La Regione Lombardia promuove la difesa della “famiglia tradizionale”

Tramite la pagina Facebook “I Sentinelli di Milano” vengo a sapere di questo convegno.
Difendere la famiglia tradizionale

 

Tale convegno, organizzato dalla Regione Lombardia, promuove la famiglia “naturale”, quella fondata sul legame fra un uomo e una donna, sancito dal matrimonio e dalla procreazione di figli, nonostante il concetto di famiglia naturale dal punto di vista sociologico non abbia nessun senso. Afferma infatti Chiara Saraceno: “Non c’è niente di meno naturale della famiglia. Il che non vuol dire che è innaturale, certo. Ma la famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no. E se noi guardiamo la famiglia da un punto di vista antropologico e storico, scopriamo che il modo in cui questo processo normativo è avvenuto è variato molto nel tempo e nello spazio”.

Ovviamente una tale difesa della “famiglia naturale” è strumentale a negare alle coppie gay la possibilità di vedersi riconosciuto dalla legge lo status di famiglia, anche quando questa famiglia esista già nella realtà dei fatti. E, per inciso, il concetto stesso di difesa della “famiglia naturale” non ha alcun senso, perché l’estensione della definizione di famiglia anche ad altri tipi di legami (per esempio quello fra due persone dello stesso sesso, ma non solo), con conseguente richiesta allo Stato di tutelarli non è un attacco alla “famiglia naturale”, non ne minaccia l’esistenza (in effetti, non la intacca in nessun modo) al massimo la “costringe” alla compresenza, nel diritto oltre che nella realtà, con altri tipi di famiglie.

I partecipanti all’incontro sono tutti personaggi pubblici noti per la loro opposizione ai diritti civili per le persone LGBT, vicini al movimento delle Sentinelle in Piedi e in generale appartenenti alla cultura cattolica più rigida e reazionaria. Vediamoli più da vicino.

Mario Adinolfi, la cui fulgida carriera è splendidamente riassunta in questo articolo del blog Scritti di un semplice cittadino, è autore del libro “Voglio la mamma”, in cui esprime le sue posizioni antiabortiste, contro l’eutanasia, contro il matrimonio omosessuale e contro le gravidanze surrogate.

Costanza Mirianoposter girl di ambienti cattolici come Pontifex e fiera sostenitrice delle Sentinelle in Piedi, è autrice del libro “Sposati e sii sottomessa“, la cui tesi centrale è che il femminismo non ha reso felici le donne, che pertanto dovrebbero abbandonare queste pretese di emancipazione contrarie alla loro natura femminile e tornare ai ruoli tradizionali di genere (“donna schiava cucina stira e lava”, avrebbero detto i miei compagni del liceo ridendo) che Dio ha creato per garantire la serenità e l’armonia della famiglia. Ha pubblicato inoltre “Sposala e muori per lei”, un libro speculare al primo rivolto agli uomini.
Sostiene che l’aborto dovrebbe essere reso illegale e che “l’uomo e la donna dop sono un maschio ed una femmina che generano una vita. Gli altri sono geneticamente modificati“.

Luigi Amicone, che Wikipedia definisce “uno degli intellettuali di riferimento di Comunione e Liberazione“, è il fondatore e direttore del settimanale Tempi, che ha operato e opera una sistematica distorsione e disinformazione relativamente alle “teorie gender”, in particolare per quanto riguarda le linee guida OMS sull’educazione sessuale.

Obiettivo Chaire è un’associazione cattolica che si propone l’obiettivo di “rieducare” le persone omosessuali, in particolar modo ragazzi e ragazze. Cito dal loro sito (che non ho intenzione di linkare; il grassetto è mio): “Poiché i partecipanti a Obiettivo Chaire credono nella profonda unità esistente tra le dimensioni corporea, psichica e spirituale della persona umana, le iniziative si propongono:
1. l’accoglienza e l’ascolto della persona che chiede sostegno;
2. l’accompagnamento spirituale, psicologico e medico a coloro che liberamente ne fanno richiesta;
3. l’attenzione rivolta a genitori, insegnanti ed educatori al fine di prevenire l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti e nei giovani;
4. lo studio, la ricerca e la promozione di un’informazione seria e documentata;
5. la ricerca delle cause (spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata.”

Per ribadire la propria opposizione alla sponsorizzazione da parte delle istituzioni (con tanto di logo dell’Expo e presenza del presidente della Regione nella sua veste istituzionale) di un convegno evidentemente di parte e che non prevede nessun contraddittorio, il 17 gennaio è prevista una contro-manifestazione organizzata dai Sentinelli di Milano (a cui aderiscono, fra gli altri, l’UAAR di Milano, il Circolo Harvey Milk, la Chiesa Pastafariana Italiana, Rifondazione Comunista Milano, Casa delle Donne di Milano, Arcigay Milano), alla quale sono orgogliosa di partecipare.

Se cercate un motivo per partecipare alla manifestazione contro il convegno o per sostenerla, ecco un paio di post a riguardo: Nutrire il pianeta, essiccare l’omofobia e Perché è giusto e necessario mobilitarsi contro il convegno omofobo di Regione Lombardia, di Luciano Muhlbauer. Io ci sarò.

 

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38 pensieri su “La Regione Lombardia promuove la difesa della “famiglia tradizionale”

  1. È vergognoso che la regione Lombardia e l’EXPO patrocinino simili squilibrati. Ma d’altro canto, non ci si può aspettare che maroni combini qualcosa di buono.

    Tra questo e la shiva, la reputazione dell’EXPO è distrutta.

  2. Pessima cosa che poi onestamente dubito che una “normale” famiglia possa avere dei problemi se vengono riconosciute le unioni gay, i gay cosi come i bisessuali ci sono sempre stati e sempre ci saranno non sono malati non si devono curare , non finirà il mondo la nostra costituzione dice che non bisogna discriminare per l’orientamento sessuale , e l’ umanità non si estinguerà certo per questo(del resto i gay sono una minoranza) , tanto poi loro pagano pure le tasse , e poi la maggior parte degli italiani penso che sia favorevole se due persone si amano e giusto che abbiano dei diritti riconosciuti senza considerare magari l’ipocrisia di quelli che si vedono i film porno lesbo e poi sono contro i diritti per i gay, le famiglie “tradizionali” hanno problemi per via della crisi, di mancanza di lavoro e problemi simili non certo per colpa dei gay.

  3. Pingback: “L’unica malattia è l’omofobia”: il resoconto dell’evento | Il Ragno

  4. Da che mondo e mondo, la famiglia presuppone la presenza di un papà, di una mamma e dei figli anche perchè, per nascere, i figli hanno bisogno dell’unione di un maschio e di una femmina. Tale unione tra persone viene poi fortificata dai vincoli di sangue, dal senso di appartenenza ad un gruppo (famiglia); in sostanza la famiglia, quella vera, nasce grazie alla nascita dei figli. Ciò avviene anche nel mondo animale, in particolar modo nei mammiferi. Il concetto di famiglia è poi fortemente legato a quello di “matrimonio” il quale, etimologicamente parlando, presuppone la capacità di procreazione e il compito di madre da parte della donna (mater-monium). Ne diriva quindi che parlare di “famiglia naturale” è talmente “naturale” che è come dire che è “naturale” che per procreare occorre un uomo e una donna. E’ la base di tutto, indipendentemente dal fatto che poi esistano leggi, decreti e quant’altro serva per adattare la famiglia alla società cui appartiene. Attenzione, non dico che ciò sia “naturale”, anche perchè la POVERA famiglia viene, ultimamente, molto spesso bistrattata per farla assomigliare ad una società malata, perversa,innaturale; per adattarla insomma ad un mondo dove sempre di più si sta perdendo il senso della moralità, della sincerità, dell’onestà, della percezione sulla fattibilità o meno di determinate cose, ecc., ecc.. In sostanza, la famiglia è un elemento semplice, semplice come può esserlo solo un fatto che viene da sè, che viene “naturale” come si potrebbe dire; questo a dispetto di chi vorrebbe invece complicarlo perchè, si sà, le cose quanto più si rendono complicate ed intricate, tanto più danno la possibilità di renderle innaturali con richieste ed esigenze che, nascondendosi dietro pseudo-diriitti, portano soltanto alla snaturalizzazione dell’uomo. Tenete presente che la famiglia, checchè ne dicano i cosiddetti “luminari”, delle cui chiacchere molto spesso ne faremmo volentieri a meno, è stata inventata dalla natura, mentre le leggi che la governano sono state inventate dall’uomo e, con quello che stà combinando l’uomo sulla terra, scusate se io tengo per la natura.

    • Ora, io capisco la tua posizione. Non la condivido, ma va bene.
      Quello che non accetto è il tuo tentativo di dare un fondamento naturale a qualcosa che naturale non è.
      Davvero, argomentare partendo da delle false premesse non arricchisce la tua tesi, la squalifica agli occhi di qualsiasi persona razionale.
      Berger e Luckmann, nell’opera “La realtà come costruzione sociale” del 1966, affermano che “nessun ordine culturale specifico può essere fatto derivare da dati biologici”. Anche la famiglia che tu definisci naturale è in realtà espressione di un ordine culturale specifico, come dimostra il fatto che è una forma di organizzazione familiare tipica della nostra cultura, ma altre culture hanno forme e concetti di famiglia anche molto diversi.
      La tua definizione di famiglia è, tornando a Chiara Saraceno, “una costruzione sociale, legale e normativa”. Puoi dire che secondo te è l’unica definizione di famiglia giusta, buona, utile per la società.
      Ma non puoi porre il suo fondamento al di fuori dell’ordine culturale specifico della nostra società. E devi accettare che quest’ordine è in continua ridefinizione, ed è così che deve essere, perché Berger e Luckmann ci dicono anche che “la necessità di un ordine culturale in quanto tale discende dalla natura biologica”. Noi siamo, se mi permetti il termine, programmati per elaborare ordini culturali. E per modificarli in base all’evolversi della società, alle spinte al cambiamento provenienti da essa.

      PS: qualunque negazione della scientificità della sociologia non è bene accetta su questo blog. Queste non sono chiacchiere. Non mi sto laureando in chiacchiere.

      • Io sono già laureato, ma con tutto il rispetto per chi studia devo dire che la laurea non è garanzia di capacità, di intelligenza o similari, essa è soltanto la prova del fatto che qualcuno ha acquisito una conoscenza puramente accademica e possiede un diplomino che lo attesta. Per tornare alla famiglia, io non ho detto che la famiglia per antonomasia sia quella del modello italiano o europeo o altro. Ci sono famiglie, per esempio dove le mogli sono più di una. Ho detto però mogli, non Madri. La Madre è una e una soltanto così come il Padre. Ma devi convenire sul fatto che, indipendentemente da come sia formata la famiglia, dal numero di persone che la compongono, dalle leggi fatte da chi ha la necessità di essere eletto o quant’altro, essa presuppone la presenza della prole, per forza, quindi, essendo un fatto naturale la procreazione (anche perchè fondamento della conservazione della specie) deve essere anch’essa un fatto naturale. Devi anche sapere che il sottoscritto è una persona fondamentalmente credente nella religione Cristiana Cattolica e non posso quindi definire la mia famiglia alla stessa stregua di una “erroneamente detta famiglia” omosessuale, o addirittura Mafiosa; sì, anche nella mafia si parla di famiglia. Ma stiamo scherzando? Tutti quanti vorremmo che le persone fossero oneste, leali, responsabili, rispettose, amorevoli e tante altre belle cose legate ai più alti valori morali che, guarda caso, coincidono con i valori Cristiani. Ora, io immagino che tu, se stai ancora studiando, sia una persona abbastanza giovane da essere nata nel periodo della rivoluzione dei valori, rivoluzione in negativo, perchè devi sapere che i valori dei quali parlavo prima, una volta c’erano tutti, anzi ci aggiungo l’onore, il rispetto della parola data, ecc. ecc. Questi valori sono ora in via di estinzione anche perchè, e non solo, dietro la scusa dei diritti dell’uomo, si vogliono legalizzare i vizi dell’uomo. E perchè ciò avvenga bisogna minare i fondamenti della legalità sociale tra i quali primeggia certamente il Credo (con la C maiuscola) di ognuno, la famiglia pura e semplice come natura vuole e per finire, ma non ultima, la Fede. Io non conosco le persone che hai nominato, Berger e Luckmann, che magari saranno anche delle bravissime persone e delle quali non discuto la preparazione e l’intelligenza, ma son appunto persone; io conosco un solo vangelo ed è quello di nostro Signore e non mi risulta che ci sia un vangelo secondo Berger e Luckmann. Per finire, e non posso non dirtelo, io non nego la scientificità di nessuna scienza quando questa può essere dimostrata in particolare con i numeri, perchè i numeri, al contrario delle parole, non possono essere ambigui (bada bene che parlo di possibilità). E poi, scusami, ma non sta a te decidere cosa è o non è ben accetto su questo blog. Per la tua laurea ti faccio i migliori auguri e la mia è un’affermazione sincera, anche perchè ho un figlio di 26 anni che stà per laurearsi in Ingegneria e so cosa significa essere giovani laureati anche perchè ci sono passato; ma, ti prego, non fare della tua laurea carne da macello per i plagiatori dediti all’antisocietà, al libertinaggio, alla confusione delle idee e dei valori, al caos dei costumi, alla perdità delle identità personali e sociali, queste persone ti rubano l’anima e ci portano nel baratro. Ti auguro buon pro.

      • Se due uomini o due donne hanno dei bambini – al di là del come li hanno avuti, cosa che mi rifiuto di considerare come linea di demarcazione fra “vere” famiglie e “erroneamente dette” (parole tue) famiglie – allora sono una famiglia. Soddisfa anche le tue condizioni: “indipendentemente da come sia formata la famiglia” e “presenza della prole”.

        Che la rivoluzione dei valori sia negativa è un’opinione personale. Io dissento. E vorrei sapere che opinione hai della mia generazione – ho 20 anni – e quali credi che siano i nostri valori, perché il rispetto della parola data ce l’abbiamo anche noi (e il rispetto in generale per ogni modo di essere, per ogni scelta di vita. Quello ce l’hai?).
        E comunque ti faccio notare che non esistono valori assoluti, e che quelli che tu chiami vizi per altre persone possono essere perfettamente legittimi. E spero vivamente che tu non stia parlando dell’omosessualità, che non può essere un vizio perché non è una cosa che si sceglie di essere, o che si può smettere di essere.
        Che il Credo sia fondamento della legalità sociale, è, di nuovo, un’opinione tua, peraltro infondata: il fondamento della legalità sociale è la Costituzione della Repubblica Italiana, visto che siamo in uno Stato laico.

        Ora, la Scienza è una cosa, la fede un’altra. Certo che non esiste un Vangelo secondo Berger e Luckmann, ma cosa importa? Le loro asserzioni sono valide in quanto scientifiche, è ridicolo affermare che qualcosa di extraumano abbia più valore, o sia più vero, di qualcosa di umano. Che senso ha? Non puoi neppure dimostrare che il Vangelo sia davvero frutto di una rivelazione divina! Pensi di squalificare tutta la scienza con questa frasetta?

  5. Non sei l’unica ad avere 20 anni. Conosco molti tuoi coetanei che i valori di cui parlavo li hanno. Molti di questi hanno anche la fede e per loro questo è sicuramente un vantaggio. Fede e Scienza non sono cose diverse, questo a detta anche di numerosi appartenenti al mondo della Scienza (Blaise Pascal; ti informo che io lavoro in una Università), ma sono REALTA’ appartenenti l’una all’altra, perciò io non squalifico la scienza, anzi, la avvaloro perchè la seleziono. Anni fa, un Rettore della mia Università, un FISICO, disse testualmente:” ….Noi, che ci chiamano scienziati, inventori; Noi non inventiamo proprio niente. Noi andiamo a scoprire ciò che ci è dato di scoprire. Anche perchè ciò che Noi scopriamo esisteva già; era già stato creato da qualcun altro”. Come sicuramente saprai, un fisico è sicuramente una persona estremamente razionale altrimenti non potrebbe essere un fisico e ti garantisco che questa persona era un GRANDE. Vedi, l’affermazione “asserzioni scientifiche” dice tutto e dice niente. Io che sono nel mondo degli addetti ai lavori ti dico che non sempre la scientificità è meritata. Alle volte una persona diventa famosa per le sue “asserzioni scientifiche” soltanto perchè ha trovato il canale giusto per far avvalorare le sue tesi da altre persone famose nel settore le quali, spesso, neanche leggono ciò che devono avvalorare. Questo specialmente in quei campi dove si tratta di avvalorare delle parole, dei pensieri astratti e non dei riscontri numerici o fatti concreti. Ricordati che ogni forma di pensiero può essere opinabile perchè, se siamo 7 miliardi sulla terra, lo stesso tema può essere visto in 7 miliardi di modi. Ognuno dice la sua; ognuno è in grado di dimostrare a modo suo ciò che dice; ognuno ha ragione. Ciò può sembrarti strano e assurdo ma, questo è il mondo dell’uomo. Il Vangelo detta invece delle regole dalle quali non si può prescindere. Non bisogna essere scienziati per capire che se le persone seguissero i dettami Evangelici, il mondo sarebbe certamente migliore. Se poi il Vangelo si potesse dimostrare con gli strumenti umani la Fede verrebbe meno, sarebbe della serie: ” ti piace vincere facile”??? (Vedi etimologia della parola Fede). Insisto sul fatto che la MIA famiglia è una famiglia naturale, indipendentemente dalla Fede, come lo è in tutto il regno animale; prova a toccare il cucciolo di una qualunque specie e vedrai se non ti ritrovi addosso la madre o il padre. Un grande sociologo, del quale ora mi sfugge il nome, disse “ciò che differenzia l’uomo dall’animale non sono le virtù ma i vizi”. Questi ultimi ci sono stati nell’antichità, ci sono oggi e ci saranno sempre; ciò non è strano. Come non è strano che ci sia stato, c’è e ci sarà sempre qualcuno che, per un motivo o per un’altro cercherà di legalizzarli agli occhi dell’uomo; ma sarà plagio. Nessuno sceglie di nascere come nasce, ma ognuno si deve accettare per quello che è e ognuno deve capire che non sempre si può fare ciò che si vorrebbe. Nella propria diversità ognuno può dare un fattivo e grande contributo al bene comune ma, porprio perchè trattasi di diversità, lo farà in maniera diversa. Se io sono cardiopatico mi devo accettare per quello che sono e mi devo rassegnare sul fatto che non potrò mai gareggiare per i 100 metri veloci, ma potrò sicuramente dare preziosissimi contributi là dove un centometrista non li può dare. Tu sei giovanissima, una bambina ai miei occhi (intuisco che tu sia una donna, se mi sbaglio, pazienza), ma io ho molte più primavere di te e se ti dico che c’è un decadimento nei valori fondamentali di ogni società, qualunque essa sia, ti garantisco che è così; anche perchè proprio in virtù dell’età e non perchè i giovani non siano intelligenti, io posso fare un paragone personalmente, tu no. Il rispetto è fondamentale per tutte le persone, chiunque e comunque queste siano; ma il fatto che alcuni appartengano a minoranze non vuol dire che ci debbano imporre le loro idee; non è sufficiente questo fatto per avvalorare universalemente i loro pensieri. Due uomini non possono procreare come non possono procreare due donne, ergo non può essere famiglia; al massimo possiamo parlare di contratto privato che comunque, chiunque può fare. in ogni famiglia il figlio chiama la mamma o il papà e non il genitore 1 o il genitore 2. Anche se oggi la conoscenza dell’uomo ha portato a far partorire persino la nonna di mio zio ultranovantenne, non vuol dire che sia una cosa giusta e che si possa fare. C’è grande differenza tra ciò che si è in grado di fare e ciò che sia giusto fare. Ad esempio: io sono in grado di uccidere una persona, ma questo non significa che sia giusto farlo, quindi non lo faccio. I motivi sono molteplici e te li lascio solo immaginare. Che lo stato sia laico o religioso è sempre una scelta fatta dall’uomo. Lo stesso concetto di stato è un’invenzione del”uomo che viene molto dopo l’uomo stesso. Io non so in che rapporti tu sia con la Fede, da come ne hai parlato non mi sembra che tu abbia un gran rapporto, ma sappi che il vantaggio di chi c’è l’ha è che sa esattamente cosa deve fare, come lo deve fare e dove deve arrivare con tutto cuò che fa. Non esiste la confusione nella sua vita se non nei comunissimi fatti legati alla quotidianità o alle problematiche che tutti noi affrontiamo ogni giorno, ma questa si supera con relativa facilità.
    La confusione delle idee e delle identità che vediamo nel mondo invece non si supera facilmente e, se il mondo è in questo caos generato da una grande confusione è proprio perchè si stà perdendo la Fede. Nelle mie preghiere ci sono anche i giovani e sopratutto quelli che non conoscono l’amore di Dio, quell’amore che, se capito e fatto proprio, ci mette nelle condizioni di amare a nostra volta di quell’amore immenso e gratutito che può rendere veramente grande il mondo. Il mondo si salva solo con l’amore e non con le opinioni stravaganti e ricercatamente uniche nella loro estremamente voluta novità per poter far colpo e che poi danno il via alle mode. Si proprio quelle mode che si arrogano del diritto di dirmi cosa e come devo vivere la vita finchè durano loro; poi cambiano e pretendono altrettanto pretestusamente di cambiare la moda e quindi nuovamente il mio modo di vivere. Io sono una persona libera perchè a questo mondo non ho un leader, comunque si chiami o qualunque idea o studio o ricerca abbia sviluppato e che sia o meno avvalorata da chicchessia. Io ho cervello e le idee, mie o di altri, le sviluppo da me. Non ci sarà mai nessuna moda o quant’altro che mi dirà come devo vivere o che cosa devo pensare; questo può farlo solo il Padre Eterno. MI fermo quì altrimenti ci sarebbe da parlarne per anni di fila. Ti rinnovo i miei auguri per la tua vita e per i tuoi successi, ma ciò che più ti auguro è che tu possa essere una persona veramamente libera che non parla per “idee” o “affermazioni scientifiche” o “pensieri illustri” di qualcun altro, ma che lo fa per propria personale elaborazione e libertà. Concludo con una frase celebre di Sant’Agostino che io condivido e che riassume il rapporto Ragione (Scienza) e Fede: “credo ut intelligam, intelligo ut credam”.

    • La natura può essere vista come una creazione divina. Non è chiaramente la mia visione delle cose, ma lo rispetto.
      Ma la società è sicuramente, senza ombra di dubbio, una creazione umana.
      “Il Vangelo detta invece delle regole dalle quali non si può prescindere. Non bisogna essere scienziati per capire che se le persone seguissero i dettami Evangelici, il mondo sarebbe certamente migliore.”
      Il Vangelo detta delle regole che hanno valore per chi decide di seguirle. Esso contiene sicuramente delle regole di vita “positive” (nel senso che io e te le possiamo ritenere tali. Non è scontato che tutti la pensino così) ma non è certo il fatto che siano scritte nel Vangelo a renderle “positive”. Per me “non uccidere” è giusto, ma è giusto perché la mia etica – un prodotto della mia ragione, della mia rielaborazione critica dei valori a cui la mia cultura mi ha socializzata – mi dice che è così (ma io prevedo anche delle eccezioni: se fossi in guerra, in una situazione del tipo “uccidere o essere uccisa”, avendone la possibilità opterei per la prima. Un’etica razionale tiene conto delle circostanze, sempre).

      Venendo al grande sociologo, io penso si sbagliasse. Le virtù che ci rendono specificamente umani sono un prodotto della ragione. E poiché non credo che esista un Dio che ci ha dato la ragione, la ritengo una prerogativa specificamente umana anch’essa.

      “c’è e ci sarà sempre qualcuno che, per un motivo o per un’altro cercherà di legalizzarli [i vizi] agli occhi dell’uomo; ma sarà plagio.” Plagio di chi/cosa, scusa?

      Guarda che, chiedendo dei diritti che spettano loro in quanto individui (e non in quanto membri di una minoranza) le persone LGBT non impongono a te di pensarla come loro. Al massimo è la situazione attuale, in cui a loro è negato il riconoscimento legale delle loro unioni, delle loro famiglie (una coppia con dei figli è una famiglia, il fatto che ciò sia possibile solo grazie alla tecnica per le coppie omosessuali non toglie nulla a questo), perché la maggioranza non riconosce le loro famiglie come tali, a costituire un’oppressione. Ma fidati, non sarà così molto a lungo. Vi dovrete rassegnare.

      “in ogni famiglia il figlio chiama la mamma o il papà e non il genitore 1 o il genitore 2”.
      E con questo? Neanche io chiamo mia madre o mio padre “il genitore o chi ne fa le veci”, ma sui moduli c’è scritto lo stesso. Scrivere sui moduli “genitore 1” e “genitore 2” servirebbe semplicemente a riconoscere l’esistenza di situazioni diverse da quella “madre”/”padre”. Davvero è una cosa così strana e inammissibile?

      “C’è grande differenza tra ciò che si è in grado di fare e ciò che sia giusto fare.”
      Vero. C’è anche differenza fra ciò che io e te riteniamo essere “giusto”. Solo che tu non puoi dimostrare che ciò che tu ritieni giusto è Giusto, e io nemmeno. La differenza è che io non ho l’arroganza di provarci.

      “sappi che il vantaggio di chi c’è l’ha [la fede] è che sa esattamente cosa deve fare, come lo deve fare e dove deve arrivare con tutto cuò che fa”.
      Sorprendentemente, anche la mia etica da me definita grazie agli strumenti della mia ragione mi permette ciò. Non vivo nel dubbio e nell’incertezza, anche se i miei valori sono i miei e non pretendo che abbiano validità assoluta e universale.

      Sai che dire ad una persona atea che preghi affinché ritrovi la fede è offensivo?

  6. “Venendo al grande sociologo, io penso si sbagliasse. Le virtù che ci rendono specificamente umani sono un prodotto della ragione. E poiché non credo che esista un Dio che ci ha dato la ragione, la ritengo una prerogativa specificamente umana anch’essa.” Vedi, Dio ci ha creati (creati e non generati) e quando lo ha fatto ci ha dato tutto, dalle capacità puramente istintive alla ragione. Quella ragione che ha fatto progredire il tutto, perfino se stessa. Non a caso quindi l’altra volta ho terminato con le parole di Sant’Agostino, Santo che tutti conoscono, anche gli atei (ammesso che esistano). Si, vedi, anche chi si professa puramente ateo in realtà non lo è perchè comunque crede in qualcosa. Se chiedi agli atei la loro opinione in merito, te lo dico per esperienza personale, ti risponderanno, nella maggio partre dei casi, che non credono in nessun Dio ma comunque pensano che ci deve essere una mente suprema che ha creao il tutto.
    “Il Vangelo detta delle regole che hanno valore per chi decide di seguirle. Esso contiene sicuramente delle regole di vita “positive” (nel senso che io e te le possiamo ritenere tali. Non è scontato che tutti la pensino così) ma non è certo il fatto che siano scritte nel Vangelo a renderle “positive”. Per me “non uccidere” è giusto, ma è giusto perché la mia etica – un prodotto della mia ragione, della mia rielaborazione critica dei valori a cui la mia cultura mi ha socializzata – mi dice che è così (ma io prevedo anche delle eccezioni: se fossi in guerra, in una situazione del tipo “uccidere o essere uccisa”, avendone la possibilità opterei per la prima. Un’etica razionale tiene conto delle circostanze, sempre).”
    Non uccidere è giusto e questo lo pensiamo da poco meno di 2000 anni, cioè da quando si è radicata la fede e la cultura Cristiana. Se tu fossi nata nel 200 a.c. non la penseresti così. Ora tu mi dirai che il pensiero non uccidere sia dettato dall’influenza culturale e sociale del tempo in cui vive il soggetto. Invece no, questo pensiero si è radicato negli anni e addirittura nei secoli perchè, in questo caso come in molti altri , è stata la Fede Cristiana a influenzare (positivamente) la società e la relativa cultura. Perciò se tu pensi che uccidere sia sbagliato lo devi a Dio Padre. Nel caso di “uccidere o essere uccisa” io ti dico che nostro Signore, oltre alle altre cose, ci dà in continuazione la sua infinita misericordia e sa benissimo ( in quanto ci ha creati) com’è la nostra natura; quindi appare chiaro come nostro Signore, nei casi dei quali parli, non ha mai condannato nessuno solo per il fatto di aver salvaguardato la propria vita a discapito di chi, per un motivo o per un altro gliela voleva togliere. Ciò quindi non deve destare preoccupazioni. Vedi, molto spesso le abulie che taluni hanno nei confronti della Fede nascono dall’ignoranza; ignoranza intendo per ciò concerne il particolare argomento. Se si andasse ad approfondire ci si renderebbe conto delle infinite verità che sono insite nelle Sacre Scritture. E’ ovvio che l’approfondimento individuale sarebbe estreamamente difficile e che si avrebbe bisogno di una guida, in questo caso, guida spirituale.
    “Scrivere sui moduli “genitore 1” e “genitore 2” servirebbe semplicemente a riconoscere l’esistenza di situazioni diverse da quella “madre”/”padre”. Davvero è una cosa così strana e inammissibile?”
    Il problema non è così semplice e superficiale, almeno non tanto da poter essere risolto con un semplice modulo. Tra l’altro proprio quel modulo si assumerebbe allo stesso tempo una enorme responsabilità.
    Vedi, dalla notte dei tempi, per raggiungere determinati scopi e specialmente quelli meno leciti, si parte sempre in “sordina”: che male c’è? Che fastidio dà? E’ così strano? Così dal modulo si passa poi ai fatti. Ma ti rendi conto della confusione che si stà crando e che si continuerà a creare sempre di più nelle menti dei bambini? Ma ti rendi conto che di questo passo, tra 100 anni, quando si studierà, ad esempio, che il Padre di San Francesco era Tizio e la madre Caia, i bambini chiederanno: genitore 1? genitore 2? Cosa significa Padre e Madre?
    “Plagio di chi/cosa, scusa?”
    Partendo dall’antico Egitto e arrivando ai giorni nostri, abbiamo conosciuto tutte le depravazioni dell’uomo; dagli antichi Eunuchi alla prostituzione d’elite dei nostri giorni; prostituzione che spesso interessa anche bambini/e alis pedofilia e non solo. Questi rappresentano alcuni dei vizi che c’erano e ci sono; sono però vizi che ci si può “permettere” solo chi è più che benestante, in altre parole sufficientemente “potente” per farlo senza peraltro, nel caso venisse scoperto, incorrere in reazioni gravi da parte della Giustizia, perchè sono vizi, per fortuna, non ancora legali.Tra l’altro nell’antico Egitto la proprietà di un eunuco, molto spesso uno schiavo, era cosa normale, quindi legale. Ora, siccome chi “governa” il modo è l’insieme di tutti quei “potenti” che, tra i vari interessi che hanno, vi è anche quello di potersela spassare come gli pare e piace impunemente; avendo un potere mediatico, economico e persuasivo sotto moltissimi aspetti, hanno inventato e lanciato tutte quelle mode e forme di pensiero (vedi pro-gay, pro-lesbiche, vegani, ecc. ecc.) non per rispetto verso queste persone verso le quali, credimi, hanno più rispetto quelli che le cose le dicono chiaramente senza false illusioni, ma per in teressi strettamente personali che vanno da quelli econimici a quelli privati. Cominciando col legalizzare le unioni innaturali porteranno le masse a pensare che sia normale (come già sta accadendo); da quì lo step succesivo diventerà relativamente semplice arrivando a legalizzare perfino la pedofilia. Io che sono un credente, dico che questo è l’intervento del demonio che si è appropriato della maggior parte dei potenti della terra. Ma non c’è bisogno di ricorrere a tanto, basta pensare quanto sia semplice andare a influenzare menti sensibili a determinate problematiche o pseudo tali legate a minoranze facendo credere loro che si tratti di problemi enormi. Queste menti sensibili hanno poi, molto spesso, il dono dell’eloquenza e, come è sempre successo nella storia, trascinano le masse verso mode del momento che alla fine serviranno solo a quei pochi “potenti”. Se non è plagio questo ……. Tra l’altro, purtroppo, le masse sono state sempre facilmente influenzabili sotto questo aspetto perchè, essendo nell’ignoranza delle argomentazioni e vivendo nella pigrizia dell’informazione, hanno cominciato a parlare per “secondo me”. Ebbene, non esiste un secondo me, una cosa o la sai o non la sai. Questo vale anche e specialmente per la Fede Cristiana; quanti sento dire “secondo me”, come a volersi costruire una fede ad personam, che vada bene per il singolo o per trovare scuse e poter fare ciò che ci piace. No. Aver fede comporta dei sacrifici; forse è proprio questo il punto. Non sappiamo cosa siano i sacrifici e non siamo disposti a farne per nessuno.
    Quello che voglio è non prendere in giro quelle persone che si stanno illudendo di poter fare tutto ciò che vogliono, non è possibile. Per quante leggi e leggine possano inventarsi gli uomini, la natura resta natura e, a meno di forzature artificiali, artificiose e alle volte anche estremamente rischiose, un maschio non può partorire indipendentemente da cosa si senta e una femmina non può generare da un’altra femmina idem come sopra (a meno che non si sia nell’ermafroditismo del regno animale che comunque non riguarda i mammiferi quali noi siamo). Se poi si continuerà ad esagerare (e ciò vale in tutti i campi), come già avvenuto in passato, ci pensarà la natura, così com’è stata creata da Dio Padre, a ribellarsi; e ogni volta che è successo, lo saprai, è stata dura.
    A questo proposito riporto le tue parole:” C’è anche differenza fra ciò che io e te riteniamo essere “giusto”. Solo che tu non puoi dimostrare che ciò che tu ritieni giusto è Giusto, e io nemmeno. La differenza è che io non ho l’arroganza di provarci.”
    Come ho detto sopra, io non parlo per “secondo me”, ma, per dati di fatto insegnati dalla natura da milioni di anni. Milioni di anni; e adesso arriva l’uomo negli ultimi 10000 anni o giù di lì e pretende di cambiare il creato plasmandolo ai suoi desideri più o meno illeciti. Io non mi arrogo di niente; io non ritengo niente per il semplice fatto che non si può ritenere ciò che palesemente è. Il mio è solo un invito ad aprire gli occhi e le orecchie.
    Una volta, una persona di Fede che conosco, dedita alla Contemplazione e alla Preghiera, mi disse: “Nostro Signore ci ha dato due occhi, due orecchie e una sola bocca. Forse dovremmo passare il doppio del tempo ad osservare e ad ascoltare piuttosto che a parlare”.

    • Potresti smettere di scrivere frasi come “Dio ci ha creati” come se fosse scontato che sia così? Questo, evidentemente, NON è un terreno comune su cui può esserci accordo fra noi.
      “gli atei (ammesso che esistano). Si, vedi, anche chi si professa puramente ateo in realtà non lo è perchè comunque crede in qualcosa.”
      Mi parli come se io non sapessi di cosa sto parlando. Innanzitutto, una persona atea (quale io sono) non è una persona che non crede in nulla, ma una persona che non crede in Dio. C’è differenza. In ogni caso, io frequento comunità virtuali di atei, ed esse non raccolgono solo atei puri, ma anche deisti, agnostici e così via.

      Io sono una persona che si definisce atea, credo che l’evoluzione sia avvenuta in modo completamente senza nessuna logica o disegno finalistico, non credo in nessun ordine superiore, e meno che mai in un Dio. Ti invito a rispettare il modo in cui mi definisco e non sminuirlo, cosa che risulterebbe terribilmente irrispettosa ed arrogante.

      Ho già detto che la mia etica è anche un prodotto della cultura a cui sono stata socializzata (seppur rielaborata criticamente). è un fatto che tale cultura abbia subito delle influenze cristiane, ma il “non uccidere” è un principio presente anche in culture non influenzate dal cristianesimo. La proibizione dell’omicidio è considerata uno degli universali culturali, norme e valori che (almeno per quanto riguarda gli appartenenti ad una data società) sono presenti in tutte le culture (Kluckholn 1951), come anche il tabù dell’incesto o il principio di reciprocità del dono.
      Tu parli come se prima del Dio cristiano nessun uomo in nessuna società fosse mai arrivato all’idea che togliere una vita umana è sbagliato.

      Per inciso, non mi desta alcuna preoccupazione cosa un Dio ipotetico potrebbe pensare delle mie azioni. Non baso la mia etica su questo. Grazie per aver di nuovo sminuito il valore del mio ateismo, come se io non ci fossi arrivata attraverso una lunga e difficile ricerca ed elaborazione interiore.

      Su “genitore 1/2” hai commesso la fallacia logica della china pericolosa.

      Il tuo pensiero sta scivolando nel complottismo, e di nuovo pensare che ci sia una continuità dalle unioni gay (“innaturali”? Credevo di aver già spiegato che la società e la cultura sono costruzioni umane, e che nessun ordine culturale specifico discende da dati biologici, perciò non c’è niente di “naturale” nel modo in cui la nostra società, o qualsiasi altra società, funziona. Ma indipendentemente da ciò, richiamarsi alla natura per giustificare qualcosa è di per sé un’altra fallacia logica – https://yourlogicalfallacyis.com/appeal-to-nature) alla legalizzazione della pedofilia è un esempio di fallacia della china pericolosa.

      Tu non decidi cosa è un problema grosso o piccolo quando si tratta di minoranze a cui non appartieni (o anche di maggioranze a cui non appartieni, tipo il genere femminile). Se le persone gay si sentono oppresse perché le loro unioni non hanno legittimazione nella legge, non spetta a te negare validità alle loro rivendicazioni. Se per una persona transessuale è un problema il fatto che le persone si rivolgano a lui/lei con il pronome che lui/lei ritiene sbagliato, potresti semplicemente rispettare questo fatto. D’altronde, è facile sminuire ciò che non si prova sulla propria pelle.

      Tu non parli per “secondo me”, certo che no. Tu hai il Libro che ti garantisce che quello che dici è giusto. Molto comodo: così tutto quello che deriva da conoscenza umana, riflessione umana, legge umana, scienza umana può tranquillamente essere messo da parte quando contraddice ciò in cui credi.
      Ti ho già detto che non è rilevante che due genitori gay non possano diventare tali “nel modo classico”. Ma tu vuoi ridurre il significato dell’essere una famiglia al fatto che le due persone che si prenderanno cura del piccolo sono le stesse che hanno fornito i gameti e l’utero.

      Comunque, tu dici di ritenere giusto che gli esseri umani vivano “secondo natura”: bene, ma Berger e Luckmann in un libro che ti consiglio di leggere con apertura mentale, facendo tabula rasa dei tuoi presupposti ideologici, hanno enunciato la tesi, ormai largamente accettata dalla sociologia culturale e dall’antropologia, per cui la nostra natura sta nell’elaborare delle culture. La carenza dell’organizzazione istintuale dell’uomo, il fatto che i nostri comportamenti siano quasi del tutto esenti dal controllo genetico, che siamo “animali non definiti”, implica che il nostro adattamento evolutivo ci ha resi “programmati” per costruire e assimilare ordini culturali e simbolici.
      Questo garantisce una flessibilità nell’adattamento all’ambiente che nessun’altra specie animale può avere.

      Vedi, questo è restare ancorati ai fatti. E per quanto la scienza sia imperfetta, sia nel suo metodo che nelle sue procedure concrete (il sistema delle pubblicazioni e del peer review), è la forma di conoscenza migliore che possiamo avere. Il suo essere imperfetta non deve portare a squalificare ogni sua affermazione, questo sarebbe come dire che occorre bandire tutti i coltelli perché le persone possono ferirsi con essi.
      Tu invece mischi richiami alla scienza (biologia…Sociologia e antropologia sono troppo relativiste?) con affermazioni indimostrabili che si rifanno ad una presunta verità extraumana (tipo che la natura è una creazione di Dio, o l’esistenza della natura umana, un concetto che nessuno sa definire e che probabilmente in senso assoluto non esiste nemmeno).

      Comunque provo un certo disappunto. Speravo che tu fossi un interlocutore razionale, pur nelle nostre divergenze.
      Non posso che augurarti di riuscire a comprendere cosa significhi davvero “vivi e lascia vivere”, quando le persone che dovresti voler “lasciar vivere” non danneggiano te o altri. Persone che chiedono un riconoscimento alla propria identità, al proprio essere (perché è di questo che si tratta: essere LGBTQ non è una scelta, o una contigenza, o un prodotto della socializzazione, è un aspetto profondo e immodificabile di sé, tanto quanto io non potrei smettere di essere eterosessuale, o donna, in nessun modo).

  7. Che noi si parta da punti di vista differenti è normale; che si arrivi (alle volte) a medesime conclusioni percorrendo vie diverse è normale; che si abbiano delle divergenze sulla natura, sulla aua nascita e sulla sua evoluzione è normale; che ognuno possa esprimere le proprie idee nel rispetto degli altri DEVE essere normale.
    Vedi, io non credo di averti mai esplicitamente offesa; se tu ti sei sentita offesa da certe mie affermazioni riguardanti la mia libera espressione è perchè, evidentemente, avendo la coda di paglia cerchi di difenderti attaccando gli altri accusandoli di propinare offese che francamente non esistono. Al contrario tu, ogni volta che mi hai risposto mi hai dato dell’arrogante e questo per il semplice fatto che le mie idee non coincidono con le tue. Io non ho mai deciso quale e cosa sia un problema grosso “in assoluto”, ma l’ho sempre riferito al mio punto di partenza, sei tu che invece parli di verità che dovrebbero essere accettate da chicchessia solo perchè, secondo te, vengono fuori da “studi sociali” e quant’altro fatti da chi poi? Osservazioni fatte da chi? Io ti ho già detto precedentemente che non conosco le persone che hai nominato e delle quali francamente non ricordo neanche il nome. Vedi, ci sono delle grandi differenze tra i miei interlocutori e i tuoi; Sant’Agostino lo conoscono tutti pur non avendo mai letto niente dei suoi scritti, anche gli atei (per i quali aggiungerò qualcosa dopo); le persone che nomini tu con tanta venerazione le conoscono solo gli addetti ai lavori risultando quindi essere sconosciute ai più. Tra l’altro, precedentemente, ho fatto anche riferimento a Blaise Pascal, studioso e uomo di scienza che conoscono TUTTI, evitando, in quel caso di fare riferimento a uno dei Santi della MIA FEDE. La Bibbia non è assolutamente un libro che ti fa stare “comodo”, al contrario. Essere veri Cristiani (quale molto probabilmente neanche io sono) è assolutamente molto scomodo. E’ anche per questo che poi gli uomini cercano soluzioni più comode e cioè soluzioni che possono essere adattate alle proprie esigenze e volontà. Capisco che la Bibbia non è e non può essere di facile comprensione, ha bisogno di essere letta con una certa attenzione, stando attenti a cosa leggere tra le righe ecc. ecc., ma ti garantisco che è molto più comprensibile e più alla portata di tutti di quello che hai scritto tu, del quale l’unica cosa che si capisce è che tu hai in testa una confusione inimmaginabile e traspare, dal tuo scrivere, una grande aggressività che, credimi, in questo caso è completamente fuori luogo. Mi accusi di cose non vere, di offese che non ho prodotto a nessuno; è evidente che te le sei sognate perchè la preconcetta sei tu, si, proprio tu che accusi gli altri di preconcetto, di chiusuira mentale e di altre nefandezze delle quali non voglio neanche parlarne. Tutte le accuse che tu hai fatto a me le hai prodotte tu non io. Ma stando così le cose ti dico fino in fondo cosa penso anche a costo di sembrare (e dico solo SEMBRARE) arrogante come tu affermi. Io penso che la Sociologia e dintorni non sia una Scienza ma un cumulo di chiacchere che cercano di spiegare le mode del momento storico di una società da un punto di vista strettamente personale. I comportamenti delle persone variano a seconda degli stimoli che ricevono e dunque la Sociologia non fa altro che osservare le reazioni di una società sottoposta a un determinato regime di stimoli. Che poi questo regime si chiami democrazia, oligarchia, dittatura, monarchia, anarchia, ecc. ecc. poco importa. Se si limitasse alla pura osservazione sarebbe poco male; il problema è che poi qualcuno esprime opinioni e pronuncia degli enunciati come se fosse, appunto, la Bibbia, sotto un suo personale punto di vista. Un pò come è stata scritta la storia, la quale racconta fatti realmente accaduti, ma raccontati da una sola parte (generalmente dalla parte che vince). Ma almeno la Storia parla di fatti concreti senza la ricercatezza di termini avulsi e volutamente incomprensibili propri di chi non vuole far capire niente a nessunio per il semplice fatto che neanche lui ci ha capito niente. A questo punto ti rispondo alla tua prima risposta ( scusa il gioco di parole e alla quale ho già parzialmente risposto); la scientificità della Sociologia è tutta da provare perchè si tratta sempre e comunque di opinioni più o meno condivise. Non è la mole di condivisione che dà ad una ricerca l’appellativo di “scientifica”; nel campo della Sociologia l’appellativo è al massimo “largamente condivisa”, ma resta comunque non universalmente dimostrata. Quindi alla tua affermazione “io non mi stò laurenado in chiacchere” io ti rispondo: non saprei, non ho molta esperienza di chiacchere anche perchè sono specificatamente un tecnico. “Vivi e lascia vivere” è la classica espressione di chi se ne frega poi di quello che può accadere al mondo che lo circonda, anzi, ti dirò che una delle cause relative al fatto che il mondo è sull’orlo del baratro specialmente da un punto di vista della natura, è proprio la filosofia del “vivi e lascia vivere”. No sorella, io non vivo e lascio vivere, io mi preoccupo, e mi preoccupo perchè tutto ciò che mi circonda può essermi potenzialmente dannoso oppure utile, a seconda se mi fa bene o male. Ora è MIA OPINIONE che normalizzare coppie omosessuali sia male perchè normale non è, e comunque tu la pensi la sua anormalità è ampiamente dimostrata dalla natura stessa. Che poi i governi “laici” la vadano a regolamentare è un altro discorso, lo potranno anche fare, ma non sarà una legge normativa a renderla normale. Ora un appunto sugli atei; indipendentemente da tutto quello che si può trovare su vari vocabolari di qualsiasi tipo e blasone, essi non è che non credono in Dio, ma non credono in NESSUN DIO, da qualunque cultura esso arrivi, ma, nonstante questo, non credono neanche nel Big Bang casuale ma credono nel fatto che qualcuno o qualcosa abbia, come dire, sistemato le cose. Poi, io non ti ho detto di pregare, ma ho detto che io avrei pregato anche per te che tu lo voglia o no e continuerò a farlo. Prima della nascita di Cirsto l’unica cultura che aveva un pò a cuore la salvaguardia della persona era solo quella ebraica, negli altri casi la vita umana valeva meno di una starnuto. Per quanto riguarda la flessibilità e l’adattamento all’ambiente ti comunico (visto che non lo sai) che ad esempio i ratti, hanno più capacità di adattamento all’ambiente degli esseri umani (sempre per restare ancorati ai fatti). Io non dico che le persone che devono prendersi cura del figlio debbano per forza essere quelli che hanno fornito i gameti, altrimenti sarei anche contro l’adozione. Io dico che chi si DEVE prendere cura del figlio DEVONO essere un uomo e una donna, alias una mamma (madre) e un papà (padre). Essere LGBTQ, hai ragione, non è una scelta o un prodotto della socializzazione, è una patologia che alle volte è curabile e alle volte no. Ecco, adesso si che ho fatto un pò l’arrogante, così quando mi accuserai di questo, almeno lo farai con un minimo di ragione.
    Non so se ti risponderò più, ma sicuramente pregherò.

    • Io trovo che sia arrogante che tu pretenda di far discendere la validità delle tue argomentazioni da una verità extraumana. Di fatto, in questo modo eviti di porre il confronto dialettico su un piano di parità, perché io riconosco la limitatezza delle mie argomentazioni, tu no.
      Se non conosci Berger e Luckmann, l’ignoranza è tua. Non puoi negare il valore di un’opera scientifica solo perché tu non la conosci. Il fatto che una conoscenza sia specialistica adesso la sminuisce? Davvero?
      Tu hai la possibilità di fare riferimenti a personaggi molto noti come Pascal, ma io no. Pensi che questo sia un punto a mio sfavore? Non vedo perché dovrebbe esserlo. Non hai sentito il bisogno di documentarti su Berger e Luckmann quando li ho citati? Strano.

      Dovrei evitare di considerarti arrogante, ma ti permetti di trinciare giudizi su di me, come quando scrivi che ho in testa “una confusione inimmaginabile”. Preferirei essere trattata come un interlocutore che sa quello che dice, con meno condiscendenza.

      Nel momento in cui neghi la dignità scientifica della mia disciplina, per me il discorso può considerarsi chiuso. Ma farò un’eccezione e finirò di rispondere al tuo commento fino alla fine.
      è il consenso della comunità scientifica che definisce la verità scientifica. Che altro potrebbe farlo? Ma se tu hai già deciso di negare la scientificità della sociologia, discutere di metodologia ed epistemologia è superfluo.

      Spero tu non abbia avuto di me l’impressione di una persona che se ne frega del mondo che la circonda. Io sto lottando, con l’arma della divulgazione, per rendere il mondo un posto un po’ più accogliente per tutti, soprattutto per coloro che sono discriminati e che devono combattere ogni giorno per vedere riconosciuta la propria identità.

      Io sono un’atea, credo nel Big Bang casuale. Ma tu pretendi di definire, sovradeterminando noi stessi, noi atei, cosa la parola debba significare, “indipendentemente da tutto quello che si può trovare su vari vocabolari”, perché immagino che essendo il significato delle parole una costruzione sociale non ti vada bene.

      La psicologia ha dimostrato che perché un bambino stia bene (cioè sia sereno e abbia uno sviluppo sano dal punto di vista psicofisico) è sufficiente che abbia un caregiver principale (indipendentemente dal genere del caregiver), sicurezza, stabilità e amore (APA, relazione “Love Makes a Family”, frutto di 30 anni di ricerca). Tu invece hai deciso che debba avere due genitori di sesso diverso in base a ragioni non scientifiche.

      L’omosessualità non è una malattia, ma se tu hai deciso che lo è, non ascolterai la voce della scienza, giusto?

      Continua pure a pregare (e magari se hai tempo compra una copia di “La realtà come costruzione sociale” di Berger e Luckmann e leggila), ma non affannarti a rispondere. Come ho già detto, non ho motivo di continuare questo dialogo se da parte tua non c’è rispetto per la scientificità di ciò che studio e riferisco.

    • Non posso restare imperturbabile di fronte ad un’accusa di non aver capito ciò che cito. Ti chiederei di indicarmi dove ti sei documentato, per cortesia.
      Per curiosità, ho controllato i primi risultati di Google per “Berger e Luckmann”. Wikipedia riporta un’affermazione analoga alla mia: “Non esiste una natura umana invariabile, esistono soltanto costanti antropologiche che consentono e limitano la variabilità delle formazioni socio-culturali dell’uomo. L’uomo produce sé stesso, a differenza dell’animale, ma tale produzione ha sempre un carattere sociale: l’homo sapiens è sempre homo socius. L’uomo è biologicamente aperto al mondo, perché i suoi impulsi sono meno specializzati e sa rispondere con grande plasticità alle situazioni ambientali; tale apertura è trasformata in chiusura al mondo dall’ordine sociale, che organizza e stabilizza la sua esperienza.”
      Poi, non in ordine, ci sono slide della mia università, vari siti di appunti, la casa editrice, Libreria Universitaria. Tutte le fonti che ho trovato si soffermano su un’altra parte dell’elaborazione teorica di Berger e Luckmann, ma diverse contengono ciò che ho affermato. Studenti.it, che non è esattamente la più autorevole, riporta: “L’idea di fondo è che l’uomo è un animale non definito, essere manchevole, dotato di un bagaglio istintuale sottosviluppato rispetto agli altri mammiferi superiori che da una parte lo rende particolarmente vulnerabile dall’altra lo dota di una peculiare “apertura al mondo”. La costruzione di un ordine culturale e simbolico deriva dalla necessità di compensare le proprie mancanze biologiche. I meccanismi che presiedono alla creazione dell’ordine culturale sono essenzialmente sociali e tale ordine culturale è il frutto della cristallizzazione delle consuetudini.”
      Anche nel documento scaricabile da uniroma1.it si parla di questo.

      Giusto per ribadire che non mi sono inventata le cose.

  8. Tu non ti inventi le cose; infatti il problema è ben più grave. Tu dai retta a tutte le fesserie che i dispensatori di chiacchiere propinano a destra e a manca. In tutto quello che hai scritto non si capisce un accidente di niente per il semplice fatto che non c’è nulla da capire. Per poter affrontare un discorso completo con te dovrei partire proprio da quel Big Bang che tu ritieni (erroneamente) casuale; dovrei parlarti di fisica quantistica e nucleare; di neutrini; di campi gravitazionali e per conseguenza di chimica e fisica propriamente terrestri che hanno dato il via alla natura e a tutta la biologia del mondo che poi è giunto al livello che ora noi conosciamo. Questa è Scienza. Nella Scienza una cosa o è o non è, perchè ampiamente e concretamente dimostrata in maniera universale. In maniera universale significa che il fatto accadrebbe ugualmente indipendentemente da ciò che fa e soprattutto da ciò che “pensa” l’uomo. Tutte, e dico tutte, le teorie della disciplina sociologica si basano su osservazioni fatte da tizio o da caio: Tali osservazioni vengono fatte in precise circostanze e realtà che, se fossero state diverse, avrebbero portato a deduzioni diverse. Ecco perchè mi rifiuto categoricamente di definire la Sociologia, per quanto gli studi della quale possano essere importanti per capire come vanno le cose, una Scienza. La posso definire un movimento di studio che mi permette di catalizzare il mondo nei suoi vari aspetti; un importante punto d’inizio per una discussione su soluzioni da adottare in funzione delle osservazioni fatte,questo si, ma Scienza proprio no. Vedi, io lavoro nella facoltà di Ingegneria e nel mio campo bisogna essere estremamente razionali perchè si ha a che fare con problemi concreti e si “lotta” continuamente con le leggi fisiche, chimiche e fisico-chimiche che sono alla base della natura del mondo. Ma tutto questo lo faccio con l’umiltà di chi sa benissimo di essere solo fruitore del mondo che ci circonda ed è per questo che non mi arrogo del diritto di cambiare le cose così come sono state stabilite da madre natura soltanto perchè qualcuno ha deciso di cambiare l’organizzazione sociale dell’uomo. Gli altri possono pensare quello che vogliono come io posso pensare quello che voglio, ma qualunque cosa possiamo pensare noi due o chiunque altro, la natura non si cambia, neanche se, a detta di chicchessia, cambiando la società, essa stessa potrà diventare più “civile, giusta, equa”. Questo sempre a detta di chicchessia e il che è tutto da dimostrare. E’ per questo che per me, parlare di LGBTQ è pura follia, e quando parlo di minoranze, non lo faccio in maniera dispregiativa, ma uso il termine minoranze solo per quantificare; sarà deformazione professionale ma io sono abituato a parlare con dati alla mano soprattutto con dati numerici inconfutabili e il loro (quello degli LGBTQ) insieme algebrico risulta essere più piccolo di altri. Sono PERSONE che, purtroppo, sono incappate in anomalie della natura; c’è chi nasce con un soffio al cuore; c’è chi, come me, è costretto a sostituire le teste di entrambi i femori con delle protesi a causa di una “displasia congenita delle anche” quindi un problema articolare che ho dalla nascita e che non ho avuto per mia scelta, precludendomi una carriera nel mondo della pallavolo che era anche ben avviata (io ho giocato in serie A2 nel volley). Il Volley era la mia vita; lo desideravo tantissimo ed era quasi una ragione di vita. Faccio quindi parte di una minoranza che racchiude tutti i traumatizati articolari (congeniti e non). A quel punto che dovevo fare? Proporre una legge che dica che chi ha le protesi può decidere di non averle? E questo mi avrebbe fatto continuare a giocare a pallavolo? No amica mia, una cosa (come dice la Scienza) o è o non è; o si può fare o non si può fare.
    Un consiglio: non limitarti e soprattutto non esagerare con le comunità virtuali; prova a parlare direttamente, faccia a faccia, con persone vere, che puoi guardare negli occhi, è meglio credimi. E poi, se hai 20 anni, cresci e cerca di conoscere meglio il mondo e le persone che lo abitano prima di sposare sommariamente tal’une o tal’altre teorie, non hai ancora l’esperienza sufficiente per prendere il pensiero di tizio o caio come oro colato, perchè, credimi, tu il mondo non lo conosci ancora; non lo conosci affatto.
    Buona giornata.

    • Se parlassi con le persone con cui parlo su Facebook davanti ad una tazza di tè al bar, la mia comprensione del loro pensiero risulterebbe più profonda? Più vera?

      Sembra che tu ritenga che in virtù dei miei 20 anni io non sia dotata di pensiero critico o capacità riflessive, ma non possa che “sposare sommariamente” le teorie che cito, prendendole “come oro colato”. Spero proprio che tu non sia un insegnante.

      Quanto all’omosessualità, il fatto che comportamento sociale esista in più di 400 specie animali non significa nulla? Il fatto che sia universalmente affermato che l’omosessualità è una “variante naturale della sessualità umana” non significa nulla? Se tu affermi che si tratta di un’anomalia, l’onere della prova spetta a te. Dimostralo. Non è autoevidente, non è scientificamente riconosciuto. Devi fornire tu le prove.

      E comunque le persone LGBTQ non desiderano qualcosa che non possono avere, qualcosa di impossibile. Ciò a cui aspirano è POSSIBILE, le loro famiglie sono una realtà già ESISTENTE. Chiedono che ciò che già c’è abbia un riconoscimento.

      Tra l’altro, non puoi dimostrare che il Big Bang NON sia stato un prodotto del caso. E hai bellamente ignorato ciò che ho detto sul fatto che parlare di “natura” in riferimento alla società non ha senso – cambiare la società significa solo cambiare la società. Natura e società sono due sfere distinte, in quanto la società è solo ed esclusivamente un prodotto umano.

    • Partendo dal presupposto che la natura è una creazione divina? Che la società dovrebbe basarsi su un presunto ordine naturale perché un Dio ha stabilito che tale ordine è giusto e buono?

  9. No, partendo dal presupposto che è la natura stessa a dettare le regole, indipendentemente da chi o come è stata creata. In questo mio discorso, come ho già detto, Dio non ce lo sto mettendo volutamente.

    • Dovresti avere l’onestà intellettuale di riconoscere che 1) la tua visione della natura è parziale, non oggettiva (l’omosessualità è naturale, ad esempio. Il matrimonio no) e 2) quasi tutto ciò che l’uomo fa è “contro natura”, essendo invece un prodotto culturale. Basta osservare i significati e le forme sociali e culturali che diamo anche a gesti basici come nutrirci e riprodurci.

  10. Quando parli su facebook non vedi la persona che hai di fronte ma la immagini in funzione anche del tuo stato d’animo. Molto spesso avviene che la persona è completamente differente da come ce la siamo immaginata. Oltre a ciò, quando si parla direttamente e il nostro interlocutore è di fronte, osservandolo possiamo capire un’infinità di cose dalla sua gestualità , dalle sue espressioni, dalla sua mimica, dal suo sguardo, ecc. ecc. A tutto ciò aggiungiamo anche il fatto che parlando con le persone piuttosto che con i monitor, si è più vicini a quella società che tanto andiamo studiando e osservando.
    Il senso critico e le capacità riflessive; santa pazienza; sono essi capcità che derivano da un insieme di fattori come ad esempio l’aspetto caratteriale, la genetica, ecc., ma la cosa più importante che le va a completarle è il bagaglio delle esperienze personali. Vedi, per ogni esperienza che noi facciamo col mondo che ci circonda, si creano, a livello della corteccia cerebrale e più precisamente a livello sottocorticale del telencefalo, delle connessioni dette “sottocorticali” che interagiscono con altre parti del cervello; questo significa che quell’aspetto, prima sconosciuto, viene messo al vaglio della nostra elaborazione. Va da se che in un individuo, il numero di queste connessioni sottocorticali aumenta con l’aumentare delle esperienze. Ne consegue che la persona di 20 anni ha certamente capacità di senso critico e riflessive, ma, da un punto di vista esperienziale che è molto importante, certamente limitate a quelle che sono le sue esperienze e ciò rispetto ad un soggetto più avanti negli anni. Non a caso la letteratura parla di “vecchio saggio”.
    L’omosessaulità nel mondo animale; non so da dove tu prenda certe informazioni, ma, anche ammesso (e non concesso) che sia vero e, in conseguenza del fatto che il mondo animale non dominante abbia comportamenti quasi esclusivamente istintivi, porta a pensare che, per la particolare specie, tale comportamento sia dovuto o ad un gesto istintivo di difesa dall’eventuale ambiente ostile o ad una incapacità tempestiva di distinzione dei sessi oppure, caso per niente raro, di quella specie si è capito molto poco e le osservazioni hanno portato a deduzioni false.
    Certo che l’omossessualità è una “variante naturale” della sessualità umana come la disfunzione cardiaca è una “variante naturale” dell’attività del cuore. “Variante naturale” non significa che sia nella norma, significa soltanto che la cosa è avvenuta non per mano dell’uomo. In molti casi di “varianti naturali” della sessualità umana, si sono riscontrate delle anomalie a livello cromosomico e in particolare in alcuni “assemblaggi” delle basi a livello degli aminoacidi. In altri casi si sono riscontrati disturbi del comportamento per microtraumi avvenuti a livello cerebrale, insomma la casistica è enorme.
    Tutto ciò che ESISTE è POSSIBILE anche solo per il fatto che esiste. Resta da vedere il PERCHE’ esiste; da chi o da cosa è stata voluta la sua esistenza. Resta da vedere il perchè sia stata data la POSSIBILITA’ alla sua esistenza. Ricorda che le storture non vengono dalla natura ma dall’uomo.
    E’ stato ampiamente dimostrato che il Big Bang non è stato un fatto casuale e, per di più, il suo effetto è ancora in continua evoluzione.
    Natura e società saranno anche due sfere distinte ma interagiscono comunque nella stessa geometria analitica. Quando usi la parola “umano”, stai parlando di qualcosa che è proprio dell’uomo, il quale è completamente inserito e interconnesso con la natura che lo circonda, di conseguenza non può prescindere da essa. Possiamo dire, meglio, che la natura stessa sia una gossa sfera che contiene le altre sfere; la sfera della flora e della fauna; in quella della fauna troviamo la sfera umana, rettifila, aracnoidea, ittica, ecc.ecc. Tutto l’universo è natura e niente può prescindere da essa. Quindi se la società è un prodotto umano e l’uomo è un prodotto della natura, ne consegue che anche la società diventa un prodotto della natura e ad essa si deve conformare. Lascio perdere il discorso dell’insegnante.
    Ciò per la tua prima risposta che ieri non avevo notato.
    Per le ultime cose che hai detto: 1) la mi visione della natura non è nè parziale nè oggettiva nè soggettiva nè nient’altro; la mia visione della natura è la natura così come si presenta, nella sua nuda realtà e basta. Non c’è bisogno di complicarsi la vita cercando forzatamente risposte a domande che non esistono. Poi, volendo restare ancorati alla laicità, il MATRIMONIO è un’invenzione dell’uomo, ma ha una etimologia; deriva da mater (madre, genitrice) e munus (compito, ruolo), quindi il matrimonio aveva come presupposto una madre (donna) che è, almeno potenzialmete, in grado di generare un figlio naturalmente. Ne deriva che questa parola non è stata scelta a caso, ma con uno scopo preciso. 2) Ogni gesto che l’uomo fa è naturale e non contro natura; soltanto già il semplice concetto di “gesto” è naturale. Possiamo dire invece che questi gesti possono essere influenzati dall’organizzazione che si è data l’uomo e che, alle volte, rende questi “gesti” contro natura. Ma comunque la colpa non è della natura ma dell’uomo.
    Riprodursi è naturale (anche solo per il principio della conservazione della specie) così come nutrirsi (per lo stesso motivo). Poi l’uomo PUO’ essere influenzato dalle mode che esso stesso crea e rendere queste semplici azioni molto più complicate di quanto in realtà non siano. Ma è sempre l’uomo che cerca di deviare, non la natura.

    • Sei tu che parli in continuazione di ciò che è naturale come se fosse una norma a cui conformarsi, anche laddove non ha senso fare questo discorso. Ma per l’omosessualità non va più bene?
      Comunque “naturale” significa anche “non patologico”, e infatti l’omosessualità non è più considerata una patologia dal 1992 dall’OMS (vedi http://www.aiamc.it/iniziative-e-news/79-pronuncia-congiunta-della-commissione-scientifica-e-del-consiglio-direttivo-aiamc-30maggio-2014.html).
      Quanto al dato sull’omosessualità come comportamento sociale negli animali, lo lessi per la prima volta nel 2012 nel corso della mostra “Sexual Nature” al Natural History Museum di Londra (http://www.nhm.ac.uk/resources/business-centre/touring-exhibitions/sexual-nature-information-pack-106349.pdf).

      Ho già detto che l’uomo si è evoluto in maniera tale da elaborare culture. Questo ha creato una scissione fra la sfera della natura e quella dell’uomo. Non ho voglia di ripetermi, ma l’affermazione secondo cui nessun ordine culturale specifico può essere fatto discendere da dati biologici sancisce esattamente questo. E spero che ciò risponda anche a ciò che hai detto su “naturale”/”contro natura”.

      L’argomentazione etimologica, permettimi, è insignificante. Il significato delle parole è una convenzione. Ciò che la parola matrimonio ha implicato non è che un riflesso del modo in cui sono state concepite le relazioni e la famiglia nel corso dell’evoluzione culturale della società.

      Hai appena chiamato “moda” tutte le stratificazioni di influenze culturali che creano il significato e le forme delle varie azioni? Per favore, dimmi che ti sei espresso male.

      E poi, ti rendi conto che ti stai contraddicendo? “Ogni gesto che l’uomo fa è naturale”, anche quando è influenzato “dall’organizzazione che si è data l’uomo” che può rendere tali gesti “contro natura”, ma in ogni caso è “l’uomo che cerca di deviare” dalla natura.
      è proprio perché la natura non può spiegare il comportamento umano (né individuale né sociale) che sono nate la psicologia, l’antropologia e la sociologia, che hanno raggiunto livelli di spiegazione superiori rispetto a quello basico “è la natura”.

  11. L’OMS, a mio parere, non ha tutta la credibilità che gli si attribuisce anche perchè, come avviene in ogni “gruppo di categoria”, è composta da uomini e non è escluso che tra questi non ci siano, o non ci siano stati, alcuni che hanno o abbiano avuto interessi in grossi colossi del campo dell’industria farmaceutica mondiale. Cioè io non escludo, nè lo confermo, che non ci prendano in giro per far soldi con le industrie farmaceutiche. Perdonami, ma il dubbio sussiste e non è che tutto quello che dice l’OMS sia oro colato come se l’OMS fosse composta da esseri infallibili. Comunque sia, l’OMS ha semplicemete dichiarato che l’omosessualità non fa parte delle patologie di carattere psicologico o psichiatrico, ma, se disturbo dovesse esserci, esso deriva dalla discriminazione sociale. Ammesso che ciò sia vero allora bisogna agire con la lotta alla discriminazione che niente ha a che fare con l’accettare l’imposizione di leggi bislacche e che comunque non risolvono il problema. E comunque parla solo di patologia psichica, non biologica o fisiologica o anatomofisiologica ecc. ecc.
    Omosessualità nel mondo animale. Il Narural History Museum di Londra ha semplicemente accettato di dare una mostra nei propri locali; uno paga quanto richiesto e il Museo mette a disposizione i locali declinando ogni responsabilità sui contenuti dell’esposizione. Ma anche ammesso che sia vero, il mondo animale, come l’uomo, non è immune da devianze patologiche, quindi non sarebbe poi così strano notare tali comportamenti.
    L’argomentazione etimologica non può essere insignificante perchè, alla base della nascita di ogni parola, c’è una motivazione precisa dalla quale non si può prescindere. Si può migliorarne il significato, lo si può integrare, ma non si può ignorare il motivo per il quale tale parola, qualunque essa sia, è nata.
    ” stratificazioni di influenze culturali che creano il significato e le forme delle varie azioni?” Ma come parli? Sembri un libro stampato. Tieni presente che in questo momento potresti stare a parlare con una persona che, magari, non ha un livello culturale di natura scolastica o lessicale da poter comprendere ciò che dici. Devi essere più semplice nel tuo dire e devi produrre qualche esempio pratico per essere credibile. Il motivo per il quale molti “sociologi” non sono credibili è proprio questo (mi riferisco a questo quando parlo di chiacchere). Vedi, ad esempio, nel ’68, vi erano situazioni sociali che rimarcavano un elevato squilibrio tra chi stava bene (economicamente e anche troppo alle volte) e chi stava male (come sopra). “Qualcuno” si è accorto che, facendo leva sulle necessità di base della gente, si potesse creare un movimento che avrebbe portato alla ribellione di massa con largo consenso. Ha crato una nuova accezione nei termini come “borghese” (che era male) e “proletario” (che era il malcapitato, l’emarginato sociale, ecc. ecc.). Ci sono stati, ovviamente, dei massimi fautori di questo movimento che, a loro volta, si definivano proletari e cioè in grado di capire e di combattere contro quella borghesia che toglieva il pane di bocca ai propri figli e chiunque si sentiva proletario, si univa a questa lotta. Ecco come allora (e te lo dico per esperienza personale vista la mia età) nacque la moda del proletariato che lotta nelle piazze che poi è sfociata anche nell’anticonformismo “a priori”. Se non ti conformavi a questa linea di pensiero eri quasi emarginato e trattato come “diverso”. Ebbene, io sono sempre stato un anticonformista anche nel movimento dell’anticonformismo, perchè il mio anticonformismo non è mai stato “a priori”, ma sempre scaturito da un ragionamento profondo e prudente. La “moda del sessantottismo” cosa ha portato? Alla realtà di oggi, e cioè, molti di quei “proletari” di allora sono oggi i peggiori “borghesi”; ergo hanno approfittato del movimento creando una moda che li ha portati a trarne profitto a scapito di tutti quelli che, nella loro onestà ideologica, al movimento ci credevano davvero. Ora c’è invece una certa volontà ad un’inversione di tendenza; basta vedere il regresso che c’è nel potere di acquisto dgli stipendi, dei salari, e quant’altro, a favore di pochi. Come dire, un salto all’indietro.
    L’antropologia è nata, molti anni fa, per studiare le differenze morfologiche dell’uomo in funzione della sua evoluzione e non solo; anche in funzione delle razze di appartenenza, del clima al quale si è sottoposti, ecc.ecc. Per poter avere dei parametri concreti che definiscano tali differenze è nata, insieme all’Antropologia, l’Antro pometria, che definiva proprio in maniera numerica le differenze. Dallo studio dell’evoluzione della scatola cranica si è poi dedotto che essa, nei vari gradi dell’evoluzione, subiva delle variazioni volumetriche non indifferenti (ricordi le interconnessioni sottocorticali delle quali ti ho parlato?) perchè doveva contenere un maggior numero di informazioni che si esprimono concretamente con l’aumento delle connessioni assono-dendritiche a livello neuronale sottocorticale del Telencefalo e, queste informazioni, ad un certo punto si sono così radicalizzate da far parte del patrimonio genetico proprio del soggetto. Cambia la capacità di elaborazione anche in funzione degli stimoli esterni e (dopo) nasce quindi la Psicologia, la quale cerca di spiegare il perchè di determinate reazioni a determinati stimoli. Siccome queste reazioni cambiano anche in funzione della società nella quale si vive, ecco che (ancora dopo) nasce la Sociologia, la quale osserva e studia il comportamento dell’uomo in funzione della società in cui vive. Come vedi, l’Antropologia è nata per motivi ben diversi da quelli che hanno portato alla nascita della Psicologia e della Sociologia. La differenza sta nel fatto che, mentre l’Antropologia studia l’evoluzione concreta dell’uomo in termini di cambiamenti che si riferiscono all’aspetto somatico e quindi evidenti, cambiamenti che comunque si sarebbero avuti indipendentemente dal tipo di società che ci sarebbe stata, la Psicologia e la Sociologia studia i cambiamenti avuti dall’uomo in circostanze psicologiche e sociali precise. Per fare un’esempio, le deduzioni sociologiche di oggi sarebbero diverse se, sempre per esempio, la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dalla Germania di Hitler e dai suoi alleati; questo perchè le società che sarebbero scaturite da quell’evento storico sarebbero state certamente diverse da quelle che conosciamo. Da qui ne deduciamo che la Psicologia e soprattutto la Sociologia deve avere a disposizione una circostanza ben definita attuata da altri fattori per poter avere motivo di studio. L’Antropologia invece no. Qualunque sia l’evento storico l’voluzione morfologica ci sarà sempre.
    Ho volutamente lasciato per ultimo il commento a ciò che hai detto nella parte centrale della tua ultima libera espressione. Da ciò che hai detto, mi sembra evidente (e potrei anche sbagliarmi; non sono il Padre Eterno) che noi partiamo da due punti di vista differenti se non proprio opposti.
    Tu poni l’uomo al centro dell’Universo. A conseguenza di ciò affermi che in funzione delle evoluzioni sociali, progressive o regressive che siano, la natura si deve conformare ai ritmi imposti appunto dall’evoluzione sociale dell’uomo. Come dire che se l’uomo si organizza in una società tale da produrre una quantità eccessiva di monossido di carbonio, allora la natura farà cambiare il ciclo dell’ossigeno, il ciclo dell’azoto, la fotosintesi delle piante, insomma noi respireremo monossido di carbonio anzichè una miscela di ossigeno, azoto e altri gas in quantità minori in tutta tranquillità invece di morire in pochi secondi.
    Io invece metto la natura al centro dell’Universo e sono del parere (confortato da quello che è successo nella storia del mondo) che l’uomo non è altro che un tassello della natura stessa. Certo, da qualche decina di migliaia di anni l’uomo è l’essere dominante in natura (lo sono stati i dinosauri per centinaia di migliaia di anni e vedi la fine che hanno fatto); esso è in cima alla catena alimentare. Tuttavia non decide il comportamento degli eventi naturali i quali, potenzialmente, possono in tutta tranquillità fare estinguere l’uomo dalla faccia della terra. Vedi, la natura esiste da molto prima della nascita dell’uomo; esiste ancora oggi; ed esisterà anche quando lìuomo sarà estinto,perchè questo, credimi, accadrà, e nulla potrà l’uomo per invertire tale tendenza, qualunque sia la sua organizzazione sociale. Ti dirò che ci sono le prime avvisaglie: vedi scioglimento dei ghiacci eterni alle calotte polari; vedi aumento della temperatura della terra; ecc. ecc.
    La natura non spiega il comportamente umano perchè, francamente, se ne infischia di esso. L’essere umano cerca invece di spiegarselo ma sempre partendo da qualcosa che già esiste e cioè l’evento che ha creato una determinata sistuazione che, in tempi e modi diversi, sarebbe diversa da quella che è.

    • Non so davvero se prendere sul serio i tuoi commenti. Tu credi davvero che il museo scientifico più importante del Regno Unito prenda dei soldi per mettere a disposizione le proprie collezioni e i propri locali senza controllare l’affidabilità scientifica dei contenuti su cui appone il proprio logo? Certo, come no.

      Venendo all’OMS, tu dubiti della sua affidabilità perché tutto ciò che è umano è fallibile. A parte che la posizione dell’OMS è condivisa dalla comunità scientifica (nell’articolo che ho riportato c’è un elenco), tu dubiti dell’OMS ma non porti uno straccio di prova scientifica a sostegno della tua posizione. E poiché ciò che è affermato senza prova può essere negato senza prova, la tua opinione non ha alcuna validità.
      Fra l’altro, postulare un complesso complotto che coinvolge OMS, APA e decine di altre organizzazioni scientifiche di mezzo mondo solo perché diano legittimazione scientifica a una presunta “anomalia della natura” è decisamente contrario al rasoio di Occam, oltre che inverosimile.

      Non essendo tu un esperto di problematiche LGBT, lascia che siano i soggetti in questione a stabilire cosa potrebbe aiutare a risolvere la discriminazione sociale. Io un’idea ce l’avrei: smetterla di considerarli delle anomalie della natura o dei portatori di una patologia e iniziare ad accettare l’omosessualità come una cosa normale e neutra.

      Adesso il problema è che io “parlo difficile”? Fin qui credevo che non avessi avuto problemi a seguirmi – visto che hai continuato a criticare quello che ho detto senza affermare in nessun punto di non averlo capito – e il fatto che io usi un linguaggio raffinato non ha nulla a che vedere con la validità di ciò che dico.
      Vuoi un esempio delle “stratificazioni di influenze culturali che creano il significato e le forme delle azioni”? Prendi l’atto di nutrirsi: per noi non è solo assumere cibo, ma è anche un atto di convivialità, a volte di corteggiamento, altre volte un’espressione della propria identità (chi sceglie di non mangiare carni per ragioni etiche – l’etica dipende anche dalla propria cultura, seppur rielaborata individualmente) o del proprio status sociale (alcuni cibi sono connotati come raffinati e da ricchi, non solo per il prezzo ma anche perché storicamente riservati alle élite, come il caviale, il tartufo, lo champagne), per alcuni popoli ha un significato rituale (ad esempio, si mangiano le carni dei guerrieri defunti per ricevere il loro spirito, la loro forza), e poi ogni popolo ha elaborato la propria cucina, alcuni ingredienti sono scartati per ragioni simboliche (la carne di scimmia e di maiale per l’Islam), e al cibo sono associate norme sociali precise (non si mangia con le mani, i piatti vengono serviti in un certo ordine, ecc).
      Non basta?
      Un altro esempio è la sessualità, che negli esseri umani è molto più un prodotto culturale che un istinto biologico, ma anche la trasmissione della conoscenza, i modi di divertirsi, il senso del bello e mille altri aspetti della vita umana variano fra le culture e nel tempo, assumendo forme e significati diversi.

      Credo che tu abbia un’idea molto molto datata dell’antropologia, che al giorno d’oggi è saldamente immersa nell’idea che le differenze fra i popoli siano prodotto dell’evoluzione culturale (non biologica). Conosci Clifford Geertz? https://en.wikipedia.org/wiki/Clifford_Geertz . La voce della Wikipedia italiana è di livello inferiore, ma se hai problemi con l’inglese sarà sufficiente.
      Questa cosa della natura che dovrebbe adeguarsi all’evoluzione sociale dell’uomo non l’ho mai detta. Non so da dove l’hai tratta.
      Non penso nulla del genere.

  12. Dal tuo dire mi sembrava di capire che esponessi proprio il concetto secondo il quale la natura si dovrebbe adeguare all’evoluzione culturale dell’uomo. In quanto uomo sono “fallibile” anch’io e, se ho interpretato male, me ne scuso. Non penso però di sbagliare quando affermo che noi abbiamo dei punti di partenza completamente diversi o addirittura opposti.
    Natural History Museum, OMS, APA, tu pensi che questi nomi e queste sigle “altisonanti” mi possano impressionare? Ma queste organizzazioni da chi pensi che siano formate? Dagli dei dell’Olimpo? Sono formate da uomini che non solo sono “fallibili”, ma anche “fallaci”. Ma che pensi, che gli uomini solo perchè fanno parte di certe organizzazioni siano immuni alla corruzione o alla concussione o quant’altro la nefandezza umana può concepire? Certo, non dico che tutti gli uomini di queste organizzazioni siano così, ma il fatto, per esempio, che l’OMS dica in anticipo il tipo di influenza che ci sarà e il fatto che le grandi case farmaceutiche abbiano già il vaccino pronto, permettimi, mi lascia, almeno un tantino, perplesso. Non perchè non sia possibile prevedere, con buona percentuale di veridicità e senza la totale sicurezza, il tipo di influenza che verrà, ma insieme a questa consapevolezza vi è anche quella che i governi dei vari Stati, ogni anno, spendono decine di milioni di euro in prevenzioni influenzali attraverso i vari servizi sanitari di competenza. Se poi andiamo a vedere da chi si compra, noteremo che sono sempre gli stessi.
    Il Natural History Museum è uno dei più grandi musei del mondo; grandi in termini di dimensioni, esso contiene infatti una collezione tra le più ricche del mondo in termini di numero di reperti. Ma tieni presente che parliamo di cose che con la cultura non c’entrano, difatti spesso accade che quantità non significa necessariamente qualità. Noi abbiamo il Museo Civico di Storia Naturale di Milano che, francamente, niente ha da invidiare a quello di Londra. Ma siccome l’erba del vicino è sempre più verde dobbiamo necessariamente rapportarci con situazioni esotiche. Ma oltre a questo, quando si allestisce una mostra, non si fa altro che esporre l’oggetto della mostra, qualunque esso sia. Può essere pittura, arte moderna o antica, può essere ricerca personale, espressioni di pensiero. Comunque tutte cose vengono lasciate alla libera interpretazione di chi frequenta la mostra stessa. In consrguenza di ciò il museo non è tenuto a controllare nessuna affidabilità proprio perchè, trattandosi semplicemente di “Mostra”, è essa stessa esposta al giudizio personale. Proprio tu mi parli di rasoio di Ockham. Perdonami, ma in base a questo concetto dovrei “tagliare” almeno il 70% di quello che dici prioprio perchè perfettamente inutile in quanto risulta essere non “difficile”, espressione poco felice, e neanche “raffinato”, espressione ancor meno felice della prima. Piuttosto il rasoio di Ockham si sposa meglio con quel vecchio detto che dice “più ci si parla chiaro e meno ci si prende in giro”. Secondo te io non ti seguo quando parli “difficile” e “raffinato”? Ma con chi credi di parlare? Il mio voleva essere un consiglio perchè, le idee nella loro espressione idiomatica, devono essere chiare per tutti e non solo per alcuni. Ti ho solo fatto notare che ci sono persone che si esprimono con un linguaggio più semplice, ma non per questo non devono essere messe in condizioni di capire. E ti dirò di più. Quando una persona si esprime con semplicità sa benissimo cosa stà dicendo e rispetta il suo interlocutore. Per contro, esprimersi con un linguaggio ricercatamente forbito e prolisso serve a cercare di mettere in difficoltà l’interlocutore. Pensi forse che parlare usando “paroloni” sia sufficiente per dimostrare di avere cultura? Pensi che uno si possa spaventare solo per questo? Nella peggiore delle ipotesi uno si informa e si mette nelle condizioni di rispondere.
    ” Stratificazioni di influenze culturali che creano il significato e le forme delle varie azioni?” Sarebbe bastato dire che l’uomo utilizza tutto il suo bagaglio genetico, istintivo, cognitivo, ecc.ecc. a vari livelli e a seconda dello scopo da raggiungere. Tra l’altro hai proprio scelto un bell’esempio. Nutrirsi è uno degli istinti naturali di base dei più bassi livelli. Serve a dare carburante perchè avvengano i processi anabolici e catabolici propri di ogni essere vivente. Quindi cominciamo col dire che alla base stiamo partendo da un fatto che è strettamente naturale.
    Poi diventa anche convivialità; per forza; esso soddisfa uno dei bisogni basilari e ciò provoca piacere fisiologico. In questa situazione sensoriale la convivilità è quasi spontanea. Ma lo è anche una partita a bocce la quale soddisfa, piacevolmente, un altro tipo di bisogno basilare: l’aspetto ludico che è in ognuno di noi e che non ci abbandona mai. Poi ancora il cibo può diventare un mezzo per raggiungere degli scopi precisi. Nei rapporti umani, per esempio, la capacità di preparare il cibo, di saperlo esporre in modi più o meno scenografici, ecc. serve, sempre per esempio, a stupire il fruitore di quella situazione, predisponendolo ad un approccio, come dire, più morbido o meno spigoloso. In questo caso si tratta di strategia per raggiungere uno scopo dove il cibo è solo un mezzo. Ci sono poi le consuetudini e le “tare” inventate dall’uomo che, se da un lato sono proprie di una tradizione popolare (il che non è poi tanto male), dall’altro evidenziano quanto l’uomo, alle volte, sa diventare veramente stupido. Ma lo sai che ci sono persone che mangiano caviale e pasteggiano a champagne solo perchè, pensando di appartenere ad una “classe” d’elite, pensano di non potersi far vedere in giro con un panino e porchetta romana? E sai qual’è il colmo? Che magari preferivano la porchetta romana. Ma fammi il piacere e non parlarmi di tutte queste consuetudini, tutti questi conformismi e tutte queste tare inventate dall’uomo per motivi e scopi, poi, che sono tutt’altro che nobili. E poi, tu mi parli di “straccio di prova scientifica”? E quando mai tu ne hai prodotta una? Io i riferimenti scientifici te li ho dati in termini anatomici, fisiologici, anatomo-fisiologici, fisici, chimici, derivanti da studi fatti personalmente in periodi dove non esisteva la possibiltà di avere una rete globale a disposizione la quale, se da un lato è in grado di fornire conoscenza, dall’altro fornisce anche una serie infinita di bufale. Tu parli per teorie e per pensieri espressi da altri verso i quali non esiste alcuna certezza (sei sempre quella che parla di rasoio di Ockham). Ma mi sembra anche che questo discorso lo abbiamo già affrontato in un’altra occasione, quindi sai benissimo come la penso.
    Io non sarei un esperto di problematiche LGBT? Perchè, sarebbero pure problematiche (sempre rasoio di Ockham)? Le problematiche non esistono perchè è semplice natura con i suoi pregi e difetti; le problematiche le ha inventate l’uomo perchè non ha saputo, in questo caso, adeguare la società all’esistenza anche di queste realtà le quali, se ben indirizzate, potrebbero certamente produrre innumerevoli vantaggi alla società. Invece no, e perchè? Perchè la tranquillità non produce “commercio”, non crea problemi per la risoluzione dei quali bisogna spendere soldi. Ci vuole per forza la guerra; guerra con le armi da fuoco; con le parole; con le idee; con le mode, insomma, in qualunque modo purchè sia guerra. In questo modo si crea un disagio e si devono spendere soldi dando la possibiltà ai pochi che ci prendono costantemente in giro e che sono ai vertici di tutte le organizzazioni mondiali di qualsiasi tipo, di speculare vergognosamente alle volte anche sulla pelle altrui. E tu vorresti che io mi conformassi a tutto ciò? Ti ho già detto in un’altra occasione che tu il mondo non lo conosci affatto. Eccolo, te lo presento. Tra l’altro l’Oms ha escluso la patologia solo da un punto di vista psicologico e basta.
    Certo la sessualità può essere anche un prodotto culturale, ma, in questo caso, resta sempre vincolata all’opinione che ognuno ha della cultura che l’ha creata; per il resto è sempre un istinto biologico.
    La visione antropologica di Geertz non è accettata universalmente e forse neanche dai più. Essa appare, in molti punti, anche contraddittoria. E poi io ti ho semplicemente spiegato l’origine dell’Antropologia e non la sua eventuale evoluzione.
    Ti dirò anche un’altra cosa. Molte delle cose che ti dico le ho sperimentate sulla mia pelle.
    In ogni caso ora basta. Ognuno di noi ha ricevuto spunti di riflessione e ognuno di noi ne tragga le sue personali conclusioni, perchè no, anche sulla Fede. Finiamola qui altrimenti rischia di diventare un discorso interminabile e improduttivo.
    Buon pro ti venga e ti saluto con affetto mia giovane sorella.

    • Voglio solo dire che il rasoio di Ockham non può applicarsi alla sociologia. Anzi, uno dei nostri punti di partenza è che occorre rifiutare la spiegazione più semplice, perché di solito essa è un prodotto del senso comune, e il compito del sociologo è andare oltre l’insieme di conoscenze e spiegazioni normalmente accettato dalla “gente comune”.
      Resto fiera della mia proprietà di linguaggio e del mio stile di scrittura. Se qualcuno non dovesse capire ciò che scrivo, può farmelo sapere: posso sforzarmi di rendere più chiari i concetti. In ogni caso questo è il mio blog personale, non ho doveri verso nessuno qui. E se tu confondi “bagaglio genetico istintivo e cognitivo” con “stratificazioni culturali”, non so cosa posso farci: sono due concetti slegati. Ci provo: la cultura è come una cipolla fatta di strati. Se vuoi rintracciare l’origine di un dato comportamento o idea devi sbucciare la cipolla. Il nucleo della cipolla NON è fatto di istinto, genetica o natura, ma è l’origine sociale e culturale di un’idea, comportamento, ecc. Meglio, così?
      Se tu neghi alla sociologia (e alla psicologia) lo status di scienza, è ovvio che per te io non posso produrre alcun tipo di evidenza scientifica. E grazie al…, mi verrebbe da dire.
      Stai derubricando l’evoluzione culturale ad una moda, un vizio, una tara. Come se invece che frutto della grande ricchezza creativa dell’umanità (perché noi siamo programmati per elaborare culture e questa è la nostra naturale specificità, Berger e Luckmann 1966) fossero complicazioni, sghiribizzi.

      Le persone LGBT sperimentano specifici problemi sociali che derivano dal fatto che la loro identità non è riconosciuta. Il bullismo omofobo, i vuoti legislativi che rendono impossibile per loro ottenere alcuni diritti (far ereditare il compagno o la compagna, ad esempio). D’altronde i diritti in quanto tali in natura non esistono, ovvio che non possano esistere problemi ad essi legati.

      Quanta arroganza nelle tue parole! “Tu il mondo non lo conosci affatto”.

      Sono onestamente stanca. Chiudiamola qui.

  13. Fare ereditare un compagno o una compagna si può, basta andare da un notaio e fare un contratto privato.
    Nel bagaglio genetico e istintivo ci ho messo anche quello cognitivo (leggi bene).
    Lìinterpretazione del concetto della cipolla che si sbuccia è tuo personale.
    Nessuna arroganza, solo chiarezza di linguaggio.
    E’ chiaro che ognuno rimarrà con le proprie idee.
    Sono un Cristiano Cattolico e di questo sono felice.
    Su una cosa hai ragione: finiamola qui (ma l’avevo già detto io).
    Buona e Santa giornata

    • La similitudine della cipolla è mia, il concetto no. Consiglierei almeno una lettura di base come “Sociologia dei processi culturali” di Loredana Sciolla (cap 3).
      Questa sarà l’ultima replica. Buona giornata.

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