Energia rabbiosa

Il nostro mondo sembra governato dalle persone sbagliate. Il mio sogno è di entrare in politica, per poter dare un contributo concreto, in prima persona, a risolvere i tanti problemi che affliggono l’Italia. Contrariamente a mio padre, io sento il nostro Paese come profondamente mio, e non riesco ad accettare passivamente il suo declino: non c’è nulla che mi causi più sconforto e indignazione che constatare quante ingiustizie soffochino gli slanci verso una società migliore, quanta incuria permetta al nostro patrimonio artistico, architettonico e naturale di disgregarsi nell’indifferenza, quanta disonestà e corruzione trascinino nel fango le istituzioni, le università, le aziende. Perché il sistema è degenerato fino a questo punto? Chi o cosa l’ha permesso? E, cosa più importante, cosa può fare un cittadino qualsiasi a questo punto?

Navigare su Internet mi ha permesso di rendermi conto della presenza di numerose organizzazioni, associazioni, gruppi che svolgono ruoli importanti in molte cause, e altri li conoscevo già prima. Un altro aspetto che emerge dalle mie osservazioni casuali, però, è che c’è anche tanta frammentazione. Siamo in periodo di cinque per mille, ad esempio. La nostra professoressa di italiano ci ha chiesto quali fossero secondo noi le priorità a cui destinare quelli delle nostre famiglie. C’è davvero una miriade di possibili destinazioni, da Medici Senza Frontiere alla LIPU (lega italiana protezione uccelli), dall’AIRC (associazione italiana per la ricerca sul cancro) alla LILT (lega italiana lotta ai tumori), all’AIDO (associazione italiana donatori organi) al FAI (fondo ambiente italiano), al WWF, tanto per citare diversi nomi usciti nel corso della sessione di brainstorming in classe. Cause che riguardano l’ambiente, la ricerca scientifica, gli animali, e quant’altro. Il lavoro di tutte queste organizzazioni è preziosissimo. Dove le istituzioni non possono arrivare, le loro forze sono in grado di sopperire fornendo un aiuto importante in cause che dovrebbero riguardarci tutti. Ma non è così. Perché?

Mi chiedo com’è possibile che molte persone, anche coloro che ci governano e che dovrebbero avere più a cuore di tutti il bene della nazione e dei suoi cittadini, mettano il loro interesse al di sopra di tutto. Non sono così ingenua da pensare che sia da tutti dedicare la propria intera esistenza a fare il bene, ad annullarsi per gli altri, cercando come sola ricompensa il sorriso degli altri. So anche che nel nostro mondo, dominato dalla competizione più sfrenata, nulla si fa per nulla. Non condivido completamente questa logica, perché ci sono dei momenti in cui si deve accettare una perdita personale se può essere utile agli altri, ma la accetto.

Neanch’io credo che potrei passare la vita tra gli stenti solo per puro spirito di sacrificio. Mi piace vivere in una bella casa, avere un computer portatile rapido ed efficiente, collezionare CD originali e scegliere vestiti che si adattino alla mia personalità, sebbene tutte queste cose siano un poco superflue e rappresentino privilegi che a una grossa fetta della popolazione mondiale sono negati. Ne sono consapevole, e per questo cerco di non indulgere nello spreco e nell’eccesso, ma non sarei mai in grado di privarmi di tutto, sinceramente.

Cerco di tenere uno stile di vita ecocompatibile, insieme alla mia famiglia. A scuola, ho insistito perché l’aula dov’è ospitata la mia classe venisse dotata di uno scatolone dove raccogliere separatamente la carta, e talvolta svuoto i cestini nelle altre aule per dividere la carta, prelevare le lattine e metterle in un sacchetto per portarle a casa, dove c’è la raccolta differenziata, e raccogliere i tappi delle bottiglie di plastica, che vengono raccolti dall’oratorio del paese. Ho partecipato all’Ora della Terra. Andando a dormire alle otto e mezza. In famiglia non acquistiamo monoporzioni o acqua minerale poiché siamo convinti che rappresentino sprechi assurdi. Mamma coltiva verdura biologica in un piccolo orto e in giardino abbiamo piantato un ciliegio, un kako, un prugnolo e un melo per avere frutta  genuina a disposizione durante l’estate. Quando posso cerco di utilizzare la bicicletta per spostarmi, cosa comunque non facile vivendo piuttosto isolata rispetto ai paesi dove abitano i miei amici.

Tutto quello che faccio, lo faccio perché ci credo. è la rabbia, l’indignazione, che da’ forza ai miei ideali. Ho iniziato a scrivere il mio blog perché volevo fare il punto su me stessa e sulle mie idee. Fino ad ora, però, avevo ampiamente sottovalutato la rilevanza che quest’energia rabbiosa che mi anima abbia nel definire quello che sono. Quest’energia che mi spinge a ribellarmi. Quest’energia che mi spinge a cercare risposte, che continua a darmi la forza di sperare. Mi chiedo se sia un tratto della mia personalità, oppure qualcosa che tutti possono coltivare imparando ad essere altruisti, a non fingere di non accorgersi dei problemi, a preoccuparsi di ciò che accade intorno a loro, insomma, per dirla con un concetto, acquisendo consapevolezza. Sicuramente la consapevolezza si può acquistare con la conoscenza, l’informazione. Ma anche se non avessi avuto cause come il femminismo e l’ecologia per cui lottare, non credo che l’energia rabbiosa dentro di me non avrebbe trovato sfogo, o si sarebbe spenta.

L’indifferenza, come le forze nella dinamica newtoniana (quanto ho sudato sulla dinamica newtoniana!) mi suscita una reazione uguale e contraria. Quando un mio compagno di classe non ha studiato e manca un’ora all’interrogazione, non riesco neppure a pensare, se non devo ripassare io per prima – come dicevo, non sono molto ferrata nell’ambito spirito di sacrificio – di mettermi a leggere o a chiacchierare e lasciarlo lì. Sono convinta che perfino suggerire durante una verifica possa essere una buona azione, se il suo scopo è aiutare qualcuno che si trova in un momento di difficoltà.

Se l’indifferenza e la mancanza di consapevolezza sono i mali che impediscono alle nuove generazioni – la generazione a cui io appartengo, e che sento come vicina e lontana, a seconda dell’argomento di cui si parla – , e non solo, di accostarsi alle cause importanti e di impegnare il loro entusiasmo, il loro spirito libero, il loro bisogno di verità, la loro apertura mentale per cambiare il mondo, com’è possibile suscitare passione e consapevolezza? Com’è possibile risvegliare la coscienza indignata per le ingiustizie? Com’è possibile fare aprire gli occhi sul mondo a chi non ha mai voluto, o potuto, guardare oltre la propria realtà?

è solo dentro di me che vibra quest’energia rabbiosa…?

PS: colgo l’occasione per ricordare a tutti le segnalazioni fatte qui.

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