Quell’ordinaria soffocante misoginia

Ogni giorno, ogni singolo giorno, mi imbatto nel sessismo e nella misoginia che pervadono, come una nebbia velenosa, la cultura del nostro Paese, e che si inaspriscono proporzionalmente all’innalzarsi della consapevolezza di quelle donne e di quegli uomini che riescono a vedere le cose come stanno e a prendere posizione per combatterle.

Sono sempre di più le voci, di ragazze e ragazzi come me, di blogger, di attivisti e attiviste, di politici, che rivendicano come questioni prioritarie, fondamentali, per la società tutta e non solo per le donne, il fermare il femminicidio, il favorire la presenza femminile nel mondo del lavoro, il costruire una cultura del rispetto e della parità. Ma il sessismo è ancora la normalità in Italia.

Qualunque donna non si conformi agli stereotipi viene ridicolizzata, attaccando lei invece degli argomenti che ha da difendere: la si colpisce in quanto donna, con la stessa logica che sta dietro ai femminicidi, agli stupri e alla violenza psicologica. Non scopa abbastanza, è inacidita, è una troia, è isterica, è una puttana, che se ne torni a fare pompini: è una donna. Perché darle retta? è una donna.

Tutto è collegato: la delegittimazione delle donne che svolgono ruoli importanti nella società, giudici, politici, con attacchi volti ad inchiodarle al loro essere donne, gli attacchi al femminismo, unico strumento che può creare la consapevolezza della situazione e gli strumenti per uscirne, il rafforzamento degli stereotipi di genere nell’infanzia e nell’adolescenza, la riduzione delle donne a corpi, corpi sessuati ma privi di desiderio, nei mass media e in particolare nella pubblicità, sono tutti aspetti di uno stesso problema culturale.

La forma più sottile, ordinaria e diffusa di sessismo è la distinzione fra brave ragazze e troie. Quando una ragazza o una donna viene giudicata appartenere alla seconda categoria, quella definizione la ingloberà. Un esempio evidente è Mara Carfagna, usata come un bersaglio, come il simbolo delle “favorite” dell’ex premier, incompetenti e che devono la loro fortuna solo alle loro relazioni sessuali con il suddetto. Nessuno ascolta ciò che Mara Carfagna ha da dire, i suoi argomenti, le sue idee. Leggete i commenti a NERI MARCORE’ – “Crozza libero”: che considerazione di questa donna emerge?

La Carfagna non può pretendere rispetto non lo merita è la vergogna di tutte le donne oneste!!!!! (Aurora da Vinci)

…non siamo sgarbati con la Mara….è una donna come le altre…..al massimo avrà fatto qualche bocchino a Bocchino…. (GazzaladrodelFW)

Ne ho scelti due che, pur non contenendo insulti/allusioni troppo esplicite al passato di Mara Carfagna (è mai possibile che una donna non possa avere una sessualità, perché quando ce l’ha viene usata come arma contro di lei? è questo il vero moralismo, non il pretendere dignità e rispetto, che le sono dovuti come a chiunque altro), sono indicativi della mentalità comune. Una “troia” non ha diritto al rispetto. Non ha dignità. Non è più una persona, non è più una donna.

Tutte le donne, indipendentemente dalle loro idee politiche, dalla stima che nutriamo per loro o da qualsiasi altro fattore, hanno diritto a non essere giudicate solo in virtù della loro moralità, ma in base agli stessi parametri con cui viene giudicato un uomo: idee, intelligenza, ecc. Attaccare un’avversaria sul terreno del corpo, della sessualità, significa privarla del diritto ad essere considerata una persona prima che una donna e quindi negarle la possibilità di essere pari, in un confronto di idee, ad un avversario uomo.

Per combattere la cultura patriarcale, occorre che alle donne che si trovano in posizione di potere sia riconosciuta la stessa autorevolezza, la stessa competenza, la stessa legittimità che viene riconosciuta agli uomini, e che qualora questa legittimità non venisse riconosciuta gli attacchi alla donna o alle donne in questione rimangano sul piano delle capacità, senza spostarsi sulla moralità.

L’Italia si trova all’80esimo posto nella graduatoria del World Gender Gap, un indice che misura l’ampiezza dello squilibrio fra la condizione dell’uomo e quella della donna, a livello mondiale. Questo posizionamento è dovuto al fatto che semplicemente la cultura vigente nel nostro Paese non riconosce la donna come individuo, e finché questo atteggiamento rimane radicato, automatico, dentro di noi, al punto che non siamo in grado di riconoscere quanto svilente, offensivo e intollerabile sia, allora non potremo migliorare.

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2 pensieri su “Quell’ordinaria soffocante misoginia

  1. Lo sketch di Marcorè era debole, qualunque stand up comedian americano ma anche il nostro Corrado Guzzanti avrebbe fatto meglio..credo comunque che l’intento di Marcorè fosse mostrare la beceraggine di Gasparri che stava imitando però ha fatto cortocircuito con quello che il pubblico medio anti-berlusconiano pensa di Mara Carfagna e su come si sia “meritata” il posto di ministro che ha ottenuto

    • cioè di come il pubblico anti-berlusconiano medio immagina che la Carfagna abbia fatto carriera in politica…non c’è alcuna prova che la Carfagna abbia fatto carriera grazie a “meriti di letto” ma questa è l’opinione diffusa specie tra gli anti-berlusconiani..come è diffusa l’opinione che se facevi la soubrette in TV e hai fatto i calendari nuda non sei in ogni caso degna di fare il ministro (e delle Pari opportunità poi!) questo non è il mio pensiero ma è quello di molti e molte e sospetto sia anche quello della Carfagna stessa dato che cerca in ogni modo di far dimenticare il suo passato professionale

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