L’orologio biologico ticchetta ancora?

Giulia, la nuova blogger di Doppio Standard, ci regala come esordio sul blog un pezzo davvero interessante e documentato sull’orologio biologico. Leggetelo!

La fertilità femminile tra ruoli sociali, false credenze e mass media.

illustr orologio.png

Fin da quando ero piccola, immaginando il mio futuro, pensavo che un giorno sarei stata una mamma. Crescendo ho iniziato a preoccuparmi per qualcosa di inevitabile e terrificante: il passare del tempo. Quando a 21 anni ho deciso di cambiare università uno dei primi pensieri è stato “cavolo, ho perso due anni.. così non riuscirò a laurearmi prima dei 26”. Il retro-pensiero era uno soltanto: “devo riuscire a sistemarmi e a fare un figlio entro i 30 anni”. Non mi sono mai particolarmente soffermata sull’origine di questa paura, pressione e ansia riguardo la mia “data di scadenza”, l’ho sempre attribuita al mio orologio biologico.

Tutti noi almeno una volta nella vita ne abbiamo sentito parlare ma l’orologio biologico, esattamente, che cos’è?

Comunemente con orologio biologico ci si riferisce al fatto che la fertilità femminile non è perenne…

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6 pensieri su “L’orologio biologico ticchetta ancora?

  1. Interessante articolo, che correla gli stereotipi sociali ancora duri a morire con il cosiddetto orologio biologico. Invero, ad una donna non è impedito di essere una lavoratrice, anzi, tutt’altro, purché non ricopra posizioni di vertice.

    • Mi scuso per non aver risposto prima. In effetti è vero, il pregiudizio culturale si riferisce ormai solo alle posizioni che comportano autorevolezza, prestigio e responsabilità. Da una parte ciò accade perché quello che si vuole negare alle donne è il potere, banalmente, dall’altra perché il lavoro femminile retribuito è stato normalizzato a un livello tale che essere contro il fatto che le donne lavorino in generale è ormai, per fortuna, socialmente inaccettabile quasi ovunque.

  2. Articolo molto interessante,allora diciamo che è vero che dopo i 40 anni (non i 30-35) le possibilità di avere figli per le donne si abbassano notevolmente ma in genere le coppie decidono di avere figli nel periodo 30/40 non solo per il discorso orologio biologico ma anche perchè nei primi anni di vita e nel primo decennio di vita del bambino/a crescerlo è particolarmente impegnativo dal punto di vista fisico/mentale per i genitori quindi aspettare troppo potrebbe rendere più complicata l’essere genitori. Sicuramente tutto questa pesa sulle spalle delle donne non riuscendo a capire che i figli si fanno in due e quindi pure il ruolo del padre è importante per la crescita dei figli.

    • La retorica dell’orologio biologico non è solo un espediente, appunto, retorico per intrappolare le donne nel senso di colpa e condizionare le loro scelte, ma è anche un infondato riduzionismo biologico. Non è corretto spingere le persone ad approcciarsi a scelte difficili, come quella di avere bambino, che implicano responsabilità enormi, con informazioni parziali e fuorvianti.

      • Oltretutto aggiungo che prima di fare un figlio si vogliono avere delle certezze tipo un posto di lavoro sicuro e una casa di proprietà o un affitto accettabile, dato che purtroppo nella nostra società il lavoro manca(sopratutto per i giovani e per le donne) e dato che è spesso malpagato e a termine questo spinge sempre più persone (uomini e donne) a fare meno figli possibili (o a non farli proprio) e farli sempre più tardi questo spiega anche il record storico negativo di nascite in cui oggi ci troviamo,anche perchè mi sono trovato con persone che erano fidanzate da 10/12 anni ma non si erano sposate e non avevano avuto figli proprio per questo motivo non certo perchè non volevano.

      • Comprensibile. Un figlio ha moltissime esigenze che è difficile prevedere prima che si manifestino e quindi è normale che chi vuole diventare genitore voglia essere in una condizione di stabilità economica in cui si possano affrontare gli imprevisti con un certo margine.

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