“L’unica malattia è l’omofobia”: il resoconto dell’evento

Il 17 gennaio 2015 a Milano, di fronte all’uscita della stazione Gioia della metropolitana, si è tenuto l’evento “L’unica malattia è l’omofobia”, una manifestazione di protesta contro il convegno della Regione Lombardia in difesa della “famiglia tradizionale” organizzata dai Sentinelli di Milano, che ringrazio molto.

L’obiettivo della protesta era semplicemente ribadire che quello che ha fatto Maroni – organizzare un convegno discriminatorio e di parte con i soldi pubblici e il logo di Expo, e servendosi della Regione, un’istituzione che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, per scopi politici – non era giusto, e che noi, i partecipanti (i “quattro pirla”, secondo il nostro presidente della Regione), volevamo dare un segno della nostra contrarietà.

Foto tratta dalla pagina Facebook de "I sentinelli di Milano"

Foto tratta dalla pagina Facebook de “I sentinelli di Milano”

La piazza era piena, i Sentinelli affermano che i partecipanti erano “oltre 2000”, ma al di là delle cifre quello di cui sono felice era la varietà delle persone presenti: dai gruppi LGBT universitari, alle mamme e ai papà con i loro bambini e bambine, persone anziane, orgogliose e orgogliosi militanti, coppie gay che si tenevano per mano, lesbiche con l’arcobaleno dipinto sulle guance. Ciò che mi ha colpita di più è stato il gruppo dell’AGEDO (Associazione Genitori di Omosessuali) salito da Genova. Ho scambiato qualche parola con una donna del gruppo, la sua dolcezza e la sua forza mi sono rimaste impresse.

Foto tratta dalla pagina Facebook de "I sentinelli di Milano"

Foto tratta dalla pagina Facebook de “I sentinelli di Milano”

La protesta è stata gioiosa, c’era un’atmosfera positiva e piena di energia nell’aria, e tutti ci sentivamo vicini gli uni agli altri, ci si sorrideva e ci si scambiavano cenni di approvazione e complimenti per i rispettivi cartelli, e ai discorsi seri sul perché fossimo tutti riuniti in quella piazza quel giorno si sono alternati momenti più divertenti. Ad esempio, i Sentinelli avevano proposto che ogni partecipante si munisse di un cartello con scritto “Sono ……., Roberto, perché non mi hai invitato?”, da completare a piacere, e durante la manifestazione c’è stata una ‘sfilata’ sul palco di alcuni dei cartelli più divertenti o brillanti. Ci sono stati anche dei momenti di intrattenimento musicale, prima con il Checcoro dell’Arcigay di Milano, poi con una ragazza (parte del duo delle GingerBender, ma la sua “collega” non è riuscita a prendere parte alla manifestazione) che ha cantato una canzone bellissima, con una pronuncia dell’inglese davvero notevole.

Foto tratta dalla pagina Facebook de "I sentinelli di Milano"

Foto tratta dalla pagina Facebook de “I sentinelli di Milano”

Il momento più saliente della manifestazione è stato l’arrivo, inaspettato, di Giampietro Belotti, il Nazista dell’Illinois, che per l’occasione, una volta sul palco, ha sostituito il cappello del suo costume con un elmo celtico. Il suo intervento è stato molto bello: dopo un’introduzione ironica in cui si è preso gioco degli illustri invitati al convegno, ha recitato la parte conclusiva della lettera con cui Leelah Alcorn ha annunciato il proprio suicidio (Leelah, un’adolescente di 17 anni, biologicamente un ragazzo di nome Josh, da quando aveva quattro anni, identificava sé stessa come una ragazza, ma i suoi genitori molto cristiani non avevano mai accettato il suo essere transgender). La lettera – riportata in originale nell’articolo linkato – non è solo una testimonianza del peso dell’incomprensione e della discriminazione che le persone LGBT affrontano, ma è anche un accorato e struggente invito a porre rimedio a questa situazione. Leggetela.

Foto tratta dalla pagina Facebook de "I sentinelli di Milano"

Foto tratta dalla pagina Facebook de “I sentinelli di Milano”

Alla fine, conclusi i discorsi e i momenti d’intrattenimento, i partecipanti si sono messi a ballare, mentre le coppie presenti hanno scritto i loro nomi su uno striscione costellato di cuori rossi, per ricordare che contestare il convegno della Regione non è solo una questione di principi per cui è giusto schierarsi, ma è anche una questione di identità negate per tutte le persone LGBT a cui viene ribadito che, almeno per una parte politica, non solo i loro diritti non sono una priorità, ma c’è anche la ferma intenzione di continuare a negarglieli.

E la soddisfazione più bella è stata sapere che, mentre noi manifestavamo pacificamente in piazza Luigi Einaudi, in via Melchiorre Gioia, di fronte al palazzo della Regione, due cordoni di auto della polizia presidiavano il nulla, chiudendo la strada. Alla faccia di chi aveva predetto una “piazza d’odio e d’intolleranza”.

 

 

Annunci

3 pensieri su ““L’unica malattia è l’omofobia”: il resoconto dell’evento

  1. Continuo a ripetete , i matrimoni fra persone dello stesso sesso non sono una minaccia per nessuno , si tratta di dare diritti a delle persone che non gli hanno mai avuti tutto qui cosa che è stata fatta in molti paesi del mondo , lasciando stare i discorsi poi sul chi sia “normale” del resto molti psicologi pensano che in realtà l’orientamento sessuale più diffuso non sia l’eterosessualità ma bensì la bisessualità ma che molto persone la nascondano anche inconsciamente perché viene considerata come sbagliata , e poi l’omosessualità esista fra molti animali e non mi sembra si stiano estinguendo per questo , quindi bisognerebbe capire che le persone possono essere o uomini o donne e possono essere o gay o etero o bisessuali , ma questo non mi sembra un motivo per discriminarle o addirittura odiarle , il discorso sui transgender è un discorso molto complesso anche al interno del mondo LGBT anche perché se gay lesbiche e bisessuali ci sono stati fin dai tempi antichi non si può dire lo stesso per quanto riguarda i trans ma quello penso sia un discorso che debba essere trattano a parte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...