Questioni demografiche e questioni di genere: Asia

Per Doppio Standard proseguo la mia serie di post focalizzati sull’intreccio fra demografia e questioni di genere, a riprova del fatto che le questioni relative ai diritti delle donne hanno un impatto che si espande come cerchi nell’acqua finendo per toccare ogni tematica sociale rilevante. Non potrebbe essere diversamente, visto che le donne sono il 51% della popolazione mondiale…un rapporto che proprio in Asia risulta squilibrato.

NOTA: Tutti i dati e le citazioni virgolettate sono tratti da “Demografie” (2011) di Giuseppe A. Micheli, professore di Demografia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’Asia è un continente in transizione, con molta diversità fra le situazioni nazionali dei Paesi che la compongono, ma anche rilevanti tratti comuni. Il primo è lo sviluppo economico: il tasso medio di crescita del PIL fra 1986 e 2006 è stato del 2,5%, e nonostante i rallentamenti dovuti alla crisi, il trend di crescita non si è interrotto nemmeno in anni più recenti. Questo ha due conseguenze: “Lo sviluppo economico […] ha ridotto la povertà, anche se sono ancora quasi due miliardi le persone che vivono con meno di due dollari al giorno e se, nonostante tutto, le disparità interne si sono acutizzate – fra aree rurali e urbane, fra aree centrali e remote, fra maggioranze e minoranze etniche”.

Inoltre, il…

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8 pensieri su “Questioni demografiche e questioni di genere: Asia

  1. In Asia ci sono sia nazioni dove la popolazione cresce moltissimo come in Cina sia dove la popolazione scende da moltissimi decenni come il Giappone, per quanto riguarda il fatto che alcune famiglie che vogliono avere dei figli decidono di abortire solo e solamente quando hanno una bambina anche se completamente sana lo trovo onestamente tristissimo 😦 e infatti ora questo sta causando moltissimi problemi in quelle parti del mondo.

    • Infatti, in Cina ad esempio la combinazione di cultura patriarcale e politica del figlio unico ha prodotto uno squilibrio di 60 milioni di maschi. Più o meno come la popolazione dell’Italia, e questo come dicevo nel post alimenta la tratta di prostitute e mogli, perciò abbiamo un’ingiustizia che produce altra ingiustizia.

      • Probabilmente l’unico modo per cercare di sistemare questo problema sarebbe quello di incentivare l’immigrazione di donne straniere non vedo altre alternative , del resto se non si risolve questa situazione oltre al problema in se c’è pure la questione della tratta di prostitute e moglie come dicevi.

      • Incentivare le migrazioni potrebbe essere una soluzione in termini numerici, ma porrebbe problemi sociali difficili da risolvere. La verità è che in questi casi non ci sono soluzioni semplici che non abbiano effetti collaterali.

  2. Stavo leggendo un articolo e forse la situazione è meno tragica in quanto molte famiglie non hanno registrato le loro figlie e si parla di 25 milioni di donne non registrate ,sicuramente ogni soluzione non è semplice ne indolore ma qualcosa si deve fare.Oltre a quello che avevo proposto prima si potrebbe pensare di incentivare lo spostamento di persone in zone dove ci sono meno disparità di genere ,poi un altra cosa che si potrebbe fare anche se probabilmente sarai contraria è quella di avere delle case chiuse in quelle zone(che sicuramente ci sono già) ma legalizzate e regolamentate per evitare rapimenti/stupri/violenze e sfruttamento a vantaggio di organizzazioni criminali.

    • Sono contraria principalmente perché non vedo come si possa garantire che le donne che sarebbero chiamate a lavorare in quei posti lo facciano liberamente e siano al sicuro. Non è per niente facile, la Cina è lo stesso Paese dove lo sfruttamento dei lavoratori “normali” è ancora una realtà che non accenna a declinare. Non credo che nelle “case chiuse” sarebbe diverso che nelle fabbriche.

      • In effetti questo è un bel problema, di certo il problema è molto complesso e non ci sono facili soluzioni a meno che non si voglia legalizzare la poliandria ovvero una donna che può sposare più uomini(ovviamente sono ironico)

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