Il discorso di Mika sul bullismo

Mika, il cantante inglese di origini libanesi noto per essere uno dei giudici di X-Factor, è stato anche una vittima di bullismo quando frequentava la Westminster School di Londra, dagli undici anni in poi. Di questo vissuto ha parlato in un’intervista rilasciata a Sette del 3 ottobre 2014, da cui sono tratte tutte le citazioni in questo post, una testimonianza che mi ha colpita molto per la forza che traspare dalle sue parole.

Mika racconta che, quando attraversava il campus per recarsi a lezione, ragazzi più grandi “Davanti a tutti i passanti, mi tiravano lattine di Coca e altra roba sulla schiena. Il rettore sapeva che per me era più facile aspettare che tutti entrassero in aula. Perciò, di fatto, ero autorizzato ad arrivare in ritardo a ogni lezione. Ma io non dimenticherò mai chi mi ha fatto quelle cose. E non perdonerò mai. Né credo che uno debba farlo. I bambini pensano che le loro azioni non hanno conseguenze, che tutti dimenticano o perdonano, perché questo è ciò che viene loro insegnato. Stronzate”.

Racconta anche di come sia incappato nel victim blaming da parte di un insegnante: “Un giorno, un insegnante mi convoca, con l’idea di aiutarmi. ‘Che cosa fai, per provocarli?’, mi chiede. Ero così arrabbiato… A un certo punto, però, riuscii a rispondere: ‘Loro sono idioti, ma la loro scusa è che hanno 15 anni. Qual è la sua?’. E questa fu la fine della conversazione. Io non so che cosa scateni il bullismo. Forse è paura, della libertà altrui. Quel che so è che ci si può – e ci si deve – difendere”.

Mika conclude con un discorso che ho trovato grande, caricato da quella sofferenza personale che fa vedere le cose con lucidità e profondità, e che riporto integralmente, così come è scritto sulla rivista, inclusa l’assenza di divisioni in paragrafi che dà l’idea di un fiume di parole:

Contro il bullismo, la prima cosa è sapere che è normale sentirsi una schifezza. Normale! Chi subisce deve sapere che il modo in cui si sente non è sbagliato. E’ la situazione che li fa sentire così. Non vergognatevi mai. Perché la verità è che invece cominci a odiare te stesso. A nasconderti. A non dire a nessuno cosa ti sta succedendo. Invece, parlate! C’è sempre una soluzione. Inoltre bisogna capire, e non è facile, che il tempo passa velocemente, e le cose che sembrano enormi adesso, appariranno piccolissime in futuro. Guardatele in prospettiva. Vi sentirete meglio. E poi, le piccole cose che riuscite a fare oggi per stare meglio, rapidamente acquisteranno un senso. Vi piace disegnare? Magari ciò che fate oggi vi sembra uno scarabocchio, ma questi scarabocchi un giorno possono cambiare la vostra vita. Se vi piace cucinare, potete pensare che siete solo ghiotti e grassi, e invece quella passione può cambiare la vostra vita. Vi trattano da nerd perché amate la matematica? La matematica è arte, e il futuro è dei matematici. Ogni cosa ha un valore. Questo mi piacerebbe trasmettere a tutti coloro che sono schiacciati dal bullismo, che è un processo di svalutazione. Non solo di ciò che sei, ma di tutto ciò che ti sta intorno. I tuoi vestiti sono stupidi, tu sei stupido, la tua macchina non vale niente, i tuoi genitori sono grassi, tua sorella è una puttana, la tua religione è falsa e la mia è migliore, tu sei gay e la tua sessualità non è buona quanto la mia, tu sei un pervertito e io sono un santo. E’ allo stesso tempo intimidazione e controllo. E’ il modo in cui la gente svilisce, dai tuoi genitori alle tue sneakers. E vogliono che tu non sia più capace di guardarti allo specchio, di guardare la tua famiglia, o ciò che hai, con orgoglio. L’unico modo per combattere il bullismo è ribadire sempre che ogni cosa ha un valore, anche le piccole cose che per te comunque hanno importanza”.

4 pensieri su “Il discorso di Mika sul bullismo

  1. Purtroppo, chi scrive è stato anch’egli vittima di atti incivili: dalle percosse al getto di oggetti durante le scuole medie inferiori allo scherno da parte di coetanei per il fatto di dedicarsi alla Musica con l’iniziale maiuscola, anziché ai rumori da loro ascoltati.

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