Irlanda. La violenza dopo la violenza: le impediscono di interrompere la gravidanza, la obbligano a nutrirsi, la costringono al parto cesareo.

Questa notizia proveniente dall’Irlanda mostra in modo angosciante le conseguenze dell’equiparare per legge la vita della donna e quella del feto. La difesa della vita non può spingersi fino a questo punto, fino a calpestare la libertà di una persona.

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Proteste morte di Savita Foto Getty

Ecco cosa succede in Irlanda, dove le donne non possono decidere del  loro corpo.

Violenza su violenza: perché l’Irlanda costringe una donna che fa lo sciopero della fame  a partorire il figlio del suo stupratore? Come spettatrice di questo caso, ciò che mi colpisce è il traffico costante di corpi estranei attraverso il corpo di questa donna, imponendo la volontà di altri.

Quando le donne in Irlanda potranno dire “no”? Oggi scopriamo che la risposta è “mai”, no davvero – no, se un uomo ha altre idee, se lo Stato decide di imporre l’uso di un corpo di donna.
La storia riportata nel Sunday Times di oggi è un catalogo di violazioni. In primo luogo, una donna è stata violentata (violenza numero uno).
Cercò di abortire ma a quanto pare i medici le imperdirono di ottenere il trattamento di cui aveva bisogno (violenza numero due);   anche se molte donne irlandesi viaggiano verso il Regno Unito…

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10 pensieri su “Irlanda. La violenza dopo la violenza: le impediscono di interrompere la gravidanza, la obbligano a nutrirsi, la costringono al parto cesareo.

  1. L’Irlanda, in questo caso, è a dir poco vergognosa. L’Europa dovrebbe emanare una direttiva che impedisca queste follie e che renda questo tipo di cose regolamentate allo stesso modo in tutti i 28 paesi.
    Sbaglio o l’Irlanda è caratterizzata da un cattolicesimo molto più aggressivo del nostro?

  2. Questo è orribile , ma io mi chiedo qualcuno si mette nei panni di questa povera donna , io sono un uomo quindi non posso capire , ma ritengo che una donna possa e debba scegliere cosa fare col proprio corpo , una donna dovrebbe poter scegliere di abortire liberamente specialmente in questo caso dove è stata addirittura violentata.

    • Anch’io lo trovo orribile: sono sconvolta dalla mancanza di empatia e di solidarietà verso questa donna.
      Se ha cercato di togliersi la vita dopo lo stupro, è evidente che è perché questo fatto l’ha traumatizzata. Invece di rispettare le sue scelte, invece di darle assistenza psicologica, l’hanno obbligata all’alimentazione forzata mettendo il feto prima di lei. Sono molto addolorata da questa notizia.

  3. Che poi penso che fare un figlio per una donna sia una cosa bellissima, l’idea di mettere al mondo un altro essere umano, ma ovviamente la donna deve essere consenziente di questa scelta oltre ad avere anche delle sicurezze economiche e avere una persona accanto che l’ama con cui crescere questo bambino, dato che stiamo parlando purtroppo di uno stupro la donna doveva poter abortire non essere costretta a farlo nascere anche perché poi quel figlio li ricorderà sempre uno stupro , dato che non è nato in una notte di intimità con un uomo al di la se fosse un compagno di lunga dato o quelli di un avventura, avrei capito tutto al più se poi questo bambino fosse stato dato ad un altra famiglia ma questo proprio in extrama razio

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