Spagna: legge sull’aborto sotto attacco

Spagna: cosa c’è dietro all’attacco alla legge sull’aborto – Monica Lanfranco – Il Fatto Quotidiano. Sono profondamente ferita e indignata nel leggere che in Spagna il nuovo governo ha avanzato la proposta – e per fortuna al momento si tratta solo di una proposta – di limitare fortemente la possibilità per le donne di ricorrere all’interruzione di gravidanza, vietandola in caso di malformazione del feto e condizionandola all’approvazione di una commissione apposita in caso di stupro. La commissione dovrebbe acconsentire all’aborto se ritiene che la vittima abbia subito “danni emotivi” tali da giustificarlo, e in caso contrario potrebbe impedirlo.

Come può qualcuno che non ha vissuto l’esperienza dolorosa, traumatica e distruttiva dello stupro pretendere di quantificare i “danni emotivi” che ha lasciato in una donna? è la sua carne ad essere stata ferita, violata, umiliata, è il suo animo ad essere lacerato, sconvolto, in una maniera che né io né nessun altro che non ci è passato riusciremo mai a comprendere. Voglio riportare una testimonianza di Eve Ensler, scrittrice e drammaturga femminista (I Monologhi della Vagina, Io Sono Emozione, Se Non Ora Quando?), che ha subito uno stupro all’età di 14 anni, per tentare di rendere l’idea. Eve ha scritto questo pezzo come lettera aperta al parlamentare repubblicano Todd Akin, che aveva tentato di giustificare le restrizioni all’accesso all’aborto negli USA sostenendo che in caso di “stupro legittimo” (e sa solo lui cosa significhi) non c’è alcun bisogno per la donna di abortire, poiché il corpo evita la gravidanza da solo. Un altro esempio di uomini che tentano di legiferare sul corpo delle donne, escludendole dal dibattito come se si trattasse di un campo di battaglia e non di una parte di esseri umani dotati del diritto di autodeterminarsi. Le parole di Eve, scritte nell’agosto del 2012, si adattano perfettamente anche al ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz-Gallardón. 

Cercherò di spiegarle l’effetto che ha sulle menti, cuori e anime dei milioni di donne che vengono stuprate su questo pianeta. È una forma di stupro reiterato. Il presupposto alla base della sua affermazione è che non ci si deve fidare delle donne e delle loro esperienze. Che la loro comprensione di cosa è lo stupro deve essere stabilita da un’autorità superiore, più qualificata. Così facendo vengono delegittimati, minati e sminuiti l’orrore, l’invasività, la profanazione che hanno sperimentato. Questo le fa sentire sole e impotenti tanto quando si sentivano al momento dello stupro.

Voglio che chiuda gli occhi e immagini di essere nel suo letto o contro un muro o rinchiuso in un piccolo spazio soffocante. Immagini di essere legato lì e immagini che un estraneo, amico o parente aggressivo, indifferente, invasato le strappi i vestiti di dosso e penetri il suo corpo – la parte più personale, sacra, privata del suo corpo – e che si faccia strada dentro di lei con tale violenza e odio da lacerarla. Poi immagini lo sperma di questo estraneo schizzare dentro di lei e riempirla senza potersene liberare. Sta piantando qualcosa dentro di lei. Immagini di non avere alcuna idea di che cosa consista quella vita, spiritualmente concepita nell’odio, senza conoscere lo stato mentale o fisico dello stupratore.
Poi immagini che arrivi una persona, una persona che non ha mai sperimentato lo stupro, e che quella persona le dica che non ha altra scelta se non tenere il prodotto di quello stupro che le cresce dentro contro la sua volontà e che quando sarà nato avrà il volto del suo stupratore, il volto della persona che ha sostanzialmente distrutto il suo essere e lei dovrà guardare quel volto ogni giorno della sua vita e verrà giudicato severamente se non riuscirà ad amare quel volto.

(Eve Ensler, tratto da Mister Todd, le spiego lo stupro cos’è)

Questa descrizione ci aiuta a comprendere cosa rappresenti il dover portare a termine una gravidanza non voluta, non scelta, contro la propria volontà per una donna: l’impossibilità di riprendere il controllo della propria vita, del proprio corpo, l’impossibilità di lasciarsi alle spalle l’immenso dolore dello stupro. Questo è quello che accadrà se un gruppo di estranei stabilirà che in fondo  non è stato poi così doloroso, non è stato poi così orribile, e poi cosa sarà mai, portare a termine la gravidanza?

Se è disposto a scendere nel cuore di queste tenebre, capirà presto che non c’è nessuno che possa fare la scelta di avere o non avere quel bambino se non la persona che lo porta dentro.
Ho passato molto tempo con le madri che hanno dato alla luce bambini che sono il prodotto di uno stupro. Ho visto come si torturano lottando contro il loro odio e la loro rabbia, cercando di non proiettarli sui propri figli.
Chiedo a lei di uscire dal mio corpo, uscire dalla mia vagina, dal mio utero, di uscire da tutti i nostri corpi. Queste non sono decisioni che sta a voi prendere.

 

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...