L’appello di una madre

Questa è una storia che deve essere raccontata. Non c’è altro da dire.

il ricciocorno schiattoso

incuboTempo fa ho condiviso la testimonianza di una donna, all’interno di un progetto che si proponeva di dare spazio alla versione di lei su un argomento che ormai da anni è affrontato quasi esclusivamente dal punto di vista maschile: la separazione.

Recentemente quella donna mi ha nuovamente contattata, per denunciare una situazione nella quale sente di non poter sopravvivere più.

Suo figlio è malato. Soffre di una rara patologia autoimmune a causa della quale da più di un anno entra ed esce dall’ospedale e gli è stata riconosciuta una invalidità civile di grado grave.

Nel corso della convivenza con il padre del bambino questa donna non ha mai sporto denuncia per le violenze subite, ma, quando, dopo la separazione, viene aggredita mentre ha il bambino in braccio decide di rivolgersi alle forze dell’ordine, pensando forse che il referto del pronto soccorso possa conferire alla sua storia quella credibilità che…

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6 pensieri su “L’appello di una madre

  1. Questione molto complessa, premetto una cosa io ritengo che quando non ci siano violenze bisognerebbe fare in modo che le due parte si possano accordare in un modo ragionevole sempre nel interesse dei figli facendo in modo che veda entrambi i genitori in modo abbastanza equo(nei limiti del possibile) e che l’assegno di mantenimento non sia eccessivamente elevato per il padre, discorso completamente diverso e se parliamo di una famiglia dove ci sono stati abusi e violenze in quel caso il genitore colpevole deve essere allontanato per il bene dei figli e della ex-moglie/ex-compagnia ovviamente capisco che c’è una differenza fra una persona condannata e una indagata ma però bisogna anche considerare il pericolo che potrebbero correre le parti in causa se le accuse fossero fondate.

    • Bisognerebbe, semplicemente, che le accuse venissero verificate senza pregiudizi, prendendo in considerazione tutti gli elementi. La cosa più ovvia, però, ancora non si fa – e questo dimostra quanto i suddetti pregiudizi sono potenti.

      • Anche perché poi ci sono dove gli ex-uccidono le mogli basti pensare che dei 500 omicidi che succedono ogni anno in italia 100-200 omicidi sono cosi senza considerare la violenza sulle donne domestica ,onestamente non so quando i dati siano affidabili ma se fossero veri al 100% sarebbe un gravissimo problema e di non facile soluzione.

      • Non so nulla sulle cifre, ma se anche una sola persona venisse uccisa quando aveva lanciato appelli su appelli che sono stati ignorati, questo sarebbe già un fatto molto grave.

  2. Mi chiedo come degli uomini possano fare del male (fino ad uccidere in molti casi) a donne che dicono di amare e con cui magari sono stati insieme per tanti anni.

    • Non le amano. Vogliono usarle per costruirsi un angolino di vita di cui sono i padroni, e quando la finzione smette di reggere preferiscono uccidere piuttosto che accettare che non possono possedere quella persona.

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