Scontro di ideologie, non di civiltà

“C’è uno scontro di ideologie – non di civilltà – e sta accadendo in ogni singolo paese affetto dall’estremismo”, sostiene Karima Bennoune, giornalista per l’agenzia Reuters. E se l’Occidente non riesce a uscire dalla narrazione dello scontro di civiltà, supportare coloro che combattono per dare alla cultura islamica il suo Illuminismo (come sostiene Ayaan Hirsi Ali nel suo libro “Non sottomessa”) diventa sempre più difficile, perché queste voci non si inquadrano bene nella narrazione dominante in Occidente e di conseguenza non trovano lo spazio di cui hanno bisogno sui media.

Lunanuvola's Blog

(tratto da “Women wage anti-terrorism & anti-jihad activism but rarely make headlines”, un più ampio articolo di Karima Bennoune per Reuters, 1.10.2014, trad. e adattamento Maria G. Di Rienzo. Di Karima potete anche leggere: https://lunanuvola.wordpress.com/2012/06/10/la-vostra-fatwa-non-si-applica-qui/ )

lahore dimostrazione

Sfortunatamente i jihadisti hanno i titoli in prima pagina, raramente quelli che agiscono contro di loro li ottengono. Dopotutto, chiunque ha sentito parlare di Osama bin Laden, ma molto pochi sanno di coloro che si oppongono agli aspiranti bin Laden in tutto il mondo.

C’è una lunga e non narrata storia di individui coraggiosi, di discendenza musulmana, che hanno sfidato gli estremisti.

Negli anni ’90, il gruppo di donne conosciuto come Raduno Algerino delle Donne Democratiche o RAFD (Rifiuta) osò farlo durante la “decade oscura” delle atrocità commesse dal Gruppo Islamico Armato che che si batteva contro lo stato d’Algeria. Questa violenza reclamò almeno 200.000 vite.

Le proteste organizzate dalle donne di RAFD attirarono…

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5 pensieri su “Scontro di ideologie, non di civiltà

  1. Be tema molto complesso, la guerra contro il terrorismo islamico da parte del occidente(in particolare l’america) anche se molti pensano che si cominciata nel 2001 dopo gli attentati alle torri gemelle, possiamo dire che sia iniziata del 1993 quando i gruppi terroristici capeggiati da Bin Laden attaccarono la metropolitana del World Trade Center come attentati “famosi” prima di quelli del 2001 ci furono quelli contro l’ambasciata americana di Nairobi (1997)con la morte di circa 200 persone a cui ‘l’America rispose con lancio di missili Cruise contro i campi d’addestramento in Afghanistan, e nel 2000 l’attacco al incrociatore cole della marina militare americana in Yemen , la motivazione di Al-qeida a questi atti, e di fermare l’influenza Americana nella regione e il motivo per cui hanno iniziato a combattere (quindi quella che potremmo definire la scintilla) fu l’operazione desert storm nel 1991 contro l’Iraq di Saddam che attacco il Kuwait, be la guerra contro il terrorismo islamico che sia in medio oriente o in altre parti del mondo non si può configurare come una guerra fra religioni o di civiltà, fasti pensare che contro ISIS stanno combattendo altri gruppi armati abbastanza religiosi come Hezbollah(e nel Libano paese dove si trova questo gruppo i musulmani convivono con i cristiani) e anche Iran ha condannato l’isis definendolo anti-civiltà, ovviamente anche nei paesi non cosi estremisti il ruolo nella donna in quei paesi non è un granché, diciamo che tranne rare eccezioni le condizioni della donna la deve ancora migliorare di molto, e questo vale sia per i paesi arabi filo-occidentali che anti-occidentali, comunque in questa guerra si sono anche viste donne combattere, in particolar modo fra i curdi dove sono molto comuni si ritiene infatti che il leader delle forze curde a Kobane sia una donna, poi ovviamente ci sarebbe da dire che alle volta l’occidente è ipocrita ,del resto alcuni suoi alleati hanno spesso fatto il doppio-gioco tipo Arabia saudita ,Pakistan e altri paesi della regione che hanno continuato a finanziare gruppi terroristici.

      • Prego , mi sembrata giusto chiarire questi aspetti per rendere più chiara la discussione ovviamente poi bisogna anche chiarire che essendo le donne musulmane centinaia di milioni molto dipende anche in che paese vivono , un conto è l’Afghanistan altro contro l’Iran un altro ancora la Giordania (dove molti sono convinti che l’attuale principe abbia migliorato i diritti per le donne del resto sua moglie la principessa Rania di Giordania sembra molto emancipata ha ricevuto molto onorificenza e pure incontrato il papa ) , e non parliamo del Africa, diciamo che loro hanno molto strada per quanta riguarda l’emancipazione ovviamente anche fra di loro ci sono donne coraggiose e anche donne che riescono ad avere posti abbastanza importanti in organizzazioni abbastanza patriarcali ovviamente non è un compito facile per loro.

      • Ogni Stato, ma anche ogni comunità, segue le sue strade per l’emancipazione. Alcuni sono più indietro e altri più avanti.
        Ora, non voglio entrare nel merito di ogni specifico caso perché altrimenti dovrei scrivere un saggio di 500 pagine (e non ne ho né le capacità né la forza).

        Non voglio nemmeno fare di tutta l’erba un fascio, logicamente. Il vero punto della questione è che l’emancipazione è strettamente collegata alla lettura dell’Islam che si fa in una comunità/Stato e al modo in cui questa lettura si lega alle richieste dei movimenti femminili (per esempio in Tunisia le donne hanno chiesto che sulla nuova Costituzione venisse riportata la parola “uguaglianza” fra uomini e donne al posto di “complementarità”, una parola molto più ambigua e male interpretabile). Laddove la lettura del Corano è meno letterale, ci sono margini più ampi di libertà. E siccome l’Islam non ha un Papa la cui parola valga come verità, ma la parola di ogni ulema (studioso del Corano) ha pari valore (sebbene siano più autorevoli gli studiosi di università coraniche famose), non c’è una soluzione universale a questa situazione.

  2. Si in effetti questo è pure un altro aspetto da considerare diciamo che le donne di ogni paese devono fare una lotta per i loro diritti, certo in alcuni paesi e molto difficile è inutile legarlo, la i sistemi patriarcali sono molto forti e consolidati ma bisogna agire almeno per le bambine che nasceranno oggi.

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