Can’t Hold Us: arrivano i Velini.

Dei “Velini”, la versione maschile delle notissime Veline del programma Striscia la Notizia, ne hanno parlato tutti da quando la loro presenza è stata annunciata come novità della stagione 2013.  Ho letto diversi articoli in proposito, ma poiché non è mia abitudine dare giudizi senza avere a disposizione tutti gli elementi perché il mio giudizio possa essere realmente completo e il più possibile obiettivo, ho aspettato di vedere le prime due puntate, tenendomi lontana da recensioni e articoli al riguardo. Ecco quindi le mie considerazioni.

In entrambe le puntate sono mostrati dei brevi video tratti dai provini, dove si vedono tre ragazzi per volta che ballano indossando solo degli slip. Quasi tutti gli aspiranti Velini rientrano nel canone standard di bellezza, alti, snelli, fisico tonico e petto depilato, mentre un paio di loro sono più bassi e meno in forma. Tutti cercano di muoversi con disinvoltura per farsi notare, ma risultano piuttosto goffi, con un’espressione a metà fra “guardatemi!” e “che c… sto facendo?”. L’essere in mutande non aiuta. C’è chi si dimena il più possibile, chi invece cerca di concentrarsi sui due-tre passi su cui si sente a proprio agio, chi prova a fornire un’immagine più sexy.

I due Velini usciti dalle selezioni sono Pierpaolo Petrelli ed Elia Fongaro. La canzone scelta per lo stacchetto della prima puntata è “Can’t Hold Us” di Macklemore&Ryan Lewis, feat. Ray Dalton. Il testo recita:

Can we go back, this is the moment
Tonight is the night, we’ll fight till it’s over
So we put our hands up like the ceiling can’t hold us
Like the ceiling can’t hold us

Entrambi i ragazzi indossano solo un paio di jeans e sono a piedi nudi, come i modelli di Abercrombie&Fitch, il negozio di culto di Milano. Lo stacchetto inizia con Pierpaolo, piegato sulla ringhiera della scalinata che conduce al palco, che si rialza lentamente. Inquadratura puntata sul torso, che sale fino al volto, sguardo diretto verso la telecamera. Elia, sul lato opposto della scalinata, è in piedi, una gamba appoggiata con disinvoltura. Di nuovo, la telecamera parte dal torso e si focalizza sul volto. Pierpaolo solleva pesi invisibili, mentre Elia fa flessioni appoggiandosi ad una parete: nella civiltà occidentale il canone della bellezza maschile è sempre stato inscindibile dalla forza fisica e dall’atleticità, dalle sculture dell’antica Grecia fino ai supereroi contemporanei. Scendendo le scale, Pierpaolo ed Elia mimano colpi di boxe. Al termine del ritornello, i due ragazzi si inginocchiano sulla scrivania delle conduttrici, in una posa simile a quella delle Veline.

La loro immagine è quella dell’uomo metrosexual e virile: i loro gesti e i loro sguardi mostrano due ragazzi sicuri di sé e della loro capacità di essere attraenti, consapevoli dell’ammirazione che suscitano nelle donne. Pur volendo essere guardati, le loro mosse e i loro sguardi ci dicono che loro non sono oggetti sessuali, ma soggetti: in questo gioco di rappresentazioni che, occorre sempre tenere presente, sono studiate e costruite artificialmente, la differenza la fanno i dettagli, e in questo caso il linguaggio del corpo è la cosa più importante, dal momento che i Velini non parlano. L’uomo rappresentato dai Velini ha cura di sé e della propria immagine: petto depilato, muscoli definiti ma non eccessivamente sviluppati, corporatura snella e slanciata; sa essere sexy, ma la sua è una sensualità attiva: il modo in cui i Velini guardano le telecamere è ben diverso da quello delle Veline. Se queste comunicavano spensieratezza quasi euforica, con i loro sorrisi smaglianti e gli occhi spalancati, quasi come se fossero inconsapevoli della propria sensualità, lo sguardo dei Velini trasmette invece consapevolezza degli sguardi che attirano. I protagonisti sono loro.

Nello stacchetto della puntata successiva, i Velini riprendono un tipico cliché dell’immaginario sexy relativo agli uomini: i cowboy. Di nuovo in jeans e a torso nudo, inginocchiato con il cappello da cowboy in mano, Elia lo indossa guardando intensamente la telecamera, mentre Pierpaolo entra in scena facendo la ruota (!), fa una scivolata a terra, afferra il cappello e lo indossa sorridendo con un’espressione a metà fra compiacimento e sfida. Appoggiandosi sulle mani, Elia scalcia verso l’aria al ritmo della canzone, seduto a terra, con un sorriso divertito; Pierpaolo fa lo stesso sorreggendosi con le mani alle due ringhiere della scala. Entrambi fanno un giro su sé stessi e poi iniziano a ruotare il cappello in aria, sempre ridendo, per poi concludere lo stacchetto, schiena contro schiena, gettando il cappello verso il pubblico e andando ad occupare la loro posizione sulla scrivania.

Al contrario della prima puntata, questo secondo stacchetto ha un’atmosfera divertita e ironica: i Velini giocano a impersonare uno stereotipo dell’immaginario sexy, con mosse spavalde e un po’ buffe, quelle di due ragazzi così sicuri di sé da non avere paura di attirare l’attenzione comportandosi in un modo un po’ sopra le righe e da non temere di risultare ridicoli. Il loro atteggiamento divertito, complice di un “gioco”, di un momento poco serio, è ciò che impedisce all’insieme di cadere appunto nel ridicolo: fare la ruota, scalciare in aria, non sono movimenti sexy e in un contesto “normale” risulterebbero perfino patetici come modi per attirare l’attenzione. Qui è diverso: i Velini comunicano la sicurezza di chi sa di stare facendo qualcosa di stupido, ma si diverte così tanto a farlo da fregarsene del giudizio altrui, e questo fa sorridere. Un po’ come alle feste: l’alcol, l’atmosfera di risate ed euforia e la sicurezza di essere con gli amici, persone con cui puoi lasciarti andare e non temere di fare qualcosa di imbarazzante…oltre lo stereotipo del cowboy sexy, quindi, c’è il personaggio dell’amico brillante e spavaldo, quello che risulta sexy perché è divertente e sicuro di sé.

La sicurezza di sé è il tratto fondamentale dell’immagine dei Velini, ciò che li sottrae all’oggettivazione sessuale: è l’elemento che li fa restare i soggetti piuttosto che gli oggetti dello sguardo. La differenza è sottile, vero, ma esiste. Il discrimine sta nella consapevolezza che i Velini hanno del loro ruolo sexy, con il quale giocano da protagonisti, piuttosto che restare confinati dentro di esso.

In conclusione, i Velini rappresentano un esempio interessante di un ruolo diverso dell’uomo nella televisione perché non sono una semplice “versione maschile” delle Veline, ma un modo di rappresentare un immaginario sexy senza scivolare nell’oggettivazione. Ci mostrano un modo di essere uomini che non rinuncia alla propria soggettività ma al contempo accoglie la soggettività femminile (lo sguardo delle donne, il desiderio delle donne) come accade del resto in una relazione sessuale e amorosa paritaria, in cui l’essere desiderato non significa essere oggettivato. La loro presenza nel programma, però, sembra essere solo temporanea (tre mesi), il che mi lascia un po’ di amarezza, perché riconduce questo cambiamento ad una semplice eccezione che conferma la regola, se vogliamo essere ottimisti, oppure ad un “contentino” da rinfacciare a chi ha criticato l’oggettivazione della donna (“Visto? Abbiamo fatto i Velini. Contente ora?”). Tre mesi: e le Veline esistono dal 1988.

In attesa di conferme a questa notizia, non posso che augurarmi che il resto delle apparizioni dei Velini possa continuare su questi binari e dirmi soddisfatta, per ora, dell’esperimento di gender-swapping di Striscia la Notizia sia sul fronte delle conduzioni che sul fronte dei Velini.

 

 

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39 pensieri su “Can’t Hold Us: arrivano i Velini.

  1. Avvertenza.
    Questo post, come tutti gli altri post di questo blog, esprime solo le mie opinioni personali. Non ho alcun interesse a difendere i Velini, non lo faccio per qualche assurdità del tipo “se lo fanno le donne è oggettivazione se lo fanno gli uomini va tutto bene gne-gne-gne”: è solo che le due rappresentazioni sono diverse e comunicano cose diverse.

  2. Lady a questo punto devo chiedertelo, poniamo che devo fare un programma tv con delle sexy ballerine come posso rappresentare una donna sexy senza oggetivarla? perché dalle femministe non ho trovata nessuna soluzione , ciò talvolta dicono che sono oggetti sessuali anche certe donne dello spettacolo tipo cantanti che fanno sexy video e dove loro sono le protagoniste ma dubito che le protagoniste la pensino cosi , non è che questa oggettivazione sessuale funziona solo sulle donne? perché io un uomo oggetto non lo mai visto , e poi ti faccio un esempio se si fa uno spot con un uomo e tante donne le femministe si indignano è sessismo ecc.. se faccio il contrario tipo una foto con una donna e due uomini in atteggiamenti sessuali (consenzienti) parlano subito di incitamento allo stupro, voglio dire si accusa playboy di sessimo ecc. ma per esempio nessuno accusa playgirl per fare un esempio.

    • Come rappresentare una donna in modo sexy senza oggettivarla, è una questione interessantissima e complessa. Ti faccio un esempio che mi ha colpito in positivo: Lady Marmalade, dalla colonna sonora di Moulin Rouge: è sexy, ma è anche uno spettacolo, un momento folle e creativo, come del resto è lo spirito del burlesque, un’altra cosa per niente oggettivante.

      Gli esempi di oggettivazione dell’uomo sono più rari per diverse ragioni:
      – nei prodotti culturali fatti da uomini etero per uomini etero ovviamente l’uomo è sempre rappresentato come soggetto, perché l’interlocutore che compra il prodotto deve rispecchiarcisi, non desiderarlo;
      – nei prodotti culturali rivolti alle donne può esserci (penso a marchi come Alcott o Abercrombie&Fitch, quest’ultima sulle buste di carta ha raffigurati torsi di modelli, nudi o con camicie aperte, ma senza testa: è quindi oggettivante, perché ciò che è raffigurato è un corpo, non una persona), ma di solito per le donne oltre alla pura attrattiva fisica è importante anche la personalità, anche quell’accenno di personalità che traspare da un’immagine, come lo sguardo (triste e tormentato, o dolce, o intenso e sexy; il sorriso o la risata; la posizione delle mani, tutti elementi che permettono perlomeno di immaginare la personalità della persona raffigurata);
      – nei prodotti culturali rivolti agli uomini gay è molto frequente (una su tutte: la campagna pubblicitaria del profumo Bang! di Marc Jacobs).

      Come sempre, non mi piace generalizzare: l’uomo circondato da donne adoranti e sexy è una rappresentazione abbastanza sessista, perché implica l’idea che le donne siano o un accessorio o un trofeo per l’uomo. Ma ovviamente non vale per tutte le rappresentazioni, occorre analizzarle una per una. C’era un po’ di tempo fa una campagna di non so quale marchio di moda in cui due ragazze vestite elegantemente aggredivano un ragazzo nudo: in quel caso la rappresentazione di un uomo e più donne era oggettivante nei confronti dell’uomo.

      Anche nel caso opposto dipende da molte cose, un dettaglio che fa la differenza è l’atteggiamento della donna: se lei è mostrata come inerte, passiva e perfino sofferente si può pensare che la raffigurazione rimandi ad uno stupro, se invece il contesto fa capire che lei è felice, partecipe e coinvolta è la rappresentazione di una threesome, punto.

      • lady comunque vedo che i velini ti piacciono, Ricci la definita una provocazione perché per 25 ha messo le veline,era più normale che avrebbero fatto un programma che avesse avuto già dal inizio questa impostazione , io da uomo per esempio se in tv ci fossero più uomini come i velini non avrei nulla da ridire alla fine le donne che guardano la tv sono di più degli uomini , e questo per il discorso ascolti e importante ,ti diro io non avrei problemi a vedere mister italia in tv (se porta abbastanza ascolti) come ripeto degli uomini in mutande non mi mettono a disagio , prendiamo questa pubblicità penso possa piacere sia ad uomini che donne , certo forse tu avrai qualcosa da ridire http://www.youtube.com/watch?v=Q8lxGGx0R04&feature=player_embedded#t=0

      • Non è una questione di più uomini sexy in televisione, ma di COME sono raffigurati quegli uomini (come del resto non è una questione di meno donne sexy in televisione, ma di COME sono raffigurate).

        Quella pubblicità mi sembra un perfetto esempio di quello che gli anglosassoni chiamano “ipermascolinizzazione”: lo stereotipo dell’uomo trionfatore, emblema della potenza, incoronato dalle donne – perfino la Vittoria, la donna più fiera del mondo classico (non per nulla è una delle incarnazioni di Atena, dea della saggezza e della guerra), è raffigurata come “sconfitta” dalla sensualità dell’eroe (non può fare a meno di favorirlo perché sedotta dalla sua bellezza e dalla sua virilità: guarda il suo sguardo languido e il suo gesto:sembra qualcosa a metà fra lo spogliarsi e una benedizione, anche se è sullo sfondo). E quelle donne pudiche e maliziose al contempo nello spogliatoio? Sono un trofeo quanto la coppa. Alla fine dello spot l’uomo rivolge un sorriso compiaciuto allo spettatore, come per dirgli “visto? io posso avere tutto”.

  3. Sarò maschilista ma mi piace troppo quello spot, alt non pensare che considero quelle donne degli oggetti o dei trofei ma come uomo la parte dello spogliatoio non può che piacermi, ma non avrei avuto nulla da ridire se i ruoli fossero invertiti, quindi presumo che tu non abbia nullo in contrario contro questo alla fine sei stata tu a dire che il burlesque non era oggettivante http://www.youtube.com/watch?v=hBaXVXLhz8Y

    • Non devi sentirti “sotto accusa” perché ho criticato quello spot: il fatto che abbia un sottotesto sessista, per esempio, non mi impedisce di apprezzare il fatto che dal punto di vista delle immagini sia splendido. Se faccio molte distinzioni quando affronto un argomento come questo è perché credo che non sia tutto bianco o tutto nero e non vorrei nemmeno che lo fosse.
      Il burlesque non è oggettivante perché è un modo di vivere la propria sensualità in modo leggero, imparando ad amare il proprio corpo e a farne un mezzo per esprimersi: c’è la consapevolezza, c’è il mantenere la propria soggettività e c’è anche l’aspetto del gioco e dell’ironia (la parola ironia in greco voleva dire dissimulazione) che deriva dal travestirsi, dall’interpretare un'”altra sé”.

      • comunque c’è un altro aspetto che tu non hai considerato parlando di striscia io penso di essere una persone aperta mentalmente quindi per me i velini vanno bene , ma molti uomini li hanno definiti gay e altri si sono arrabbiati per questo cambio , comunque il motivo perché tornano le veline e perché poi a gennaio ci saranno due conduttori maschi.

      • Questi pregiudizi per cui se un uomo fa il ballerino deve essere per forza gay li trovo estremamente irritanti.
        Mi spiace che non possano fare più puntate con Michelle e Virginia, le trovo simpatiche. Mi domando se la figura della Velina cambierà dopo l’esperimento dei Velini, ma siccome non posso saperlo eventualmente ne scriverò in futuro.

  4. Be ballerini e una parola grossa non sono mica Kladi, non penso che la figura della velina cambierà ,ma tu da donna e da femminista dato che vedendo i loro stacchettii ti sei fatta un idea cose che non ti piace? e secondo poniamo che tu fossi la loro costumista e coreografa cosa cambieresti di loro?

    • Ne ho visti solo due, è troppo poco per giudicare. Oltretutto, non sono per niente esperta nell’ambito, quello su cui posso esprimermi sono le mie reazioni e sensazioni. Ti risponderò magari quando avrò visto almeno due settimane di stacchetti.

    • Non posso che darti ragione: e anche se l’intento originale era positivo, in questo caso l’esperimento di gender swapping ha prodotto un risultato orribile e veramente umiliante. Il testo, a parte alcuni versi che eliminerei del tutto, è condivisibile, ma il video impedisce che il messaggio arrivi a chi lo guarda e fra l’altro rafforza i pregiudizi che la gente ha sul femminismo.
      La Blurred Lines originale era parecchio sessista, comunque.

      • Lady non sono bravo in inglese quindi senza un testo scritto da tradurre non lo capisco molto, certo ma le femministe avrebbero dovuto farlo in maniera diversa comunque le parodie su quel video sono infinite, certo è vero che il video originale era sessista, ma nel video femminista come dici anche tu quegli uomini vengono trattati peggio delle donne nella versione originale.

      • Non tutto il testo è condivisibile, dicevo prima. Ma questa parte mi ha colpita e perciò ti abbozzo una traduzione:
        “Abbiamo bisogno di un cambiamento universale nei ruoli
        nella vita reale, non un travestimento
        Dobbiamo combattere tutti i ruoli di genere,
        è tempo di mettere la misoginia sotto sorveglianza
        di mettere lo sfruttamento in libertà vigilata
        è tempo per voi di assistere alla nostra liberazione!
        Nella vita c’è di più della penetrazione
        e della discriminazione sessuale.
        Quindi stanotte facciamo esplodere i nostri diritti civili
        resistiamo allo sciovinismo
        vinciamo la battaglia
        Perché voi state vivendo come in un film
        fatto da voi e dai vostri amici che si comportano come un entourage
        ma noi non siamo le puttane che fanno i vostri lavori di casa
        che vi preparano i sandwich stando a quattro zampe
        dalla Storia alla storia delle donne (questo è un gioco di parole)
        sappiate che non siamo d’accordo con le vostre opinioni
        dobbiamo chiamare la nostra sorella, Giovanna d’Arco,
        Maria Antonietta, facci una brioche femminista!

        Need a universal role reversal,
        In real life not a dress rehearsal.
        Gotta resist all the gender roles,
        Time to put misogyny on parole,
        Put exploitation on probation,
        Time for you to witness our liberation!
        There’s more to life than penetration,
        And sexual discrimination.
        So tonight we ignite our civil rights,
        Resist chauvinism,
        Win the fight,
        Coz you’re livin large just like a montage
        Of you and your friends actin’ out Entourage.
        But we ain’t whores to do your household chores,
        To make you a sandwich when we’re on all fours.
        From history to herstory.
        Know you got some opinions that we don’t agree.
        Need to call my sister Joan of A-R-C,
        Bake a feminist cake, Antoinette Marie.
        In inglese, grazie al ritmo e alle rime dei versi rap, ha molta più forza espressiva.
        Parla di come la prospettiva maschile sulla storia è sempre stata dominante, escludendo la narrazione dalla prospettiva femminile e di combattere contro il modello dominante – la cultura patriarcale e i suoi stereotipi. è potente. Peccato che questi versi si perdano dietro le immagini, è un vero peccato.

      • capisco anche perché poi il video originale di Blured lines sarà un pò sessista, ma non lo si può definire misogino, e poi oltretutto quel video è fatto per umiliare quegli uomini, non è fatto per far “godere” lo sguardo femminile.

  5. Sinceramente, io eliminerei proprio Stricia la Notizia: è un programma che ha più di venti anni e orami ha stufato, anzi, la qualità è precipitata (sempre che ci sia mai stata).
    Basti vedere i servizi pro-animalari che hanno scatenato il caso greenhill che non era affatto un caso!

    Insomma, la televiose ha bisogno di ritrovare la parola qualità, parole che non puà essere accostata a Stricia la Notizia.

      • Non ti perdi nulla… alcuni anni fa era anche guardabile come trasmissione (anche se non è mai stata chissà cosa), ma ora è uno dei tanti “peggio del peggio”.

    • be se per questo allora dovremmo eliminare certi partiti politici sul discorso animalista, e se non ti piace sei libero di non guardarlo , pure una tv privata oltre tutto.

      • Infatti non lo guardo!
        D’altro canto, però, il fatto che si disinformi impunemente è vergognoso, quindi rimarcare la cosa credo non sia sbagliato…

  6. lady comunque Ricci ha messo i velini, perché ormai le veline erano troppo criticate da molte femministe le considerano come l’emblema della donna oggetto, come l’emblema della mercificazione femminile e della ipersessualizazione della donna in tv, oltretutto si loro conto si sono fatta varie insinuazioni, perché dopo gli scandali di Berlusconi (vedi caso ruby e olgettine) molti consideravano che tutte le donne di spettacolo erano li perché avevano fatto dei favori sessuali a qualche pezzo grosso, ecco i motivi perché Ricci ha messo i velini.

      • be però il fatto che striscia nella sua fascia oraria sia la più vista che il pubblico femminile ha molto apprezzato questo cambiamento(basta vedere i 70 mi piace alla pagina dei velini su facebook) vuole dire qualcosa secondo me la soluzione è, dato che le veline o comunque le vallette e showgirl non possono sparire completamente dalla tv, diminuirle in numero e mettere più uomini con il ruolo dei velini, con programmi dove ci siano solo velini, cosi si farebbe contenti sia gli uomini che le donne.

      • Personalmente, non voglio che le vallette e le showgirl scompaiano dalla televisione, ma che questi ruoli possano essere svolti anche senza l’oggettivazione delle ragazze e delle donne che li ricoprono: come ho già detto molte volte, il problema non è il sexy di per sé.
        Poi certo: un’immagine maschile meno legata agli stereotipi sui ruoli così radicati nella nostra società – gli stessi per cui un “Velino” deve essere gay per forza – non può che essere d’aiuto.

      • Lady se vai sulla pagina facebook dei velini vedi che quello di cui si lamentavano le donne non era tanto l’oggettivazione, ma quello che definiscono “mettere tette e culi” dovunque, quindi un eccesso della visione ipersessualizzata diciamo che le donne sexy erano veramente in molti programmi, comunque ci sono stati uomini sexy in tv come la sfilata di intmo maschile di ciao darwin ma erano sempre eccezioni.

      • e come se tu e il tuo ragazzo siete sul divano e guardate la tv, e fanno un balletto sexy, tu ovviamente non dici niente ma quando ne fanno abbastanza a te magari da fastidio e ti senti un pò a disagio.

      • lady be per farti un idea basta che metti italian television woman su google e vedi cosa spunta(ma tu non avevi visto il corpo delle donne?), e vero che oggi il fenomeno di tutte queste donne sessualizzate in tv è di meno ma c’è.

  7. @Alessio
    L’ipersessualizzazione oggettivante delle donne è effettivamente fastidiosa e svilente. Mi domando sempre se gli uomini abbiano “bisogno” di vedere costantemente, come dici tu, “tette e culi” come necessario complemento di ogni trasmissione o attività che svolgono: con questo non dico che bisognerebbe eliminare totalmente le figure femminili sexy dalla televisione, ma che c’è una sovraesposizione. Quindi il problema è duplice: da una parte trovare un modo di rappresentare il “momento sexy” senza che sia svilente e oggettivante, dall’altra far emergere rappresentazioni diverse della donna, che sfuggano dagli stereotipi.
    Le donne percepiscono, anche senza saperlo razionalmente, che in quelle “tette e culi” c’è qualcosa di sbagliato, forse proprio il fatto che sia la normalità in televisione. Io credo che sarebbe sbagliata (nell’eventualità alquanto remota che diventasse la norma) anche l’oggettivazione della figura maschile.

  8. ALT, in televisioni ci sono altre rappresentazioni della donna, come presentatrice, come comica, come giornalista, come direttrice di tg,come tester di auto ecc… quindi questo problema non si pone, il problema che da fastidio alle donne (basta che guardi i commenti sulla pagina facebook dei velini) e che la figura sexy(anche quella non oggettivante) è toccata sempre alla donna e mai al ‘uomo nonostante le donne sia nella popolazione sia fra le persone che guardano la tv siano di più, be il problema non è difficile da risolvere , come dico prima bisogna, diminuire le varie “veline” e aumentare il numero dei “velini” , perché di per non è sbagliato avere una parte “sexy” nella tv ma che sia ugualmente distribuita fra uomini e donne.

  9. Lady comunque dal mio punto di vista i velini sono la versione maschile delle veline, ne più ne meno, e non ritengo nessuno delle due rappresentazione oggettivante, una è fatto per lo sguardo maschile l’altra per quello femminile,l’importante e che di uomini sexy in tv non ci siano solo i velini che poi verranno sostituiti a febbraio da nuove veline.
    P.S. il discorso delle donne oggetto non è uguale per tutte le femministe, cambia da persona a persona , qualcuna ti potrebbe dire che pure in quel videoclip(lady marmalete) le donne sono oggettivate.

    • All’interno del movimento femminista, partendo ovviamente da principi condivisi da tutte, esistono tante posizioni e tante sfumature quante sono le femministe: è inevitabile, visto che l’approccio del femminismo alla critica sociale parte dalla riflessione individuale. So che altre femministe possono pensarla anche in maniera diametralmente opposta da me, e non pretendo certo che la mia posizione sia universalmente accettata o rappresenti tutto il femminismo.

      • Dipende tutto da come verrebbe fatto: se mantenesse le caratteristiche del burlesque senza snaturarlo o spettacolarizzarlo eccessivamente – il burlesque è qualcosa di delicato, lento, sottilmente ironico: pensare di immergerlo in un’atmosfera tipo X-Factor lo rovinerebbe – non sarei contraria.
        Però non riesco a immaginare il burlesque come un qualcosa di competitivo, sinceramente.

  10. lady be facevano un programma su sky che si chiamava lady burlesque, dove delle donne comuni dopo vario allenamento facevano vari spettacoli di burlesque, a me piaceva.

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