Libertà sessuale e slut-shaming

Ieri ho subito il mio primo ban su Facebook, bloccata in scrittura per 12 ore. In attesa che trascorrano, augurando le peggiori cose alle persone civili e aperte al dialogo che mi hanno segnalata e imprecando contro il sistema di gestione delle segnalazioni di Facebook, voglio raccontare come sia accaduto.

Su una nota pagina in cui si raccontano le proprie disavventure in campo sessuale, protetti dall’anonimato, una ragazza scrive il seguente post, premettendo di essere straniera e scusandosi quindi per gli errori di ortografia (il post ha raggiunto 307 316 commenti, per la cronaca):

Per favore non mi uccidete con la critica perché non sono italiana e l’italiano lo so pochissimo… Ho vissuto in Italia per un anno a studiare e ho sempre nuotato che tanti italiani sono dei ‘moralisti’.
Dopo aver letto tante di queste confessioni e anche i commenti sono sconvolta che le persone pensano ancora così! In che anno vivete?! Perché se una ragazza fa sesso, si diverte, etc dev’essere per forza una cagna, una zoccola o puttana?! Stare a leggere i commenti e davvero molto deprimente quando mi rendo conto quanti di voi siete così ottusi.
Certo che non c’e niente più bello di avere una relazione fedele e sincera ma poi non tutte le persone sono fatte per questo! O anzi, c’e il tempo per divertirsi anche! 
Io sono stata sempre molto aperta e sincera; si, sono una ragazza e a me piace fare sesso, tantissimo! E non solo ‘ l’amore’! 
Secondo me, sono le persone insicure di se stesse (uomini o donne) che sentono sempre il bisogno di insultare le donne che si divertono.
Un consiglio che viene dal cuore: Smettete di giudicare tanto e andate a far l’amore che e meglio per tutti!

La libertà sessuale delle donne, anche tra ragazzi e ragazze, non è accettata. Ancora oggi resistono pregiudizi che impediscono alle ragazze di vivere la propria sessualità come una scoperta, sentendosi libere di sperimentare, di vivere il sesso con partner differenti, di esprimere il proprio desiderio e ricercare il proprio piacere.  Riporto un po’ di commenti che questo sfogo ha ricevuto, per dimostrare quello che intendo dire, ma prima vorrei rammentare a tutti una definizione:

MORALISMO:

1 Atteggiamento che tende a dare un posto di primaria importanza ai valori morali

              2 spreg. Rigido e spesso preconcetto giudizio nel campo della morale, spec. nella valutazione del comportamento altrui: m. ipocrita

Alla luce della seconda definizione, soffermiamoci sull’atteggiamento dei commentatori nei confronti dell’autrice del post citato sopra:

Screen 1

“Regalarsi in giro” è la frase emblematica, che sottintende il concetto che una ragazza che ha rapporti sessuali con uomini diversi, invece di avere un solo partner, stia svendendosi, quasi come una prostituta, però gratuitamente, il che rende la cosa ancora più disgustosa. Il sesso per il sesso, il divertirsi sono considerati una cosa indegna.  Ora, a parte il fatto che l’autrice del post originale non ha mai detto di “sbattersene uno diverso ogni sera”, ma semplicemente di apprezzare il sesso anche senza coinvolgimento emotivo, è interessante notare come una scelta che non si condivide viene descritta come degradante e svilente, invece di essere accettata nella sua legittimità.

Nei commenti successivi, la stessa persona ribadisce che c’è differenza tra farlo con una persona che si frequenta e “sbattersi il primo che passa in discoteca”, ma non si affanna a spiegarci perché questa differenza implichi che il primo comportamento sia positivo e il secondo no: a quanto pare è un concetto così ovvio che tutti dovremmo pensarla come lei. “Sono contro chi la regala”, conclude. Per me, invece, ogni modo di vivere la propria sessualità, a patto ovviamente che ci sia libero consenso da parte di entrambi, è ugualmente legittimo, perché ognuno/a ha diritto a ricercare il piacere nel modo che preferisce.

Screen 2

Anche questo commento è significativo. Perché una donna dovrebbe sentirsi la coscienza sporca per il semplice fatto di amare il sesso e viverlo con serenità? Il sesso è una cosa naturale e il piacere lo è altrettanto, infatti l’orgasmo maschile è strettamente necessario al processo riproduttivo, e le donne hanno un organo, il clitoride, formato da circa 8000 terminazioni nervose, la cui unica funzione è produrre l’orgasmo femminile. L’idea che il sesso sia una cosa “sporca” e peccaminosa è un prodotto della religione cristiana, la quale ha rielaborato la dicotomia fra anima e corpo attribuendo alla prima caratteristiche di purezza e al secondo caratteristiche di abiezione: forse sarebbe anche ora che nel 2013 ci lasciassimo alle spalle questa mentalità sessuofobica e opprimente e imparassimo a riconoscere la sessualità come parte integrante e naturale dell’essere umano, che non va repressa e mortificata, ma vissuta in modo libero e sereno.

Screen 7

 

 

Screen 8Non mancano i commenti di puri e semplici insulti, da “zitta e ingoia!” (152 “mi piace”, stiamo scherzando?) a “peccatrice extracomunitaria” (eh?), a “si era capito che sei una dell’est” (il solito vecchio pregiudizio sessista-razzista secondo cui le ragazze dell’est sono tutte puttane), a “scrivi male in italiano non perché sei straniera ma perché sei una cagna”, a “cagna”, “cagna straniera”, l’ossimoro “cagna moralista”, l’acuta deduzione “devi essere una grande zoccola”, lo xenofobo “cagna extra italiana”, a variazioni sul tema di “zoccola”, “troia” e via discorrendo: a riprova del fatto che una ragazza non può vivere la propria sessualità senza essere etichettata come una “puttana”, senza subire uno stigma sociale molto pesante il cui unico scopo è ribadire che non ha il diritto di vivere autonomamente e liberamente la propria sessualità, perché è una cosa indecente, immorale, sbagliata. Il mondo sarebbe un posto migliore se ci liberassimo di queste gabbie mentali, pregiudizi che ci spingono a conformare il nostro comportamento alle norme sociali e gettare disapprovazione su chi invece rifiuta di farlo. D’altronde, la dicotomia fra “brave ragazze” e “troie” è una struttura mentale esistente da secoli, dalla biblica contrapposizione fra Eva, la ribelle, e Maria, l’obbediente e sottomessa serva del Signore: una dicotomia fatta per schiacciare le donne nella disapprovazione sociale, in cui qualunque comportamento tengano deluderà le aspettative di qualcuno. Chiunque sottovaluti il problema della disapprovazione provi a pensare al fatto che molte società, come quella dell’Arabia Saudita e della Somalia, si basano su uno strettissimo controllo sociale fondato sui pettegolezzi: ogni famiglia controlla la moralità delle altre, pronta a spettegolare al resto del paese qualunque “infrazione” al codice sociale, e chi prova a ribellarsi subisce l’ostracismo di tutta la comunità, una pressione così forte che spesso porta al suicidio o alla fuga. Certo, nella nostra società il controllo non è così marcato, ma essere bollate come “troie”, ed essere considerate da tutti solo una “scopata facile” comporta una dose di scherno, disprezzo e umiliazione molto forte: i ragazzi che si aspettano che tu sia disponibile a fargli una fellatio solo perché l’hai fatta ad altri, le ragazze che mormorano malignità su di te, le battutine e i gesti osceni…

Screen 3

Il moralista-psicologo si sente in diritto di giudicare il desiderio sessuale femminile e i limiti entro cui è normale, passati i quali diventa una cosa turpe e malata: ninfomani! Ninfomani ovunque! Qualcuno giustamente ha fatto notare l’assurdità delle sue affermazioni con uno splendido, sarcastico “Quindi a 29 va bene ma a 30 sei malata?”. Resta il fatto che è ancora molto radicato il pregiudizio secondo cui il desiderio sessuale femminile è scarso oppure inesistente rispetto a quello maschile, per cui una donna che desideri il sesso dev’essere per forza una ninfomane malata. Preciso che la ninfomania non è considerata una patologia dal 1992 secondo l’OMS.

Screen 4

C’è chi poi la mette sui valori, dimenticando che ognuno ha un proprio sistema di valori e che non si può pretendere che la propria morale sia universale e tutti vi si conformino. Oltretutto, la definizione di pudore è “senso di vergogna, associato a dettami morali o sociali”: se per lei, come per me, il sesso non è una cosa sporca o immorale, farlo senza vergognarsene non significa essere impudiche, ma bensì avere una concezione diversa di cosa è il pudore, punto.  Un altro commento analogo riprende il concetto (“Si chiama dignità”) ma io non vedo come amare il piacere e godersi il sesso possa essere una cosa degradante e svilente. Ha più dignità una persona che ha avuto rapporti sessuali solo dopo il matrimonio di una che ha vissuto molte esperienze? Forse hanno entrambe la stessa dignità perché sono entrambe persone.

Screen 5

E c’è quello che cerca di ammantare i propri pregiudizi di un velo di “scientificità”, per affermare che una donna che abbia lo stesso desiderio sessuale di un uomo è malata e anormale, ma subito dopo si contraddice affermando che la normalità è solo un concetto che sta ad indicare ciò che viene considerato accettabile dalla società. La distinzione fra ragazze disinibite, quelle considerate da lui accettabili, quelle a cui il sesso piace e a cui piace sperimentare ma hanno una relazione stabile, e troie, quelle non si rispettano, quelle degradate e disgustose che si concedono a tutti ma vivono il sesso con freddezza, è la versione aggiornata della dicotomia “brave ragazze”/”troie”: la disinibita ma solo con me e la puttana che fra l’altro non gode nemmeno.

Ci sono poi gli spiritosoni che ripropongono la vecchia metafora della chiave e della serratura, non tenendo conto che dietro quelle “serrature” ci sono persone con un desiderio sessuale e una volontà, non oggetti passivi in attesa di essere aperti dalle “chiavi”. E come ha sottolineato una compagna di lotte femministe, le serrature sono fatte per stare chiuse, mentre le vagine sono fatte per “essere aperte”, per il sesso. La metafora della chiave e della serratura sottintende che la verginità sia un valore e che le ragazze dovrebbero restare caste e pure in attesa dell’unica chiave adatta a loro…

Screen 6

Per un altro individuo, le malattie sessualmente trasmissibili sarebbero una sorta di castigo divino per coloro che hanno una sessualità promiscua, evidentemente ignari dell’esistenza dei preservativi, o forse troppo malvagi e abietti per utilizzarli. “La natura ha posto un freno al sesso libero”, oltre a rifarsi a questa visione “religiosa”, è un esempio di come giustificare la propria posizione etica soggettiva con una presunta legge universale.  Non manca la visione sessista in cui le donne sono equiparate a dei trofei per gli uomini, come le automobili, il cui valore è però inversamente proporzionale al numero di partner avuti, e la concezione della verginità come di un valore in grado di trasformare una Fiat in una Ferrari agli occhi dell’orgoglioso proprietario, rinfrancato nella certezza di essere stato il primo.

E ora la degna conclusione di tutto questo, il ban. Il commento per cui sono stata bloccata è una risposta all’autrice del commento che ho riportato nel primo screen e di un’infinità di altri tutti sullo stesso tenore (fare sesso con un partner fisso è giusto e bello, “farsene uno a sera” è disgustoso e degradante). La ragazza ha dato un grande sfoggio di maturità continuando a ribadire il concetto senza degnarsi di spiegarne le ragioni – suppongo non ne sia in grado: si tratta di un pregiudizio illogico – e ad aggredire coloro che esprimevano un punto di vista differente.

Lo screen seguente riporta il commento “offensivo” rimosso da Facebook, molto solerte nell’eliminare offese, come si evince dall’elenco pubblicato sopra, rimasto perfettamente intatto.

Ban

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12 pensieri su “Libertà sessuale e slut-shaming

    • Grazie 🙂
      Tra un’ora il blocco sarà scaduto e potrò riprendere a scrivere, per fortuna.
      Quello che mi lascia amareggiata è che gli insulti espliciti non sono stati rimossi (ho aggiunto due nuovi screen, se ricarichi la pagina dovresti vederli)…

  1. FB è un marasma dove spesso alcune scelte “redazionali” sono davvero illogiche, Per quanto riguarda la famigerata “libertà sessuale” ci sarebbe molto da dire, casomai alla prox. Ciao!

    • Mi è stato detto che i nomi propri nei commenti comportano un blocco automatico, ma mi sembra assurdo perché anche in altre commenti nella stessa discussione avevo citato i miei interlocutori per nome… forse è la combinazione nome proprio + parola “offensiva”…?

      • In realtà Facebook non ha un controllo editoriale sui commenti, semplicemente quando uno di questi raggiunge un certo numero di segnalazioni negative viene processato e in base a certi parametri (nomi propri, matching di alcune parole. ecc…) si procede in automatico alla rimozione del commento e al ban dell’utente e se non ricordo male il controllo “umano” scatta solo dopo un certo numero di ban e/o segnalazioni.
        In poche parole non è stato Facebook a buttarti fuori, ma le persone dei commenti che hai citato… Benvenuti nella fantasmagorica “democrazia diretta” 2.0, dove la coscienza della rete decide cosa è giusto e cosa no 🙂
        il resto del discorso non credo invece abbia bisogno di commenti, a 18 anni ho avuto modo di vedere da vicino l’approccio alla sessualità che hanno nei paesi del Nord (e non solo i ragazzi, ma proprio la società) e da quel momento ho capito di vivere in uno stato medioevale…
        Saluti,
        Carlo Alberto

  2. “infatti l’orgasmo maschile è strettamente necessario al processo riproduttivo, e le donne hanno un organo, il clitoride, formato da circa 8000 terminazioni nervose, la cui unica funzione è produrre l’orgasmo femminile.” lady potresti spiegarmi meglio questa parte non capisco cosa volevi dire,e vero che l’orgasmo maschile serve per la riproduzione ma è anche il grado massimo di eccitazione del uomo.

    • Mi spiace essermi spiegata male :/
      Quello che volevo dire è che il processo evolutivo ha fatto sì che gli esseri umani sviluppassero delle zone in grado di dare piacere sessuale, e che l’orgasmo, nell’uomo, è addirittura necessario per la fecondazione. Con questo discorso non voglio togliere valore al piacere o all’orgasmo maschile, ma solo sottolineare che la concezione sessuofobica per cui ricercare il piacere di per sé è sbagliato non ha alcun fondamento se non nei pregiudizi umani.
      L’anatomia stessa ci dimostra che il piacere è inscindibile dal rapporto sessuale, ecco.

  3. mi ricordo e parlo di 40 anni fa che mentre qui da noi i ragazzi andavano a puttane pagando e rischiando malattie, nella “PERFIDA ALBIONE” i giovani si iniziavano al sesso con le loro coetanee

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