Porno, sesso e potere

Porno, sesso e potere.

25 pensieri su “Porno, sesso e potere

  1. non ho mai letto di una pornostar o di un pornodivo che abbia ripudiato o peggio, ucciso la propria figlia perchè non voleva vivere come i genitori. E poi la solita storia del porno visto come il male senza appello che sarebbe ovunque,,,poi non confondiamo col porno la donna erotica, seduttiva o che desidera fare sesso in un modo piuttosto che in un altro. Spero di sbagliare ma leggendo l’articolo sembra che ancora fermi alla donna che si depila e mette i tacchi = schiava inconsapevole del patriarcato o anti-femminista? Come se gli uomini non si prendessero cura del proprio, come se l’estetica non fosse parte del nostro essere

    • Per me la pornografia non è “il male senza appello”, ma mi trovo d’accordo con la definizione di Catharine MacKinnon sul fatto che nella pornografia (almeno in quella mainstream) è rappresentato il legame fra sesso e potere, legame che secondo me andrebbe reciso nettamente.
      Il sesso non è una questione di potere, piuttosto di condivisione, reciprocità, attrazione, amore, curiosità, apertura all’altro/a. Le pratiche di dominazione/sottomissione, peraltro, confinano il rapporto di potere al gioco erotico: al di fuori della camera da letto non c’è manipolazione, violenza o umiliazione (o almeno non dovrebbero esserci in una relazione sana).

      Per me la pornografia non è sbagliata nel rappresentare il sesso, ma nel riprodurre all’interno di esso rapporti di potere che spesso finiscono per coincidere con quelli presenti nella società: e allora abbiamo la solita vecchia storia della dicotomia santa (= vittima) vs puttana, abbiamo la violenza maschile, abbiamo disprezzo o scherno nei confronti della sessualità femminile.

      La seconda parte dell’articolo, quella sulle “micro-correzioni” dell’immagine corporea, è discutibile, ma io l’ho condiviso principalmente per ciò che esprime nella prima, che sento molto vicino alla mia posizione.

    • Io lo vedo, invece, e mi sembra che sia direttamente collegato all’oggettivizzazione della donna, ma certo non è l’unica versione esistente. Non sono qui per dare giudizi di merito, solo per esprimere la mia personale visione su qualcosa.

      http://malpertuis.org/2012/11/03/pornopticon-2-0/: in questo articolo (in particolare nei paragrafi Il corpo porno, Assenza di trama, pienezza di discorso, Sei una troia, pulisci tutto e Monkey see, monkey do), c’è un’analisi interessante e ben strutturata sulla pornografia.

      Dissento sul fatto che la pornografia, di per sé, sia una forma di violenza sulle donne e di oppressione. Lo è solo nel momento in cui perpetua un rapporto di potere, di gerarchia. La subordinazione e l’oggettivazione, infatti, implicano il non riconoscere la persona subordinata come individuo. Cito dal post: “L’oggettivazione è il più grande nemico dell’empatia, preclude ogni tipo di sentimento, così come frena ogni tipo di inibizione: se chi ho di fronte è un oggetto, cosa mi vieta di compiere ogni tipo di azione su di esso?”.

      • Partiamo da un fatto , tutto gli uomini che sanno usare internet si guardano i porno anche i fidanzati delle femministe anti-porno, e spesso si masturbano anche quando sono fidanzati,poi il porno rappresenta in genere delle fantasie erotiche maschile quindi come un film o un videogioco è finzione, sul discorso delle oggettivazione non concordo , molte pornostar quando recitano hanno una espressione molto contenta e non sembrano affatto disdegnare quello che fanno, anzi potrei dire che godono pure loro, poi le donne non sono tutte uguali, quindi quello che dice l’ articolo non è vero, una donna può non trovare umiliante dopo aver praticato un fellatio ingoiare lo sperma(vedi sasha grey), e per ciò che riguarda il sadomaso ci sono anche uomini sottomessi e tieni o presente che spesso fanno vedere gli attori che ridono dopo aver finito il video, e comunque nel sadomaso c’ è sempre una parola di sicurezza che l’ attore o l’ attrice sottomessa può dire per fermare tutto. scusami se magari sono sceso troppo nei particolari ma l’ articolo lo faceva.

  2. Non preoccuparti, partire dai fatti è essenziale. Esistono pornostar che provano piacere in quello che fanno, e altre (come gli esempi citati nell’articolo) a cui causa seri problemi, disagio e sofferenza.
    Ingoiare lo sperma non è umiliante di per sé, lo è se la donna è forzata, costretta a farlo. Come tutte le altre pratiche sessuali, del resto. Delle “safeword” nei rapporti sadomaso avevo sentito parlare, sono un segno di rispetto, fiducia, attenzione per l’altro/a (nella risposta a Paolo dicevo infatti che il rapporto di potere resta confinato alla pratica sessuale, ma non alla relazione fra i partner).

    Il fatto che molte attrici provino piacere, o siano felici di recitare non significa che una certa pornografia (come negli esempi citati nell’articolo) non mostri una rappresentazione di oggettivizzazione e non raffiguri rapporti di potere. Anche le veline sono lì per libera scelta e sono felici del loro ruolo, ma il loro ruolo è pura mercificazione.
    Occorre separare la narrazione che la pornografia mostra dal piano materiale, dove agiscono gli attori.

    Proprio perché moltissimi uomini e donne consumano spesso pornografia, sarebbe auspicabile non eliminarla (che è insensato), ma cercare di fare in modo che offra una rappresentazione meno stereotipata (il porno è ricchissimo di stereotipi) e libera dai rapporti di potere (tranne dove è naturale che vi siano, come nel sadomaso, ovviamente).

    • be è ovvio che la donna non deve essere costretta ad ingoiare lo sperma, al massimo l’attore può poggiare le mani sulla sua testa mentre lei gli pratica un fellatio ma senza spingerla ovviamente,be per essere precisi le safeworld sono un elemento di sicurezza per capire quando il gioco si deve fermare,è ovviamente sono molto importanti , poi l’ articolo fa casi di pornostar limiti , be la pornografia come tutte le cose ha anche cose negative e brutte vicende ma come ho detto prima tutte le cose hanno qualche aspetto oscuro,sulle veline non concordo, secondo me alla fine sono delle ballerine e quindi è normale che il loro ruolo si fermi agli stacchetti , poi penso che il problema è che manchi una giusta educazione sessuale nelle scuole e nelle famiglie, questa è la giusta soluzione, poi comunque esiste pure un porno femminista.

      • Scusa per il ritardo nella risposta, sono stata impegnata in questi giorni😦

        Sul fatto che in Italia manchi un’educazione sessuale che aiuti i ragazzi e le ragazze ad avere una visione aperta e consapevole sul sesso, invece che ricevere solo vuote informazioni sull’apparato riproduttore, il ciclo mestruale e la gravidanza nell’ora di scienze (alle medie, o perfino solo alle elementari), sono completamente d’accordo.

        Esiste anche una pornografia femminista, certo, e il suo obiettivo è proprio di costruire un’alternativa alla pornografia mainstream basata sul binomio “sesso-potere”. Qualsiasi modello, quando uno standard unico, non può che essere costrittivo e limitante – basta pensare alla divisione dei giocattoli per bambini e per bambine.

        Il ruolo delle veline è sostanzialmente inutile e decorativo: “Il corpo delle donne” ci ha mostrato come questo sia il ruolo sistematicamente affidato alle donne in TV (e non solo). E poiché l’immaginario si riflette sulla società, questa è una cosa da combattere: combattere mostrando alternative, eliminando lo standard unico di cui dicevo prima.

  3. ladymismagius be inutile non credo proprio essendo che le veline ci sono nello spot pubblicitario in mezzo a striscia l’ unico, quindi per il programma sono importanti, sul fatto che esse non parlano be sono delle ballerine, e quindi è normale che non parlano, sul fatto che sono viste da molte ragazzine come un punto da raggiungere, perché hanno soldi , sono conosciute e hanno dei bei fidanzati, e lo stesso motivo perché molti dei ragazzi vogliono fare i calciatori, e comunque se al posto delle veline ci fossero degli uomini come ballerini e delle condurtici io non ci vedrei nessuno scandalo.

    • Probabilmente risulterebbe molto più anomalo, agli occhi della maggior parte delle persone, vedere degli uomini ballare con indosso solo degli slip, inquadrati dal basso. Ma il problema non è certo rappresentato dai vestiti succinti.

  4. Il fatto che la presenza di figure femminili con funzione decorativa e in abiti succinti sia apprezzata dal pubblico la rende “giusta”?
    Io credo che la nostra estetica sia satura di corpi perfetti e vuoti – poiché privati di qualsiasi senso relativo all’individuo: sono soltanto corpi – che finiscono per banalizzare la forza e la bellezza del corpo, per banalizzare questa vista, un po’ come l’inquinamento luminoso ci impedisce di vedere le stelle, ma in peggio, perché questa riproposizione onnipresente di corpi sessualizzati comporta una perdita di senso.

    • SI, questo non vuol dire mica che tutte le donne in tv devono fare questo , ma che qualcuna con questo ruolo ci debba essere, Be vuoi dire che le vorresti più in carne? o più grandi d’ età? be questo problema si può risolvere, ci sono donne molto belle che non sono taglia 42 e donne anche molto belle che hanno superato i 40 anni, poi se vuoi dire che dovrebbero non solo ballare, ok ma le ballerine fanno principalmente quello

      • Sì, vorrei vedere più varietà nei modelli di donna proposti dalla televisione. Di certo vorrei delle donne che intervengano su temi “importanti” della società, come politica, economia, ecc con competenza, trattate con rispetto (odio il fatto che spesso le opinioni di una donna siano delegittimate solo dal suo essere donna), e non siano relegate agli argomenti di “costume”, come il gossip, la moda, la chirurgia estetica e il vuoto totale.
        Vorrei che le donne interagissero alla pari con gli uomini, invece di fare da cornice o di dover occupare spazi tradizionalmente femminili. Se la figura della ballerina, piuttosto che quella della giornalista (giornalista con personalità, come ad esempio Milena Gabanelli, non i manichini che leggono le notizie al tg) non fosse così dominante, e se non fosse così sessualizzata (ricordo Ainette Stephens nei panni della “gatta nera” nel Mercante in Fiera: un gioco guardato dalle famiglie all’ora di cena con la valletta strizzata nella tutina super-aderente e tacchi altissimi? Non lo dico per moralismo, dico solo che certa estetica è troppo pervasiva), non rappresenterebbe un problema.

  5. ladymismagius be nei tg anche gli uomini sono cosi, escludendo i direttori, che magari fanno gli editoriali, che ci possano essere più donne magari in ruoli chiave,del tipo almeno il 40/45% in ruoli di dirigenza nella televisione, mi va bene ,e anche più giornaliste ecc… comunque non credo che se una cosa la dice una donna viene considerato un parere di serie B, vedendo Servizio pubblico o Ballarò o tanti altri programmi vedo spesso intervenire delle donne, e nessuno li considera pareri si serie b, poi dipende di che donna parliamo, poi bisogna capire una cosa e qui non parlo tanto di te ma parlo delle “femministe” in generale , di quale sia l’ obbiettivo finale,cioè se l’ obbiettivo e quello di avere più donne in dei posti chiave e avere una TV che rappresenti più tipi di donne va bene , un altro conto e se l’ obbiettivo è quello di “stanare” tutte le vallette e toglierle , poi non tutte le donne di spettacolo sono sono solo di cornice , fanno anche le presentatrici e mi sembra che vengono trattate alla pari, perché poi anche negli altri paesi c’ è la sexy donna di spettacolo, la presentatrice super sexy ecc….

    • In riferimento ai tg, volevo solo fare un esempio di cosa NON intendo con giornaliste/i.
      Per quanto mi riguarda, sì, l’obiettivo è avere più donne (competenti, qualificate e possibilmente interessate a favorire ulteriormente l’empowerment femminile e apportare una visione differente, perché altrimenti non serve a nulla che siano donne) in posti chiave e una pluralità di figure femminili che forniscano modelli non stereotipati e positivi.

      Ovviamente non tutte le donne di spettacolo sono relegate a ruoli marginali, ma per quanto riguarda l’Italia vedo troppe figure femminili insignificanti a condurre (tipo Barbara d’Urso o tutte quelle conduttrici di inutili programmi pomeridiani/domenicali/mattutini/quello che è).

      • va bene ladymis ma fino a prova contraria anche per condurre un tg bisogna essere giornalisti.
        e capisco cosa intendi ma ci tengo a dire che occuparsi di moda non è meno “onorevole” che occuparsi di economia (comunque Myrta Merlino se ne è occupata)

  6. Certo, è solo che non è un’occasione in cui si ha la possibilità di mostrare le proprie qualità professionali, di farsi valere…io mi sentirei piuttosto inutile e ridicola se dovessi sprecare la mia professionalità leggendo notizie stile TG1 di Minzolini.
    Occuparsi di moda non è affatto meno “onorevole” rispetto all’economia o alla politica (la moda è un’espressione culturale e artistica importante), anche se di certo economia e politica sono percepite come più importanti, e chi se ne occupa come più autorevole, più esperto di chi si occupa di moda, ma se si definisce la moda come un ambito di competenza femminile e l’economia come un ambito di competenza maschile (non sto dicendo che ciò avvenga sempre, è solo un esempio), allora non si dà modo alle donne di occupare gli stessi ruoli degli uomini, e questo si somma alla già non proprio brillante presenza femminile nella nostra televisione.

    • comunque tornando al argomento da cui siamo partiti, in camere da letto se i partner sono adulti e consenzienti non c’ è nessuna cosa che sia umiliante ne per l’ uomo ne per la donna, e non è il porno o la tv , il motivo per cui spesso alcuni uomini trattano male le donne, il problema semmai e la scuola e la famiglia e il contesto socio-culturale.

      • La scuola e la famiglia, assieme alle altre interazioni sociali (gli amici, ad esempio: durante l’adolescenza il gruppo influenza moltissimo ragazzi e ragazze) hanno un peso determinante nel plasmare la mentalità di un individuo, e questo è indubbio.
        Ma vogliamo davvero escludere la pornografia e la televisione dai fattori che condizionano la sua visione del mondo, e di conseguenza i suoi comportamenti?

  7. ladymismagius parlando per me la pornografia , l’ho conosciuta quando già avevo 17/8 anni, ma la TV quella l’ho conosciuta da piccolo,e non mi ha plagiato.

    • Non sto dicendo che debba esserci un’obbligatoria relazione di causa-effetto fra il guardare la televisione e consumare pornografia e l’acquisire una visione del mondo maschilista e/o violenta, semplicemente credo che siano fattori che concorrono a forgiare la visione del mondo di una persona (per fare un esempio più che ovvio, la tv può influenzare le sue idee su temi politici o la sua percezione di un fenomeno sociale).

  8. Salve ladymis, un po’ fuori tempo massimo volevo segnalare che Naomi Wolf nel suo libro appena uscito Vagina.Una storia culturale cerca di spiegare come la pornografia “tradizionale” sia decisamente forgiata sui gusti maschili, e non tenga conto di certe specificità della sessualità femminile. Questo per dire che consiglio il libro anche e soprattutto agli uomini, non per convincerli di niente, ma per invitarli a capire cose che potrebbero aiutarli molto nei loro rapporti con l’altro sesso. Un saluto e complimenti per il tuo blog🙂

  9. anche se non tutto del libro è condivisibile, e una certa terminologia può piacere o meno (io sono allergica ai termini tipo “sacro” o “dea”), dice diverse cose a mio parere molto giuste e di cui si parla troppo poco. Buona lettura!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...