Capire il rapporto fra Islam e Occidente: segnalazioni

colsi la prima mela: Corano, Femminismo e Manipolazione Patriarcale. Nasreen Amina, studiosa delle fonti della religione islamica (Corano e Sunna), confuta i pregiudizi che la nostra cultura ha assimilato nei confronti dell’Islam in riferimento al ruolo delle donne, parlando del problema del velo, del matrimonio e della poligamia, della violenza sulle donne.

Per comprendere il rapporto fra l’Occidente e l’Islam vale la pena leggere L’Islam in Occidente, di Tariq Ramadan, un saggio dedicato in modo specifico al problema del definire un’identità che sia al contempo musulmana e occidentale, del coniugare la dimensione della fede con quella della cittadinanza in un Paese occidentale. L’autore apre il saggio parlando dei principi fondamentali dell’Islam, della visione filosofica dell’uomo e del suo rapporto con Dio secondo la religione islamica, per poi approfondire le fonti della giurisprudenza islamica, i criteri e i processi adottati nei secoli per elaborare il diritto islamico, e infine analizzare come la vita in una società laica e moderna come l’Occidente non crei automaticamente un conflitto con l’identità musulmana, ma sia anzi perfettamente compatibile con essa e come anzi vada ripensato, partendo dalle radici della fede e del diritto, il modo in cui i musulmani si collocano nel contesto occidentale.

4 pensieri su “Capire il rapporto fra Islam e Occidente: segnalazioni

  1. secondo me , una donna islamica non potrà mai essere emancipata, le religioni (almeno le 2 più grandi) considerano la donna , come inferiore e subordinata al uomo, la vedono come santa e come madre non più di questo.

    • Io credo che sia possibile lottare per l’emancipazione e avere fede allo stesso tempo, perché il problema non è nel messaggio dei testi sacri quanto nella sovrastruttura della religione, che è marcatamente patriarcale per ragioni sia storiche che di potere.
      Tuttavia, la religione è un processo di interpretazioni, e queste interpretazioni possono essere fatte in maniera rigida oppure fluida: c’è quindi spazio per l’emancipazione anche all’interno delle religioni. D’altronde, l’autrice dell’articolo non sente alcuna contraddizione fra l’identità islamica e quella di donna emancipata, almeno lei la sua via l’ha trovata.

    • Io sono atea. Tuttavia non posso non riconoscere a chi ha fede il diritto di cercare l’emancipazione senza rinunciare alla fede. E, visto che i religiosi continuano a dire che le Scritture si possono interpretare, e che bisogna distinguere le verità dottrinali immutabili e i prodotti della cultura dell’epoca (il mio insegnante di religione mi ha scocciato per anni con le varie distinzioni interpretative), allora penso che sia possibile usare l’arma dell’interpretazione a favore dell’emancipazione.

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