Two months in Malta: the internship, fifth week

Non c’è stato un giorno in cui mi sono accorta di aver passato un mese in quell’ufficio. Al contrario, nonostante mi fossi ormai ambientata, i giorni sembravano scorrere via molto rapidamente. Arrivavo a casa – un posto dove tornare, potersi togliere le scarpe, farsi un tè caldo e dormire diventa casa in pochissimo tempo – alle sei e mezza ogni pomeriggio, un’oretta prima che la mia padrona di casa e le due ragazze francesi tornassero, e mi godevo il mio momento di tranquillità, accendendo il computer per chiamare casa via Skype, organizzare la serata con il gruppo di persone conosciute alla scuola, seguire gli aggiornamenti degli amici e amiche in Italia su Facebook con la mia tazza di tè caldo fra le mani.

A Malta ho dormito pochissimo. Andavo a letto alle due e svegliarmi lo stesso alle sette per andare in ufficio, eppure – a parte qualche eccezione – non mi sentivo esausta per tutta la giornata successiva. Qui, cinque sole ore di sonno per notte mi ucciderebbero. Ma lì tutto era diverso.

E solo dopo essere tornata mi sono accorta di quanto tempo fosse effettivamente passato, e di quante cose mi fossi persa in due mesi di assenza dalla mia vita, dalla mia routine quotidiana.

Il ventunesimo giorno di stage l’ho trascorso nuovamente con Maria, che mi ha assegnato l’incarico di trascrivere informazioni riguardo ai cibi da preparare sulla tabella Excel con il piano di lavoro per la Dolceria, prendendo tali informazioni dalle prenotazioni dei servizi di catering. Le informazioni riguardavano la data, il nome e l’indirizzo del cliente, il numero di invitati, il numero di ciascun tipo di cibo ordinato e se il servizio prevedeva piatti e vassoi usa e getta oppure no. Dato che la tabella della Dolceria elencava ogni tipo di cibo presente nel catalogo dell’azienda, era lunghissima, perciò il lavoro ha richiesto molto tempo per ricontrollare le informazioni e assicurarmi che non venissero messe nella colonna sbagliata.

Il ventiduesimo giorno di stage sono stata affidata ancora al “Buying Team” e Alyson mi ha chiesto di inserire le immagini dei prodotti, tratte dal sito web della casa madre Mothercare, all’interno di un foglio Excel, ridimensionandole in maniera tale che stessero all’interno delle loro cellette, cosicché a ogni descrizione del prodotto corrispondesse la propria immagine. Per farlo ho dovuto utilizzare la funzione di ricerca all’interno del sito, inserendo il codice del prodotto, copiando l’immagine dalle schede prodotto risultanti e incollandola all’interno del foglio Excel. Questo lavoro, lungo ma rilassante per la sua semplicità, mi ha occupato tutta la giornata.

Il ventitreesimo giorno sono tornata a lavorare con Maria, dove ho aggiornato la lista settimanale di eventi in programma per il catering, prendendo di nuovo le informazioni necessarie – data e ora, nome e indirizzo del cliente, numero di invitati, se si tratta di una consegna o di un vero e proprio servizio di catering – dalle prenotazioni. Dopodiché Maria mi ha fatto preparare altri “food labels”, che richiedono parecchio tempo perché occorre inserire i nomi dei cibi presenti sulle prenotazioni nell’apposito template Excel, regolando la dimensione del carattere e la struttura del template, che varia a seconda delle righe di testo necessarie, creando sei etichette per ciascun cibo.
E’ un compito a cui ho preso la mano dopo un po’, nonostante permanesse qualche dubbio in merito a come tagliare i nomi troppo lunghi per stare nel template (non è possibile andare a capo) senza omettere informazioni essenziali, per cui continuavo ad aver bisogno che Maria ricontrollasse i food labels prima di procedere a stamparli su cartoncino, a passarli nella laminatrice e a ritagliarli con la ghigliottina.

Il ventiquattresimo giorno di stage sono stata nell’ufficio di Nadine a leggere i curriculum che aveva ricevuto nel corso della Job Fair Malta, un evento che si era tenuto nel weekend precedente a Valletta in cui un gran numero di aziende avevano a disposizione uno spazio dove presentare sé stesse e i posti di lavoro disponibili, e i visitatori potevano lasciare il proprio curriculum e i propri contatti alle suddette aziende, mentre l’EURES organizzava varie conferenze sul mercato del lavoro in alcuni Stati europei come la Svezia e la Bulgaria e metteva a disposizione del materiale su come cercare lavoro all’estero, incluso un libretto dal titolo “You will hear from us…” che spiega quali sono i requisiti dei datori di lavoro in ognuno dei Paesi dell’Unione Europea, come deve essere scritto il curriculum, cosa aspettarsi da un colloquio di lavoro e quali sono le condizioni che possono essere poste (un periodo di prova di un mese, per esempio, prima dell’assunzione). Avevo visitato la Job Fair durante la mattina di sabato per dare un’occhiata e salutare Nadine e Karen, e l’ho trovata interessante, anche se non mi sono fermata da nessuna delle aziende, non vivendo a Malta e dovendo ancora conseguire la laurea. Molti ragazzi e ragazze più grandi camminavano fra gli stand, si fermavano a leggere attentamente i materiali informativi e la bacheca degli annunci lavorativi, alcuni si sedevano presso qualche azienda per discutere con i responsabili presenti.

Nadine ha ricevuto molti curriculum, diversi dei quali di italiani, fra cui uno che mi ha stupito per la quantità di esperienze e titoli accumulati. Mi ha colpita anche quello di una donna specializzata nell’organizzazione di eventi, con una ricca formazione internazionale e una lunga esperienza alla direzione di un hotel nel Regno Unito, un curriculum scritto a mano in una calligrafia rapida, grande, che trasmetteva energia ed esuberanza. Ho chiacchierato a lungo in merito alle mie impressioni con Nadine, mentre lei lavorava al computer, occupando tutta la mattina in questo modo.

Nel pomeriggio, invece ho dato una mano alle ragazze del “Buying Team” a preparare i cesti di Natale per i negozi BHS, ed è stato un lavoro molto divertente, per via dell’atmosfera giocosa e natalizia che ci pervadeva tutti. Innanzitutto dal magazzino hanno portato uno scatolone enorme – più lungo di una scrivania – pieno di ritagli di carta, che abbiamo poggiato sul fondo dei cestini di vimini e delle eleganti scatole colorate in vari strati, finché non sono stati in grado di reggere il peso dei prodotti senza farli sprofondare, poi abbiamo rimosso tutte le etichette con i prezzi originali in sterline e abbiamo collocato i prodotti per formare una composizione elegante, e infine Claudine e “l’altra Nadine” hanno avvolto le composizioni con la plastica trasparente, che hanno poi fissato ai bordi del cestino.

Non il cesto che abbiamo preparato noi, ma uno molto simile sempre di BHS.

Non il cesto che abbiamo preparato noi, ma uno molto simile sempre di BHS.

L’effetto finale è stato molto gradevole e mi è piaciuto l’assortimento di piccole cose graziose, una cornice a forma di cuore, un macinapepe, una decorazione per l’albero di Natale in porcellana, un piatto decorato e un sacchetto di cioccolatini, piuttosto che il “solito” cesto con panettone e spumante (sì, si usa anche a Malta).

Il venticinquesimo giorno sono stata in ufficio solo al mattino e per il pomeriggio ho chiesto di poter uscire prima, dato che avevo diritto a due giorni liberi secondo le regole che la scuola (che funge da intermediario nell’organizzazione degli stage) mi aveva fornito prima dell’inizio del mio stage. Durante la mattinata ho aiutato nuovamente Maria a preparare dei food labels, visto che l’avvicinarsi del periodo natalizio coincide con una maggiore richiesta di prenotazioni dei servizi di catering per le cene della Vigilia, di Natale e dell’ultimo dell’anno, nonché per i buffet aziendali per gli ultimi giorni di lavoro prima della pausa per le feste.

NOTA: Questo resoconto ovviamente non è contemporaneo agli eventi descritti, considerato anche il fatto che sono tornata da Malta da un po’. La scrittura di questa serie si è protratta ben oltre il tempo che avevo previsto, ma non importa, la finirò lo stesso, per conservare un resoconto preciso della mia esperienza e condividerla con chi passa da queste parti. 

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