Nerds and Male Privilege

Nerds and Male Privilege.

23 pensieri su “Nerds and Male Privilege

  1. l’importate per me è che il personaggio sia caratterizzato in maniera adeguata anche negli abiti..giudicare il maschilismo in bse ai centimetri di pelle esposta non mi convince

  2. be non concordo spesso i protagonisti maschili sono a petto nudo, con i muscoli in evidenza che sono il lor punto forte , e in quel caso sono oggetti sessuali , gli uomini valorizzano quello, le donne invece il seno le gambe e il lato B.

    • ma io ho dei dubbi su tutto il discorso dell’oggetto sessuale..se una persona si eccita per il fisico di un personaggio maschile o femminile più o meno in evidenza questo non mi pare un male.non vuol dire “oggettificarlo”.

  3. scusa se ti scrivo qua in riferimento a quello che hai scritto su UAGDC..nemmeno io trovo attraenti i corpi obesi e non c’è niente di male, non c’è niente di cui vergognarsi se certi corpi ci attraggono più di altri (questo non mi impedisce di avere amici o amiche grasse) questa non è discriminazione..e non è discriminazione dire
    che l’obesità provoca danni alla salute oltre ad essere inestetica. E senza voler colpevolizzare nessuno mi pare altrettanto sbagliato far passare il messaggio che l’obesità è un destino ineluttabile tutte le persone obese tali sono destinate a restare per sempre..perchè non è vero..perdere peso è possibile, non è facile ma è possibile

    • posto qui perchè da quel blog mi hanno bannato.
      Comunque comunque migliorando la propria alimentazione e facendo esercizio si può dimagrire (ora i medici e nutrzionisti sapranno dirlo .
      meglio di me.
      Tornando alla bellezza..ogni epoca e ogni cultura ha dei canoni estetici maschili e femminili così come ogni persona ha i suoi gusti estetici..ma va da sè che la bellezza anche fisica è plurale e sfaccettata..esiste anche chi trova la grassezza attraente e ne ha tutto il diritto..io non disprezzo le persone molto grasse ma non mi sento intollerante solo perchè le ragazze da cui mi sento attratto sono magre (senza essere scheletri) o formose ma certo non obese. Io sono magrolino, con la pancetta (dovuta al fatto che non mi alleno). tante ragazze non mi trovano desiderabile fisicamente ma non le considero intolleranti per questo (so che esistono anche ragazze che hanno altri gusti, come è normale che sia). Mi limito a sperare di incontrare qualcuno che mi desideri come io desidero lei…e per me l’attrazione fisica è fondamentale in qualunque relazione amorosa. Scusa, ki fermo qua

    • “Comunque comunque migliorando la propria alimentazione e facendo esercizio si può dimagrire (ora i medici e nutrzionisti sapranno dirlo .
      meglio di me.”

      e questo non significa disprezzare chi non ci riesce o chi non vuole, significa dire che tenendo conto della propria costituzione fisica si può migliorarsi. Certo se l’obesità ha cause psicologiche è consigliabile risolvere quelle prima.poi ognuno fa il suo percorso

    • “Mi pare altrettanto sbagliato far passare il messaggio che l’obesità è un destino ineluttabile…” Io credo che la nostra società cerchi di far passare il messaggio opposto, cioè che le persone obese non hanno “diritto” ad apparire (e, per come funziona la nostra società, ad essere), che è una “colpa” essere obesi perché non si è voluto tentare di dimagrire.
      La nostra società offre interventi chirurgici di restringimento dello stomaco per coloro che non riescono a dimagrire, oltre ad una miriade di diete e prodotti dimagranti. La nostra società preferirebbe non vedere le persone grasse…

      Questo credo sia fonte di sofferenza per coloro che subiscono questo tipo di discriminazione. Il modo peggiore di dire a qualcuno “tu sei sbagliato”. Ed è per questo che mi sembra sbagliato provare un’irrazionale repulsione quando vedo per strada una ragazza come quelle delle foto di Rancinan – e so che non è giusto, ma non posso impedirmelo…

      • Se tu urlassi a quella ragazza (ma anche ragazzo) “mi fai schifoooo” solo per il suo aspetto allora sì che non sarebbe giusto..ma il nostro non sentirci attratti da certi corpi non è giusto nè sbagliato. mi ripeto: dire che l’obesità (e non sto parlando di chi ha solo qualche chilo di troppo) è dannosa per la salute (e non solo per l’estetica) non è discriminante..è vero come la medicina conferma (poi c’è pure chi dice “io sono grasso e sto benissimo” ok ma c’è anche chi fuma senza che gli venga il cancro al polmone mentre uno che non fuma può ammalarsi ma questo non vuol dire che fumare faccia bene) e non è discriminante dire che si può perdere peso senza obbligare qualcuno che non vuole
        Insomma se uno non prova attrazione fisica verso una persona affetta da nanismo (non è proprio la stessa situazione ma vabbè) non vuol dire che la disprezza nè che vuole obbligarla a farsi fare l’allungamento.
        Ma fammi capire..sulle sigarette è scritto per legge “il fumo uccide”..trovi che sia sbagliato perchè “colpevolizza” i fumatori che non hanno mai provato a smettere o hanno fallito?

      • comunque per la cronaca: il restringimento dello stomaco è una soluzione estrema che si fa solo in casi di obesità molto grave e da solo (cioè senza alimentazione ed esercizio) comunque non è risolutivo, mi pare

  4. No, dire che l’obesità è dannosa per la salute è un fatto; ma anche la dieta vegana (completa assenza di qualsiasi alimento di origine animale) è dannosa per la salute, eppure è socialmente accettata, anche il binge drinking (bere fino a ubriacarsi) e il fumo sono socialmente accettati e perfino approvati.
    A volte mi domando se l’aspetto della salute non sia una sorta di “schermo” politicamente corretto per nascondere il fatto che l’obesità ci fa repulsione (a noi come società, intendo dire).

    No, le scritte “il fumo uccide” non colpevolizzano perché dicono ai fumatori “quello che fai è sbagliato”, non “quello che sei è sbagliato”. Perché l’obesità coinvolge l’identità della persona molto più del fumo.

    Quello che sto scrivendo sono solo riflessioni personali, non pretendo di elevarle al rango di convinzioni profonde come il resto di quello che scrivo. Solo pensieri.

    • che il fumo sia così socialmente accettato..non lo so (hai visto Thank you for smoking?)..comunque se la dieta vegana fa male e ci sono prove scientifiche si farebbe bene a dirlo senza badare alle proteste dei vegani (che sicuramente diranno di essere discriminati dalla società “specista”) i quali per quanto mi riguarda sono liberissimi di continuare nel loro stile di vita finchè non lo impongono a me (del resto a me la carne piace, qualche volta eccedo ma so che mangiarne troppa fa male)
      Lo stesso vale per gli obesi (in quel caso c’è anche una costituzione fisica che predispone così come certe persone di costituzione gracile non diventeranno mai obese..o è difficile che lo diventino anche se ingrassano così anche un obeso può dimagrire anche se esile non sarà mai e dirlo non è discriminante

  5. insomma..io so che molti medici considerano l’obesità o almeno certe forme di obesità una patologia..sicuramente è una condizione che espone a patologie (certo esattamente come l’essere scheletrici, per carità) il che certo non vuol dire che gli snelli non si ammalano mai.comunque è un fatto..e il dimagrimento potrebbe far parte di una cura che nessuno può essere obbligato a fare. Se un vegano contraesse anche a causa del suo stile di vita una malattia e la sola cura fosse mangiare una bistecca non è discriminazione dirlo (poi lui forse si rifiuterà di crederlo, i vegani insorgeranno, qualcuno dirà “io sono vegano da sempre e sono sano come un pesce” eccetera) poi starà a lui decidere cosa vuol fare. Quanto alla repulsione rimando al discorso sui canoni estetici che ho fatto sopra e che del resto riprende qualcosa che ho detto più volte

  6. paolo1984 sei andato un pà troppo avanti io ho semplicemente detto che essere obesi che è molto diversa da essere sovrappeso , può causare grossi problemi alla salute, cosi come anche i problemi anche se diversi e più gravi li hanno le persone anoressiche, ma quando si parla di obesità si parla solo di un fattore di bilancia non di estetica, ti faccio un esempio io solo alto circa 1.75 e peso cira 70-75% quindi giusto, però ho la pancia un pò rotonda, perché negli uomini il grasso si mette li come nelle donne il grasso si mette nei glutei, per questo vedi modelle bellissime che però non hanno dei glutei sodi perché per averli sodi bisogna fare degli esercizi, quindi il discorso del obesità non c’ entra con le ragazze che vogliono dimagrire eccessivamente , ne con le modelle curvy che non sono affatto obese. e ladymismagius vedi che il fatto del eccessiva magrezza non è una cosa che vogliono gli uomini eterosessuali è una cosa imposta dalla moda che si sa è gestita da uomini e donne non etero, al massimo gli uomini vogliono le donne con i seni grossi (anche se non sempre basta prendere una famosa ex-pornostar come Sasha Grey che però ha i seni piccoli)

    • La moda è solo uno dei fattori che condiziona il canone estetico di una società, anche se per la sua essenza di “vendere un sogno” ha una capacità di influenzare l’immaginario collettivo molto alta rispetto ad altri.
      Ci sono modelli di immagine femminile “ideale” rivolti agli uomini (come nelle riviste stile GQ o Playboy) e modelli di immagine femminile “ideale” rivolti alle donne (nelle riviste di moda e nelle pubblicità dei grandi marchi), ed entrambe hanno in comune corpi snelli e tonici, in generale (solo di recente, come reazione ad un canone percepito come opprimente, nel mondo della moda è apparsa l’immagine femminile curvy).
      è interessante, e meriterebbe una trattazione più ampia, confrontare questi due ideali e le loro differenza; per tornare al tema dell’obesità, mi limiterò a dire che in entrambi i tipi di media la rappresentazione delle persone sovrappeso (grasse, non semplicemente curvy o morbide) è assente.

      • trovo che la moda curvy sia utile anche per dimostrare che per essere belle non c’è bisogno di essere magrissime..è il segno di come la bellezza fisica sia plurale…e i canoni estetici anche se cambiano e si allargano non svaniscono, del resto la dimensione estetica fa parte della nostra vita.

  7. Quello che dici è vero: i canoni non possono svanire. è importante però che diventino più flessibili, più aderenti alla molteplicità e alle differenze che esistono fra le persone, in modo che più o meno tutti possano riconoscersi in una “versione idealizzata di sé”, senza vedersi cancellati dall’immaginario.
    E il nostro immaginario, purtroppo, è ancora molto legato ad un’idea di normalità bianca, magra ed eterosessuale (per riferirsi solo alle tre “categorie” più comuni con cui si tende a “classificare” le persone).

    è una cosa poco comune, ad esempio, che i servizi di moda – io leggo Io Donna e non so come siano le cose sulle altre riviste, ma non penso differiscano così tanto – abbiamo per protagoniste modelle di colore o asiatiche.

    • be attenzione la moda può solo mettere donne o uomini belli , non potrà mai mettere uomini o donne brutte parliamo chiare, poi il nostro immaginario, be è un discorso complesso, non penso che la normalità sia sempre intesa come dici tu, ormai i gay sono sempre più acetati gli immigrati o gli italiani con la pelle scura sempre più numerosi, e lo stesso vale per il discorso magrezza, e sul fatto che non vedi spesso modelle di colore o asiatiche essendo una rivista italiana è normale, poi metti su google andrej pejic è vedi se talvolta la moda non può essere “rivoluzionaria”

      • Quello che volevo dire è che la nostra idea di bellezza dovrebbe essere meno rigida e più sfaccettata, non ho mai detto che dovrebbero mettere persone “brutte” sulle riviste di moda, infatti ho parlato di “versioni idealizzate di sé”.

        Io non credo che le persone gay siano poi così accettate nella nostra società, e neppure le persone di colore: la nomina del ministro Cécile Kyenge ha fatto emergere rigurgiti di intolleranza razzista che prima restavano sepolti sotto l’ipocrisia. Basta cercarli nei commenti nei social network, o nella “lettera aperta” che circola su Facebook.

        Forse sono meno di quanti sembrino, ma per quel che mi riguarda ho già letto troppo odio viscerale nei confronti di queste persone da averne abbastanza per sempre.

  8. ladymismagius be le critiche feroci sulla ministra , sono perché lei vuole imporre una norma lo ius soli molto detestata dalla popolazione italiana, senza neanche discuterne di tutte le conseguenze ,di come funziona negli altri paesi , di tutte le eccezioni per non parlare del fatto che non si dichiara completamente italiana strano dato che ha anche giurato sulla nostra costituzione quindi è una ferocia politica , quindi se non avesse proposto lo ius soli e detto quella frase sul Congo nessuno l’ avrebbe criticata.

    • Il ministro Kyenge fa bene a non “rinnegare” le proprie radici, sociali e culturali: integrazione non deve significare assimilazione alla cultura del paese in cui si è accolti, ma pluralismo, diversità, incontro.
      Senza che questo comporti il rifiutare di aprirsi alla cultura locale da parte degli immigrati, ovviamente, ma non mi sembra il caso del ministro. Se non si riconosce completamente nella nostra cultura, non si può fargliene una colpa, né questo implica una contraddizione con il suo ruolo istituzionale.

      Lo ius soli è una questione complessa, e non ho le conoscenze adatte a proporre soluzioni. Mi limito a dire che per un immigrato non proveniente dall’UE ottenere la cittadinanza è molto difficile, ci vogliono 10 anni di residenza regolare, e la legge che regolamenta questo tema risale al 1992. Sono passati 21 anni e viviamo sempre più in una società globale: forse è tempo di un cambiamento, i modi con cui organizzarlo li lascio alle persone competenti a riguardo.
      Però è anche vero che in un Paese con 2,5 milioni di immigrati, il sistema attuale permette di ottenere circa 5-6 mila cittadinanze (dati al 2002, probabilmente ora la situazione è anche peggiorata) all’anno: è molto poco. In questo modo si lasciano moltissime persone in un limbo in cui pagano le tasse, lavorano qui ma non sono cittadini a tutti gli effetti.

      • ha giurato sulla nostra costituzione giusto? ora poniamo (fantascienza) che il Congo invadesse l’ italia lei sarebbe affidabile? lei da che parte starebbe?sullo ius soli ruota tutto hai figli degli immigrati nati in italia , quello puro dice in poche parole se nasci qui sei cittadino qui, questo si applica in 30 stati del mondo quasi tutti nel continente americano , in europa esiste ma con delle limitazioni in francia l’ immigrato deve risiedere per almeno 5 anni e solo dopo se fa un figlio allora sarà automaticamente cittadino francese stesso in Germania solo che li si parla di 8 anni, in italia invece si parla solo di un anno , che onestamente mi sembra troppo poco dato che siamo un forte paese di immigrazione, per non parlare di fare quello puro che sarebbe una follia.

  9. A costo di ripetermi, non credo che ci sia una contraddizione fra il non riconoscersi a livello intimamente personale come completamente italiana, e il ruolo istituzionale che il ministro ricopre.

    Quanto all’acquisizione del diritto di cittadinanza in Italia, cito da Wikipedia:
    La cittadinanza italiana si può acquisire:
    – automaticamente, secondo lo ius sanguinis (per nascita, riconoscimento o adozione, da anche un solo genitore cittadino italiano), oppure secondo lo ius soli (solo nati in Italia da genitori apolidi);
    – su domanda, secondo lo ius sanguinis (vedi sotto) o per aver prestato servizio militare di leva o servizio civile;
    su domanda, per essere residenti ininterrottamente in Italia per 10 anni. Se si nasce in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni, bisogna fare domanda entro i 19 anni;
    – per naturalizzazione, dopo dieci anni di residenza legale in Italia, a condizione di assenza di precedenti penali e di presenza di adeguate risorse economiche; il termine è più breve per ex-cittadini Italiani e loro immediati discendenti (ius sanguinis), stranieri nati in Italia (ius soli), cittadini di altri paesi dell’Unione Europea, rifugiati e apolidi.
    per matrimonio con un cittadino italiano, dopo due anni di residenza legale in Italia o dopo tre anni di matrimonio se residenti all’estero (termini ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi), a condizione di assenza di precedenti penali. Le donne straniere sposandosi con cittadini italiani prima del 27 aprile 1983 acquisivano automaticamente la cittadinanza italiana.
    – su domanda, per essere nati in territori già italiani.
    – su domanda, per essere nati in territori già appartenenti al disciolto Impero austro-ungarico.

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