La mercificazione del corpo maschile (parte 3)

Parecchio tempo è trascorso da quando ho scritto l’ultimo post su questo tema, perciò rinfreschiamoci la memoria: i criteri per delineare la presenza di oggettivazione sessuale sono qui, nella prima parte di questa serie, mentre questa è la seconda parte. Come sempre, un grazie ad Alessiox1 per la ricerca iconografica, e a Caroline Heldman per aver ideato i criteri su cui il post si basa.

Bare Necessity

Questa pubblicità ricade nel criterio 1, mostra “unicamente una parte o alcune parti del corpo della persona”, e in particolare non è mostrato il volto, elemento che grazie alla sua espressività ci permette di riconoscere il soggetto come una persona in particolare, di identificarlo come persona. Vedere gli occhi di un soggetto raffigurato in un’immagine è ciò che ci permette di “sentirlo” come una persona, e infatti il più importante indizio della riduzione di una persona a puro corpo è il fatto che non possiamo instaurare questa “comunicazione” perché il volto è tagliato. Vorrei soffermarmi poi sul fatto che si tratta di un corpo letteralmente lucidato per essere messo in mostra.

Sitting

Questa pubblicità si rifà all’immaginario BDSM, di cui vengono richiamati tre elementi, il rapporto di dominazione espresso dalla posizione delle figure, il bondage e l’estetica, con le calze sexy e le scarpe in vernice, lucide, con stiletto. A occhio mi sembra anche che le proporzioni dei corpi siano sbagliate e che la figura femminile sia troppo piccola rispetto a quella maschile – la mano di lui è più larga della pancia di lei, il braccio di lui più grosso della coscia di lei. Comunque, anche se possiamo escludere il criterio 4 (persona sessualizzata sottomessa o umiliata senza il suo consenso) per via del contesto – una scena BDSM, che presupponiamo libera e consensuale in quanto tale – l’immagine ricade sotto i criteri 1 (anche la figura femminile ricade in questo criterio, in effetti), e 2 (persona sessualizzata che ha la funzione di supporto a un oggetto, nella formulazione di Heldman – una persona, in questo specifico caso). Di nuovo si presenta l’estetica del corpo sessualizzato che a questo scopo viene lucidato e lisciato.

Voodoo_Hosiery_Campaign

Voodoo 3

Voodoo 4

Queste immagini riprendono il tema della precedente, ma sono esteticamente più curate e complessivamente migliori. I criteri in cui ricadono sono gli stessi di prima, ma qui la figura femminile che riveste il ruolo dominante ha un volto, su cui possiamo leggere un’espressione di compiacimento, piacere, che rimanda alla sfera della seduzione. Nella terza immagine (e un po’ meno nella seconda) l’espressione è più dura, di sfida. Sia perché la ragazza sta prendendo il controllo nei confronti del partner, sia verso l’osservatore.
Anche il fatto che il ragazzo, nella prima immagine, abbia le labbra semiaperte suggerisce che stia provando piacere, sebbene il fatto che il volto sia tagliato ci impedisce di leggere ulteriormente la sua espressione.

Voodoo-Pin-Up-Gril-Mock-Suspender-Tights-now-in-Oriental-Indulgence

Un’altra pubblicità sullo stesso tema, d’altronde il marchio è lo stesso, credo. Purtroppo sembra, da una ricerca su Google Immagini, che quest’immagine non esista in un formato più grande. In ogni caso, quello che c’è da dire è essenzialmente analogo alle due immagini precedenti: l’unica differenza è l’espressione della donna, l’unica soggettività riconoscibile nell’immagine, nettamente contrapposta nella composizione all’uomo oggettivato. Un’espressione calma, seria, rivolta allo spettatore. Questo sguardo che incontra in modo diretto quello di chi guarda l’immagine sembra quasi una sfida – io comando qui, so what? E allora?

Rapporto di potere diseguale 3

Anche questa pubblicità è ispirata all’immaginario e all’estetica BDSM, ma in questo caso ricade nel criterio 5, perché l’immagine suggerisce che la caratteristica principale della persona sia la sua disponibilità sessuale. La testa china e gli occhi bassi del ragazzo, il suo abbigliamento e il corpo liscio e scolpito comunicano solo questo, la sottomissione e disponibilità all’altra protagonista della foto. Ogni elemento dell’immagine comunica un rapporto di potere diseguale: lei è in piedi e lui in ginocchio, lei vestita e lui praticamente nudo, lei indossa dei gioielli che lasciano intendere che sia ricca (così come la villa sullo sfondo) e lui sia il suo toyboy. Non che ci sia nulla di male in ciò, ma in questo contesto sono tutti elementi che vanno a rafforzare la visione del ragazzo come oggetto caratterizzato dalla disponibilità sessuale.

Voodoo 2

Quest’immagine rientra nel criterio 1 (mostra solo alcune parti del corpo della persona sessualizzata), nel 2 (le persone sessualizzate hanno chiaramente funzione di supporto a una persona), e nel 3 (l’immagine mostra una persona sessualizzata che può essere scambiata o rinnovata in qualsiasi momento, in quanto i gradini di una scala sono interscambiabili, non unici e nettamente distinguibili). Anche la donna è oggettivata, in quanto ridotta solo alle sue gambe. Quello che mi colpisce in negativo di questa immagine è proprio la totale deumanizzazione che esprime: solo corpi, non soggetti.

Voodoo

Anche questa immagine rientra nei criteri 1 e 2, persone sessualizzate di cui vediamo solo una parte, senza un’identità riconoscibile, che fungono da supporto ad un’altra persona. In questo caso non c’è interazione fra la ragazza e i due corpi maschili, la composizione con quelle proporzioni completamente diverse fra di loro suggerisce che non siano due persone che possano interagire, ma piuttosto una situazione simile a quando ci si siede ai piedi di statue gigantesche. Questo rafforza ulteriormente l’idea che i due uomini raffigurati non siano persone ma oggetti.

20 pensieri su “La mercificazione del corpo maschile (parte 3)

  1. i miei dubbi sul concetto di oggettivazione gli ho espressi nei post precedenti, quanto a queste pubblicità posso dire che non mi offendono nè ne chiederei il ritiro per offesa alla dignità

    • Quelle in cui gli uomini compaiono solo come pezzi (specialmente la seconda e le ultime due) non mi dicono niente, non riesco ad essere attratta da dei pezzi di corpo dove non si riconosce il calore della corporeità. Penso che questo sia perché per me il senso del tatto e il coinvolgimento emotivo (che non vuol dire necessariamente essere innamorati) sono fondamentali nell’attrazione.
      I corpi delle tre foto più grandi sembrano invece più veri e concreti.

      • Io come dire vedendo queste foto come uomo, non mi suscitano molto , al massimo le tre foto grandi guardando la donna una certa eccitazione ma nulla di più.

    • Non deumanizzare, quindi distinguere nettamente le persone dai prodotti. Non degradare o umiliare nessuno.
      Sforzarsi di non suggerire un’idea di normalità non inclusiva, ma restrittiva (se proprio l’idea di “normalità” deve essere tirata in mezzo).
      Non sono condizioni particolarmente restrittive, come vedi. In pratica chiedo alla pubblicità quello che chiederei a qualsiasi altra forma di discorso pubblico: niente razzismo, sessismo, omofobia, rispetto per tutte le persone raffigurate e per tutte le persone che potrebbero vedere la pubblicità stessa.

      • il motivo per cui nessuno dice niente riguardo la mercificazione maschile e per il fatto di essere molto limitata e perché non cambia molto la vita degli uomini , per questi motivi molti non dicono niente , e lo stesso motivo per cui se fai un video musicale con donne nude in catene tutto ti criticano ma se fai lo stesso con gli uomini nessuno ti dice niente (certo che c’è la libertà artistica io parlavo del doppiopesissmo.)

      • Infatti. Per un uomo non ha lo stesso impatto. Una mia impressione è che un uomo raffigurato seminudo e in catene, per esempio, sia “una nota così stonata” rispetto a quello a cui siamo abituati che tutti lo percepiamo come uno “scherzo”, come qualcosa che non ha importanza, che non ha ripercussioni.

  2. Pingback: La mercificazione del corpo maschile (parte 4) | Il Ragno

  3. Poi per esempio dal immagine 2 alla 6 , dal punto di vista maschile l`unica nota stonata e il fatto che non si veda il volto del uomo ,perche sono situaizoni dove comunque c`e pure del godimento e dek eccitauzone da parte sel uomo perche ricadono nella sfera sessuale cio almeno a me fanno pensare che quelle immagini rappresebtino due parthner

    • Io penso che i pubblicitari pensino che tagliare il viso serva a permettere a chi guarda la pubblicità di inserire con l’immaginazione il viso che preferisce.
      In realtà l’incompletezza dell’informazione genera deumanizzazione, negazione della soggettività.

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