“Non potevo pagare le cure di Vannoni e mi dissero: fai prostituire tua moglie”

“Non potevo pagare le cure di Vannoni e mi dissero: fai prostituire tua moglie”. Per coloro che ancora credono, nonostante sia stato ampiamente dimostrato che il “metodo Stamina” è inesistente e che le infusioni praticate seguendo le indicazioni di Davide Vannoni non contengono cellule staminali e sono anzi potenzialmente dannose, che Vannoni sia un benefattore dell’umanità guidato da nobili ideali, ecco una testimonianza: Nicola de Matteis si è trovato a pagare 9200 € ad infusione per la figlia affetta da encefalopatia, arrivando a indebitarsi per 47.000 €. Notizie come questa sono tasselli che si aggiungono per completare il puzzle e mostrarci Stamina per quello che è veramente: un inganno crudele nascosto dietro la bella vetrina della televisione.

Ho messo i baffi al maschio che c’è in me

Una testimonianza su un gioco per provare a vedere le cose con uno sguardo differente: un giorno nei panni di un uomo per una giornalista donna. Abiti diversi, gesti diversi, un modo di porsi nello spazio diverso, una riflessione interessante.

Alessandra Di Pietro

Attraversare il confine tra il sesso biologico e quello culturale: sembrava una provocazione per poche intellettuali, invece ne parlano cinema, moda, pubblicità. così l’autrice dell’articolo si è travestita ed è andata in giro per roma. a sperimentare l’effetto che fa: sugli altri e, soprattutto, su se stesse.

Ho calzato un paio di décolleté di camoscio blu con tacco 12 centimetri per scrivere la mia giornata vissuta da uomo qui a Roma, tra il quartiere periferico della Magliana e piazza del Parlamento. La mia femminilità ha bisogno di potenti rassicurazioni estetiche perché il gioco di fare esibire il maschio che c’è in me, mettendogli baffi, camicia e cappello, è stato forte e destabilizzante, eccitante e avventuroso.

L’attraversamento del confine tra il sesso biologico e quello che possiamo costruirci (con la chirurgia, la cultura, i comportamenti, i vestiti) è in questo momento raccontato da film (Tomboy di Céline Sciamma, La pelle che…

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Un nuovo anno e il punto della situazione

Il 2014 è arrivato e il mio piccolo blog si appresta a compiere due anni di vita. In questi due anni l’ho visto crescere, osservando con stupore le statistiche che mostravano un piccolo ma – per me – consistente flusso di visitatori, che spero abbiano trovato qui quello che stavano cercando, o almeno qualcosa di utile, una riflessione, dei dati, un punto di vista diverso, un’idea. Osservando la mappa e i numeri delle visite – da così tanti Paesi del mondo – continuo a chiedermi se qui ci sia qualcosa che può interessare visitatori provenienti dalla Cina, dal Brasile, dagli USA, dalla Germania, perfino dall’Arabia Saudita o dalla Turchia: 63 Stati diversi. Probabilmente la maggioranza di queste persone sarà finita qui per caso, per errore, ma spero di essere riuscita ad essere utile a qualcuno di loro.

Il Ragno è nato come un laboratorio personale, uno spazio dove chiarire la mia visione del mondo scrivendo delle cose in cui credo, delle cose a cui tengo, nato dalla convinzione che solo schierarsi ed elaborare un punto di vista consapevole sulle tematiche che la nostra società ci richiede di affrontare possa renderci cittadini veramente liberi e guidarci oltre i pregiudizi, oltre l’indifferenza, oltre l’ignoranza. Prima di iniziare a scrivere Il Ragno, annotavo le mie riflessioni su dei quaderni, e continuo a farlo quando ho l’urgenza di scrivere e non ho il computer sottomano, ma desideravo qualcosa di più duraturo e di più ordinato: un archivio che potessi consultare con il passare del tempo, e che fosse anche aperto al dialogo.

Con il tempo mi sono resa conto che, oltre a scrivere per me stessa, volevo e dovevo fare divulgazione in merito alle cose in cui credo: ho visto come cose che consideravo acquisite e chiare non lo fossero affatto, ho visto i pregiudizi, le mistificazioni e le semplificazioni, e ho capito che forse la mia voce non serviva solo a me.

Per il 2014 conto di continuare a scrivere e continuare ad ampliare i miei orizzonti, ad approfondire e a ricercare cose interessanti. Non ho grandi progetti: la direzione che Il Ragno prenderà sarà definita giorno per giorno, post dopo post, vedrò.

 

E ora, al termine di questi due anni di blog, vorrei ringraziare moltissimo tutti coloro che hanno deciso di seguirmi. Ne sono veramente onorata e spero che le mie riflessioni possano essere state utili. Un sentito grazie anche ad Alessio e Paolo per avermi spinta a riflettere con i loro commenti e le loro richieste di precisazioni, è anche grazie a voi se sto dando un peso sempre maggiore all’arte di discernere, affinando le analisi e addentrandomi nelle complesse sfaccettature di ogni argomento. Il vostro contributo al Ragno è prezioso.  Grazie a tutti i commentatori che hanno preso del tempo per esporre qui il loro punto di vista, le loro considerazioni, le loro aggiunte: è sempre un piacere ricevere feedback al proprio lavoro.

Alcuni di voi sono arrivati qui dai miei post sulla sperimentazione animale, e sono felice che siate rimasti nonostante non sia l’unico argomento che tratto. Spero di avere qualcosa di interessante da dire anche sul resto, sul femminismo in particolare.

In sintesi: grazie a tutti coloro che sono passati di qui, spero che continuerete a farlo anche in questo 2014!