Alcune riflessioni sul concetto di famiglia

Di cosa parlano coloro che difendono la “famiglia tradizionale”?

La sociologia: uno sguardo critico sulla realtà

Introduzione

La famiglia è un concetto molto utilizzato nel dibattito politico e mediatico italiano. Si leggono proclami a favore della “famiglia tradizionale” e s’ipotizzano derive distruttive in caso di “cambiamenti” nel modo di intendere e definire la “famiglia”.

Ma che cosa è la “famiglia”? In questo breve contributo presenterò una riflessione teorica introduttiva sul concetto di “famiglia”. La domanda che mi pongo è “ha o meno senso parlare oggi di famiglia tradizionale?” e “che cosa è veramente la famiglia tradizionale?”.

1 Che cosa è la famiglia?

Scrive Barbagli (1993) che non c’è accordo tra gli studiosi su come definire la “famiglia” perché gli studi antropologici e sociologici hanno messo in evidenza una grande varietà di “forme” di famiglia. Secondo Murdock (1949)la famiglia è «un gruppo sociale caratterizzato dalla residenza comune, dalla cooperazione economica e dalla riproduzione” la quale “comprende adulti di tutti…

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12 pensieri su “Alcune riflessioni sul concetto di famiglia

  1. Dato che il discorso parla di famiglie in generali e quindi non solo etero o gay , tu cosa ne pensi delle famiglie attuali poligame , vedevo un programma in tv chiamato “io e le mie mogli” e parlava di un uomo americano con le sue 4 mogli, so che è una domanda un pò particolare.

    • La mia personale convinzione è che l’amore sia un legame fra due persone (non parlo di cotte o attrazione, parlo dell’amore profondo e duraturo), perciò non credo che un simile assetto familiare possa essere equilibrato e sereno.
      So che nelle comunità mormone vige un patriarcato fortissimo e ovviamente questo non posso che condannarlo, e condanno la poligamia se ne è espressione. Ma se per qualcuno un ménage del genere può funzionare senza tramutarsi in un sistema di dominio e senza invidie e gelosie, allora è liberissimo di farlo.
      Non credo però che simili forme di unione debbano essere riconosciute dallo Stato.

      • io avevo visto questo programma con questa famiglia con questo assetto, e avevo visto quando avevano partecipato ad un dibattito con gli anti-poligami e qualcuno aveva fatto la domanda ad una delle mogli “e se voi vorreste lasciarlo e prendervi i vostri figli” e lei gli ha risposto “io lavoro e abbiamo conti correnti separati” diciamo che il marito non mi sembrava un tipo patriarcale e loro mi sembravano consenzienti e comunque felici del tipo di esistenza che vivevano infatti erano pure contro alle comunità poligame che si chiudevano in quartieri bunker cosa che loro non facevano.

  2. Sarei curioso di conoscere persone uomini o donne cresciuti in famiglie arcobaleno, o famiglie arcobaleno con adesso figli piccoli, penso che molte persone che sono contro queste famiglie siano piene di pregiudizi, tipo che le lesbiche odiano gli uomini, ma per esempio ci sono casi dove una donna dopo essersi fatta una famiglia con un uomo poi magari si scopre che e lesbica e che lo ha negato a se stessa per molto tempo e ora vive con un altra donna con questi bambini, e nessuno di quelku contro le famiglie arcobaleno puo toglierle i figli, vedevo una commedia americana dove c`era una famiglua arcobaleno, e questa ragazza che ora era cresviuta doveva presentare il suo ragazzo alle sue “mamme”

  3. Penso anche che poi alcune cose dovranno diventare normali come per esempio se il propio ragazzo/a viene da una famiglia arcobaleno conoscere i suoi genitori e poi quando questa coppia si dovra sposare. che i rispettivi genitori si conoscono quindi quelli `arcobaleno` e quelli `classici`

    • Io credo che se una persona ha la mente aperta, non guarderà i “genitori arcobaleno” come due gay o due lesbiche, ma come le persone che hanno cresciuto il/la proprio/a compagno/a…
      Poi può magari accadere che una persona detesti i propri genitori, i conflitti genitori-figli accadono spesso.

      • esatto…sono cristiano,e me ne vanto,e il nostro signore ci ha detto di amare,e di “non fare del male ai suoi piccoli discepoli – chiunque lo faccia,farebbe meglio ad impiccarsi e a buttarsi nelle viscere della terra”…
        lady,io so benissimo che sei atea,ma ti assicuro,che oggettivamente la religione cristiana è una cosa molto piu bella della religione bigotta di merda che noi tutti conosciamo…quella non è assolutamente religione…quella è ipocrisia,quelli sono piu peccatori dei veri religiosi,e non faccio per vantarmente,che cosa dovrei vantarmi io,che l’ultima volta che mi sono confessato c’era ancora la seconda guerra mondiale?

        ma secondo te,è piu religioso un cosiddetto cristiano omofobo che va tutte le domeniche in chiesa,e poi si va a confessare con leggerezza dicendo quei due ave maria tanto per dare il contentino al prete,senza rendersi conto del male che ha fatto, oppure uno che ammette i propri errori sempre e comunque (e prova dolore nel farlo) e soffre molto per i peccati che ha commesso?

        se noi cristiani abbiamo perso punti tra la reputazione della gente,è grazie a questi bigotti…gente che ti giudica,e crede di essere meglio di te,e si inventa qualche peccatuccio tanto per andare a confessarsi e buonanotte…questi sono degli attori…

        gente che dice “ahhhhhhhh che vergogna,voi fate del male al bambino,il bambino crescerà deviato perchè avrà due padri! ” seminando odio,discriminazione,e sfoderando il peggio di sè stessi…il male c’è,ed è presente soprattutto in questo tipo di comportamenti come quello da me descritto nell’esempio…e sai qual è la cosa piu spaventosa?
        la cosa piu spaventosa è che non viene neanche percepito,o meglio,non viene fatto lo sforzo psicologico di percepirlo…

        è questa gente che ha rovinato la religione…io sono religioso,ma se dovessi innamorarmi di un’ atea ne sarei contentissimo,e pregherei per lei e per il suo bene ogni giorno…magari tu da atea mi potresti dire “non abbiamo bisogno della tua compiacenza e del tuo contentino”,io ti posso dire ” l’amore che il religioso prova nei confronti del prossimo non ha limiti,ed è esteso a tutti,proprio perchè nostro signore (oppure ” il mio dio ” come dite voi atei ahahahah dai è una battuta) ci ha detto ama il prossimo tuo…e ha detto solo il prossimo”…

      • Io non critico la religione cristiana come fede individuale, perché rispetto la fede, sebbene per me sia difficile da comprendere. Quello che critico della religione è ciò che si può riassumere nel bigottismo di cui parli tu, so bene che il cristianesimo non può essere ridotto a questo.
        Anzi, credo che il cristianesimo potrebbe essere uno strumento di progresso sociale e pace se si liberasse di questa intransigenza bigotta. Se non lo fa, ciò è impossibile. So che si può fare, per esempio qualche tempo fa ho letto con piacere il saggio “Ave Mary” di Michela Murgia che, dopo aver analizzato le costruzioni culturali costruite sopra la figura della Madonna, ne propone una lettura femminista: Maria come colei che sceglie, una donna a cui Dio affida la libertà e la responsabilità di compiere una grande scelta.
        Invece per l’intransigenza bigotta la scelta di Maria diventa il pretesto per cui condannare moralmente le donne che fanno scelte diverse, come per esempio abortire oppure non diventare madri.

        Non deriderò mai un credente sincero e rispettoso degli altri. Per me l’ateismo è una cosa seria, e siccome come ti ho detto il cardine dell’ateismo è la responsabilità, non potrei mai fare una cosa del genere.

  4. ci tengo a precisare una cosa – magari sono stato troppo volgare ad aver detto “religione bigotta di m…..” ma infatti,dato che ho detto “religione bigotta” l’insulto non era rivolto a nessuno,per carità,ma era esclusivamente rivolto alla mentalità che si è sviluppata…cosi come io dimostro profondo odio per la mentalità omofoba…e queste due mentalità purtroppo spesso e volentieri coincidono…senti,la verità è che io non mi sento assolutamente rappresentato da tale mentalità e religione bigotta,però allo stesso tempo sono credente,amo molto il cristianesimo,e credo in Dio…onestamente,sono stufo che questo modo di vivere sia cosi infangato, frainteso e stravolto…

    • So come ti senti. Mi sento allo stesso modo ogni volta in cui qualcuno dice che le femministe sono acide isteriche e cesse che odiano gli uomini, che il femminismo vuole la supremazia delle donne sugli uomini, ecc.
      Lottare contro uno stereotipo radicato è difficile, ci vuole pazienza e molta, molta voglia di mettersi a ripetere sempre le stesse cose con calma, nella speranza che facciano breccia nella mente di qualcuno.
      Hai tutta la mia solidarietà.

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