#mediawelike: personaggi femminili di colore da ricordare

Un po’ di tempo fa avevo scritto un post dedicato ai personaggi femminili da ricordare, con una piccola lista delle mie eroine, da film e anime (avrei incluso serie tv e videogames, ma non volevo fare una semplice lista, quanto descrivere chi fossero quei personaggi e perché significassero qualcosa per me). La rappresentazione conta, perché riflette e a sua volta influenza l’immaginario collettivo, in un processo continuo di interscambio reciproco. Il fatto che un’idea sia presente in un prodotto culturale dimostra, di solito (i casi in cui uno sceneggiatore o una sceneggiatrice inventano un’idea completamente nuova e originale, che non ha rimandi precedenti, sono rari al giorno d’oggi), che quell’idea è diffusa nella società, nell’ambiente culturale più ampio. L’idea viene poi rilanciata di nuovo nell’ambiente dal prodotto culturale stesso. Ricostruendo il cammino della diffusione di quell’idea, anche il prodotto culturale stesso ne costituisce una tappa.
L’idea che anche le donne possano essere forti, autonome, intelligenti, e non semplici elementi di contorno in relazione ad un uomo, è ormai accettata. Anche nei film dove il protagonista è un uomo ci si sforza di rappresentare in modo positivo le donne (anche perché, diciamolo, un personaggio complesso e sfaccettato è sempre più interessante di uno stereotipato, e ci si può identificare meglio).

Una ragazza che stimo molto, l’amministratrice della pagina facebook “Contro gli standard di bellezza”, ha pubblicato quest’album, Donne di colore nei media, in cui raccoglie esempi più che positivi, ottimi, di personaggi femminili di colore ben caratterizzati. Mi ha anche dato il permesso, cosa per cui la ringrazio molto, di riportare qui uno dei suoi testi per illustrare l’argomento.

Michonne

Il personaggio che ho scelto è Michonne, di The Walking Dead, riguardo a cui lei scrive: “Premetto che parlerò unicamente della Michonne della serie televisiva, poiché non ho finito di leggere il comic e in ogni caso trovo che la Michonne cartacea sia estremamente problematica dal punto di vista del maschilismo.
In una serie nota per la pessima scrittura dei personaggi femminili, sono stata sorpresa di scoprire che l’unico tra questi che invece è stato ben caratterizzato è l’unica donna nera del cast (più avanti si aggiunge un’altra ragazza di colore e gli ultimi sviluppi hanno portato nel gruppo anche una donna latina, ma per molto tempo Michonne è stata l’unica donna di colore tra i sopravvissuti).
Quando appare, di lei non si sa nulla, e si continuerà a non sapere nulla per molto tempo. Ciò che sappiamo è che Michonne è un’abilissima combattente (uccide gli zombie a colpi di katana), esperta nell’arte della sopravvivenza (la vediamo sopravvivere da sola in un’apocalisse zombie armata solo di spade e di due walker al guinzaglio, che lei stessa ha sottomesso) e tanto disposta ad aiutare quanto è poco disposta ad aprirsi.
Se Michonne può sembrare, da un lato, una mera trasposizione al femminile dell’eroe burbero, un’analisi più attenta rivela che l’estrema riservatezza di Michonne è il risultato di una serie di traumi che, oltre a renderla diffidente, l’hanno segnata al punto di non essere in grado di parlarne. Dovremo aspettare moltissimo prima che finalmente Michonne si apra: lo farà con Carl, un personaggio con cui, piano piano, nel corso della serie instaurerà un rapporto quasi materno, che contrasta con la scarsa fiducia e attenzione generalmente accordata da Michonne agli altri esseri umani. Con lui, e con l’amica Andrea, Michonne perde la sua abituale rigidità e si concede anche attimi di dolcezza e tranquillità. Carl ci permette di vederla nel suo lato più giocoso e nella sua profonda empatia, caratteristiche che, prima dello sterminio della sua famiglia, in lei erano evidenti e preponderanti.
Questo non significa che la maternità perduta, e quella in un certo senso recuperata tramite Carl, siano le uniche caratteristiche di questo personaggio: le sue storyline generalmente riguardano l’incapacità degli altri personaggi di accettarla nel gruppo, proprio a causa del suo rifiuto di aprirsi e rivelare informazioni su di sé, il che la rende un’alleata ma al contempo una sospetta. Col tempo riuscirà a dimostrare, con i fatti e non con le parole, la sua lealtà al gruppo.
Particolarmente degno di nota il fatto che tra lei e Andrea si instauri un rapporto di profonda amicizia, in una serie spesso maschilista da cui era difficile aspettarsi ciò che serie molto più raffinate non riescono a concepire. Naturalmente tra le due ci sono dei contrasti, com’è normale in qualsiasi amicizia, ma questi contrasti, nonostante finiscano per portarle su strade diverse, non intaccheranno mai il legame che si è creato tra le due.
In tutto questo, Michonne spicca sugli altri personaggi femminili della serie (rappresentati come inetti, fastidiosi, imprudenti, misogini e negativi, al punto che verranno percepiti come tali anche nei momenti in cui non lo sono) come l’eroina guerriera che se la cava sempre grazie alle sue forze. Naturalmente riceve l’aiuto dei personaggi maschili, che aiuterà a sua volta a più riprese, ma l’aiuto è sempre reciproco e non sarà mai una damigella in pericolo; nemmeno quando verrà presa prigioniera, poiché si libererà da sola durante la missione di salvataggio tesa a recuperare lei ed Hershel.
Non ho riscontrato nulla in lei, nemmeno nella Michonne pre-apocalisse, che riconduca a stereotipi razzisti sulle persone di colore; la questione dell’etnia non viene mai neppure menzionata. In una serie maschilista e razzista, dove i personaggi di colore vengono falciati senza pietà uno dopo l’altro, è stupefacente rendersi conto che l’unica a non ricevere questo trattamento è proprio la donna di colore, personaggio tra l’altro piuttosto ben scritto in una galleria umana che spesso si dimostra piatta, stereotipata o addirittura insignificante (caratteristiche che vanno intensificandosi a mano a mano che ci si allontana dalla categoria dell’uomo bianco).”

Cosa ne pensate? Vi vengono in mente altre donne di colore notevoli, oltre a quelle nell’album di “Contro gli standard di bellezza”? Io citerei Zoe Washburne (interpretata da Gina Torres) in Firefly di Joss Whedon (ma Firefly l’avranno vista in 15), ma qualsiasi suggerimento e contributo al discorso è benvenuto. 

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6 pensieri su “#mediawelike: personaggi femminili di colore da ricordare

  1. Allora fra i personaggi femminili del mondo della fiction , non ci sono molte donne di colore , il motivo è che guardando molti anime o manga li non ci sono molti personaggi del genere , se parliamo di serie tv o film , è vero che molti di questi sono americani quindi i personaggi del genere dovrebbero abbondare ma bisogna ricordare che gli afroamericani non sono il 50% della popolazione USA come molti credono , e considerando che alla fine parliamo si di donne che di afroamericane ciò già le donne hanno dovuto lottare molto per un immaginario diverso da quello della società patriarcale figuriamoci una donna afroamericana quindi onestamente non mi viene in mente nessuno , lo so è brutto 😦

      • Be allora mi vengono in mente molti personaggi femminili da ricordare,come prima inizierei da Mikasa Ackerman(anime l’attacco dei giganti) praticamente in un mondo in cui l’umanità e costretta a vivere in una gigantesca cittadella fortificata con 3 giganteschi muri che la difendono da pericolosi mostri che vivono fuori da queste mura ovvero i giganti , esseri mostruosi che mangiano gli umani , un giorno quando Mikasa era piccola i suoi genitori vengono uccisi da dei criminali che volevano rapire la madre , in quel frangente viene salvata da Eren Jaeger ma quando anche lui sta per essere sopraffatto lui gli urla di combattere e lei uccide uno dei criminali da allora lei vive con Eren che ormai diventa come un fratello per lei( se non qualcosa di più) , da allora si impegna a diventare più forte per proteggere se stessa e gli altri(Eren)e quando lui decide di arruolarsi anche lei lo segue e diventa la donna più forte del umanità nella lotta contro i giganti (e nel anime c’è un solo soldato più forte di lei) , un altro personaggio molto importante e il maggiore Motoko Kusanagi (Ghost in the shell)lei è un cyborg , questa non è stata una sua scelta ma fu l’unico metodo per salvarla dopo che era stata vittima di un attentato terroristico dove i suoi genitori morirono, crescendo fa parte prima del esercito e poi della sezione 9 dove diventerà il comandante sul campo , estremamente forte e intelligente riesce a cavarsela sia quando deve affrontare situazioni di guerra con nemici estremamente forti sia quando deve affrontare battaglie cybernetiche(la sua specialità) il perfetto esempio di donna in carriera forte e indipendente,altro personaggio che possiamo citare è l’ ispettrice Akane Tsunemori del anime Psycho-Pass in un mondo dove la criminalità e la vita e trattata con lo psycho pass, uno scanner che valuta l’indice criminale id una persona , se una persona lo supera ripetutamente viene ritenuto un criminale e pure le armi della polizia possono sparare solo quando questo indice supera una certa soglia se lo supera di poco sono in modalita non letale ma se lo supera oltre una certa soglia sparano in modalità letale ,alcune delle persone che hanno un indice di criminalità alta vengono usati come cani da caccia per stanare i criminali ma l’ispettrice scorpira la verità sul sybil sysyem(il nome del sistema che valuta lo psyco-pass) e sul fatto che ci sono persone che riescono a ingannarlo.

  2. Altri personaggi che mi vengono in mente sono Misato Katsuragi(del anime evangelion) dato che la trama è complicata cerco di essere conciso in un mondo devastato da varie calamità e con enormi e strani mostri potentissimi da dover affrontare lei è la vicecomandante di una base militare che usa dei giganteschi robot (o quasi sarebbero esatto dire biomacchine) per combattere questi mostri.

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