Non c’è un modo giusto e un modo sbagliato di essere, nonostante la società si nutra di questa dicotomia. Essere grasse versus essere magre. La società è sempre alla ricerca di un modo per colpevolizzare le donne, spingendole a confinare il loro potenziale nel conformarsi ad un canone estetico, invece che utilizzare le loro energie per l’arricchimento personale, l’autorealizzazione, il miglioramento della società. Vogliono che il nostro scopo nella vita sia la pancia piatta e non la felicità, entrare in una taglia 38 invece dell’indipendenza. E quando fanno i progressisti e si scagliano contro il modello vigente, ne esaltano un altro, invece di gridare che non abbiamo bisogno di questi modelli!

Lunanuvola's Blog

25 novembre, “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”. Se fate tale ricerca sul web in questi giorni troverete un bel mucchio di articoli e riflessioni su violenza domestica, femminicidio, stupro. Probabilmente vi aspettate che anch’io scriva di questi temi in occasione del 25 novembre, ma la verità è che lo faccio già per circa 200/250 giorni l’anno – i restanti sono dedicati alle altre cose che mi interessano in questo mondo, e vi assicuro che sono tante. Per cui, vorrei invece cogliere l’occasione per parlare di un’altra forma di violenza contro le donne, quella che in nome del loro “benessere” o del loro “successo” comincia a farle oggetto di bullismo da quando frequentano le scuole elementari: e ormai ci sono abbastanza casi per dire che si sta scivolando verso il “da quando indossano il grembiulino dell’asilo”. Mia nipote, uno scricciolo che oggi ha 10 anni, lo frequentava ancora quando…

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8 pensieri su “

  1. capisco il lodevole intento, perchè sicuramente chi odia il proprio corpo non riuscirà neanche a curarlo e migliorarlo qualora ne avesse l’esigenza ma non vorrei si cadesse nell’estremo opposto di dire che il grasso in eccesso non da’ problemi di salute (a livello cardiovascolare, ad esempio) perchè li da’ ad uomini e donne e non c’è medico serio che lo neghi. L’obesità infantile è un problema vero e sensibilizzare la gente su questo, favorire un’alimentazione sana e l’esercizio fisico non significa disprezzare gli obesi così come dire che il fumo fa male non significa disprezzare i fumatori..e nessuna ricerca USa mi convincerà del contrario.
    Quanto ai canoni estetici ci sono sempre stati per uomini e per donne in ogni epoca così come ognuno di noi ha dei gusti estetici…l’importante per me è non insultare qualcuno solo perchè non lo gradiamo esteticamente, e poi la bellezza anche fisica può avere tante sfaccettature. Sinceramente non considero chi grasso vuole dimagrire per ragioni di benessere psico-fisico e anche estetiche (non possiamo negare a mio avviso la dimensione estetica nella nostra vita, chi più chi meno tutti curiamo il nostro aspetto per piacere a noi stessi e a chi ci sta intorno), meno libero o “autentico”rispetto a chi se ne frega l’importante è che cerchi di perdere peso in maniera sana, facendosi seguire da un dietologo

    • da amante del cinema poi avrei da ridire pure su un altro passaggio del post che lancia un’accusa molto generica e superficiale, ma mi taccio

    • C’è differenza fra iniziare una dieta, o a praticare attività fisica, spinti dal disgusto e dall’odio per il proprio corpo, e iniziarla con delle motivazioni più positive e partendo comunque dall’accettazione di sé. Il sovrappeso non è una condizione salutare, ciò è indubbio, ma non va demonizzata, schernita e le persone che ne soffrono non devono viverla come una menomazione di sé, come qualcosa di vergognoso perché non è accettato dalla società – la consapevolezza dei danni del sovrappeso non può essere raggiunta in questo modo, e del resto ciò avviene perché il grasso è contrario al modello estetico vigente, non perché il grasso faccia male. Tanto è vero che non c’è uno stigma sociale così forte verso il fumo o l’abuso di alcool, e i miei coetanei sono convinti che fumare sia figo e che ubriacarsi equivalga a divertirsi.

      Il canone estetico proposto dalla società è insano tanto quanto il sovrappeso. Detto questo, sono d’accordo che la dimensione estetica è importante – piacersi e sentirsi bene con sé stessi, ma anche con gli altri, fa parte di noi. L’importante è non snaturarsi per conformarsi ad un ideale di bellezza che rovini la nostra autostima, o adeguarsi alle aspettative e ai giudizi degli altri.

      • sui pacchetti di sigarette però c’è ormai scritto a caratteri cubitali “il fumo uccide” mi chiedeo perchè non si faccia qualcosa di simile per ceti cibi o bibite.
        Che poi essere troppo grassi/e (non parlo di uno o tre chili di troppo) sia un inestetismo oltre che un danno per la salute mi sembra una realtà..ma attenzione! Si può essere attratti/e e innamorarsi anche di
        qualcuno in forte sovrappeso. E come ho scritto sono d’accordo nel non umiliare qualcuno solo perchè non ci piace esteticamente e penso anche che volersi piacere per sè e per gli altri sia normale ma non si può partire da un odio patologico di sè perchè così non si migliorerà mai. Quanto ai canoni estetici dico che ci sono sempre stati in ogni cultura, cambiano lentamente ma non spariscono..così come esistono i nostri gusti estetici..posso solo dirti che a me personalmente la donna scheletrica con le tette enormi mi pare una caricatura e non mi attira sessualmente..un corpo bello è generalmente un corpo armonioso, sano

  2. Purtroppo questa skin non consente troppe stratificazioni di risposte, quindi aggiungo la mia qui.

    Sono d’accordo con te sul fatto che il canone estetico attuale ricordi una caricatura, una sessualizzazione eccessiva, non è solo il binomio grandi tette e corpo troppo magro, ma anche nelle labbra e soprattutto nel fatto che i corpi sono innaturalmente lucidi, come coperti d’olio. Non sembrano, come dire, morbidi, ma tesi e plastici come macchine.
    Sarebbe interessante capire perché l’idea di bellezza nella nostra cultura si sia evoluta in questo senso.

  3. “Contrapporre persona e corpo non significa scindere la dimensione sessuale dall’essere umano, ma riaffermare l’individuo nella sua interezza, invece di ridurlo ad essere solo un oggetto passivo.”

    e perchè dovremmo vedere il corpo sempre come oggetto passivo? e che significa: “un’esaltazione, anche artistica, certo, della donna come sesso, una sorta di idolo senza sentimenti, senza individualità.”

    forse la maja desnuda o l’olympia di Manet o la Venere di Urbino di Tiziano (che non mi sogno di paragonare al calendario Pirelli) non avevano individualità?
    Scusa se ti rispondo qui ma non voglio monopolizzare il blog della Lippa

  4. Grazie di aver risposto anche qui, così ricevo le notifiche di nuovo commento. Io non sto sostenendo che il corpo sia sempre passivo, il mio discorso era circoscritto all’ambito dei calendari Pirelli, comparando le precedenti edizioni a quella attuale: in una fotografia come questa (http://tobe.libero.it/gallery/2012112712356-le-donne-piu-belle-del-mondo-per-pirelli?pid=22836), il corpo è un mezzo di espressione, è attivo, vivo, trasmette energia, mentre in una fotografia come quest’altra (http://tobe.libero.it/gallery/2012112712356-le-donne-piu-belle-del-mondo-per-pirelli?pid=6004) il corpo è statico, un idolo o una scultura dalla perfezione immutabile. Cristallizzato, mentre la vita è mutevolezza, energia, cambiamento.

    Questo è il contrasto che volevo sottolineare nei miei commenti.

    • comprendo..bè la scultura, la pittura, la fotografia sono sempre la cristallizzazione di un attimo fissato per sempre,in tal senso i soggetti di entrambe le foto sono “immutabili”..e la vita certamente è cambiamento ma chi la vuol vedere la vede anche in una donna sdraiata tra le rocce. Comunque penso di aver compreso il contrasto che volevi sottolineare e indubbiamente le foto di questa edizuone sono volutamente divergenti rispetto al passato quindi hanno raggiunto il loro scopo. Ciao

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