blog è senz’altro vero, ma dubito che sia da imputare solo alle spaccature esistenti tra diverse visioni del femminismo: in Italia il femminismo non è affatto percepito come una necessità e una priorità da parte della società, ma come una cosa minoritaria, irrilevante. La maggior parte delle persone, anche nelle nuove generazioni, lo ritiene inutile, ormai superato.

La politica non ascolta la voce delle donne, e così molte richieste rimangono ignorate. La rappresentanza delle donne nei media non coinvolge le femministe, se non quando c’è bisogno di polemiche e moralismo (presunti). So, it’s up to us. Stand up and shout!

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