Stop Vivisection: il finale.

Domani, 1 novembre 2013, si chiude la raccolta firme per l’iniziativa Stop Vivisection, i cui progressi ho seguito in questi post: Stop Vivisection, un inganno intollerabile e Aggiornamenti su Stop Vivisection. Un altro articolo che approfondisce la vicenda è quello di VoceIdealista: [Edit] Stop Vivisection, ingannevole anche nel numero di firme.

Dunque, nel momento in cui scrivo il sito segnala che restano da raccogliere 17.360 firme per il nuovo obiettivo di 1.100.000. Il numero totale raccolto finora è 1.082.640 (108, 26% rispetto al precedente obiettivo di un milione) e il minimo necessario è stato raggiunto in 11 Stati (Italia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Francia, Spagna, Germania, Estonia, Belgio e Bulgaria). Qui sotto gli screen dei dati ufficiali, tratti dal sito di Stop Vivisection.

Finale Stop Vivisection 1

Finale stop Vivisection 2La pagina A Favore della Sperimentazione Animale su Facebook ha reso noti da parecchio tempo questi screenshot che testimoniano mobilitazioni di animalisti per ottenere, anche irregolarmente, il maggior numero possibile di firme anche da persone del tutto inconsapevoli di che cosa si stia parlando. Sempre la stessa comunità, ne L’Inganno di STOP VIVISECTION #stopstopvivisection fa notare come non esista alcun sistema di controllo dell’autenticità delle firme, tanto che utenti chiaramente fake hanno potuto firmare senza problemi.

Questa campagna è stata mossa dall’emotività: la strenua lotta contro la tortura della vivisezione, l’urgenza di riuscire a raggiungere il numero di firme necessario, e poi le azioni collettive su Twitter, i continui messaggi in radio, la pubblicità di Almo Nature. L’impressione di fare parte di una grande massa che lotta nel nome della giustizia, del progresso e della civiltà è stata alimentata ad arte dai vari sostenitori della campagna, fra cui ricordiamo la LEAL (Lega Antivivisezionista), la LAV (Lega AntiVivisezione), il Comitato Scientifico Equivita e il PAE (Partito Animalista Europeo).

Dal sito della Commissione Europea apprendiamo che la LEAL ha donato all’iniziativa Stop Vivisection €4000, mentre la donazione della LAV ammonta a € 3000, quella di Equivita a € 1500 e quella del PAE a €3000 anch’essa. Il totale dei fondi raccolti dall’iniziativa, sommando le donazioni di privati cittadini e quelle delle grandi organizzazioni animaliste, ammonta a €14.501.

Questa petizione rappresenta la più ampia e organizzata azione animalista degli ultimi anni, e il sostegno che ha raccolto è un segnale significativo che non va sottovalutato. Il lavoro di divulgazione scientifica e debunking, abbinato ad una seria confutazione filosofica dell’antispecismo, deve essere portato avanti in modo capillare per impedire alla propaganda mistificante delle associazioni animaliste di radicarsi come verità nell’opinione pubblica.

Le stesse associazioni animaliste che avevano supportato la Direttiva 2010/63/EU ora, dopo tre anni, chiedono che sia gettata alle ortiche in favore dell’abolizione completa della sperimentazione animale. Un atteggiamento che denota profonda disonestà intellettuale e nessun reale interesse verso le ragioni della ricerca scientifica e i suoi scopi: l’ampliamento della conoscenza umana, il progresso e il miglioramento delle condizioni di vita di uomini e animali attraverso la scoperta di nuove cure.

A questo punto, aspetto con ansia il responso della Commissione Europea in merito, che è previsto per il 2014. La Commissione non ha alcun vincolo riguardo al legiferare sulla materia proposta in esame dall’iniziativa dei cittadini, e sono convinta che le richieste – assurde e inaccettabili – di Stop Vivisection saranno nettamente respinte, ma non posso fare a meno di temere che la disinformazione e l’emotività riescano a vincere. Questa è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere.

Fondi Stop Vivisection

La validità delle firme, parte 2.

La validità delle firme di Stop Vivisection

7 pensieri su “Stop Vivisection: il finale.

      • Sospetto che i soldi abbiamo ingrassato le tasche dei promotori…
        Comunque un milione di firme su 503 milioni di abitanti dei ventotto paesi è nulla. Considerando anche il fatto che sono arrivati al traguardo a pochi giorni dal termine, barando oltretutto, sembra che animalari e antispecisti siano notevolmente meno plebiscitari di quanto vogliano far credere.

  1. Pingback: Sgonfiamo StopVivisection? | laVoceIdealista

  2. Premessa: non sono una scienziata e neppure un medico, non se tu lo sia, comunque ammetto di non potermi permettere di parlare in termini tecnici. Altra premessa: Sono un’animalista. Attenzione, però, questo termine non significa che io sia una pazza invasata che ama gli animali più delle persone, che ritiene la vita di un topo più importante di quella di un bambino, ecc. ecc.
    Lo devo sottolineare perché spesso mi sento ripetere queste stronzate (scusa il termine) da gente ignorante. Per fortuna l’amore non ha limiti, e si possono benissimo amare le persone, gli animali e la natura al tempo stesso.
    Sono animalista e volontaria della protezione animali, perciò ovviamente anch’io ho firmato la petizione e il tema “sperimentazione animale” mi sta molto a cuore.
    Tanto per far capire che non sono una pazza invasata e che non odio gli esseri umani, specifico che sono anche volontaria in una comunità di bambini e sto per adottare un bimbo. La maggior parte delle persone che conosco, che odia gli animali, non muove un dito per gli esseri umani…

    Ho avuto la fortuna di riuscire a capire il valore degli animali, fortuna che evidentemente a te non è capitata.
    Tu dici che gli animali non sono come noi… Beh, questo è ovvio. Ci sono ovvie differenze.
    Ma sanno amare, e purtroppo provano dolore. Come noi.

    Il fatto che l’essere umano sia più intelligente e più evoluto non significa che debba governare il mondo a suo piacimento. Che tutto sia sotto il suo dominio.
    A me piace pensare che il mondo sia sotto la nostra protezione. La natura e gli animali NON sono nostri schiavi.

    Io sinceramente non capisco l’astio che provi tu e le persone come te, tipo quelle che aprono pagine su facebook “a favore della sperimentazione animale” o “odio gli animali”.

    In un commento hai scritto: “Auspico per il futuro che nelle lezioni di biologia delle scuole superiori si parli dell’importanza della sperimentazione animale”

    Beh, io invece mi auguro che in futuro nelle scuole venga insegnato il rispetto per le donne, l’educazione sessuale, a non essere razzisti o omofobi, che venga insegnato l’amore per la natura e per gli animali.
    Scusami, ma mi pare più importante che non insegnare cosa sia la sperimentazione animale. Mettiamo delle priorità.

    Visto che esistono già dei metodi alternativi alla sperimentazione animale, perché non studiarli in maniera più approfondita?
    http://www.icare-italia.org/
    Ti infastidisce tanto la possibilità che vengano salvate delle scimmie, dei cani, dei gatti o dei topi? Che male ti fanno? Perché vuoi che soffrano?
    Le mie domande sono serie, non provocatorie.

    Inoltre, ti chiedo: ma sei a favore anche della sperimentazione effettuata dai produttori di detersivi o cosmetici? Lo sai, vero, che questi prodotti vengono testati sugli animali, e che questi test provocano loro sofferenza?

    Immagino che tutto questo non ti interessi.
    So che è inutile discutere con persone che la pensano come te, ma non posso fare a meno di ribattere, anche se invano.

    Saluti

    • Innanzitutto mi scuso perché il tuo commento era finito nel filtro antispam e sono riuscita a ripescarlo solo oggi, e ti ringrazio per aver voluto esprimere il tuo punto di vista in modo pacato e positivo. Ti assicuro che non era mia intenzione rifiutare di risponderti e che questo ritardo è dipeso solo dal fatto che non controllo il “pozzo” tutti i giorni.

      Io non provo astio nei confronti delle persone che amano gli animali in generale, ma nei confronti delle persone che rifiutano di ascoltare i fatti e di approcciarsi al tema della sperimentazione animale con razionalità, lasciando da parte i sentimenti. Sentimenti che io stessa provo, non sono indifferente agli animali. Quando piove cerco sempre di raccogliere i lombrichi dalla strada e appoggiarli nel terreno per evitare che muoiano disidratati. Un idiota mi ha quasi presa a calci quando mi sono accovacciata sul campo di atletica, a scuola, per impedirgli di schiacciare una mantide religiosa. Sono cresciuta a fianco di due cani e li ho visti andarsene – Teo era cieco ed è morto di vecchiaia, Billy di leucemia.
      Quindi no, non mi infastidisce che vengano salvati degli animali quando è possibile. Ne sono felice, anzi. Non voglio che soffrano se questa sofferenza può essere loro risparmiata.
      Il problema si pone quando NON è possibile evitarla. I metodi complementari non sono ancora in grado di sostituire completamente il modello animale, e questo è un fatto. La necessità della sperimentazione animale è un fatto, ed è per questo che m’interessa sia insegnata nelle scuole: gli studenti devono fondare la loro visione del mondo su dati e fatti oggettivi, imparare a distinguere criticamente ciò che è vero da ciò che è falso.
      Poi certo, anche costruire una società egualitaria e libera da pregiudizi è fondamentale. Ne parlo spesso in questo blog, non credo che una cosa escluda l’altra.

      La sperimentazione animale, in Europa, si effettua solo a scopi scientifici e medici – già nel 2010 era stata approvata la cessazione di test di cosmetici, detersivi e simili su animali, cessazione che è entrata in vigore quest’anno.

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