PSA: Your Default Narrative Settings Are Not Apolitical

shattersnipe: malcontent & rainbows

Victorian Women SmokingImage taken from tumblr.

Recently, SFF author Tansy Rayner Roberts wrote an excellent post debunking the idea that women did nothing interesting or useful throughout history, and that trying to write fictional stories based on this premise of feminine insignificance is therefore both inaccurate and offensive. To quote:

“History is not a long series of centuries in which men did all the interesting/important things and women stayed home and twiddled their thumbs in between pushing out babies, making soup and dying in childbirth.

History is actually a long series of centuries of men writing down what they thought was important and interesting, and FORGETTING TO WRITE ABOUT WOMEN. It’s also a long series of centuries of women’s work and women’s writing being actively denigrated by men. Writings were destroyed, contributions were downplayed, and women were actively oppressed against, absolutely.

But the forgetting part is vitally important. Most historians and…

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20 pensieri su “PSA: Your Default Narrative Settings Are Not Apolitical

  1. certo ci furono donne pirata in occidente (mi viene in mente Mary Read) ma furonopoche rispetto agli uomini..non credo che scrivere un romanzo storico dove i pirati sono uomini sia maschilismo.
    In compenso le piratesse erano molto presenti in Cina (il film Cantando dietro i paraventi di Ermanno olmi racconta la storia di una di loro)…io franvamente vedo nelle fiction di oggi tanti ottimi personaggi maschili e femminili, complessi allo stessomodo

    • L’articolo che ho ribloggato si propone di illustrare che una donna pirata non è storicamente impossibile, irrealistica e inserita in un romanzo di genere fantascientifico/fantasy (ma si applica anche al romanzo storico, ovviamente) solo per ragioni di “politicamente corretto”. Non furono ovviamente la maggioranza, anzi, furono delle eccezioni, ma non per questo è giusto escluderle dalla narrazione: tanto più che se parliamo di fantascienza e fantasy criticare qualcosa perché “storicamente inaccurato” appare un po’ un controsenso…

  2. Valerio Evangelisti ha scritto un trittico di romanzi ambientata tra i pirati dei Caraibi nel ‘600, ci sono personaggi femminili importanti ma i pirati sono tutti uomini e lui si è documentato moltissimo

    • Sui pirati donna mi viene in mente il romanzo “Pirate” di Cecilia Rees, in cui le protagoniste sono una giovane ereditiera, Sharon, e la sua schiava Coleen, che decidono di imbarcarsi su una nave nascondendosi in abiti maschili dopo che Sharon ha perso la sua proprietà ed è stata venduta dal fratello al socio del padre.

      • lady i pirati erano dei criminali feroci , e spendevano tutti i loro soldi in alcol e prostitute, in altri contesti storici anche di guerra una donna la potrei vedere , ma li mi sembra molto difficile da mettere, dovrebbe essere proprio una donna rozza e volgare.

      • Be’, la potenza della letteratura sta nel fatto che vive di immaginazione e non deve sottostare alle “leggi” della realtà. Nessuno si aspetta che un romanzo sia perfettamente aderente alla storia, no (anche se la storia, come dimostrano gli esempi citati nel post originale, ci ha lasciato testimonianza di pirati donna decisamente toste)?
        Il post pone l’accento su due aspetti:
        – storicamente sono esistite donne/persone omosessuali/persone di colore che hanno fatto cose notevoli (per le quali sono rimaste impresse nei documenti giunti fino a noi) e quindi giudicare la presenza di donne/omosessuali/persone di colore nei romanzi come storicamente inaccurata e “politicamente corretta” è falso;
        – la narrazione non ha il dovere di rispecchiare al 100% la storia, la sua natura è di spaziare nell’immaginazione e disegnare nuovi orizzonti dove, perché no, Lancillotto può essere nero…

      • Un autore può fare quello che vuole..ma un Lancillotto nero mi sembra storicamente improbabile..dipende da quanto l’autore vuole essere storicamente attendibile e fino a che punto vuole prendersi delle licenze pur costruendo una storia plausibile e coerente in se stessa..Valerio Evangelisti ha una formazione storica e a queste cose ci tiene, si documenta moltissimo quindi penso che sappia sono esistite piratesse ma sapeva che erano eccezioni (tra l’altro Anne Bonny e Mary Read sono vissute nel ‘700 quindi dopo gli eventi, anch’essi realmente avvenuti che racconta Evengelisti in Veracruz, Tortuga e Cartagena) e quello dei pirati era un mondo maschile (per non dire maschilista) e lo è ancora (i pirati esistono ancora)..tra l’altro i pirati di Evangelisti sono descritti molto realisticamente come i feroci predoni che erano e che spendevano l’oro che saccheggiavano nei modi incui dice alessio

      • lady gli omosessuali potevano anche non fare coming-out ,e in tempi antichi l’omosessualità era anche consentita , c’era sia a Sparta e anche alcuni imperatori romani lo erano, sui neri be mica tutti i neri erano schiavi, il discorso sulle donne pirata , e che in quel tempo essendo che le armi da fuoco erano ancora primitive , e quindi in uno scontro corpo a corpo la donna in genere avrebbe avuto la peggio un conto e se parliamo di donne ricche e potenti magari con la protezione di qualche stato che comandavano quelle navi e quelle flotte ,per questo nei tempi antichi le donne non partecipavano alla guerra ,non era solo una questione maschilista, infatti anche negli eserciti moderni , non tutti mettono le donne in prima linea, per esempio negli USA sono quest’ anno le donne possono stare in prima linea.

      • Le tue osservazioni sono più che condivisibili. Ribadisco però che il punto dell’articolo sta nel mostrare che, ad esempio, le donne pirata sono esistite storicamente (un libro che avevo da piccola ricorda gli esempi di Anne Bonny e Mary Read, che si travestirono da uomini e fecero parte dell’equipaggio del pirata Jack ‘Calico’ Rackham, della cinese Cheng I Shao, o Ching Shih, dell’irlandese Grace O’ Malley e della principessa scandinava Alwinda). Furono eccezioni, ma ci furono.
        Così come probabilmente vi furono centinaia di omosessuali che nascosero la loro identità, di fronte ai pochi che le cronache ci hanno tramandato come apertamente tali.
        Perciò il punto dell’articolo originale, che condivido pienamente è: mettere una donna o una persona omosessuale in un romanzo storico/fantasy/fantascientifico è davvero inaccettabile?

      • certo che non è inaccettabile. Ma infatti questi personaggi ci sono nei romanzi. Poi non è strettamente necessario che un personaggio femminile sia un pirata affinchè sia riuscito..

  3. voglio solo dire che il descrivere un Lancilotto bianco e celtico non qualifica l’autore come “razzista”.
    Comunque nella bellissima serie tv Spartacus molto liberamente ispirata alla rivolta di schiavi del 73 a.C. guidata dal noto gladiatore trace, lo schiavo ribelle Enomao è nero mentre nella realtà era probabilmente originario della Gallia..e non è certo l’unica “licenza” che si sono presi rispetto agli eventi storici…e sono riusciti a restare comunque attendibili perchè comunque gli africani erano presenti nella Roma dell’epoca anche tra i gladiatori, quindi è plausibile che ci fossero anche tra i gladiatori della scuola di Capua..insomma è verosimile..ed è questo che conta

    • per dire: è assurdo pretendere una fedeltà storica piena, romanzieri e sceneggiatori non sono storici, la fiction è fiction non è un documentario nè un saggio storico, l’importante è che la storia sia plausibile, credibile, coerente.
      (tornando a Evangelisti: credo che se avesse trovato documenti che testimoniassero la presenza di una piratessa durante la presa di Veracruz e Cartagena ce li avrebbe messi)..comunque i personaggi femminili di spessore, credibili, plausibili, caratterizzati bene ecc.. non mancano..anche in spartacus.
      tra un po’ al cinema dovrebbe uscire il sequel di 300 “rise of an empire” in cui Eva Green interpreterà la realmente esistita Artemisia I di Caria, alleata del re persiano Serse e l’unico comandante donna delle guerre persiane..non vedo l’ora di vedere questo film..anche qua è assurdo pretendere l’esattezza storica, non è da questo che si giudica la riuscita artistica

      • Grazie per aver aggiunto altre informazioni sull’argomento, è sempre interessante saperne di più.
        Penso sia importante anche personaggi femminili, di colore e/o omosessuali siano rappresentati con spessore, non lasciati ai margini della narrazione.
        Se da una parte è assurdo pretendere che un romanzo sia perfettamente aderente alla storia, dall’altra è bene ricordare che, anche se la storia che si studia a scuola non lo racconta, le donne ci sono sempre state e hanno svolto ruoli importanti. Uno dei commentatori del post originale notava che più di un terzo dei fabbri londinesi nel XIV-XV secolo erano donne, per dire, ma a molti l’idea di una ragazza fabbro suonerebbe strana…

      • capisco..poi l’importante è avere belle storie, appassionanti..scusa se mi ripeto

  4. penso anche a Game of Thrones (romanzi e serie tv ispirati ad essi)..è un mondo fantasy (ma una fantasy “adulta”) inventato del tutto ma ispirato all’europa medievale e assai credibile, è veramente bello..Vabbè la smetto

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