Murasaki Shikibu – a novel Shero

Per chi legge in inglese – o anche per chi vuole esercitarsi – questo bellissimo post racconta la storia di una grande donna sconosciuta, Murasaki Shikibu, dama di corte e autrice del primo romanzo in giapponese, scritto fra il X e l’XI secolo.

Murasaki Shikibu is famous for writing what is considered to be the first ever novel and the greatest example of Japanese prose. Her epic story, The Tale of Genji has been read and studied around the world ever since she wrote it over a thousand years ago.

Born in the year 973 to the Fujiwara family, Murasaki had writing in her blood. Both her grandfather and great-grandfather had been well known poets in Japan, while her father was a respected scholar of Chinese classics and poetry.

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18 pensieri su “Murasaki Shikibu – a novel Shero

  1. Non conoscevo la storia di questa donna grazie per avermela fatta conoscere , la storia Giapponese mi sembra che purtroppo non ha molte donne famose specialmente la storia antica onestamente non so molto sulla situazione della donna in Giappone anche perché e un paese che non mi sembra abbia mai avuto un movimento femminista.

      • Su questo concordo , sicuramente essere una donna nei tempi antichi non doveva essere una cosa facile , dato che spesso erano considerati come esseri inferiori.

      • Be c’erano state candidate donne alla casa bianca come per esempio Sarah Pallin e Hillary Clinton a buone chance di vincere le primarie e forse pure le elezioni (anche se io onestamente preferisco Sanders e penso che se Hillary non fosse moglie di Bill non sarebbe oggi dove si trova) per quanto riguarda l’Italia bisogna considerare una cosa , il capo dello stato deve avere per legge più di 50 anni e in genere si sceglie un ex-politico con molta esperienza e molto rispettato fra la gente e fra la politica e onestamente io non ne vedo nessuna donna che rispetta queste caratteristiche tranne la Bonino che non mi piace per altri motivi, se parliamo del presidente del consiglio ci sono donne del PD che vedrei bene come presidente del consiglio (ma solo del PD perché gli altri partiti non hanno molte donne ai vertiti).

      • Penso che chiunque vinca le primarie, fra Sanders e la Clinton, se lo sia meritato. Se dipendesse da me, non saprei davvero chi scegliere, Sanders è molto più simile alla mia visione politica, ma non so quante possibilità abbia poi di vincere anche le elezioni presidenziali; Clinton è una donna esperta e sicuramente come Segretario di Stato nel primo governo Obama se l’è cavata bene.
        Di certo, tutto purché non vinca un repubblicano, per favore!
        Come hai notato, in Italia il Presidente è una figura che deve avere l’autorevolezza derivante da decenni di politica ad alto livello. Proprio per questo non ci sono donne “papabili” tranne Emma Bonino, perché nessun partito nei decenni precedenti ha promosso una leadership femminile di primo piano.
        Sarebbe importante iniziare. Concordo che solo il PD in questo momento ha molte donne in ruoli di grande visibilità e prestigio (e, in seconda battuta, NCD).

  2. Oltretutto credo che per aiutare ad avere piu donna in politica bisognerebbe fare che per legge nella lista dei candidati il 51% delle persone siano donne,ovviamente se il sistema e fatto con persone nominata ci sia un alternanza quindi prima un uomo e poi una donna,con le preferenze (sistema che io preferisco)saranno gli italiani e le italiane a decire con i loro voti la percentuale,oltretutto considerando che le donne sono la maggioranza della popolazione (il 51%)sarebbe anche giusto che nel parlamento e nei vari consigli regionali e comunali essi siano la maggioranza ,ovviamente sarebbe bello che anche per il sindaci e per i presodenti di regione,ma la c`e un altro problema un conto e dar ellegere un parlamentare,senatoreconsigliere comunale/regionale,ma un sindaco o presidente di regione e diverso anche perche il partito deve sapere che ci sono possibilita concrete di vincere,oltretutto sarebbe anche il caso che in questo paese ci fosse un ministero delle pari opportunita giudato da una donna che come fondi abbia almeno 1% del Pil pari a 18-20 miliardi da poter spendere al anno,e oltre ad aiutare vittime di violenza e centri antiviolenza,sarebbe anche giusto che si occupi pure di aiutare le donne disagiate a trovare lavoro o comunque sussidi o bonus a donne che si trovano in difficolta.

    • Sono pienamente d’accordo. Intanto, il sistema della doppia preferenza di genere (si possono esprimere due preferenze oltre a barrare il simbolo del partito scelto, purché i candidati siano un uomo e una donna) mi sembra un buon compromesso, e io mi sono impegnata a usarlo ogni volta che potrò e dovrò votare.

  3. Oltretutto dato che in Italia c`e una grossa differenza salariale fra uomini e donne nonostante uguali ruoli e competenze,dato che per le autorita controllare e particolarmente difficile si potrebbe pensare che lo stato per ovviare a questo problema potrebbe entro una certa soglia quindi stipendi massimo fino a 1200/1300 euro ,potrebbe dare il 30% in piu dello stipendio (che sarebbe la differenza fra uomini e donne)alle lavoratrici italiane ,questo provedimento sarebbe anche buono per far girare l`economia e ripartire i consumi

    • In realtà non credo che gli interventi correttivi da parte dello Stato siano la soluzione giusta, devono essere i datori di lavoro a riconoscere il valore delle lavoratrici come pari a quello dei lavoratori.
      Per inciso, sai che l’Italia è il Paese europeo dove è più alta la percentuale di persone che crede che un uomo ha più diritto a un lavoro di una donna? Se non cambiano queste idee, non si va da nessuna parte.

      • Tranquilla in realtà l’avevo scritto perché ero al cellulare e l’altro non si vedeva quindi pensavo che non si era scritto tutto qui, no onestamente non lo sapevo e non lo immaginavo neanche io penso che l’importante e che la percentuale di persone al lavoro sia la più alta possibile purtroppo in Italia anche prima della crisi solo il 58% della popolazione era occupata, dato che attualmente è al 56%(se le mie fonti sono corrette) ,prima della crisi se parliamo di occupazione maschile era al 70% e quella femminile al 48% mentre adesso quella attuale maschile è al 64% mentre quella femminile al 47% , sarebbe bello o avere come ho detto prima una percentuale alta per entrambi i sessi o comunque che non ci sia molta disparità di occupazione fra i sessi per esempio la Finlandia non ha la più alta occupazione femminile(come la Norvegia dove l’occupazione femminile è al 70%) ma è il paese con la minima disparità di occupazione fra i sessi solo 0,2% di differenza in più per gli uomini.comunque in un piano europeo per il lavoro varato nel 2010 per il 2020 c’era l’obbiettivo per gli stati europei di arrivare a una occupazione del 75% per entrambi i sessi cosa che tranne ben pochi paesi mi sembra quasi del tutto impossibile anche se sarebbe auspicabile, comunque penso che in ordine di priorità in Italia per quanto riguarda il lavoro i problemi siano :occupazione femminile,occupazione dei giovani(18-35 anni) e occupazione delle persone over 50.

      • In effetti in Italia gli squilibri nel tasso di disoccupazione rispetto alla media UE sono dovuti appunto a donne, giovani e anziani, poiché il tasso di occupazione dei capifamiglia (che sono in maggioranza uomini adulti) è del 91%.
        Ma non si può intervenire se il circolo vizioso che porta a preferire i suddetti uomini adulti non viene interrotto.

    • Una cosa importante in questo senso è che ormai una famiglia monoreddito nel 90% dei casi non è più sostenibile. Questo non spezzerà il pregiudizio, ma di certo aiuterà a capire che il lavoro delle donne non è solo una questione “nostra” di emancipazione, ma una necessità.
      Poi occorrerebbe potenziare il welfare in modo tale che a) si creano nuovi posti di lavoro per donne (quasi tutte le educatrici di asili nido, infermiere e addette alla cura degli anziani sono donne) e b) le aziende smettano di vedere una lavoratrice come un peso.
      Questi temi fanno parte del mio esame di Sociologia del Mercato del Lavoro, perciò penso che appena avrò finito il corso mi metterò a scrivere un post con tutti i dati e le correlazioni illustrate una per una.

      • buona fortuna , in effetti concordo con te , oltre a non essere più sostenibile , fra le nuove generazione penso che sia gli uomini e le donne vogliano lavorare, se le donne di questa nuova generazione rimangano a casa ad accudire i figli penso che ormai lo facciano solo perché non trovano un lavoro non per scelta.

      • Anche perché sono sempre di più le donne che conquistano titoli di studio elevati, e poi non vogliono certo usare la laurea per decorare il soggiorno!

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