Dobbiamo lottare contro questo regresso. Tutti. Subito. Basta con le mistificazioni. Basta con le limitazioni ai nostri diritti!

D I S . A M B . I G U A N D O

Sembra, ogni volta, di dover ricominciare da capo. Facciamolo allora, e partiamo da questa domanda: “Tutte le donne italiane possono liberamente decidere di diventare madri?”. La risposta è no.

Non possono farlo, non liberamente, e non nelle condizioni ottimali, le donne che ricorrono alla fecondazione artificiale, drammaticamente limitata dalla legge 40.

Non possono farlo le donne che scelgono, o si trovano costrette a scegliere, di non essere madri: nonostante questo diritto venga loro garantito da una legge dello Stato, la 194. Questa legge è, con crescente protervia, messa sotto accusa dai movimenti pro life, che hanno più volte preannunciato (anche durante l’ultima marcia per la vita), di volerla sottoporre (di nuovo) a referendum.

Il prossimo 20 giugno l’articolo 4 della 194 sarà all’esame della Corte costituzionale, che dovrà esaminarne la legittimità, perché violerebbe “gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e…

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3 pensieri su “

  1. Il punto per me è questo: quali leggi, quali norme garantiscono ai singoli (e intendo chi è già nato) la massima possibilità di decidere per se stessi e per il proprio corpo? E’ la domanda che mi pongo sempre sia quando si parla di aborto sia su altre questioni che riguardano sessualità e corpo
    Se non fosse per l’abuso dell’obiezione di coscienza, la legge 194 sarebbe una buona garanzia di questa possibilità perciò va difesa.
    Penso a quei casi di donne incinte gravemente malate che, consapevoli del rischio mortale che correvano, hanno deciso di portare avanti la gravidanza magari rimandando la chemioterapia e sono morte dopo aver messo al mondo i loro bambino, ora la Chiesa di solito esalta strumentalmente e vergognosamente queste vicende, ma il punto è: cosa penseremmo di un medico che pur di salvare la vita ad una di queste donne, la facesse abortire contro la sua volontà? io umanamente lo capirei ma resta il fatto che ha sbagliato perchè non ha rispettato la volontà della paziente. Per i medici e gli operatori sanitari obiettori è la stessa cosa: umanamente posso capirli (ma non li capisco più se insultano e umiliano le donne che hanno deciso di abortire) se le loro convinzioni sono sincere (ma l’aborto è legale da un pezzo, non lo sapevano quando si sono laureati?), ma sbagliano, e sbagliano a maggior ragione quando diventano così numerosi da rendere l’IVG impossibile o da costringere i pochi non obiettori a fare solo quello

  2. Non conosco molto bene l’ambito dell’obiezione di coscienza, e mi piacerebbe parlare con dei medici obiettori per conoscere le ragioni della loro decisione.
    Quello che ho verificato personalmente è che riguardo all’aborto spesso le ideologie predominano sui fatti, per esempio, l’unica materia in cui si affronta questa tematica nel mio liceo scientifico è religione, non biologia. E naturalmente non c’è nessun contraddittorio, nessuno che spieghi che la vita di una donna è più importante di quella di un feto, perché la donna è un individuo, mentre il feto solo un individuo in potenza. Nessuno che spieghi che è una legge di natura che la donna abbia diritto di decidere su ciò che le cresce nel ventre finché esso dipenderà da lei per le sue funzioni vitali (respirare, nutrirsi, eliminare i prodotti di scarto del metabolismo cellulare). Nessuno che spieghi che è pura teoria difendere la vita in astratto senza preoccuparsi di guardare alle situazioni reali in cui una donna si trova quando deve abortire. Nessuno che spieghi che non è naturale, non è obbligatorio, che una donna voglia portare a termine una gravidanza, anche se l’intenzione è di dare il nascituro in affidamento. Nessuno che spieghi che l’istinto materno non è innato, e ci sono donne che non vogliono essere madri, e devono avere la possibilità di compiere questa scelta.
    Nessuno che spieghi, cosa che mi fa arrabbiare più di tutte, che la legge 194 è stata promulgata per arginare il fenomeno degli aborti clandestini, che prima di questa legge l’aborto era vissuto in condizioni terribili per le donne, scarsa igiene, dolore, rischio di infezioni e altre complicazioni, spesso la morte, e che è stata una battaglia di civiltà.

    è troppo facile parlare di “valori non negoziabili” in astratto, in assoluto, dimenticandosi le persone che vivono le scelte che troppa gente cerca di condizionare.

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