La vetrina dello slut-shaming

Oggi ho letto questo articolo: #Troiofobia, adolescenti, sessismi, bullismi, catene, ribellioni e desiderio, sulla negazione della sessualità femminile da una parte e la spinta a conformarsi ad un modello di seduzione e disponibilità sessuale per le adolescenti. Da una parte la società suggerisce alle ragazze che l’essere attraenti e sexy è una risorsa, una forma di potere, dall’altra le condanna se utilizzano quella “risorsa”, guardando indignata al sesso orale fatto nei bagni della scuola in cambio di ricariche e scandalizzandosi per gli autoscatti sexy nelle foto profilo di Facebook, a volte con paternalismo, a volte con aperto disprezzo per un mondo che non vuole comprendere e che non si accorge di aver creato. Anch’io penso che i modelli che la società presenta alle ragazze siano negativi, prendiamo per esempio programmi come Jersey Shore dove si esaltano l’ignoranza, l’arroganza, uno stile di vita vacuo e consumista, o come Sixteen and Pregnant, dove la maternità delle ragazzine è esaltata come momento di somma felicità e inizio di un idillio fra la mamma e il suo bambino – dimenticando che diventare madre a quell’età comporta un taglio netto con la vita precedente, responsabilità immense, spesso la rinuncia alla scuola, e in tutti i casi condiziona in modo indelebile tutta la vita futura delle ragazze, un intero immaginario sessualizzato dove le donne sono raffigurate come seducenti decorazioni adoranti degli uomini, al loro fianco come animali domestici.

Le ragazze seguono i modelli che sono posti loro di fronte come vincenti, e sono messe alla gogna per questo. Giornalisti e giornaliste scrivono lunghi articoli parlando dei danni dei social network, la vetrina di Facebook e Instagram dove mostrarsi sexy, il degrado della società priva di valori e punti di riferimento, le ragazze che ormai sono donne a 14 anni e vivono la sessualità in maniera disinibita e disinvolta ma allo stesso tempo inconsapevole e vanno protette da sé stesse e dai pericoli del mondo esterno, che in maniera bizzarra sono rappresentati più dal sesso che non dallo stupro. Intanto però nessuno riflette sul fatto che piuttosto che condannare la sessualità delle ragazze occorrerebbe insegnare loro come viverla in modo consapevole e sicuro attraverso l’educazione sessuale, un’educazione sessuale aperta, che insegni a ragazzi e ragazze non solo a prevenire le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze, ma anche a scoprire il piacere, a vivere con serenità il proprio orientamento sessuale (facendo informazione su cosa significa essere gay, lesbica o bisessuale e perché è una cosa naturale, umana, non una condanna o una scelta) e a riconoscere l’importanza del consenso e la legittimità di ogni modo di vivere la propria vita sessuale.

Invece, mentre i giornalisti scrivono i loro articoli dimostrando una singolare capacità di non accorgersi della realtà, l’autodeterminazione in campo sessuale delle ragazze continua ad essere negata a causa del vecchio pregiudizio secondo cui le ragazze non dovrebbero avere desideri sessuali, pregiudizio che da una parte relega agli uomini l’onere di prendere l’iniziativa (perché una ragazza che ci prova con un ragazzo è sicuramente una facile) e dall’altra impedisce che le ragazze siano in grado di esprimere i propri desideri. L’unica forma di sessualità che sembra accettata è il compiacere il partner.

Lo slut-shaming, ovvero il mettere alla gogna come “troie” le ragazze che si vestono in modo sexy o hanno/si ritiene che abbiano una vita sessuale attiva ed eventualmente promiscua (vedi quiquiqui e pure qui), è uno di quei temi-spia che affiorano un po’ ovunque su Facebook, insieme a demagogia, razzismo malcelato, odio per la ka$ta, animalismo, giustizialismo spicciolo e l’occasionale spruzzo di misoginia, di solito quando si parla di Laura Boldrini, che ha la singolare capacità di fungere da catalizzatore di diversi elementi di questa lista. Non oso pensare a cosa accadrebbe se si dichiarasse pro-SA. Ognuno di questi argomenti lampeggia ininterrottamente, ricordandomi quando la strada sia lunga e impervia. Ognuno di questi temi ci mostra che una grossa fetta della società non ha ancora compreso principi fondamentali come la libertà di scelta, l’uguaglianza, il discernimento fra fatti e opinioni e le basi del diritto.

Oggi ho scoperto una pagina interamente dedicata al raccogliere immagini di ragazze, con tanto di “etichetta” con nome ed età, affinché l’utenza possa riversare su di loro il proprio disprezzo moralista. La pagina si chiama  Chiamarsi “cagna” senza apparenti sembianze canine. Alcune fotografie sono tratte da profili pubblici di ragazze normali, autoscatti, foto di feste e serate in discoteca, , altre sono di ragazze che hanno parecchio seguito su Instagram, altre da profili di modelle, fashion blogger e aspiranti celebrità, altre ancora sono servizi fotografici di donne famose, come Paris Hilton, Rihanna, Elisabetta Canalis, Emma Watson, Megan Fox, altre sono di ragazze-immagine ai saloni di moto, altre foto da giornale di gossip di celebrità al mare in bikini (scandaloso!). Tutto fra brodo pur di insultare le donne e le ragazze che sfoggiano il proprio corpo, non serve distinguere, per gli utenti di quella pagina il voler apparire in modo sexy è automaticamente disgustoso e immorale. è un tiro al bersaglio.

Non manca in contrapposizione alle ‘troie’ il Finezza Time, in cui l’admin mostra ai fan com’è una ‘vera donna’ di classe. Perché la sua raffinata utenza, dopo centinaia di commenti che oscillano fra “me la porterei a letto” e “che puttana”, ha bisogno di essere elevata alle visione di angeliche creature che non portano abiti scollati, minigonne o shorts, coprendo i loro leggiadri corpi con eleganza e pudicizia. Perché “Lei non ha bisogno di spogliarsi come le cagne. A lei basta uno sguardo e un sorriso”.

Il caso emblematico che ho preso in considerazione è una foto molto semplice di una ragazza di 15 anni, Chiara Nasti, fashion blogger. Un autoscatto davanti allo specchio della sua stanza con un’amica dopo aver provato un nuovo look. Chiara Nasti

I commenti trasudano disprezzo per le donne in generale, molti si augurano di avere figli maschi perché “le ragazzine sono tutte troie”, emblema del “degrado della società moderna”, causato dalle madri che evidentemente sono altrettanto “troie” e non hanno saputo insegnare i veri valori a queste ragazzine scostumate e immorali. Non mancano appelli al decoro, come se vestirsi in modo sexy fosse una cosa indecente e irrispettosa.

Una convinzione piuttosto diffusa è che il vestirsi da “troie” riveli che coloro che lo fanno sono automaticamente persone prive di una morale e di valori, e che di conseguenza sono destinate a finire ai margini delle strade perché i loro genitori non hanno saputo dare loro una corretta educazione, che a giudicare da questi individui prevede un’ampia dose di punizioni corporali. A nessuno, nessuno, nessuno passa neanche lontanamente per la testa che l’essere sexy è una forma di libera espressione di sé. Ci sono solo due atteggiamenti possibili: scoparle come forma di “punizione” (per averli provocati, o per averli oltraggiati con il loro abbigliamento indecoroso, suppongo) o manifestare aperto disgusto e disprezzo.

Non ho neppure la forza di mettermi a fare screenshot dei commenti peggiori. Questo è il degrado: gente che giudica le ragazze e le donne dai centimetri di pelle esposta e che dà dei moralisti a coloro che rivendicano la loro libertà.

Annunci

70 pensieri su “La vetrina dello slut-shaming

  1. “A nessuno, nessuno, nessuno passa neanche lontanamente per la testa che l’essere sexy è una forma di libera espressione di sé.”

    e questo dimostra che sono idioti oltre che bigotti e maschilisti

      • Sono solo dei repressi, gravemente frustrati, con seri problemi psicologici e inquietanti disfunzioni cognitive (e non solo!)…
        Si tratta di gente malata, che con ogni probabilità non riesce ad interrelazionarsi con l’altro sesso, e quasi sicuramente non ha una vita sessuale al di fuori della masturbazione compulsiva o prestazioni mercenarie con cui consumano le loro giornate, macerandosi nel rancore sessista da “maschio” (si fa per dire!) impotente.

        Nel bene o nel male, F/B è la loro cloaca di raccolta… e non per niente pubblicano rigorosamente immagini e foto altrui, guardandosi bene dal postare i propri ritratti.
        Non oso immaginare quale galleria di profili lombrosiani ne verrebbe fuori in caso contrario!

      • A me preoccupa il fatto che sia un atteggiamento molto diffuso anche nella mia generazione (io ho 18 anni), anche in quella pagina gli utenti sembrano in maggioranza ventenni.
        Penso anch’io che la frustrazione sia la causa del loro comportamento, penso che derivi dal fatto che le ragazze “troie” non vogliano comunque fare sesso con loro, e loro si sentano in diritto di avere del sesso perché queste ragazze l’hanno fatto con altri. Non capiscono la libertà di scelta delle ragazze e attribuiscono il venire respinti al fatto che gli altri hanno i soldi, o sono attraenti, o sono popolari…

    • Questa è la realtà, lo so. Ne scrivo perché per tante persona sembra essere normale che sia così, e perfino giusto.
      Si lamentano che le donne qui in Italia non “si concedono” (odio quest’espressione perché implica che fare sesso con uomo sia una sorta di concessione o di resa…) facilmente e sono puritane e schizzinose e che nei Paesi dell’Est invece sono tutte disinibite e disponibili (c’era stata una lunga polemica su questo fra un tizio che si firmava Giove e Maria Laura Rodotà, la curatrice della posta del cuore “Amore e altri disastri”), e non si rendono conto di questa mole di pregiudizi che pesa sulla testa delle donne.
      Non si può vincere: ci sarà sempre qualcuno che dirà che quel vestito è da troia o che sei una suora o che sei frigida se non vuoi fare sesso anale.
      L’unico modo per uscirne è eliminare alla radice questo pregiudizio assurdo. Penso che un serio corso di educazione sessuale possa tentare di sfidare/incrinare questo pregiudizio nei ragazzi che si approcciano alla sessualità con le informazioni che ricevono dall’esterno (come noti tu, anche nel mondo della pornografia questo pregiudizio esiste).

      • Concordo che “condecersi” sia una brutta parola, ma “darla” magari si può usare, anche perché alla fine sono le donne a decidere quando si fa sesso sono loro a dire si o dire no,ma poi con questi pregiudizi molte pratiche le donne non lo fanno , se tu dici (falsamente) che dopo che una donna fa sesso anale cammina male, e normale che poi molte donne non lo fanno, sai citavo la pornografia perché c’è una differenza di trattamento fra uomini o donne(parliamo di quella mainstrem) che riguarda il potere, ti faccio un esempio se posso, esiste una pratica dove una donna soddisfa tani uomini oralmente ganbang, e lei in genere è inginocchiata , e a volte lei fa una doppia penetrazione e contemporaneamente fa sesso orale, quindi lei e comunque subordinata agli uomini, ma se uno guarda un video che si chiama reverse gangbang pensa che sia il contrario , e invece no perché in quel caso c’è un uomo in piedi o seduto che viene soddisfatto oralmente da tante donne e che deve fare sesso con loro, per essere una situazione alla rovescia dovrebbe essere lui quello inginocchiato a soddisfarle oralmente,e parlando in generale qualunque cosa fa gli uomini viene trattato meglio delle donne, mi spiego un uomo fa un calendario sexy viene invidiato da uomini e donne,lo fa una donna e viene insultata , un uomo fa il gigolo le persone la prendono ironicamente o lo ammirano be il contrario lasciamo stare, e gli esempi che ti potri fare sono tanti, io penso che ho il disprezzo sia per entrambi i sessi o per nessuno.

      • comunque sulla foto che mettevi qui https://ilragno.files.wordpress.com/2012/09/slut-shaming.jpg posso capire che anche con quel vestiario possa trovare un uomo che ci tenga a lei e che la rispetti, ma se la dovessi vedere come un padre non farei mai uscire mia figlia cosi, essere sexy ok ma cosi mi sembra un tantinello eccesiva,io penso che una donna dovrebbe vivere la sua vita sessuale come meglio crede, voglio dire ora esistono pure i preservativi femminili , e poi non si può disprezzare ciò che piace che siano le donne che fanno calendari , che siano le pornostar o che siano le donne “facili”, e poi il termine cagne e brutto serve proprio per disprezzare , fosse cagnolina magari magari sarebbe passabile (un pò come stallone per un uomo) .

      • Dev’essere difficile per un padre accettare la sessualità della propria figlia, e che non preoccuparsi per lei sia inevitabile, e del resto neanche io mi vestirei così, ma se vogliamo difendere la libertà dobbiamo difendere anche gli “eccessi” della stessa. Non si può dire “difendiamo la libertà ma solo fino a questo punto x”, perché altrimenti non è più libertà.

      • Lady aspetta , se tu mi parli che un padre deve accettare la sessualità della propria figlia ok , ti faccio un esempio un mio amico ha una relazione a distanza, quando lei viene qui lui la ospita a casa sua(lui sta in casa dei suoi genitori) e lui dorme con lei in camera sua, quando lui va da lei a casa sua(idem lei abita in casa con i suoi genitori) dormono nella stanza di lei, questo per esempio significa accettare la sessualità del proprio figlio/a , il mio punto di vista e che un genitore dovrebbe dare dei limiti , e chiaro se vive da sola o con delle amiche e un altro discorso , ma quando abita con i suoi genitori deve sottostare a delle regole , se una tua eventuale figlia si vestisse cosi magari tu non saresti tanto contenta giusto?

      • Vorrei puntualizzare che anche la libertà ha le sue regole. Viviamo in una società, e nel bene o nel male per farla funzionare dobbiamo sottostare a dei regolamenti. Se nel mio tempo libero andassi in giro vestito da nazista della SS con svastica sul braccio? Per una serata in discoteca possiamo permetterci quasi tutto, ma presentarsi in banca al lavoro in canotta e infradito (anche se le donne lo fanno) mi sembra eccessivo. Il limite della tua libertà è quando scavalchi la libertà altrui. Se uno si può sentire offeso o traumatizzato dal tuo modo di fare, ha tutti i diritti per porti dei limiti. Esempio: esiste la libertà di culto, ma questa libertà non può prevaricare le leggi esistenti ed offendere altre religioni. In altri paesi è visto come normale la tradizione della mutilazione genitale femminile, ma se vieni a vivere in Italia è punibile come gravi lesioni personali! Quello che per te può essere normale nell’abbigliamento e vietarlo lo vedi come una limitazione del tuo libero arbitrio, devi pensare che potrebbe scioccare altre persone, come anziani e bambini. La libertà va vista nella collettività e non nell’individuo.

      • pinza, mi pare un tema assai complesso. (infibulazione e infradito sono due cose un po’ diverse)

      • Non sarei contenta, ma non so nemmeno se sarebbe giusto impedirglielo, primo perché i divieti in molti casi rafforzano il comportamento che si vorrebbe reprimere per spirito di ribellione verso un limite che si percepisce come ingiusto, e secondo perché vestirsi è un riflesso della propria personalità, del proprio umore, del modo in cui si vuole essere visti dagli altri. Non giudico nessuno dall’abbigliamento, lo farei con una figlia? Non credo.
        Piuttosto cercherei di darle dei consigli. Mia madre e io ci diamo a vicenda consigli di stile e ci scambiamo vestiti e scarpe senza problemi: se avessi una figlia, mi piacerebbe avere un rapporto di questo tipo con lei anche nelle piccole cose.

      • Be discorso complesso, ma infatti io non parlo di giudicare ,è pure vero che come dici tu a volte i divieti fanno fare l’esatto opposto,e pure vero che se uno non le dice niente poi esce mezza nuda,e quando dico mezza nuda inteno come fanno molte star sul red carpet o nei concerti.

      • Un divieto implica in qualche modo un giudizio del tipo “giusto”/”sbagliato” o, perlomeno, “opportuno”/”inopportuno”. Terreno delicato. Io comunque non vorrei mai dare un divieto senza aver prima spiegato perché, se dovesse essere necessario.

      • Lady ti faccio un esempio esiste un programma che si chiama dire fare baciare(il suo nome inglese è Snog Marry Avoid) dove prendono delle donne troppo truccate con vestiti inesistenti , volgari e tamarre , e le trasformano in bellezze naturali, e vero che alle volte magari esagerano facendo versioni troppo caste ,ma di certo il prima è troppo eccessivo, e ti posso assicurare che vendendo qualche foto o qualche video di quel programma , non vorresti mai che tua figlia uscisse di casa in quel modo e fidati avresti tutte le ragioni per spiegarli che quel abito non è consono per uscire ,voglio dire pure a te piacerà lady gaga ma non usciresti di casa con alcuni abiti con cui fa i concerti.

    • Ciao a tutti.
      Premetto che devo ancora studiare meditare molto sull’argomento, per ora penso che Lady Mismagius abbia in parte ragione, non si puo’ negare il diritto di ognuno di vestirsi come gli pare. Io direi che non si puo’ negare niente a nessuno a livello universale. Ma come facciamo a stabilire il limite entro il quale un commento è libera critica o quando diventa molestia o insulto? come stabiliamo a priori quale donna si veste in un certo modo consapevolmente e quale invece lo fa per imitazione?
      Inoltre credo fermamente che sfruttare una qualità fisica per qualunque cosa vada al di la di cio’ a cui il fisico serve è una schifezza immensa. L’essere umano è un animale. il vestirsi in “x” modi, se scaviamo scaviamo scaviamo è un represso (che non vuol dire brutto, ma nascosto) desiderio di riproduzione. Piu’ superficialmente poi c’è l’egocentrismo, la megalomania, l’ignoranza (non ho niente di intellettuale\intellettivo da offrire allora eccoti culo tette e cosce piuttosto che bicipiti e pettorali o addominali), non è un caso che le persone piu’ elevate mai esistite o esistenti non hanno mai badato ne badano ad una cosa superficiale come l’aspetto fisico o appunto l’abbigliamento. Sono appunto superficialità di cui avere compassione. La critica che faccio e’ molto piu’ profonda di (troia non troia), ed è appunto su quanto ignorante puo’ essere diventata una grande parte della popolazione. Tralascio poi di far vergognare l’autrice facendo copia e incolla di qualche suo paragrafo per smontarlo facilmente. Chiunque abbia un q.i sopra l’80 capirà facilmente. Vedi, vestirvi, io vi farei vestire come vi pare, non si fa danno a nessuno, ma non vi farei piu’ votare. votare e decidere del destino di un paese dovrebbe esssere un lavoro per pochi non lasciato a teste vuote che si preoccupano di difendere uomini assetati di figa che si fanno gli addominali, o donne assetate di cazzo che si vestono in modo improbabile. perche’ questa e’ la verità, unica e sola.
      te lo dico da 31 enne, con tutti i difetti che ho appena criticato. lampade sopracciglia petto e addome. mi piace la figa, sopratutto quella ignorante, che appunto punta sul corpo perchè l’intellighenzia…..scarseggia. Finche’ avro’ voglia di scopare le fighe curero’ corpo e portafoglio e vuoi o non voi le avro. quando mi saro’ stufato pensero’ solo alla testa all’anima allo spirito e trovero’ il vero amore…..ragiona e medita…..buona fortuna

      • Grazie per il tuo commento, per prima cosa.
        Il punto è che non esiste contraddizione tra l’avere qualcosa da offrire dal punto di vista intellettuale e apparire in modo sexy. È solo uno stereotipo; allo stesso modo, scavare nelle motivazioni recondite per cui una persona si veste in un certo modo, presumendo che siano negative, non è molto rispettoso e non è indice di apertura mentale. A tutti piace sentirsi sexy e attraenti.
        Anche a me capita di vedere ragazze il cui abbigliamento mi pare eccessivo, inopportuno, volgare. Ma non glielo dico – applico la tolleranza e scelgo di non interferire, perché la mia opinione non sarebbe né richiesta né gradita, e perché non ho diritto di presumere che altre persone siano meno consapevoli, meno libere, con meno agency di me. Vivi e lascia vivere.

  2. Lasciando stare Boldrini, razzismo e SA, be nel articolo metti moltissima carne al fuoco, allora partiamo da un punto, nel nostro paese l’educazione sessuale non esiste e questo è un male, e molte donne pensano che la pillola possa sostituire i preservativi, e concordo quel programma “16 anni e incinta” non capisce che rimanere incinta a quel età e una cosa sbagliata, per non parlare di Geordie show e simili, e poi e squallido che delle ragazzine facciano sesso nei bagni della scuola per una ricarica telefonica e totalmente sbagliato, e chiaro che alle donne come gli uomini piace fare sesso e che si masturbano e alcune guardano pure film porno,poi una donna e libera di vestirsi sexy sia chiaro certo un conto però e se ha 14 anni un altro se ne ha 19 anni, su quella ragazza nella foto che esce con quegli abiti a 15 anni da ragazzo 21 non dico niente magari se però fossi suo padre almeno vorrei che quei pantaloncini fossero un pò più lunghi , magari se avesse 17 anni sarebbe un altro discorso , sulla pagina facebook allora da uomo e chiaro che quelle fotografie mi piacciono sono donne molto belle molto sexy , ma non capisco il disprezzo posso capir qualche doppio senso quello è inevitabile e scontato ma questo disprezzo mi sembra eccessivo , e poi tornando al punto fondamentale della questione non si può prima dire alle donne siate sexy e disinibite , e poi dire ma se lo fate vi disprezzeranno, e una cosa illogica e senza senso, mentre invece gli uomini possono fare tutto quello che vogliono senza che nessuno li giudichi , ma è lo stesso discorso per cui le donne nei film porno sono sempre chiamate con dispregiativi come troia, puttana ecc…e come per il fatto che i pornoattori maschi sono elogiati ed invidiati da uomini e donne mentre le donne pornoattrici sono disprezzate anche dagli uomini che vedono questi film e ritengo che questa sia una grandissima ipocrisia, poi sul discorso “scoparla come forma di punizione” questo è un altro punto in cui si parla di disprezzo della sessualità femminile , perché si ritene che fare sesso con una donna come sesso vaginale o maggiormente sesso anale sia come una forma di punizione della donna perché lei è quella penetrata , infatti spesso riferendosi a dei pornoattori maschi si dice “chi sa quante donne ha castigato” lo so che quello che ho detto non è bello ma purtroppo e la realtà.

      • Non so perché tu non sia riuscito a ribloggare, a me sono arrivate la mail di notifica dell’avvenuto reblog e quella della pubblicazione del nuovo articolo sul tuo blog, ma poi il link non conduceva da nessuna parte. Chiedi all’assistenza di WordPress, se puoi…

      • Lo farò, potremmo aver scoperto un bel bug!
        Oppure, conoscendo la mia fortuna, è un problema mai verificatosi prima…

      • A me è già capitato di cliccare (nelle e-mail di notifica) su post che avevi ribloggato e non trovarli, ma fino ad ora avevo pensato che avessi semplicemente deciso di cancellarli…

      • No… di solito non cancello.
        Quello però si può spiegare con una mia brutta abitudine: a volte programmo e posticipo i reblog nel tempo, subito dopo averlo pubblicato.

  3. Il problema dell’educazione sessuale è enorme: ricordo che quando la feci io (dieci anni fa, in terza media) furono due incontri con due volontarie, che ora so essere scientificamente ignoranti come non so cosa, che raccontarono delle cose semplicemente assurde.
    Purtroppo la mancanza di questo tipo di educazione è gravissima, perché i ragazzini (sia maschi che femmine) rischiano di rovinarsi la vita in vari modi, e non parlo di finto moralismo ma di cose molto più gravi.
    Quanto ai media, quelli sono ancora più vergognosi: a loro interessano lettori e ascolti, la qualità dell’informazione o del programma passa in secondo piano.

    In effetti, il finto moralismo potrebbe essere la causa del problema.

  4. Le stesse ragazze che appaiono tanto disinibite in foto barcollano nel buio quando si tratte delle informazioni basiliari sulla sessualità o si consultano a vicenda con le informazioni sbagliate o esagerate. Alle rubriche della sessualità arrivano le tonnellate delle lettere con le domande più assurde su: gravidanza, sesso orale, malattie veneree… È una situazione paradossale.

  5. Viviamo in un mondo maschilista, creato per l’uomo. Il mercato del sesso e del porno è sempre in attivo, nessuno rinuncia al sesso, ma è rivolto quasi esclusivamente agli uomini. Il posto riservatovi nella società moderna è sempre quello, venite considerate come sex toy, se siete carine e compiacenti col capo farete strada, magari in Parlamento. Non hai capacità artistiche ma arrivi ugualmente al successo come la Canalis e Valeriona Marini. Soldi e successo facile regalato da uomini senza scrupoli, ragazzine che lo sognano prendendo strade pericolose come le due baby prostitute romane o le ragazze doccia. Una società che ha sdoganato come normali ed appaganti questo tipo di attività, tutto per soddisfare un mercato rivolto agli uomini, senza comprendere che la prostituzione sarà anche il lavoro più antico del mondo, ma anche il più degradante. Se prima le femministe scendevano in piazza reclamando quel diritto di utilizzare il proprio corpo come desideravano, mostrandolo e inneggiando alla libertà di sesso, adesso dovrebbero comportarsi esattamente al contrario. I giochi sono finiti, basta sesso facile, ma più rispetto. Non dovete più scoprirvi per apparire nelle loro pubblicità di moto e auto, dei profumi che permettono di eccitare di più il maschio, ma deciderlo voi quando e come denudarvi. E amarvi di più fra di voi, senza criticarvi a vicenda per le unghie non fatte e i capelli senza piega, poter uscire di casa senza piastra dei capelli in borsa, che attrarre il maschio alfa non deve essere la priorità della vostra vita. Molte ragazze stanno crescendo con questo modello di vita, senza capire che all’uomo darete così sempre vita facile, aiutandoli a tenervi sul gradino più basso della società. Non siete una proprietà, di nessuno.

    • quanto moralismo pinza! sembri un prete e non c’è bisogno di questo
      Una ragazza ha il diritto di uscire di casa pure con la piastra se vuole se un uomo pensa di non rispettarla per questo il problema è nella testa di lui!
      “Basta sesso facile i giochi sono finiti” mi sembra di sentire mia nonna

      • Scusa, ma non voglio fare la morale a nessuno, ma una ragazza si deve anche sentire libera di fare quello che vuole senza essere additata diversa dalle sue coetanee. Un uomo non si accorgerebbe neanche delle unghie o della pettinatura, è un problema esclusivamente femminile. P.s. tua nonna la dava via gratis? 🙂

      • ma che c’entra?
        Io trovo un po’ predicatorio il tuo modo di rivolgerti alle ragazze..se vogliono farsi le unghie e pettinarsi lo fanno (che poi specie coi capelli lunghi chi è che non li pettina?) per i motivi che vogliono anche estetici come tutti noi

      • Paolo, nn hai capito. intendevo dire che una nn si deve sentire costretta a comportarsi come le altre, e se nn vuole conformarsi pu anche nn farlo, tutto qui.

    • una donna può comunque decidere di denudarsi per le ragioni che vuole e uscire di casa con la piastra e meritare rispetto. Se un uomo pensa che una donna solo perchè fa una pubblicità meriti di essere trattata da inferiore il problema è nella testa di quell’uomo.
      ” I giochi sono finiti, basta sesso facile,” qui sembra di sentire mia nonna

  6. Sendivogius purtroppo ti sbagli, questi uomini sono uomini che le fidanzate le hanno e hanno una vita sessuale, e poi non facciamo come quello spot contro la violenza contro le donne che diceva “solo un uomo piccolo può picchiare le donne” mettendo la foto di una piccola banana marcia come se quelli che picchiano e uccidono le donne sono solo micro-dotati impotenti, quando non è affatto cosi, e poi vedi che questi ragionamenti li fanno pure le donne purtroppo.

  7. Ho scoperto oggi il tuo blog, proprio cercando “slut shaming” su google. Mi sono interessata al tema (adesso sto pensando di farne il tema della tesi di laurea) proprio dopo aver visto la pagina ‘chiamarsi cagna ecc ecc’, che continua a provocarmi nausea e disgusto ogni volta. La prima volta sono rimasta allibita, nella mia ingenuità: ma i maschi non volevano le cosiddette “zoccole”? Non si masturbano sui video porno? Eccome se lo fanno, e con orgoglio – tenendo conto la quantità di commenti a proposito – ma, MA, al tempo stesso si deve anche denigrare, disprezzare, svalutare il più possibile la ragazza/donna/pornostar/attrice che, nel momento osa un abito scollato, è in costume, ammicca, non è più donna (perché non è pura, angelica, coperta, timorosa, asessuata) – è CAGNA. Trovo di una sgradevolezza unica questa logica che ci vuole sempre sexy, provocanti, vogliose (di soddisfare l’uomo, non dovrei nemmeno specificare, è ovvio che il desiderio femminile si sublimi nella soddisfazione di quello maschile) per poi svilire in ogni modo chi apparentemente la segue. Penso sia un ulteriore bisogno di dominazione: sì, mi ecciti, ma fai schifo, mi sei inferiore, dovresti essermi riconoscente (magari “questa ti porta anche il giornale”), nonché di negazione della sessualità e della volontà femminile – oltre alle centinaia di commenti orribili (“questa abbaia”, e le mille varianti), ciò che mi ha davvero colpito sono stati proprio i “finezza time” e i commenti “speriamo di avere un figlio maschio”.
    Devo ancora riflettere e leggere molto sull’argomento per coglierne le varie sfaccettature, intanto grazie per i tuoi articoli che sono davvero molto interessanti!

    • Innanzitutto grazie per il tuo commento 🙂
      Credo che per questi individui la degradazione dell’oggetto del desiderio sia l’unico modo con cui si eccitano. Anche un’ampia fetta di pornografia riflette questa modalità di vivere il sesso, e così avveniva nei bordelli dell’età vittoriana.
      Se ci tieni ad approfondire la mentalità di questo tipo di individui, prova su Gnoccatravel, il forum dei turisti sessuali/puttanieri.
      Anch’io sono rimasta attonita quando ho iniziato ad avvicinarmi al tema. Stride immensamente con la visione della nostra società-senza-valori-immersa-nell’edonismo che si legge sui giornali…

      • Si in questo caso si anche perché cagna si traduce con bitch che non c’entra niente con la femmina del cane , “Credo che per questi individui la degradazione dell’oggetto del desiderio sia l’unico modo con cui si eccitano. ” e questo è strano se ti piace non puoi disprezzarla.

      • Per loro funziona così. Anche per me è incomprensibile, però credo lo facciano perché non accettano il “potere” che le donne hanno su di loro per il fatto di eccitarli, e quindi negano quel potere attraverso il disprezzo.

      • Be una donna seducente ha un grande potere di condizionamento su un uomo, non è un caso che molte spie alle volte donne filtrano con i presunti bersagli per sapere qualsiasi di loro, con ottimi risultati.

      • vero, ma possono farlo anche le spie maschi. La seduzione, femminile o maschile che sia, è un gioco dove nessuno è davvero passivo

    • disprezzare ciò che si desidera è tipico di alcuni maschi e rivela i loro limiti.
      Quanto al desiderio, io penso che sia normale nel sesso voler far godere l’altro ed esserne contenti/e ma è una cosa che dovrebbe essere reciproca.
      Una persona sexy, vogliosa (che poi le due ragazze nella foto sono assolutamente normali e non ammiccanti) ecc..non fa nulla di male, il sexy fa parte della vita, se un uomo la disprezza per questo, il problema è di lui.

    • Ilaria ti parlo da uomo , io non disprezzo le donne che fanno molto sesso , e si i video porno mi piacciono, e se una donna vuole vestirsi sexy ok
      P.S. sul riferimento agli animali se per questo gli uomini vengono chiamati stalloni , ora mi dirai “ma le donne vengono chiamate con nomi di animali docili” come puledrina , cavallina, cagnolina,questo perché le donne sono meno forti e più basse e più magre degli uomini, non per disprezzo comunque.

      • “Stallone” ha una connotazione positiva, e anche i vezzeggiativi, per quanto a me personalmente non piacciano perché li trovo sminuenti, ce l’hanno. Suggeriscono qualcosa di grazioso, tenero…
        Qui però ci riferivamo a definizioni intenzionalmente sprezzanti, che riflettono l’attitudine a degradare colei che si desidera, perché si vuole mantenere il dominio su quella persona rifiutando di avere uno scambio fra pari con essa.

  8. Lady per non parlare del maschilismo di altre donne contro le altre donne, e di concetti sessisti come la chiave e la serratura.

  9. Guardavo su Facebook una pagina è facevano vedere un post dove un anonima ragazza di 18 anni,diceva che le piaceva molto fare perdere la verginità hai ragazzi , voleva essere ricordata come la prima e come la migliore per molto tempo, e sono arrivati i soliti commenti uno di una donna con molti mi piace (circa 28) diceva” sei cosi cagna che dopo che finisce di fare sesso non vuoi le coccole ma i croccantini” al classico ” Gran bella troia!felicitazioni” almeno si salvava il primo commento quello con più mi piace circa 64 dove una ragazza diceva “Se fosse stato un ragazzo però sarebbero fioccati i complimenti!

  10. Stavo leggendo questa descrizione di una pagina che parla di sesso magari le donne fossero cosi “Diciamolo senza pudore: siamo stufe di fare le brave ragazze che simulano orgasmi, si danno piacere da sole ma guai a dirlo in giro. Vogliamo urlare le nostre fantasie sessuali, farci trovare in guepiere e reggicalze, amoreggiare tutta la notte; uscire tra amiche e parlare di sesso, no limits. “********” è per tutte le donne ironiche, iper-attive, che ottimizzano i tempi: si truccano al semaforo, tacco 12 e zumba.

  11. quindi secondo te va bene che a 15 anni le figlie si mettano in mostra su Instagram, alla mercé di chiunque? io non ci vedo niente di sexy, mi sembrano solo squallide

    • Io ho 18 anni, e come quelle ragazzine faccio parte di una cultura che ama raccontarsi su Internet. Quindi, fermo restando che come ho scritto nel post i modelli che la nostra generazione riceve dagli adulti sono sempre più vacui, e che rivendico fermamente l’essere sexy (o il volerlo essere) come forma di libertà d’espressione, vorrei provare ad entrare nel merito del “mettersi in mostra su Instagram”.
      Sette del Corriere della Sera ha dedicato al tema dell’autoscatto (“selfie”, parola del 2013 secondo l’Oxford Dictionary) un lungo articolo sul numero del 27 dicembre 2013, in cui fra l’altro si cita Gustavo Pietropolli Charmet, esperto di problematiche adolescenziali: “Il selfie ha alle spalle la relazione complicata delle nuove generazioni con il proprio corpo. Da qualche generazione questo è diventato innocente, non più qualcosa da reprimere, da nascondere con il pudore. Anzi, è da esibire in tutta la sua bellezza e naturalezza. Il contesto non dice più che il corpo è un oggetto di cui vergognarsi, ma enfatizza l’importanza della bellezza e del bisogno di mandarla in onda per trovare un consenso. Le faccine che sorridono sono il massimo consenso possibile. L’autoscatto diventa un mezzo per superare l’incubo dei ragazzi: l’invisibilità”.
      Aggiungerei che mostrarsi su Internet ha a che fare con la costruzione dell’identità: raccontarsi per definirsi.

      • Concordo appieno con te, voglio dire una ragazza di 18 anni molto bella che vuole mettere le sue foto al mare in costume su facebook non c’è nulla di male , e chiaro che è sexy e poco vestita ma non ci trovo nulla di male, alla fine se per questo molti utenti maschili mettono le loro foto in costume e nessuno dice loro niente.

      • Già. Una foto di Marco (nome a caso) in costume con il mare sullo sfondo è un ricordo delle vacanze, una foto di Marta in costume con il mare sullo sfondo la rende un’esibizionista o peggio.
        Queste differenze di percezione riflettono il fatto che le ragazze sono osservate sempre con uno sguardo sessuale – cioè proiettando un significato sessuale su qualcosa che magari può anche non averlo.

    • Credo che tutti sappiamo riconoscere, per esempio, un nudo volutamente sensuale e un nudo innocente: basta pensare all’arte.
      Eppure quando si tratta di ragazze sembra che lo sguardo con cui le si osserva le veda con un occhio sessualizzante, come accade con l’articolo di Marco Cubeddu sulle ragazze in shorts quest’estate (mi rifiuto di linkarlo perché non voglio che stia sul mio blog, ma c’è Google per rintracciarlo).

  12. Ciao a tutti.
    Premetto che devo ancora studiare meditare molto sull’argomento, per ora penso che Lady Mismagius abbia in parte ragione, non si puo’ negare il diritto di ognuno di vestirsi come gli pare. Io direi che non si puo’ negare niente a nessuno a livello universale. Ma come facciamo a stabilire il limite entro il quale un commento è libera critica o quando diventa molestia o insulto? come stabiliamo a priori quale donna si veste in un certo modo consapevolmente e quale invece lo fa per imitazione?
    Inoltre credo fermamente che sfruttare una qualità fisica per qualunque cosa vada al di la di cio’ a cui il fisico serve è una schifezza immensa. L’essere umano è un animale. il vestirsi in “x” modi, se scaviamo scaviamo scaviamo è un represso (che non vuol dire brutto, ma nascosto) desiderio di riproduzione. Piu’ superficialmente poi c’è l’egocentrismo, la megalomania, l’ignoranza (non ho niente di intellettuale\intellettivo da offrire allora eccoti culo tette e cosce piuttosto che bicipiti e pettorali o addominali), non è un caso che le persone piu’ elevate mai esistite o esistenti non hanno mai badato ne badano ad una cosa superficiale come l’aspetto fisico o appunto l’abbigliamento. Sono appunto superficialità di cui avere compassione. La critica che faccio e’ molto piu’ profonda di (troia non troia), ed è appunto su quanto ignorante puo’ essere diventata una grande parte della popolazione. Tralascio poi di far vergognare l’autrice facendo copia e incolla di qualche suo paragrafo per smontarlo facilmente. Chiunque abbia un q.i sopra l’80 capirà facilmente. Vedi, vestirvi, io vi farei vestire come vi pare, non si fa danno a nessuno, ma non vi farei piu’ votare. votare e decidere del destino di un paese dovrebbe esssere un lavoro per pochi non lasciato a teste vuote che si preoccupano di difendere uomini assetati di figa che si fanno gli addominali, o donne assetate di cazzo che si vestono in modo improbabile. perche’ questa e’ la verità, unica e sola.
    te lo dico da 31 enne, con tutti i difetti che ho appena criticato. lampade sopracciglia petto e addome. mi piace la figa, sopratutto quella ignorante, che appunto punta sul corpo perchè l’intellighenzia…..scarseggia. Finche’ avro’ voglia di scopare le fighe curero’ corpo e portafoglio e vuoi o non voi le avro. quando mi saro’ stufato pensero’ solo alla testa all’anima allo spirito e trovero’ il vero amore…..ragiona e medita…..buona fortuna

    • Alessandro, ho pubblicato solo il secondo commento perché mi sembrava identico all’altro, ma poi ho pensato che forse hai interesse a seguire un thread con Paolo (qualora risponda) e uno separato con me. Nel dubbio, approvo anche questo commento, rispondi dove preferisci.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...