Siamo persone libere, prima di essere femmine e maschi

Siamo persone libereprima di essere femmine e maschi | La ventisettesima ora.

14 pensieri su “Siamo persone libere, prima di essere femmine e maschi

  1. anche se penso che al di la delle differenza biologiche ci siano anche delle differenza comportamentali fra uomini e donne per natura.

    • Come dicevo a Paolo, è pressoché impossibile scindere in maniera univoca natura e cultura, per cui la società dovrebbe impegnarsi nel creare una cultura il più possibile volta a favorire il libero sviluppo dell’individuo, rimuovendo i modelli “a senso unico”, il binarismo di genere, l’eteronormatività, e ogni sorta di preconcetti e stereotipi discriminanti.

  2. ma l’essere persone non nega l’identità sessuale o di genere, non preclude l’essere maschi, femmine, uomini, donne, cisgender, transgender..francamente non credo che l’essere donne o uomini sia solo e soltanto costruzione sociale noi siamo un mix di natura, cultura e storia ma questo non ci rende meno liberi di decidere per noi stessi..basta ricordare che donne e uomini sono moralmente e intellettualmente par nel bene e nel male.
    Si può vivere la mascolinità e la femminilità (che sono comunque concetti in evoluzione) ed essere persone..si può essere uomini e persone, donne e persone. E non trovo nulla di morboso nel chiedere il sesso del nascituro…e non esiste un solo modo di essere donne o uomini..e la filosofia della differenza è qualcosa di più complesso di quel che pensa Vassallo, che la si condivida o no (e anche per me possono esserci cose condivisibili e altre meno). E una persona che vive la sua identità di genere in un modo o in un altro non sta per forza aderendo passivamente a un ruolo..non c’è una identità di genere, diffusa o no, che sia più libera e autentica di un’altra, e lo stesso vale per i modi di vivere la propria sessualità, la seduzione (che non è solo femminile) che co munque è una cosa che fa parte del nostro vivere come anche altre eccetera

    • L’identità individuale è una questione complessa e sfaccettata, un intreccio di natura e cultura come dici tu, ed è difficile stabilire dove finisca l’una e cominci l’altra: per questo sarebbe auspicabile che la società cercasse di rimuovere gli ostacoli al libero sviluppo dell’individualità di ciascuno, come stereotipi, binarismo di genere, eteronormatività, modelli “a senso unico”.
      Porre il genere PRIMA dell’individualità, della personalità, è sbagliato: io mi riconosco prima come quella che sono, frutto della mia storia, delle mie idee ecc, che mi definiscono come individuo prima che come donna. A volte vorrei semplicemente che il mondo dimenticasse che sono una ragazza quando si relaziona con me. Tutto quello che dico e faccio viene filtrato preventivamente attraverso il mio essere femmina. Mi spiego? è per questo che mi riconosco nell’articolo di Nicla Vassallo.

      Sai che sono d’accordo con te sul fatto che non c’è un modo di vivere la propria identità meno libero di altri (anche se per me il discrimine sta nella consapevolezza: se decidi di fare qualcosa solo per assecondare le aspettative altrui, per accontentare gli altri, per corrispondere ad un modello, puoi essere veramente libero? E, cosa più importante, puoi essere felice?).

      • ma tu sei una ragazza, più che dimenticarsene il mondo dovrebbe rispettarti come persona come ragazza.
        Poi dipende da tante cose..fare scelte solo e soltanto per assecondare gli altri non porta alla felicità..però bisogna vedere caso per caso..i figli che seguono le orme dei genitori possono farlo per un reale desiderio..nelle coppie è bene fare anche cose che rendono felice l’altro, la cosa deve essere reciproca..poi sarebbe bene seguire le proprie inclinazioni cercare la propria strada senza preoccuparsi se segua un “modello” o meno..se una decide di fare la maestra d’asilo non deve preoccuparsi di seguire un modello “femminile” se è quello che ha deciso, lo stesso se vuole fare il soldato ..è un ambito, un mondo ancora a maggioranza “maschile”? Sì ma se vuole farlo deve poterlo fare

  3. noi siamo un intreccio di natura, cultura e storia inestricabile, ma ciò non ci rende meno in grado di decidere per noi stessi. L’identità di genere cisgender o transgender che sia e nei vari modi di viverla, più o meno diffusi, si basa anche su pulsioni radicate in noi

  4. Paolo, il fatto è che troppo spesso mi rendo conto che quello che dico sarebbe preso maggiormente in considerazione, avrebbe più valore per le persone con cui mi relaziono, se io fossi un ragazzo. Il fatto di essere una ragazza costituisce un filtro preventivo a tutte le mie parole: “dice così perché è una ragazza”. Io non voglio che sia così! Voglio che il mio sesso non influisca minimamente sulla percezione che gli altri hanno di ciò che dico. Questo non c’entra nulla con il rispetto (che peraltro esigo come individuo, a titolo personale).
    Nella nostra società, il neutro coincide con il maschile, questo nonostante tutte le trasformazioni che sono avvenute e continuano ad avvenire. Di conseguenza, accade meno spesso che un parere di un soggetto di sesso maschile sia un “parere maschile”, mentre quasi sempre un parere di un soggetto femminile è un “parere femminile”. E questo mi fa veramente indignare, perché è considerato normale che una donna parli a nome del proprio genere (e così si arriva a ritenere normale che la Santanchè sia considerata rappresentante delle donne), mentre nessuno si sognerebbe mai di ritenere che, ad esempio, Berlusconi parli a nome di tutti gli uomini: un’opinione di un soggetto di sesso maschile è l’opinione di un individuo.

    • Be il discorso che fai è complicato, comunque ormai penso sia raro che qualcuno, consideri il parere delle donne di serie B, poi sulla frase “dici cosi perché sei donna” bisogna anche vedere il contesto in cui viene detta, esempio se magari tu critichi una pubblicità dove ci sono donne nude , magari qualcuno ti dice “la critichi perché tu sei donna, se ci fossero stati uomini nudi non l’avresti criticata” quindi in questo caso non mi sembra sessista cosi come la frase varrebbe al contrario, poi evitiamo di parlare di grammatica italiana, perché certi termini neutri non esistono i termini neutri sono solo per gli oggetti , esiste il femminile o il maschile , voglio dire se vuoi riferiti agli esseri umani o alla razza umana o al umanità , usi sempre il ,maschile come vedi.

      • Nel dire “il neutro coincide con il maschile” non mi riferisco alla grammatica, ma alla mentalità. Ovvero, il maschile è considerato lo standard, e di conseguenza il femminile un’alternativa. Per esempio: quando l’artista Miss Tic ha esposto i suoi lavori a Roma, Repubblica ha titolato “la street art è donna”.
        Se li avesse esposti un uomo, avrebbe titolato “la street art è uomo”? No, perché la cosa “diversa” è quella femminile, la normalità è maschio.
        Ne sono un ulteriore indicatore tutti i titoli che presentano le parole “al femminile”, “in rosa” (di quest’ultimo non se ne può più, è talmente ripetuto da diventare stucchevole, ed è ridicolo che qualsiasi cosa una donna faccia debba essere bollata come rosa) per evidenziare che c’è dietro una mente femminile.

        Ora, la lingua è un sintomo del problema; io non sono il tipo di persona che si impunta sull’eliminare l’articolo “la” davanti ai cognomi femminili o sui femminili (direttora, direttrice o direttore, avvocata o avvocato, ministro o ministra: non è quello l’importante) ma mi sembra evidente che bisognerebbe smetterla di “ghettizzare” tutto ciò che le donne producono come “scrittura femminile”, “arte femminile” ecc: la scrittura, l’arte, sono universali e al contempo individuali, ovvero ognuno ne dà un’interpretazione personale.

      • c’è una corrente femminista che alla “differenza” femminile ci tiene e la interpreta in positivo. Secondo me non ha senso negare che ci sono i maschi e le femmine e ci sono varie identità di genere cis e
        trans..alla fine basta ricordare che siamo pari moralmente e intellettualmente nel bene e nel male..e il “femminile” (qualunque cosa si intenda) non vale meno rispetto al maschile (qualunque cosa si intenda)

    • Capisco quello che vuoi dire e concordo , comunque tornado alla questione centrale, oltre al discorso biologico uomini e donne sono diversi, ok possono fare quasi le stesse cose(quel quasi si riferisce ad i lavori pesanti che in genere sono fatti quasi completamente dai maschi) , esempio voglio fare un esempio con te ti prego di rispondere sinceramente ti piace il calcio?le moto?le auto? i giochi ed i film di guerra?

      • Anche se non credo che io possa valere come campione statistico, ecco le mie risposte:
        – seguire il calcio in tv non m’interessa affatto. Non ho guardato nemmeno le finali dei mondiali 2006. Tuttavia, a scuola sono il portiere della squadra femminile del torneo di calcio a 5 e mi diverto parecchio, in generale mi piacciono le sfide e gli sport di squadra e sono piuttosto competitiva;
        – non mi piacciono né moto né auto, per niente.
        – Non ho mai visto un film di guerra; una volta due miei amici hanno cercato di insegnarmi a giocare a Call of Duty, sono negata (essendo che prima di allora non avevo mai preso in mano un controller, la mia famiglia non possiede né Playstation né Xbox) ma è stato appassionante e mi sentivo molto coinvolta. 🙂

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