FAQ: What is the “male gaze”?

La presenza dello sguardo maschile (“male gaze”) non ha niente a che vedere con il valore di un prodotto cinematografico, fumettistico, artistico, tuttavia la pervasività di certe forme di rappresentazione influenza il nostro immaginario e il nostro modo di agire nella realtà, spingendoci a introiettare questo tipo di sguardo e ad applicarlo nella nostra vita di tutti i giorni (succede anche a me, e anche se me ne rendo conto non posso “riprogrammarmi”, solo cercare razionalmente di impedire che quello sguardo influenzi il modo in cui interagisco con gli altri). Una rappresentazione non è mai “solo” una rappresentazione, e come sono solite dire le femministe anglosassoni, “Art doesn’t exist in a vacuum”.

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The Male Gaze Before talking about the male gaze, it is first important to introduce its parent concept: the gaze. According to Wikipedia the gaze is a concept used for “analysing visual culture… that deals with how an audience views the people presented.” The types of gaze are primarily categorized by who is doing the looking.

While the ideas behind the concept were present in earlier uses of the gaze, the introduction of the term “the male gaze” can be traced back to Laura Mulvey and her essay “Visual Pleasure and Narrative Cinema” which was published in 1975. In it, Mulvey states that in film women are typically the objects, rather than the possessors, of gaze because the control of the camera (and thus the gaze) comes from factors such as the as the assumption of heterosexual men as the default target audience for most film genres. While this was more true in…

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45 pensieri su “FAQ: What is the “male gaze”?

  1. conosco e non condivido molto le teorie di Laura Mulvey sul cinema. Il cinema, la narrativa in generale raccontano l’umano e la società. No l’arte non esiste nel vuoto, ma accusarla di “oggettificare” le donne in senso degradante è sbagliato, sopratutto oggi.

    • è sbagliato, sopratutto oggi..è sbagliato in molti casi almeno. Nella pubblicità (specie in Italia) invece c’è a volte un problema di questo tipo

      • Io non voglio fare di tutta l’erba un fascio e riconosco che le cose sono molto più sfaccettate e complesse del modo in cui vengono descritte nel post che ho ribloggato, che essendo un post divulgativo deve per forza semplificare.

        Detto questo, il concetto di “sguardo maschile” è ancora un criterio rilevante per analizzare i media contemporanei, secondo me. Non sono un’esperta di cinema, ma penso sia molto evidente nel fumetto (conoscerai il Tumblr “Escher Girls”, dedicato a divulgare e ridere degli eccessi in quest’ambito, ma un esempio particolarmente calzante è descritto qui: http://girl-wonder.org/girlsreadcomics/?p=13).

      • sì conoscevo il sito escher e se non sbaglio avevo anche espresso delle perplessità al riguardo (e ho espresso più di una perplessità riguardo al bechdel test citato nel link). Frank Miller è sempre in mezzo alle polemiche sia per questa sia per altre ragioni (le sue opinioni politiche repubblicane, ad esempio)..dovrei leggere il fumetto in questione per giudicare (una o due vignette estrapolate dal contesto certo non mi bastano).Come sai di per sè penso che la sensualità e l’eros facciano parte della vita e raccontarle sia legittimo

      • Il Bechdel Test non convince nemmeno me, è incredibilmente riduttivo.

        Quanto al resto, anch’io penso che sia assurdo escludere dalle narrazioni (cinematografiche, televisive, letterarie…) l’eros e la sensualità, e so quanto sia difficile tracciare un confine fra oggettivazione e una semplice rappresentazione “sessuata”. Non sovrapporrei mai le due cose (o, almeno, cerco di non farlo).

  2. Ho letto l’articolo originale, be che posso dire, sicuramente se parliamo di pubblicità posso concordare con l’autrice, per ciò che riguarda il mondo del cinema dei fumetti e dei videogiochi, premettendo che è un mondo sconfinato e che avrebbe bisogno ognuno di questi settori di un approfondimento a parte , e che alle volte cambia da culture a cultura(per esempio fra i fumetti americani cosi come i videogiochi americani, e quelli giapponesi per esempio c’è una bella differenza) ci sono delle volte dove le protagoniste sono donne e non sono troppo sessualizzate,(in un gioco abbastanza famoso per esempio bioschock infinite la storia inizia che tu devi salvare una ragazza in una torre ma in un DLC che sarebbe un contenuto scaricabile che aumenta la storia cioè una specia di nuovo capitolo, per la prima volta la protagonista è una donna, cioè questa ragazza che devi salvare, cioè Elizabeth e di certo non è la ragazza indifesa considerando che nel DLC porta armi e può colpire corpo a corpo i nemici e gli esempi sono tanti) certo è chiaro che esiste un problema in alcuni giochi e in alcuni fumetti, però ci sono degli aspetti anche da considerare ,in alcuni casi questi prodotti sono comprati veramente più che altro da uomini o ragazzi, e poi i vestiti femminili sono più corti di quelli maschili, poi in riferimento al mondo dei fumetti ci sono anche dei personaggi(non parlo solo dei supereori) sessualizzati e che sono di meno, e poi mentre una donna per essere sexy al pubblico maschile può vestirsi(o svestirsi) in vari modi la versione del uomo sexy che piace alle donne e quello a torso nudo o quasi e normalmente gli uomini non girano a torso nudo, in alcuni fumetti non essendo ispirati nel mondo reale questo è plausibile come nei videogiochi ,ma se sono ispirati nella realtà il discorso cambia , poi sulla foto del fumetto di Frank Miller , be penso che quello sia un discorso più culturale, cioè si pensa sempre alla donna che compra l’intimo sexy per fare una sorpresa al suo ragazzo o al suo fidanzato piuttosto che il contrario.

    • Un punto per volta:
      – abbiamo parlato spesso delle eccezioni e sono convinta che, almeno nei prodotti di alta qualità, siano sempre meno eccezioni. Lo stesso non si può dire per la stragrande maggioranza, per esempio, dei giochi online, dove le armature improponibili e i personaggi femminili con abbigliamento ridicolmente succinto abbondano.
      – che gli uomini abbiano possibilità di abbigliamento parecchio più ristrette rispetto alle donne è indiscusso, ma ricorda la distinzione fra sessualizzazione e oggettivazione: io non sto criticando la prima, solo la seconda.
      – quello che è stato criticato nel fumetto di Miller non è lo stravolgimento del personaggio di Vicky Vale, che è nata come giornalista d’assalto, competitiva, determinata, capace di tenere testa al fascino da playboy di Bruce Wayne, mentre nell’arco narrativo di Miller oltre alla sessualizzazione inutile (sia per il personaggio, sia per la trama), Vicky è diventata una donna superficiale, vanitosa, compiaciuta di sé.

      • sulle armature concordo perfettamente con te, per coerenza dovrebbero poter rendere mezzo nudo pure il protagonista maschile , almeno in alcuni videogiochi può far camminare in mutande il protagonista anche se di sesso maschile come gta 5 o siants row 3,per esempio io non considero il costume di wonder woman oggettivante, solo perché non indossa i pantaloni (ti ho citata lei perché negli esempi di gender-swapping non so se si dice cosi, viene presa spesso lei ) il fatto e che i body anche quello un pò più sexy di quelli di wonder woman sono considerati normali per le supereroine, e non esiste un corrispettivo maschile per quel tipo di vestito.

      • Neanche io considero il costume di Wonder Woman oggettivante. Non è il costume in sé, semmai la rappresentazione complessiva del personaggio: se uscisse un fumetto in cui il seno di Wonder Woman, o le sue gambe, o il suo sedere venissero inquadrati ossessivamente, allora ci sarebbe di che protestare.

        Alla fine, tutto dipende dal contesto.

    • Il mio criterio è che, sia che si parli di uomini o di donne, l’abbigliamento deve essere coerente con il personaggio e con il contesto, e soprattutto il metro con cui si disegnano i personaggi e i loro vestiti deve essere lo stesso per uomini e donne.
      Anche il tuo articolo lo dice: “The litmus test for this list’s entries is […] whether the costume appears unsuitable for a heroic avocation”. Per esempio, non possiamo parlare di oggettivazione (e nemmeno di sessualizzazione) nel caso di Hellboy, e nemmeno Robin (in effetti, il suo costume è fatto apposta per sottolineare la sua giovane età e il suo aspetto da ragazzino: non è sexy, non è fatto per esserlo).
      Nel caso di Hawkman, penso che il torso nudo sia dovuto alla presenza delle ali (Hawkgirl indossa un top a tubo, senza spalline, ma su un uomo sarebbe ridicolo).
      Su Ercole, l’unica cosa che mi sento di dire è che ha troppi muscoli e troppo voluminosi per essere sexy. Il modello “braccia più larghe della testa” e “vene sul punto di esplodere” non è per niente sexy. Come non lo è Hulk, del resto, anche se indossa solo i suoi pantaloncini viola.
      Namor invece è sessualizzato, e sexy. Se non erro è pure un tratto distintivo del suo personaggio.
      Il Dottor Manhattan non indossa vestiti perché non ne ha bisogno: in Watchmen, la sua caratteristica distintiva è l’essere praticamente onnipotente e avere una conoscenza infinita. Suppongo che sia al di sopra di una cosa umana e banale come i vestiti 🙂

      • Concordo con te su quello che dici al inizio, quello che volevo dire e che si possono essere delle situazioni nei fumetti o nei videogiochi, dove siano gli uomini sessualizzati,ti faccio un esempio un paio di tempo fa vedevo una foto scattata in Afghanistan dove si vedeva un soldato americano con sopra vestito normalmente da soldato mentre sotto solo con le mutande in un trincea, questo perché era in una base avanzata(quelle nelle zone più esposte e quindi pericolose) dove pure le docce avevano segni di proiettile , con questo voglio dire, se si vuole si potrebbe mettere in un videogioco una sequenza dove un uomo mentre si fa la doccia ,la base dove si trova subisce un attacco a sorpresa e può mettersi pochi vestiti , comunque nei fumetti giapponesi e vero che non mancano le donne svestite (anche alle volte in modo eccessivo e inopportuno) ma ci sono anche esempi dove per tornare al punto del articolo diciamo che si deve il desiderio femminile più o meno, esempio il un anime di genere fantascientifico,uno con un grosso robot, dove i fatti si svolgono in un castello escludendo il pilota del robot il padrone del castello e il coprotagonista , sono tutte donne , e vengono chiamate tutte cameriere per via del loro abbigliamento anche se al interno del castello fanno le cose più disparate anche quello che riparano il robot dopo i combattimenti e quelle che gestiscono la sala operativa o quella predisposte a combattere in caso di attacco al castello, e in un episodio spogliano a “forza” il coprotagonista mettendolo in imbarazzo dicendogli che gli devono fare degli esami fisici quando in realtà sanno che non ne ha bisogno e lo fanno solo per vederlo nudo,e non lo fanno una volta sola,e continuando una volta lui scappa da queste cameriere e va nella stanza di un altro personaggio donna l’unica non cameriera che fa parte di quelle che pilotano il robot(diciamo che il robot a vari piloti essendo che si assembla) e pure in questa parte si vede il desiderio femminile essendo che lui è coperto solo da un asciugamano questa donna l ifa i complimenti e dice di sapere per cosa è venuto li , ovviamente io posso parlare per gli anime che ho visto , è i seguito che vedrò, non posso parlare per quelli che non conosco.

      • Il desiderio femminile è molto più rappresentato nella cultura giapponese (per esempio: nel genere ecchi, una sorta di commedia romantica piena di incidenti ed equivoci a sfondo sessuale, spesso sono le ragazze a manifestare attrazione e desiderio nei confronti di un ragazzo intimidito e imbarazzato dalle loro attenzioni). Nella cultura occidentale, sembra che il desiderio femminile si esprima prevalentemente in maniera passiva, nel porsi come oggetto del desiderio sessuale maschile.

        Comunque è abbastanza inutile discutere sugli esempi: io non sto dicendo che lo “sguardo maschile” sia una regola inflessibile che coinvolge ogni singolo prodotto culturale, ma solo che è un parametro tuttora rilevante nell’analisi dei suddetti prodotti culturali. Le eccezioni esistono e mi fa piacere saperlo, ma non è quello il punto.

        Comunque, per me, anche se la sessualità è un aspetto fondamentale della sfera umana, sia nei suoi aspetti culturali che nei suoi aspetti biologici, non credo che TUTTO debba essere sessualizzato. La bellezza, per esempio, non coincide necessariamente con la sensualità.
        Perciò si può anche evitare di sessualizzare contesti che non lo richiedono, anche perché la sessualità è già presente in maniera abbondante nella nostra cultura, nei nostri media, nel nostro immaginario. Un’ulteriore saturazione – secondo me – finisce per suggerire l’idea che ogni aspetto della sfera umana in qualche modo sia impregnato di sessualità, che tutto ruoti intorno ad essa. Ma ci ritornerò in maniera più approfondita su un post a sé stante.

      • comunque molti supereroi di ambo i sessi hanno fisici statuari e abiti aderenti quando ce li hanno

      • Lo so, è un tratto distintivo del genere. Ma non dimentichiamo la distinzione, cara alle anglosassoni, fra “power fantasy” (un fisico statuario come espressione di forza, virilità, la “nobile semplicità” e “quieta grandezza” di cui parlava lo storico dell’arte Winckelmann, teorico del Neoclassicismo) e “sexual fantasy” (un fisico modellato per sottolineare gli attributi sessuali, la bellezza erotica).
        Non c’è nulla di intrinsecamente negativo né nell’una né nell’altra, quello che io a me interessa è osservare come queste rappresentazioni finiscano per essere appiattite su stereotipi deformanti, esagerati, che finiscono a loro volta per ridurre i personaggi alla dicotomia “uomo = forza” e “donna = sesso”.

      • capisco. Del resto forza, fragilità e sesso in forme varie appartengono ad uomini come a donne.
        Comunque credo che pure le nostre commedie romantiche raccontino amore e desiderio in maniera convincente e coerente col tipo di storia.

      • un film come Amore & altri rimedi, per esempio. Ma anche classici del genere come Harry ti presento Sally..ma ci sono tanti esempi…sono commedie americane..non proprio “nostre” in effetti ma io conosco meglio quelle

  3. Capisco, be ci sono anche ovviamente esempi opposti, come anime abbastanza lunghi dove non si vede neanche un bacio nonostante ci siano coppie fidanzate , mi viene in mente uno dove si vedevano i protagonisti quando erano sui 14 anni neanche un abbracio o un bacio e poi li si rivedeva 20 anni dopo con un figlio di 14 e cosi via , certo dipende anche che anime si vuole , ovviamente come dici l’imporrante è che il contesto lo giustifichi, e ovvio che se io faccio per esempio un anime con dei ragazzini sui 17 anni, non è un fatto irreale mostrare una scena dove si vede che questi ragazzi vedono un video erotico portato da un ragazzo più grande( questo mi sembra molto reale) , comunque per rimanere nel mondo dei fumetti questa è l’immagine che hanno usato per sponsorizzare la nuova serie su freccia verde Arrow http://blog.ivid.it/wp-content/uploads/2014/02/Arrow-Promo-Shirtless-Oliver-Queen-Season-1-005.jpg , e lei sarebbe il suo controaltare femminile Black Canary e se vedi e molto più vestita rispetto alla versione fumetto http://danileathers.com/wp-content/uploads/2013/11/CW-Arrow-Black-Canary-1.jpg che sarebbe questa http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/d/d5/Bcanaryx.png

    • Io sono completamente a favore di una pluralità di rappresentazioni, in tutto e anche nei sentimenti. In particolare, raffigurare l’amore come dolcezza, lasciando intravedere le cose, mi piace molto (qui parlo di gusti personali, non è un giudizio di valore).

      Non seguo Arrow, ma conosco i personaggi di Freccia Verde e Black Canary…be’, l’immagine è sicuramente molto sexy, e anche Black Canary è sexy (io ricordo che nella serie animata della Justice League indossava stivaletti alla caviglia con tacco, collant grigi, un body nero e la sua giacca di pelle nera, che è una cifra stilistica del personaggio). Nel complesso la resa dell’abbigliamento nella serie mi piace: sexy, grintoso, pratico e resistente.

  4. comunque ripensando alla pubblicità mi viene in mente una cosa ci sono donne ipersessualizate ovunque e di questo ne abbiamo parlato abbondantemente,anche nei prodotti femminili o presunti tali, per esempio non mi risulta che ci siano pubblicità per prodotti per la pulizia della casa , prodotti per la cucina o lavatrici con degli uomini ipersessualizati nello spot(non sto dicendo che questi prodotti li usano solo le donne non fraintendere)

    • I prodotti per il corpo e per la cosmesi sono pubblicizzati ricorrendo a donne ipersessualizzate perché la nostra società ha una concezione di bellezza che tende a coincidere con l’essere sexy. Ovviamente questi prodotti non possono essere pubblicizzati da un uomo, perché l’obiettivo delle pubblicità è sottolineare come quel prodotto incarni la bellezza, facendo immedesimare la donna-cliente nel modello di perfezione femminile rappresentato dalla modella.
      I prodotti per la cura della casa fanno leva invece sul bisogno – culturalmente indotto – delle donne di essere all’altezza degli standard di cura che vedono intorno a sé. L’idea che veicolano in questo caso è: “usa questo, farai meno fatica e otterrai il risultato perfetto”. Gli uomini non compaiono come oggetti sessuali perché…non c’entrano nulla. Se ci sono, compaiono come mariti che lodano e sorridono alla moglie per il suo lavoro impeccabile, o come imbranati che hanno bisogno dell’abilità femminile per riuscire a fare il bucato (qui si gioca sull’autocompiacimento delle donne, che si sentono gratificate dall’essere indispensabili: “come fareste voi uomini senza di noi?”).

      • ok ma questi prodotti possono essere pubblicizzati in modo diverso, per esempio per quando riguarda i cosmetici si può far vedere una donna truccata , che con il suo sguardo riesce a stregare un uomo, o una donna circondata da uomini sexy, per quanto riguarda i prodotti per la casa si potrebbe fare un spot che si incentri sulla qualità della pulizia che da il prodotto e sulla rapidità che hanno nel pulire , cosi magari fanno vedere la donna nello spot che magari si dedica di più a lei e al suo tempo libero, che ne so esce con le amiche o si guarda la tv ecc…… oppure fare vedere che ne so la donna a casa che ha finito di pulire prima con quel prodotto e magari il marito che torna a casa e magari la bacia , e magari con una reclaime prenditi il tuo tempo che ha pulire ci pensiamo noi, a qualcosa del genere non penso sia sessista.

      • Ma la casalinga perfetta non ha il tempo libero. Il suo unico scopo nella vita è avere la casa perfetta, preparare il cibo perfetto, crescere il figlio perfetto e rendere felice il marito perfetto per potersi sentire a posto con le sue amiche perfette.

        Mi piacerebbe una rappresentazione come la tua, ma a giudicare dagli spot correnti sembra che la felicità per la casalinga sia nell’avere i bicchieri più lucenti del reame.

    • Non ho mai negato questo legame. E non sto parlando di sensualità, ma di sessualizzazione: io mi rifiuto di ridurre la bellezza alle rappresentazioni fortemente sessualizzate di cui stiamo parlando.
      Queste rappresentazioni fanno parte dell’insieme della bellezza, ma non coincidono con esso e non si può ridurre un’idea complessa e ricca di stratificazioni culturali come la bellezza ad un dominio così ristretto (e restrittivo).
      Per me bellezza, per esempio, sono anche i volti delle Madonne cinquecentesche (restando al sottoinsieme della bellezza femminile), che non hanno nulla di erotico.
      Credo, e spero di non sembrare estrema nel dirlo, che appiattire la bellezza su un unico standard sia anche culturalmente pericoloso, una perdita di senso e di umanità, un po’ come lo è appiattire l’uomo sulla sua dimensione animale oppure su quella economica (l’homo oeconomicus). Credo nelle sfaccettature, credo nel pluralismo e nella ricchezza intellettuale (qualcuno direbbe spirituale) che genera: è lo stesso motivo per cui amo i personaggi complessi e detesto gli stereotipi.

  5. Be sicuramente uno dei motivi perché lo sguardo maschile viene preso sempre come principale, sta nel fatto che essendo che lo sguardo e collegato alla sessualità quella maschile è totalmente libera , mentre quella femminile ancora non è del tutto libera, o magari lo e nella realtà ma al livello culturale un pò meno , quindi rappresentare una donna libera sessualmente alla sex and the city(facendo un esempio un pò estremo) ancora non è del tutto comune,quindi figurati pensare allo sguardo , ovviamente come ripeto prima se un prodotto viene visto più che altro da maschi(che sia un fumetto un videogames eccc) non si può neanche mettere troppi uomini sessualizzati poi non avrebbe senso ,penso che in generale ci voglia la giusta misura, vanno bene le cose sexy basta che non siano troppe o fuori luogo, certo ovviamente alle volte sessualizzare gli uomini è più difficile rispetto alle donne anche per il discorso affrontato prima dei vestiti , comunque penso che escludendo prodotti orientati alle donne l’occhio maschile rimarrà sempre lo sguardo principale potrei sbagliarmi ma ho questa sensazione , Lady vorrei poi farti anche una domanda so che può sembrati strana, ma avendo capito più o meno che cosa non ti piace di questa eccessiva sessualizzazione e di questa oggettivazione dei personaggi femminili, che cosa vorresti che cambiasse nel settore dei fumetti dei videogames ecc… sempre collegandoci al discorso del articolo cioè vorresti che fosse più presente lo sguardo femminile e in che modo?

    • Quello che voglio, come dicevo a Paolo più sopra, sono personaggi complessi, sfaccettati, non stereotipati. Voglio che la sessualità sia rappresentata, in maniera positiva, variegata, ma voglio anche che non sia onnipresente: non voglio che tutto abbia una connotazione o un sottotesto sessuale, perché altrimenti le rappresentazioni culturali sarebbero saturate da questo aspetto.
      Voglio storie appassionanti e ricche, che mi trasportino in altri mondi: non voglio fermarmi a ogni pagina (o scena, o puntata) ad accorgermi di quanto sia banale fare comportare in un certo modo la protagonista oppure quanto sia superficiale la descrizione di quel personaggio. Voglio che le narrazioni accolgano l’umanità più ampia possibile – donne, persone di colore, gay, uomini.
      Voglio che la sessualità non corrisponda a oggettivazione, né per un sesso né per l’altro. Voglio che nessuno dica mai più che la caratteristica principale di un personaggio è “sexy”: non voglio personaggi che possono essere descritti con un aggettivo solo.
      (Ciò ovviamente vuol dire che un personaggio può essere sexy, ma non può essere solo quello. Così come un personaggio che sia solo “forte” mi appare altrettanto noioso e privo di spessore).

  6. Si alla fine concordo con te, comunque sarebbe bello anche se ci fossero più personaggi maschili sexy, sia nei fumetti che nei videogames, alla fine come diciamo prima non deve essere una sessualizzazione forzata ne onnipresente al massimo parliamo di farci qualche spezzone sexy al interno di una lunga narrazione alle volte anche per alleggerire magari una narrazione pesante , e non deve essere l’unico aggettivo con cui descrivere il personaggio questo è ovvio,del tipo in un fumetto ci potrebbe essere un personaggio con la super-forza e che magari nella vita reale fa il wrestel e che quindi poi quando fa il super eroe , combatte a torso nudo oppure solo con i mutandoni da wrestlig un pò alla uomo-tigre per esempio,oppure prendiamo lui http://img.bloo.it/foto/4_44588936_he_man.jpg (come vedi i vestiti qui sono equilibrati) oppure conan il barbaro http://goodcomics.comicbookresources.com/wp-content/uploads/2013/04/buscemagreatest3.jpg oppure si potrebbe fare una scena dove magari un supereroe(maschio o femmina che sia) venga scaraventato da un cattivo in uno spogliatoio maschile per esempio, ecc…… sicuramente sarebbe una svolta interessante , be alla fine potrebbe sorprendere ma poi la gente penso che ci farebbe l’abitudine.

    • Qualsiasi esperimento in quest’ambito può risultare interessante, magari anche un modo diverso di pensare l’idea di uomo sexy (non solo muscoli…hai presente quante fan adorano Loki nell’interpretazione di Tom Hiddleston in The Avengers? Anche ampliare la sfera di rappresentazione di ciò che è sexy in un uomo sarebbe un cambiamento positivo.

      • Be posso immaginare cosi come molte donne trovano sexy il cattivo del ultimo star trek into darkness cioè Benedict Cumberbatch, ovviamente il come vedere sexy un uomo è una cosa che riguarda le donne sono loro a decidere,e ovvio che si può essere sexy anche essendo molto vestiti, e poi anche volendo come abbiamo già detto in precedenza gli abiti maschili coprano di più, comunque la regola dovrebbe essere parlando in generale che le cose deve essere simile sia per le donne che per gli uomini , del tipo ci sono scende negli anime giapponesi(io sono appassionato) dove per esempio si trasformano (questo si vede anche negli anime per tutti) tipo da persona normale a super eroi, oppure quando sono in un robot (mecha) e poi c’è la parte diciamo mentale in cui immaginano e sono fra la vita e la morte o sono temporanemante non coscenti e in queste scene si vedono senza vestiti ma almeno questo vale sia per gli uomini che per le donne e in genere sono fatti senza malizia in questo conteso, ( poi ovviamente anche li ci sono le esagerazioni) mi è venuta in mente una foto divertente , e un anime dove sono quasi tutte donne tranne il protagonista guidano delle specie di esoscheletri volanti che sapevano che potessero guidati solo da donne e lui è l’ unico uomo che li può pur portare mi diverte questa foto per il discorso vestiti http://media.animevice.com/uploads/0/3695/356885-infinite_stratos___05___large_23.jpg

  7. E poi stavo pensando ad un altra cosa, quando ero più piccolo vedevo in tv il programma ciao darwin al di la di cosa si pensi su quel programma , aveva una cosa interessante, si sfidavano due categorie opposte che potevano essere politici contro popolo, single contro fidanzati, nord vs sud ecc…. e fra le varie prove per vedere chi doveva vincere fra queste due categorie c’era anche la sfilata ed era sia maschile che femminile c’ era uomo e donne , in versione da giorno,da sera,in discoteca e in intimo, quando facevano la sfilata femminile(specialmente quella di intimo) oltre alla varie inquadrature si vedeva il pubblico (che era diviso in due blocchi uno maschile e uno femminile) maschile con delle facie contente per ciò che vedevo con delle facie che ammiravano, quando toccava alla sfilata maschile idem ma al contrario quindi inquadravano pure il pubblico femminile, che cosa voglio dire, al di la di cosa se ne pensi del programma almeno faceva vedere anche il desiderio femminile cioè soddisfava anche l’occhio femminile se cosi si può dire , se la “sessualizzazione” e sia sugli uomini che sulle donne e vengono trattami allo stesso modo il problema sarebbe risolto perché lo sguardo maschile e lo sguardo femminile verrebbero messi sullo stesso piano, del tipo se c’è un programma con un corpo di ballo composto sia da uomini che da donne che fanno coreografia sexy , e in termini di vestiti sono bilanciati , cioè se le ballerine sono in intimo i ballerini devono essere almeno a petto nudo, o se le ballerine sono in abito da sera allora i ballerini possono essere eleganti, questo era il mio pensiero sul argomento del post per ciò che riguarda la tv.

      • Prego di nulla, comunque un altro esempio , sempre seguendo un anime di genere mecha e pure ecchi, ovviamente i piloti donne erano più svestiti dei maschi ma essendo che in questo anime per ogni continente c’ era un team composta da due persone un uomo e una donna con un robot ciascuno che si poteva unire per formarne uno più potente, e nel team della russia, i vestiti erano equilibrati ciò la pilota era pure molto svestita ma il pilota uomo aveva vestiti simili, (quindi pure lui con una specia di body e parte della schiena scoperta) e ti devo dire che alla fine non sembrava ridicolo lui come capita nei vari gender-swapping tipo che fanno sui fumetti marvel, e pure vero che nel caso di un ecchi uno sa che tipo di prodotto sta guardando e quindi un certo vestiario o certe scene sono ovvie che ci siano cosa magari incomprensibile per un fumetto normale marvel,e inoltre in questo anime non solo si vedeva una relazione fra due donne , ma pure in un team e mi riferisco sempre a quello della Russia dove fra i due piloti c’è una relazione e la donna è la parte dominante cosa che non si vede spesso , oppure e con questo concludo il mio intervento un virus che fa impazzire i piloti maschi dei robot e quindi li devono guidare per forza le donne, diciamo sono cose che non si vedono spesso nelle narrazioni occidentali.

    • Il male gaze è una chiave interpretativa dei media, non vuol dire che si applichi ad ogni singolo prodotto culturale esistente. è stato predominante per decenni, ora comincia ad affermarsi una maggiore diversificazione di prospettive e sguardi (anche se resta maggioritario il “male gaze” rispetto ad un “female gaze” o a un “neutral gaze”), ed è sicuramente un bene, ma il punto non è trovare tutte le eccezioni o numerarle, il punto è avere chiaro questo criterio di analisi che resta valido.

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