So You Want to Date a Scandinavian?

Cosa posso dire? Per il tipo di persona che sono, il modo in cui socializzano gli scandinavi fa decisamente per me (anche se non mi piace la birra)!

Thyra10

I have been contacted by more than one person wanting to date Scandinavian people or even marry one of us. My reply? Tough luck! Because Scandinavians don’t date. We hardly even have a word for it. The Scandinavian word for ‘date’ is really old-fashioned and one my grandmother might have used but probably didn’t because I don’t think she dated either. So the few times we have to use the word ‘date’ (usually to describe something foreigners do) we use the English word for it.

And we very rarely get married.

So how do we figure on top of these lists of “happiest people in the world,” you wonder? And how do we procreate if we don’t date and don’t marry?

From the amazing online cartoon series Scandinavia and the World. From the amazing online cartoon series Scandinavia and the World.

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10 pensieri su “So You Want to Date a Scandinavian?

    • Il fatto che le relazioni fioriscano dalle amicizie, in modo molto spontaneo e che non ci sia la pressione di appuntamenti formali, con tutto il carico di aspettative e imbarazzo.

      • Be un conto e se te lo chiede magari un amico che conosci da un po, quindi sai cosa gli piace cosa non gli piace ecc… quindi più o meno sai perfettamente come comportarti , mentre se esci con una persona che conosci da poco sai ben poco di come comportarti ,si possono essere molto imbarazzanti.

      • Infatti. E capisco perché in una cultura molto rispettosa dei confini personali come quella nordica l’idea di passare una serata con una persona che in pratica non si conosce possa risultare terrificante.

  1. Anche perchè se è solo un avventura di una notte è un conto ,se invece si vuole iniziare una storia allora un amico/a può essere meglio, certo poi non è detto che inizi una storia può rimanere un amicizia oppure in caso un amicizia con benefici 😉

    • Fra l’altro ho appena finito di leggere “La Principessa di Ghiaccio”, un giallo svedese di Camilla Lackberg, e anche lì i due protagonisti, la scrittrice Erica Falck e il poliziotto Patrick Hedstrom, si mettono insieme rivedendosi per caso dopo anni di amicizia da ragazzi, e il libro si sofferma molto sul reciproco imbarazzo e speranza quando, uscendo da amici, nessuno sa come fare la prima mossa.
      E appare chiaro che Patrick non avrebbe mai invitato Erica se non fossero stati vecchi amici.

  2. Ovviamente dipende dalla persone. Io sono una che si fa i cavoli di Bruxelles suoi, che non vuole sforzarsi a parlare tanto per parlare quindi mi trovo abbastanza a mio agio qua in Svezia. Il problema però è che comunque sono italiana e certe volte un po’ quell’interazione amichevole e disinteressata mi manca.

    • Grazie per il tuo commento. Io sono una persona che ha il terrore delle figuracce, perciò non riuscirei mai a parlare con un ragazzo che non conosco in un bar. L’idea di interazioni mediate dal gruppo di amici mi pare calda e rassicurante.
      Ma sono d’accordo con te, in queste cose dipende tutto da carattere e attitudini personali.

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