4 pensieri su “Internet, le opinioni e i fatti

  1. ERRORI NON PIU’ TOLLERABILI:
    1)Come modello sperimentale dell’uomo,delle sue funzioni,delle sue patologie prendiamo l’animale”….ammesso e non concesso questo settoriale,limitante,fuorviante, scientismo empirico..la domanda che sorge è “QUALE ANIMALE,trai milioni esistenti, PIGLIAMO?”..x logica verrebbe da dire “quello che si ammala della nostre stesse malattia”..e invece NO!La scelta si basa su altri criteri antiscientifici come la facilità di stabulazione,comodità di manipolazione,prezzo,velocità di riproduzione,ecc…mah!
    2)Per provocare effetti clamorosamente diversi bastano differenze biochimiche/genetiche minime,tanto che gli effetti delle sostanze variano incredibilmente,(sia come dosaggi tollerati,che negli effetti,e x tutto il resto) non solo in base a specie diverse ma a ceppi diversi della stessa specie,che addirtittura a età diverse, sessi diversi, stabulazione diversi, dalla bibliografia si vedrà che incerti laboratori il presupposto da cui parte la ricerca è “L’ANIMALE E’ ABBASTANZA SIMILE ALL’UOMO”, in altri laboratori,per altre ricerche,altri sperimentatori partono dal presupposto diametralmente opposto “L’ANIMALE E’ ABBASTANZA DIVERSO DALL’UOMO”..scienza un po’ troppo manipolabile,no?
    3)la tossicità viene sperimentata su animali in buona salute.Ma il medicamento sarà utilizzato da un malato e,la malattia ,di per sé, varia il metabolismo quindi..con questo presupposto se inietto ad un uomo sano la dose di insulina che salverebbe un diabetico da una grave crisi,cosa dico?Che l’insulina è mortale perché manda il sano al creatore?Come faccio a sperimentare un farmaco contro lo shock anafilattico che fa morire un allergico alle fragole,su di me che me ne posso mangiare a quintali?(e siamo dello stessa specie,e siamo in un sistema organico co-specifico!)
    4)La maggior parte delle malattie umane non colpisce gli animali,e,lerare in comune,sviluppano e hanno decorsi molto diversi..EPPURE LA S.A. DICE “FABBRICHIAMO UNA FINTA MALATTIA CHE RICORDI LA NOSTRA” ..nessun animale ha la leucemia?avveleniamolo!Il cane non ha l’artrite reumatoide?Prendiamogli a martellate le giunture,oppure iniettiamogli qualche sostanza…provochiamo nel maiale l’ictus,trombosi ecc clambando,bloccando,legando un vaso..ma in quel caso la cura sarebbe slegare il vaso…nel trovare l’imitazione della sintomatologia (non della malattia)la scienza è poca ma la fantasia è tanta!!..
    5)Dato che il modello animale è scientificamentefrustrante,si studia come renderlomeno disomogeneo..ed eccoci con la trovata del ceppo particolare..ultraconsanguineità accoppiamenti fratello sorella,genitori figli,e dopo una 20 di generazioni avremo questo o quel ceppo lab (sigla taldeitali) con il risultato che dopo altro tempo,e dopo altri soldi, avremo animali che non sarebbero un modello credibile neanche per i propri co-specifici ,innutili pure x studi di veterinaria…

    Già solo questi grossolani errori si sovrappongono in proporzione geometrica formando una piramide rovesciata di errori e distorsioni che si abbatte sul malato UMANO in fase preclinica,se nnon,addirittura,al malato che asume il farmaco appena commercializzato perché all’originario errore di osservare una malattia artificiale,in un modello artificioso (animale),somministriamo un qualcosa,che sarà metabolizzato pure in un modo diverso rispetto all’organismo umano e che,per giunta,probabilmente,verrà assalito dalle difese immunitarie dell’animale,anziché “collaborarci”..
    Come si fa a pensare che abolire questi errori sarebbe fermare la scienza?Abolire questa falsa scienza farebbe decollare la scienza vera, quella che deve soltanto cercare le cure xi malati..

  2. Scusa per il ritardo nel rispondere, ma mi sono presa del tempo per sottoporre questo commento all’attenzione di persone più competenti di me in materia di sperimentazione animale. Le risposte sottostanti, quindi, non sono mie, ma credo che possano essere soddisfacenti.

    1. La questione è che quelli sono parametri molto importanti da valutare, perchè sono quelli che ti permettono o meno di fare ricerca. La durata vitale è tutt’altro che un parametro ascientifico, per valutare gli effetti a lungo termine una scimmia è utile quanto un uomo, cioè, affatto. Mentre nei topi rapidamente possiamo vedere eventuali conseguenze per generazioni, o con la vecchiaia, per le scimmie i tempi sarebbero troppo lunghi. Ciò che si fa è passare per gradi, da specie inferiore a superiore: ciò ci consente, oltre appunto di valutare parametri che possiamo vedere solo in determinate specie, di avere una serie di filtri che mi evitano di dover sacrificare troppi cani o scimmie per cose che potevo vedere benissimo nei topi, mi parrebbe anzi piuttosto etico come procedimento. In ogni caso non sono certo gli unici criteri valutati, ma dipende anche dal tipo specifico di patologia o funzione di cui ci si occupa.

    2. Differenze di biochimica o di metabolismo variano i risultati, motivo per cui queste differenze tra specie e specie si studiano. Le linee pure servono a questo, per evitare di avere eccessive differenze individuali. I ricercatori sanno che, scegliendo quella data specie, avranno una differenza che consiste in determinate caratteristiche, e tengono conto di questa differenza nel comparare all’uomo i risultati ottenuti con quel modello animale.

    3. Le medicine si studiano, la biochimica si studia. Se sto cercando un farmaco per una determinata condizione vedrò gli effetti che da’ su quella. Se la questione è di dover portare in equilibrio insulina e glucosio, ciò che mi fa abbassare i livelli di glucosio è bene, se ne hai troppo poco è male.

    4. Che sia necessario riprodurre negli animali determinate condizioni è vero (altrimenti incorreremmo nel problema del punto precedente, testare un farmaco su un animale sano, ottenendo così risultati non attendibili). In alcuni casi si studiano gli equivalenti in quella specie delle malattie umane, tenendo conto delle differenze, in altri si ricorre all’ingegneria genetica per ottenere un modello animale più simile all’uomo, e quindi più affidabile.

    Qui riprendo la parola io, ladymismagius.

    Non ho una risposta al punto 5, ma la cercherò. Intanto, ti ricordo che dopo la fase di esperimenti sul modello animale, che sono quelli che ci permettono di valutare gli effetti collaterali più gravi, si passa al modello umano, di malati e sani (non sempre certo i sani, dipende). In pratica tutto questo vuole andare ad impedire che una persona muoia o abbia conseguenze croniche o troppo severe o non abbia affatto effetti dovuti al medicinale in studio, ma poi ci sono 10 anni di studio su umani. Campioni allargati con tutte le loro belle differenze metaboliche, per valutare da caso a caso. Solo dopo si può essere ragionevolmente sicuri che la sostanza sia efficace.

    è certo che quello animale non è un modello perfetto, solo il maledettamente migliore che abbiamo, ed è perfettibile. Non esistono, allo stato attuale delle conoscenze umane, alternative, solo sistemi complementari, che vengono utilizzati dove possibile, ma non possono sostituire la sperimentazione sull’organismo vivente. Il modello animale non è perfetto e ineccepibile. Ci possono essere dei casi in cui cigola ma toglierlo del tutto è un rischio che non credo sia giusto assumersi.

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