Fuori dagli schemi: uomini che si vestono da donne

Una premessa: quando in ambito femminista si critica una “regola” vigente nella nostra società che contribuisce a perpetuare il sessismo e il binarismo di genere (per esempio le fiabe e i racconti per bambini in cui le principesse sono passivamente salvate da un principe coraggioso) non si vuole sostituire questa regola con il suo opposto (fiabe in cui ardite principesse salvano principi indifesi) ma ampliare le possibilità e i modelli, facendo coesistere entrambe le cose.

In effetti il binarismo di genere e il sessismo sopravvivono così tenacemente perché sono considerati normali, naturali, nell’ordine delle cose. Perché è sempre stato così. Mostrare altre possibilità ponendole tutte sullo stesso piano è quindi il modo più semplice e logico di scardinare questo assunto. Il nodo centrale della questione è proprio quel “tutte sullo stesso piano”: quando il femminismo rivendica più libertà di scelta, non implica che alcune scelte abbiano un valore superiore ad altre, se non nella misura in cui, essendo minoritarie, vanno difese e divulgate affinché siano accettate dalla società. Così la libertà di non depilarsi va rivendicata, ma questo non significa che non depilarsi sia “meglio” che depilarsi (chi la pensa così sbaglia, ma questo è un altro discorso in cui non voglio addentrarmi ora). E così la principessa che salva il principe non è “meglio” del principe che salva la principessa.

Il diritto ad un ventaglio di possibilità più ampio, e quindi a più opportunità di conoscere, esprimersi o definire la propria identità, è uno dei capisaldi del femminismo, in quanto presupposto del diritto all’autodeterminazione e alla scelta. Difficile scegliere fra A e B se tutta la società esalta come giusta, normale e positiva la scelta A mentre condanna e stigmatizza la scelta B. Questo è un fatto evidente, ma non significa che chi sceglie A sbagli e chi sceglie B sia da lodare.

Le regole di genere, ovvero tutte quelle aspettative, pregiudizi e stereotipi che gravano sugli uomini e sulle donne, limitano le possibilità sia per gli uomini che per le donne. L’esempio classico di questo sono le rigide identificazioni per genere dei giocattoli, per cui esistono “cose da femmine”, contrassegnate dai colori rosa, fucsia, lilla, viola, e “cose da maschi”, di solito colorate in arancione, rosso, nero, grigio, blu.

Questa battaglia per un ventaglio di possibilità più ampio riguarda anche gli uomini, quindi. Per questo ho scelto di dedicare questo post a una cosa insolita (perché urta contro la nostra idea di normalità) come gli uomini che si vestono da donne. Non sto parlando di travestiti o drag queen, ma di uomini eterosessuali che sperimentano un look diverso, per gioco, perché gli piace farlo. Queste immagini all’inizio appaiono bizzarre, ma continuando a guardarle ci si rende conto che non c’è nessun motivo affinché sia così.

 

Lingerie per uomini 2

Lingerie per uomini

Intimo femminile

 

Iggy Pop

Si ringraziano Alessiox1 e la pagina facebook “Femminismo” per le ricerche iconografiche. Grazie ancora!

 

71 pensieri su “Fuori dagli schemi: uomini che si vestono da donne

  1. Prego allora quando si parla di vestiti esiste il reparto maschile o il reparto femminile e questo vale per tutti gli abiti, sia per l’intimo sia per le scarpe , e questo vale pure per gli accessori basti pensare alle borse che vengono divise per uomo e per donna quando poi molte borse di lusso maschile sono molto simile a quelle femminili , per non parlare degli orologi o addirittura dei profumi o dei portafogli , quello che io penso e che non esistono abiti unisex in realtà si sono presi abiti maschili che poi hanno indossato delle donne infatti non si conoscono abiti femminili che poi siano diventati unisex, l’unico vestito che si possa ritenere esclusivamente femminile è il reggiseno ma poi tutti gli altri possono essere considerati unisex, riguardo alle foto della biancheria intima alla fine tranne l’uomo con il reggiseno(più che altro perché non ne ha bisogno ) alla fine è una casa che ha deciso di dare delle biancheria intima per uomo con uno stile femminile tutto qui , alcuni uomini potrebbero preferire di avere alcuni vestiti in stile femminile , per esempio perché un uomo non può portare una borsetta da sera da “donna” magari rosa,anche perché in questo discorso c’è pure il discorso dei colori che tutto ciò che è rosa sia considerato femminile , quindi mentre le donne possono tranquillamente indossare quasi tutti i vestiti da uomo e fare pure pubblicità in cui indossano intimo maschile e prendono in giro comportamenti maschili mentre il contrario non si vede,e poi se guardiamo al passato , molti vestiti che oggi consideriamo femminili un tempo venivamo messi pure dagli uomini come i tacchi usati dai cavalieri persiani dai macellai egiziani per evitare il sangue e dai nobili francesi in cui erano segni di nobiltà, oppure le gonne erano molti usati dai romani o dagli egizi basti pensare che i legionari avevano una specie di gonnellino ,poi è chiaro che magari un uomo vestito da “donna” può non piacere perché quel abito gli sta male ma deve essere criticato allora per il cattivo gusto non perché sia un abito femminile http://www.pianetadonna.it/gallery/foto_gallery/moda/moda-uomo-look-piu-brutti-e-assurdi-alle-sfilate-crisi/uomini-con-tubino-j-w-anderson.jpeg , http://eclectic-society.com/wp-content/uploads/2013/01/J.W.-Anderson-Men-aw13.jpg ,oppure perché un uomo non potrebbe portare una borsa tipo questa? http://ilclub.stilemaschile.it/wp-content/uploads/2012/03/IMG_4739.jpg , e sul intimo be se una donna può indossare boxer perche non accettare un uomo cosi http://3.bp.blogspot.com/–gHyZgnP7gw/UX1jDglRNgI/AAAAAAAAARA/cDIFgnZz3VM/s1600/0898b117b24a9b2e212852456b531e23.jpg , senza considerare che le immagini per la pubblicita di quel azienda di intimo sono abbastanza tenere e non posnno essere considerate “effeminate” o gay dato che c’è un uomo e una donna in atteggiamenti intimi dicasi lo stesso per lo spot http://cdn.scahw.com.au/cdn-1ce3ff58fe85af0/ImageVaultFiles/id_160499/cf_7/Trending-Homme-Mystere-Lingerie-Men-3-628.jpg , http://www.funweek.it/codimmagine/63224/Lingerie%20da%20Uomo_hommeMystere%20(1).jpg? , anche perché poi se una persona avrebbe una mente aperta una donna potrebbe trovare sexy un uomo in lingerie, e poi per esempio una donna mascolina può essere sexy e mascolina non è un insulto come effeminato e non significa che la donna sia lesbica , http://www.prlog.org/11986146-sexy-lingerie-made-for-men-at-sassygirllingeriecom.jpg , http://en.askalll.com/storage/question/105da730555607fdb4b33b64e2a12200_Lingerieformenisnowavailablehowdoyoufeelaboutmenwearinglingerie.png , http://dismagazine.com/uploads/2010/04/newbluecorsetinv.jpg , http://media-cache-ec0.pinimg.com/236x/f6/8a/b5/f68ab560ac801cdaa69344aee4757d0c.jpg , http://media.tumblr.com/df69803b61aa774ef93ba8776845e4c2/tumblr_inline_n4tx4jXcge1qgp297.jpg , per finire di solamente un ultima cosa sarebbe bello dove una persona possa vestirsi come preferisce(ovviamente poi dipende dal contesto) e ciò sia in riferimento al vestiario ciò da quello più corto a quello più lungo sia allo stile in moda che una persona al di la del suo sesso possa scegliere liberamente che tipo di vestiario scarpe vestiti pantaloni gonne tacchi stivaletti , orologi borse profumi portafogli senza che venga presa per omosessuale la virilità o la femminilità non risiede cosi tanto nei vestiti o meglio una donna può essere femminile con abiti maschili e un uomo può essere virile con abiti femminili.

    • Io credo che la femminilità sia una sorta di “essenza”, qualcosa che ogni donna può interpretare a suo modo. Non saprei come definirla: probabilmente c’entra l’eleganza intesa come classe, come assenza di volgarità, ma solo per quanto riguarda l’aspetto estetico.
      Non mi addentro nemmeno a tentare di definire la virilità, di certo so che non voglio che corrisponda alla mascolinità da macho. Ma definirla (e crearla) è un compito che spetta agli uomini.

      Per esempio, ti posso dire che mi piacciono tutte le immagini che hai linkato (anzi, vorrei inserirle nel post) tranne quella del corsetto azzurro con i bordini rosa: proprio perché non c’è eleganza, il ragazzo nella foto appare “ridicolo”, come se indossasse un costume. Mi spiego?

      Anch’io trovo le pubblicità di quell’azienda di lingerie per uomini tenere, perché mostrano i momenti dolci della vita di coppia, non solo l’aspetto legato alla seduzione.

      • Si capisco e concordo con te , anche se avevo qualche dubbio sulle sfilate maschili che ti ho linkato (cioè il ragazzo col tubino nero e gli altri modelli in passerella) cioè la sfilata di j w anderson, quelle pubblicità di intimo mi hanno fatto pensare ad un film di Eddie Murphy, in cui vede la moglie che ha comprato un nuovo capo intimo e poi scherza con lei sul fatto che prima o poi la indosserà lui, certo sono momenti particolari della vita di coppia molto dolci tipo lo spot completo https://www.youtube.com/watch?v=ojRuancSmvk , del resto in una coppia è normale “giocare” questo può essere considerato un dolce segreto della coppia.

      • Quei modelli mi sembrano un po’ asettici, spenti e senz’anima. Suppongo che sia la combinazione fra i corpi magri (forse un po’ troppo) e l’aria distaccata degli indossatori.
        In ogni caso ho notato con dispiacere che i tubini di J.W. Anderson sono stati criticati e ridicolizzati in modo sessista (sostenere che un uomo che indossa un abitino rappresenti “il maschio in crisi”, “il maschio molto confuso”, “la crisi mondiale del maschio”, come dire che ha perso la sua identità virile, è un puro stereotipo. è un uomo con una gonna, riportiamo le cose alla loro dimensione!).

      • Dato che non l’ho specificato, aggiungo che l’articolo a cui mi riferisco è questo: http://www.pianetadonna.it/moda/nuove-tendenze/il-maschio-e-in-crisi-anche-nella-moda-uomini-con-le-gonne.html.
        Secondo me l’articolista non ha capito proprio niente della sfilata di J.W. Anderson: non vuole rappresentare l’uomo medio in crisi e insicuro, ma, per come la vedo io, un uomo “nuovo”, sicuro di sé al punto da voler sperimentare un’identità insolita. D’altronde Marie Claire, la rivista di moda, dice che l’elemento centrale di questo stilista è l’androginia.
        Lui stesso ha dichiarato questo: “Amo le relazioni tra uomo e donna. Nel senso misto della frase: tra uomo e uomo, donna e donna, uomo e donna. Che in una coppia, in termini di moda, si riflettono nello scambio di capi e oggetti, una cosa normalissima ma anche molto sexy. È il concetto che cerco di raccontare con il mio marchio: è una questione di emozioni, non di genere.”
        (fonte: http://www.marieclaire.it/Attualita/interviste/chi-e-J-W-Anderson-stilista).

  2. Sui modelli concordo con te, quello che penso che lo stilista volesse rappresentare era un nuovo tipo di uomo , usando uno stile e dei vestiti femminili , questo non c’entra niente con l’uomo in crisi di certo l’uomo non è in crisi(se si può dire cosi) per questi motivi, e poi come ho detto prima le donne possono mettere quasi tutti i vestiti maschili, gli unici che forse fanno storcere un pò il naso sono quelli troppo eleganti come gli smoking ecc…. ma in quel caso e perché si ritiene che la bellezza femminile sia troppo nascosta dato che quei vestiti sono molto coprenti.

    • L’idea di “crisi del maschio” è ridicola, perché il fatto che gli uomini cerchino modi diversi di vivere la loro identità è un fenomeno positivo e che nessuno ha il diritto di stigmatizzare dall’esterno (cosa che avviene continuamente, basta pensare alla parola “mammo” usata per i papà che si prendono cura dei figli neonati…).

      A parte questo, io ho sempre pensato che una donna in camicia bianca, pantaloni da uomo e stringate sia perfettamente elegante (anche con le bretelle e la cravatta se vuole essere più ironica).

      Per le donne è indubbiamente più facile adottare uno stile androgino, mentre il contrario è poco esplorato sia dal mondo della moda, sia dagli uomini nella vita reale.

  3. Esistono dei modelli uomini androgini , ma in quel caso più che uomini che vestono vestiti femminili, si potrebbe dire che è una trasformazione totale per via dei loro tratti somatici li fanno completamente vestire in modo femminile quindi alle volte sembra di guardare una donna se non lo sai non te ne accorgi , infatti passeggiando in un centro commerciale vedendo una foto di questo modello in abiti femminili se non sapevo la sua storia l’avrei scambiato per una donna come fanno tutti , grazie per la segnalazione ma come dici tu per le donne è più facile rispetto agli uomini, poi io non sono una donna ma trovo che per esempio ad alcune donne un uomo vestito in abiti femminili possa anche essere considerato sexy (ovviamente dipende dal uomo e dai vestiti) sempre per rimanere in tema essendo che io sono un “appassionato” di video musicali, ci sono un paio di video dove ci sono uomini vestiti da donne cosa sicuramente interessante tipo in questo video musciale https://www.youtube.com/watch?v=-NsVR-qiaT4 dove si vedono uomini con una specie di gonna e uno con dei tacchi , oppure questo video dove gli uomini hanno degli stivaletti da donna https://www.youtube.com/watch?v=PruP58FuYmM , poi vabbe questo è famoso Alenadro di lady gaga (al minuto 3.50) e per finire loro i kazaky gruppo celebre per usare i tacchi durante i video e gli spettacoli che hanno collaborato con madonna per i lvideo girl gonna wild https://www.youtube.com/watch?v=0Mqy-Ydddhk , be almeno si da qualche novità la mondo della musica almeno in questo senso del resto le donne cantanti cantano vestite(o svestite dipende dai punti di vista) con una varietà di abiti enorme mentre per i cantanti maschi la scelta e limitata solo per dirne una.

    • Ti ringrazio molto per le segnalazioni. Riguardo all’androginia, Casey Legler è una donna che lavora come modella (o modello, se preferisci) di abiti maschili a causa del suo fisico (è un’ex nuotatrice).

      Io trovo fantastico che il mondo della musica apra così tante possibilità espressive ai suoi artisti per quanto riguarda il look e lo stile.

      • Sicuramente l’andorginia nella moda è una cosa abbastanza particolare mi viene in mente il modello Andrej Pejic che sfila spesso in abiti femminili e alle volte in delle fotografie fa sia il maschio che la femmina come in questa foto http://media-cache-ec0.pinimg.com/736x/ab/2b/43/ab2b43773e1f6d09ceb1349320cb7bf1.jpg mentre in questa Andrej Pejic dovrebbe essere assieme alla Legler http://3wymkl3lkak82e1u8f2n3nqvtoy.wpengine.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2013/06/GenderBending.png , di certo è una cosa particolare, avendo questi tratti somatici e un corpo cosi trovo normale che li facciano vestire con abiti del sesso opposto, comunque tornando al argomento centrale della questione quello che vorrei e che un uomo potesse tranquillamente mettere vestiti femminili e parlo di uomini come quelli del articolo o come quelli delle foto che ho postato io quindi che si capisci chiaramente che sono uomini , per quanto riguarda la musica ti potrebbe interessare il glam rock dove i cantanti erano spesso truccati e con uno stile molto femminile.

      • Ogni tanto ascolto glam rock e glam (o hair) metal. Mi piace tutta l’estetica rock – punk – metal (borchie e pelle nera e anfibi e tessuto scozzese e spille e jeans strappati…) ma apprezzo anche le contaminazioni con elementi apparentemente estranei, come i colori fluo. Sempre per il discorso secondo cui l’ambiente della musica permette agli artisti di sperimentare in modo creativo con abbigliamento, trucco e in generale con lo stile e l’estetica.

        Sono d’accordo sul punto che fai sul fatto che a tutti gli uomini dovrebbe essere “permesso” dalle regole sociali lo sperimentare con abiti femminili, non solo a coloro che fisicamente possono già essere scambiati per una donna perché hanno un fisico androgino.
        PS: comunque Andrej e Casey sono adorabili insieme!

  4. Mi viene in mente quando qualcuno attaccava il cantante dei Tokyo hotel Bill Kaulitz http://famousdude.com/images/bill-kaulitz-07.jpg per il fatto che in quel periodo aveva un look molto androgino infatti molte persone lo scambiavano per una ragazza , io penso che un cantante dovrebbe essere criticato o apprezzato per la sua musica o per i suoi comportamenti di certo non per il look che si ha la sua parte ma poi ad avere un look femminile non c’è nulla di male e di certo non significa essere gay basti pensare al bassista Travis Haley nome d’arte “Lexxi Foxxx” degli Steel Panther https://c2.staticflickr.com/8/7135/7520692928_47565b66ed_z.jpg che come tutte le star del rock e sempre circondato da belle ragazze nei concerti (senza considerare che sono un gruppo molto ironico dove nei loro testi il sesso è molto presente)

    • Ricordo anch’io tutti gli insulti e lo scherno verso Bill dei Tokyo Hotel (andavano molto di moda fra le ragazze quando ero alle medie, mentre i ragazzi si divertivano a sfotterli).
      All’epoca non ho mai dato grande importanza alla cosa anche perché ascoltavo tutt’altra musica, ma ora guardando la foto mi rendo conto che Bill era un figo a giocare così con la sua immagine e i ruoli di genere.
      L’equiparazione “look femminile = gay” vorrei che scomparisse il più presto possibile perché è una cosa totalmente idiota.

      • concordo perfettamente con te , del resto ci sono pure gay che adorano le harley davidson la musica metal ed i giubbotti di pelle , pensare che tutti i gay siano come malgioglio è totalmente sbagliato , oppure mi viene in mente quando hanno fatto i leggings da uomo(chiamati meggings) e tutti subito a criticare penso che questo sia dovuto a due fatti il primo e che si prende un abito femminile e lo si mette nel guardaroba maschile il secondo e che i legginds diciamo che sono molto aderenti e fanno vedere le forme(per dire cosi) mentre in una donna ciò viene considerato normale dato che si fa con un uomo allora tutti gridano allo scandalo , qua una foto di Stefano di Martino con dei leggings e con una specie di gonna http://4.bp.blogspot.com/-tvd6RuXKsRU/UPU_KCze7vI/AAAAAAAAEvc/FSH9v0tiH2Y/s1600/Richmond+m+RF13+1131.jpg la sua compagna Belen Rodrgiuez ha detto , diciamo che quello che vorrei anche se forse sarò un pò utopistico e quello che i negozi di certi accessori come per esempio borse portafoglioi,orologi e profumi , siano unisex cioè si scegli in base allo stile, e che lo stesso discorso valga per i colori cioè s può criticare un uomo che si veste di rosa solo se quel colore gli sta male o solo se è abbinato male ma non perché sia femminile , quindi se per esempio un uomo va a mare con un costume rosa e se il telone da mare e la borsa da mare sono sempre di colori ritenuti come “femminili” tipo fucsia ecc…. non lo si deve mica prendere in giro sono solo dei colori , li mettono hai piccoli il blu e il rosa solo per distinguerli meglio ma quando si cresce tutto cambia, e sulle scarpe be alla fine la differenza fra i piedi maschili e femminili e la taglia, quindi troverei normale che non ci fosse un negozio di scarpe solo maschile o solo femminile ma diviso in sezioni, ma un unico negozio con tutte le scarpe dove ogni modello sia fatto dalle taglie più piccole per le donne fino alle taglie più grandi per gli uomini, cosi sara possibile che una donna si compri una classica scarpa “maschile” o che un uomo si compri una scarpa col tacco alto “femminile”, e sul frangente vestiti che almeno la gonna da uomo che nel passato è esistita(come i tacchi) venga sdoganata, per gli altri vestiti la vedo dura ma non sarà impossibile , comunque il concetto di fondo è dato che gli uomini e le donne divergono principalmente per via del seno e per via della statura e della “grandezza”, mettendo degli abiti solo qualche taglia più grandi gli uomini potrebbero indossare quasi qualsiasi vestito femminile(idem per le donne che potrebbero mettere qualsiasi abito maschile) , quindi potremmo quasi dire che quasi tutti gli abiti sono unisex è la società a dire quali sono per donne e per uomini, ma da un punto di vista puramente logico solo il reggiseno rimane l’unico “vestito” non unisex.

      • Sì, è vero. Ci vorrà del tempo per superare le convenzioni e affinché le sperimentazioni degli stilisti prendano piede anche nella realtà di tutti i giorni superando i pregiudizi più ridicoli e arretrati, ma credo che sia un orizzonte auspicabile: più libertà di scelta per tutti.

    • Hai ragione, mi sono fidata di Google e ho fatto un errore. Grazie per averlo notato e corretto.
      In ogni caso c’è del buono anche in questo errore, perché così mi hai fatto scoprire che ci sono ben due modelle famose con questo stile e aspetto androgino (e probabilmente anche altre, certo).

      • Si c`e ne sono altre, anche se sono piu comuni i modelli maschi androgini, vuoi o non vuoi oltretutto una modella androgina se ha un seno abvastanza grande si capisve subito che e una donna, personalmente se fossi un modello androgino e mi chiedessero in alcune sfilate di sfilare da donna lo farei non vedrei il motivo di non farlo

      • Io se avessi un fisico androgino proverei a vestirmi da uomo (non con un look maschile, ma proprio a mascherarmi) anche nella vita reale.
        Qualche tempo fa avevo postato un articolo su una donna che ha trascorso una giornata camuffandosi da uomo, con tanto di barba e baffi appiccicati meticolosamente.
        Penso che sia un’esperienza interessante anche perché ti permette di capire “come ti guarda” il mondo, la gente.

  5. Capito io invece avevo sentito di un uomo che in Egitto si era vestito da donna e per lui non era stato una cosa piacevole, penso che magari qui in occidente (con le dovute eccezioni) una donna che cammina per strada non dovrebbe trovare vari differenze da un uomo che cammina, magari se ha un certo look particolare più persone ci fanno caso ,sarebbe divertente e interessante anche se è impossibile , il fatto che per un giorno se non per una settimana intera una donna si ritrovasse nel corpo di un uomo e viceversa, si potrebbe capire molto bene come ragiona l’altro sesso e come parla del altro sesso tutte cose che non si dicono in faccia.

  6. Spero che, a breve, un maschio possa indossare un qualunque indumento che non fasci singolarmente gli arti inferiori senza ricevere strali da parte di chicchessia, giacché l’anatomia maschile sembrerebbe avvantaggiarsi della gonna, mentre i pantaloni, pur assicurando agilità nei movimenti, rappresenterebbero un minimo di costrizione. L’unico indumento veramente femminile, sempre per evidenti ragioni anatomiche è il reggiseno; tutto il resto è confinato a questioni di gusto personale: ci sarà sempre qualcuno per il quale, a suo giudizio, un determinato capo starà meglio su un uomo o su di una donna, piuttosto che su di una persona di capelli biondi o castani, ma, a parte i reggiseni per le sole donne, non esistono capi da donna, da uomo, da biondi, da castani e via dicendo. Inoltre, se non si debbono compiere movimenti d’agilità, gonne od abiti lunghi sono più confortevoli anche dal punto di vista termico e, con la pioggia, meglio una gonna con gli stivali.

    • Benvenuto nel mio blog, a proposito.
      Anch’io condivido il tuo auspicio, e sono d’accordo con te sul fatto che le gonne (specie quelle corte, ma in realtà tutte quelle che non sono strette o fascianti) sono comode. Quando lo dico, le persone mi guardano male come se avessi detto un’assurdità, ma io dopo una giornata con i pantaloni sento il bisogno di lasciar respirare la pelle delle gambe, di liberarle dal tessuto.

      • Ringrazio per il cenno di benvenuto.
        Più che le gambe, della gonna si avvantaggiano le cosce, costrette a stare avvinghiate dalla cucitura del cavallo, ma non si capisce il motivo per il quale, per un maschio non sia più consentito fare quello che ha sempre fatto da millenni: avvolgersi una pezza di stoffa intorno alla linea di cintura.
        Io stesso, in ambiente professionale, in una giornata di caldissima estate, ho azzardato, ma, fortunatamente, a parte qualche battutina più di circostanza che altro, non sono stato criticato più di tanto. Non posso essere più preciso, data la mia posizione, ma potrei farlo in privato, avendo a disposizione un indirizzo di contatto; ad ogni buon conto, per ovvie ragioni, la S. V. conosce il mio.

      • Non è il caso di essere così formali, se vuoi passare al tu fai pure ^^
        Comunque l’indirizzo e-mail collegato al blog è lady_mismagius@hotmail.it.

        Non ho mai provato a indossare un abbigliamento formale da uomo, ma vederlo nelle fotografie e sui manichini mi suggerisce un’idea di grande rigidità, al contrario della “scioltezza”, per esempio, degli abiti corti da donna.

    • concordo pienamente con te ,senza considerare che la differenza per esempio in jeans da donna o jeans da uomo, è pretestuosa posso capire per il discorso delle taglie ma sono solo e solamente dei jeans con stile diverso.

      • Alcuni jeans da donna sono fatti in maniera tale da fasciare il sedere per sottolinearne ed esaltarne la forma. I jeans da uomo tendono invece ad essere meno aderenti in quell’area.
        Poi la variabilità è dovuta anche al fatto che non tutti i modelli stanno bene a tutti i fisici. Anzi, i jeans sono il capo più impegnativo quando si tratta di sceglierne uno che stia bene e sia comodo allo stesso tempo.

      • Si capisco però proprio per questo esistono le taglie , se mi vestissi con un vestito da “donna” se fosse della mia taglia non dovrei avere problemi, e del resto un uomo che si mette un vestito da “donna” si potrebbe farlo per la comodità questo pure, ma alle volte potrebbe anche farlo perché gli piace lo stile il disegno ecc…., io personalmente sarei curioso di provare una gonna, al massimo io mi sono messo pantaloncini che mi arrivavano sopra il ginocchio nulla di più , ma di certo erano più comodi dei pantaloni immagino che una gonna sia molto più comoda sperò di provarla una volta nella vita.

      • Spero che riuscirai a trovarne una🙂

        Sui jeans riflettevo più che altro sulle differenze anatomiche, ma ovviamente non è un discorso che si applica a tutti i capi, nella maggioranza dei casi l’unica differenza è appunto l’ampiezza, e quindi la taglia.

      • Ovviamente, ci sono persone che indossano capi solamente perché aggrada loro il disegno e lo stile, come, sovente, accade per il sottoscritto, ma, purtroppo, oggigiorno, mentre una donna può indossare indifferentemente qualsiasi tipo di abbigliamento, l’uomo è costretto a fasciare singolarmente gli arti inferiori e rimanere prigioniero di un cavallo. Gonne ed abiti fatti a tunica sono estremamente comodi e non è detto che non tengano caldo d’inverno: è sufficiente che siano sufficientemente lunghi e indossare un collant di denaratura adeguata, in maniera tale da avere un abbigliamento caldo e, nello stesso tempo, confortevole.

      • Sì, è vero. Il fatto che non esistano alternative culturalmente accettate ai pantaloni per gli uomini (a parte i kilt scozzesi e qualche sperimentazione nell’alta moda) è una delle costruzioni culturali più radicate e per questo meno discusse.

        E diciamolo: un collant 50 denari, a meno che il clima non sia -10, è perfettamente adatto ad affrontare una mattinata invernale, tanto e quanto lo è un paio di jeans.

      • Non c’è un “chi” vero e proprio: queste cose si radicano nelle tradizioni, nell’idea di normalità, che nella società occidentale è legata ad un substrato culturale patriarcale (come la Storia mostra nitidamente).
        In alcuni casi il costume si afferma perché rafforza e conferma una mentalità già esistente, come nel caso della divisione rosa/azzurro di cui si parla nell’articolo del Post linkato più sopra, in altri casi una mentalità si sviluppa a partire da un costume che si afferma fino a diventare tradizione e non viene messo in discussione nel corso del tempo.

      • Be ci sono i vestiti aderenti per uomini comunque, be come abbiamo detto in precedenza sono questioni culturali,perché come retaggio culturale negativo del patriarcato c’è il fatto che se gli uomini fanno le cose considerate da donne, vengono considerati malamente ,gay effeminati ecc…… se si facesse un ragionamento basato esclusivamente sulla logica allora non ci sarebbe nulla di strano tutto al più al inizio verrebbe vista come una scelta bizzarra e inusuale nulla di più,che poi sia un fatto culturale lo dimostra il fatto che se una persona si va a vedere per esempio un film dei romani non ci trova nulla di strano che i soldati romani abbiano una specie di gonna e nessuno direbbe che siano effeminati gay o cose del genere, mentre un uomo nel presente verrebbe visto male, sarebbe interessante se qualche storico usando i documenti storici potesse “vedere” come erano vestiti gli uomini, e vedere in quali culture i vestiti maschili del epoca fossero molto “simili” ai vestiti femminili moderni

      • Sì, sarebbe interessante. Non sono una storica, ma penso di poter scrivere qualcosa sull’argomento, soprattutto perché buona parte della ricerca iconografica posso farla a partire dai testi scolastici.

  7. Be i power rangers sono un esempio positivo per i ragazzi/ragazze comunque alle volte il giallo era un ragazzo mentre la rosa è sempre stata una donna, tornando al discorso iniziale guardavo per curiosità su un sito online delle borse da “uomo” e per curiosità o cercato se c’erano colori in stile “femminile” e ne ho trovato qualcuna del tipo di quelle porta documenti , di certo non possono essere scambiati per borse da “donne” eppure penso che magari un uomo cosi verrebbe visto strano con una borsa di questo colore ci vorrà del tempo per una sdoganizazione per il momento il rosa è “permesso” agli uomini solo come maglietta esistono altri abiti maschili ma ancora molte persone storcono il naso.

      • Be in effetti lo sospettavano , ma pensavo che queste scelta di colori fosse stata fatta nel 800, non pensavo che questa imposizione della società per i colori degli uomini e delle donne fosse degli anni 50 , io pensavo di molto prima , alla fine è un semplice colore posso capire darlo hai neonati per capirne il sesso ma poi da adulto ognuno dovrebbe vestirsi con i colori che preferisce.

      • Dare un colore ai neonati per distinguerli in base al genere è già un sintomo della mentalità che pensa al genere appunto come ad un bivio, due strade diverse che non possono sovrapporsi, intersecarsi.
        E’ davvero così importante distinguere a colpo d’occhio se un neonato è maschio o femmina, se non per trattarli diversamente?
        A quell’età i neonati non hanno esigenze diverse a seconda del sesso.

      • Ma sai più che altro e per distinguere meglio il bambino se sia un maschietto o una femminuccia, tipo fiocco rosa o fiocco azzurro, almeno io la vedo cosi , ovviamente devono essere trattati in ugual modo ci mancherebbe altro.

      • Faccio un’osservazione provocatoria: c’è davvero bisogno di farlo? C’è davvero bisogno che i bambini imparino ad attribuirsi un genere così presto? Ovviamente gli adulti che si prendono cura di loro sanno quali sono maschi e quali femmine (se non altro perché devono cambiargli i pannolini…) ma c’è davvero bisogno di dividerli già dalla più tenera età, quando ancora l’idea delle differenze non è sviluppata?

      • Be non sei la prima femminista a pensarla cosi , ci sono alcune femministe che infatti negli asili vorrebbero usare nomi neutri per i bambini, io personalmente non la penso cosi, infatti il fulcro della discussione è fare in modo che i vestiti siano unisex e che se li possano mettere sia uomini che donne e idem per i colori, non tanto criticare l’esistenza di uno stile o dei comportamenti maschili e femminili.

      • Io credo, come opinione personale, che per raggiungere il risultato di cui parli bisognerebbe evitare di imporre le categorizzazioni in un’età in cui i bambini non hanno ancora la consapevolezza e lo spirito critico.
        Nell’articolo “La libertà di non opporsi” parlavo del fatto che accetto, rispetto e difendo le scelte che si adeguano ai comportamenti maschili e femminili, che non voglio la neutralità ma la libertà per tutti di scegliere quali comportamenti, quali stili, tenere. Il mio centro di riflessione è l’individuo.

        Ma questo vale per ragazzi e adulti e in una certa misura anche per i bambini, che sono in grado di decidere liberamente, non per i neonati che sono totalmente esposti ai condizionamenti culturali. Quindi forse le differenze individuali possono venire tutelate e insegnate meglio se l’unico criterio che distingue i bambini è la loro identità (Marco, Susanna, Giacomo, Martina…) e non il loro genere. Almeno fino all’asilo.

      • Emblematico il caso del bambino Tedesco, che preferisce indossare abbigliamento cosiddetto femminile, ma non lo considera tale ed il padre, per solidarietà, ha cominciato ad indossare le gonne.

      • Be in effetti è un discorso un pò complicato , l’educazione dei neonati non è affatto un compito facile di certo, secondo me dovrebbero essere liberi di giocare come preferiscono cioè con i giocattoli che preferiscono se un bambino vuole le bambole uno gli prende le bambole se una bambina vuole un fucile giocattolo o soldatini e giusto comprali questo , si avevo letto del padre che si vestita con la gonna insieme al figlio quello mi fa pure molta tenerezza , sul vestito del bambino non ho nulla da ridire , certo se fosse stato rosa qualcuno l’avrebbe potuto scambiare per una bambina.

      • Non è una cosa così grave, dopotutto. L’equivoco si sarebbe potuto chiarire in una frase (“No, io sono un maschio”, oppure “No, io mi chiamo Marco/Luca/Hans”…).

    • Un uomo che indossa una gonna, magari rosa, non si veste DA donna, bensì COME una donna, il che è tutt’altra cosa: un abito non indica l’appartenenza ad una categoria, a meno che non si tratti di una divisa militare, un abbigliamento professionale od un abito religioso.

      • Giusta osservazione.
        Ma in una cultura fondata sul binarismo di genere, “donna” e “uomo” sono anche categorie, e mutualmente esclusive, per cui ciò che è “femminile” non può essere “maschile” e viceversa, non semplici identità. I generi sono concepiti come poli opposti.

        E’ sbagliato, ma è quello che avviene.

      • Come dice Lady , tu avresti ragione teoricamente ma purtroppo nella realtà le cose stanno in un altro modo,tutte le cose da uomo e da donne( e non solo i vestiti) non possono essere messe al altro sesso , per via di questioni culturali , perché chi lo fa ha paura di essere preso in giro.

  8. ho trovato queste foto per ciò che riguarda gli uomini con le gonne http://notimeforchitchat.blogspot.it/2011/01/boys-in-skirts.html oppure qui http://www.teampeterstigter.com/uploads/2009/12/BROWNE_MCFS10_368.JPG se invece parliamo di tacchi http://earhustle411.com/wp-content/uploads/2014/04/men-in-heels-3.jpg e http://1.bp.blogspot.com/-wlAegjp8r0I/UqWZceYZZlI/AAAAAAAAAcI/7c4IsT1Z8Yw/s1600/DSC_8587.jpg , di certo una donna può scherzare di più con i generi e non mi riferisco solo hai vestiti , se ha alcuni atteggiamenti maschili viene chiamata mascolina ma non necessariamente in senso dispregiativo e nessuno pensa subito che sia lesbica quindi se si mette delle scarpe da uomo un completo elegante da uomo e magari un sigaro in bocca e altre cose diciamo con uno stile maschile non vine criticata più di tanto, al massimo la gente si stupisce,mentre per l’uomo non è cosi , basi pensare che ci sono pubblicità dove la donna ha comportamenti maschili o indossa addirittura l’intimo maschile, e quindi nessuno si stupisce se una donna è vestita come un maggiordomo , ma la gente si stupisce se vede un uomo vestito da cameriera francese anche per gioco http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2010/03/30/article-1262272-08EE3FAC000005DC-179_468x584.jpg , o vedere un uomo che scherza con un boa di struzzo, per ciò che riguarda i trucchi be in Inghilterra hanno fatto dei “trucchi” anche per gli uomini be su questo non mi esprimo, a e per concludere per ciò che riguarda gonne e adolescenti http://scd.france24.com/fr/files_fr/element_multimedia/image/06%20@BreizhWeCan_0.jpg (lo hanno fatto in un giorno contro il sessismo e contro l’omofobia ma non era un cattivo look).

  9. concordo e per finire (anche se non so se sia proprio attinente) ho visto questo cartone animato australiano che ora fanno pure da noi dal titolo SheZow praticamente il protagonista Guy Hamdon è un tipico ragazzino di 12 anni ossessionato dalle differenze tra maschile e femminile, sempre pronto a denigrare tutto quello che appartiene all’altra metà del cielo. Scopre un vecchio anello appartenuto alla zia Agnes, che, appena indossato, lo trasforma in una super-eroina(shezow) con capelli lunghi e stivali con tacco alto. Per trasformarsi usa la parola magica “vai ragazza!”. sicuramente un cartone molto interessante è divertente anche alcuni non hanno gradito qua sulla 27 ora ne hanno parlato pure http://27esimaora.corriere.it/articolo/vai-ragazza-shezow-leroe-zia-che-salva-il-mondo-a-colpi-di-rossetto-laser/

    • L’idea sembra adorabile. Quando ero piccola uno dei miei libri preferiti raccontava di due amici, un maschio e una femmina, che per una magia accidentale si scambiavano i corpi.
      I due erano ancora ragazzini, ancora in quell’età in cui non si pensa al sesso ma si è disgustati dall’altro sesso (“le femmine sono stupide” e “i maschi fanno schifo”), quell’età attorno ai 10-11 anni.
      Perciò era davvero esilarante. Di solito queste storie di scambi parlano di ragazzi più grandi (per esempio il manga Yamada-kun e le Sette Streghe, di cui mi avevano prestato i primi due volumi quest’estate).

      Lo guarderò, il cartone. Mi ispira l’idea.

      • Ne sono felice,anche se per essere precisi il creatore della serie , Obie Scott Wade, ha confessato di essersi ispirato a «Shazam”, una serie animata della sua giovinezza. «SheZow non è un cartone transgender: il protagonista è un maschio, e rimane maschio anche quando si trasforma. Solo che indossa vestiti diversi e un’altra pettinatura…» dice.Guy, trasformandosi in SheZow, allarga il suo punto di vista sul mondo. «Aumenta la sua empatia, anzi la sua super-empatia. Fa esperienze diverse, sbaglierà e imparerà. Ma soprattutto – spiega il creatore – il cartone racconta la storia di un ragazzino pigro e un po’ maschilista che improvvisamente è costretto a impegnarsi per proteggere l’umanità. Il cuore della storia è il senso di responsabilità più che le questioni di genere»(possiamo comunque dire che questo cartone è molto coerente con l’argomento che ha dato inizio alla discussione) . invece se parliamo di anime dove il protagonista cambiava sesso temporaneamente allora dobbiamo prendere in esempio ranma il protagonista Ranma Saotome per via della caduta in delle acque maledette con l’acqua fredda si trasforma in una ragazza, mentre esiste un altro anime di cui non ricordo il nome dove il protagonista per combattere in questo caso di trasforma completamente in una donna.

      • Per adesso mi riservo del tempo per vedere il cartone con calma, poi ne scriverò. Intanto ho già diverse idee per i prossimi post. Grazie ancora per la segnalazione ^^

  10. Ciao.
    Volevo riportare qui la mia esperienza, anche se con un anno di ritardo.
    Io sono un uomo, contento di esserlo, etero e sposato.
    Per giunta, ho cinquant’anni.
    Ebbene, io adoro l’abbigliamento femminile. Quando ero più giovane stavo anche bene, in minigonna e, tutto sommato, mi dicono che sto bene anche oggi. Ma le minigonne, ormai, le oso sempre meno. Adoro le mini di jeans, sono un capo universale, estivo e invernale, che si può mettere su tutto e con ogni tipo di gamba, sia con le calze invernali nere e pesanti, sia senza calze in estate.
    Gabrielle Voltan è il mio profilo Facebook.
    Ma, detto questo, il vero pensiero va alle motivazioni.
    Perché?
    Beh, è stato detto, in ogni persona ci sono una parte maschile ed una femminile, dipende dal… “dosaggio” di ognuno. Evidentemente in me la parte femminile è molto forte.
    Perché, quindi?
    Potrei dire che l’abbigliamento femminile è differente da quello maschile, prima che per forma e colore, soprattutto per i materiali; in genere gli abiti maschili sono più rigidi e ruvidi. In genere: certo che molti capi maschili sono realizzati con tessuti morbidi, ma in genere il corpo femminile “sente” l’abbigliamento come una carezza.
    E’ dovuto alla differenza di percezione tra uomo e donna, la donna ha sensazioni tattili in tutto il corpo, l’uomo soltanto in alcuni punti. Ecco perché una donna indossa capi morbidi, in genere, partendo dall’intimo. Le mutande maschili hanno elastici che non sopporto, mi segnano e mi torturano, prediligo quelle femminili, che hanno tessuti più morbidi e non stringono.
    Lo stesso vale per le gambe, via, libertà assoluta, adoro depilarmi e indossare i collant, e sentire l’aria, soprattutto in inverno, che mi accarezza le gambe, si infila sotto la gonna e mi dà un senso, appunto, di libertà.
    E poi, ancora, tacchi e accessori come borsette, bigiotteria, smalti, trucco, ecc.
    La verità è che io considero la donna come il sesso più forte, per motivi legati all’infanzia e troppo lunghi da spiegare qui. Mi ci sono voluti anni e anni di terapie psicologiche.
    Io, come ho detto in apertura, mi considero un uomo, con tutti i difetti (e anche qualche pregio, via) degli uomini.E va bene così, e non ho alcuna intenzione di cambiare sesso.
    Ma sono sempre stato molto timido, insicuro, sempre in soggezione nei confronti delle donne di cui avevo paura: nei momenti più difficili, quando sento che come uomo non valgo niente, io ho bisogno estremo di “sentirmi donna”. Allora cambio, metto gonna e tacchi, e via.
    A vent’anni andavo perfino a ballare, in minigonna.
    Però frequentavo sempre posti “dedicati” alla mia particolarità: locali per travestiti, circoli, ecc. Con molta paura, ho cominciato soltanto da qualche anno ad andare in giro in abiti femminili, anche per esempio a comprare il pane in un negozio qualsiasi, intendo.
    Sono andato spesso al supermercato a fare la spesa, in abiti femminili, senza alcun problema da parte della gente; vado spesso da un’amica che ha un negozio di intimo, in abiti femminili, e resto sempre un po’ lì a chiacchierare, come “due amiche”; vado dall’estetista e esco sempre da lì con gonna, trucco e parrucca.
    Insomma, quello che voglio dire è che io, con quell’abbigliamento e l’aspetto di una donna, sento finalmente un’energia che mi sostiene e mi accompagna anche dopo, nei lunghi periodi in cui vesto e agisco esclusivamente come uomo. Insomma, indossare un abbigliamento ed un’identità femminili, in poche parole, mi dà la carica.
    La consapevolezza di poterlo fare quando voglio mi dà equilibrio e mi sostiene anche quando non posso farlo (non sempre è possibile).
    Certo, il mio sogno è quello di poter, ogni tanto, quando ne ho voglia, andare al lavoro in ufficio in gonna e tacchi.
    Ma andiamoci piano, facciamo un passo alla volta.
    Spero che questo thread sia ancora letto da qualcuno e spero che quanto detto sia utile.
    Se qualcuno ha domande, lo spero, sono qua.
    Ciao.

    • Non so quante persone leggeranno effettivamente il tuo commento, ma ti ringrazio per aver scritto della tua esperienza e delle tue emozioni al riguardo.
      Quello che posso dire è che dalle statistiche di WordPress questo è uno degli articoli a cui reindirizzano più ricerche, perciò l’argomento deve interessare a più persone di quanto sembra…

    • L’estensore dello scritto pubblicato immediatamente qui sopra, pur dichiaratamente eterosessuale e felicemente sposato, è ancora, seppur parzialmente, vittima dello stereotipo comune, che lega un certo tipo di abbigliamento al sesso, tanto è vero che, sovente, almeno sotto l’aspetto puramente visivo, completa la trasformazione mediante l’uso di parrucche e di trucco.
      Anche chi scrive, potendo scegliere, acquistando capi tradizionalmente associati all’uomo o indipendenti dal sesso, accorda la preferenza ai modelli della linea cosiddetta femminile, proprio per la finezza dei tessuti e per l’aggraziata eleganza delle linee, non ritenendo opportuno che un essere umano, per il solo fatto di essere di sesso maschile, debba essere introdotto in un sacco ruvido, evidentemente, più adatto per le merci che non per i corpi delle persone.
      Nondimeno, resta, almeno in Italia, un forte impedimento al riappropriarsi di capi in grado di accogliere il corpo senza costringerlo in anguste fasciature: le gonne e gli abiti a tunica, che, non avviluppando singolarmente gli arti inferiori e non avendo la stoffa del cavallo al di sotto del perineo, sono particolarmente confortevoli. Invito l’Autore a considerare l’adozione di questo tipo d’abbigliamento anche senza mimetismo verso il genere femminile, poiché un uomo con la gonna non diventa una donna, così come un eterosessuale con la gonna non diventa omosessuale, ancorché certe miopi mentalità siano indotte a pensarlo: solo grazie al lodevole coraggio di queste persone, la breccia che si è, faticosamente, aperta nel muro di gomma dei pregiudizi basati su stereotipi può essere allargata.

  11. A conferma di quanto detto da Anonimo, racconto uno dei tanti episodi della mia vita… “femminile”.
    Di solito porto la barba e, quando decido di indossare abbigliamento femminile, la tolgo.
    Un giorno, in cui il desiderio di mettere una gonna era particolarmente insistente, sono entrato in un negozio di cinesi, ho scelto una di quelle gonne lunghe (era estate e, per giunta, non avevo neanche depilato le gambe), l’ho indossata e sono uscito per andare in un supermercato, così, con questa splendida gonna lunga fino ai piedi, i sandali bassi da donna che avevo acquistato da poco, e la mia barba. Era un sabato mattina ed era abbastanza presto, e non c’era ancora molto in giro, ma è stato meraviglioso, finalmente, aggirarmi tra gli scaffali e tra la gente, vestito come mi piaceva.
    Finalmente.

  12. Ottimo, come risultato preliminare, tuttavia, occorre arrivare a poter indossare una gonna od un abito a tunica in qualunque condizione ed occasione, senza manovre furtive, come già successo per le femmine con i calzoni.

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