Un addio, o forse un arrivederci – e qualche citazione

Cari lettori,
come potreste sapere, WordPress ha recentemente stabilito la migrazione permanente dal vecchio editor di testi a uno nuovo, molto meno intuitivo e molto più scomodo. Fra gli sviluppatori e la comunità dei blogger si sono levate proteste e sono stati elaborati degli strumenti volti a disattivare in modo permanente le nuove funzionalità, giusto per dirvi quanto sono state “apprezzate”. Tuttavia, questi strumenti operano tramite plugin, e l’accesso a questi plugin non è possibile con un piano gratuito. Non ho in questo momento soldi da spendere per fare l’upgrade a un piano a pagamento, e non intendo dare dei soldi a WordPress per potere ottenere l’annullamento di una modifica che WordPress ha imposto a discapito del volere dei suoi utenti. 

Io ho sempre scritto post molto lunghi, e con questo nuovo editor di testi ciò è diventato più difficile e macchinoso, e onestamente sono molto contrariata dal fatto di dover litigare con uno strumento per un’attività che svolgo nel mio tempo libero, che fra l’altro è sempre più ridotto ai minimi termini. A questo punto la soluzione credo che possa essere quella di chiudere il blog, almeno temporaneamente, almeno finché non avrò più tempo per respirare e compiere il processo di adattamento a questo nuovo editor. Intendo far rimanere accessibile tutto quello che ho scritto in questi otto anni di esistenza del blog, ma chiudere i commenti per segnalare il fatto che si tratta – da oggi in poi – di un blog non più attivo. 

Negli ultimi mesi l’attività di questo blog è stata pressoché inesistente e di questo vorrei scusarmi con tutti voi, chi mi segue e chi è capitato qui per caso. A tutti voi, vorrei lasciare come saluto una serie di citazioni che ho raccolto negli ultimi mesi e che rappresentano per me gemme di pensiero e ispirazione da conservare e rileggere di tanto in tanto. La raccolta di citazioni è un po’ un cliché da blog, ma è bello trovare qualcosa nelle parole di altri che ci aiuti ad andare avanti, e in questi tempi difficili e gravosi estendere l’orizzonte del nostro pensiero oltre l’oscurità è, credo, qualcosa da cui tutti potremmo trovare un briciolo di conforto. Ecco perciò un po’ di citazioni in ordine sparso.

  • Chi ha la fortuna di nascere benestante, secondo alcuni avrebbe il ‘dovere’ di vivere da conservatore, o da colonialista, da fascista. Se vive da progressista, se pratica solidarietà, se non è razzista, è un fottuto radical chic. E se è femmina è una troia” (Nicola Piovani).
    Questa citazione non è proprio una gioia, ma mi ricorda una frase di Max Pezzali: “Ti potranno dire che non può esistere/niente che non si tocca o si conta o si compra perché/chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te” (dalla canzone Ci sono anch’io, che fra l’altro è stata usata nella colonna sonora del film Disney Il pianeta del tesoro, uno dei miei preferiti). Non dobbiamo permettere a nessuno di portarci via la solidarietà, l’impegno civico, il desiderio di rendere il mondo un posto migliore. Non dobbiamo cedere alla retorica dell’egoismo e dell’indifferenza, perché quando usciremo da questa pandemia ci sarà ancora più lavoro da fare per ricostruire una società gravemente provata da problemi strutturali che in questi mesi sono solo peggiorati. Il mio ottimismo ha sempre preso la forma della voglia di lottare. 
  • Quella che pare una rinuncia alla leggerezza, è in realtà una liberazione: significa darsi la possibilità di essere la versione sempre migliore di sé stessi” (Marzia D’Amico).
    Un’altra citazione nello spirito della precedente: voler lottare e impegnarsi per rendere il mondo un posto migliore significa portare un peso, ma è anche qualcosa che apre un orizzonte all’interno del quale nei giorni migliori si può trovare una forza immensa. Che è quello che auguro a tutti voi, di trovare dentro di voi le risorse che vi facciano risplendere e vi guidino. 
  • Assorbi e butti fuori, assorbi e butti fuori, ti metti in gioco, ti guardi dentro, non ti piaci, ti vomiti addosso responsabilità che non hai, poi ti riguardi riinizi a piacerti e, più o meno, vai avanti così per tutta la vita e continui quel viaggio […]. Ora i miei piedi si muovono diversamente, hanno una direzione decisa, anche se non so dove mi porteranno, a volte si fermano e battono la pianta sul pavimento, come se fossero in attesa. In attesa poi di cosa non si saprà mai credo, ma l’attesa accompagna e crea aspettative che oh, prima o poi, qualcosa di bello tornerà eh” (Manuela, L’estate dei trentenni). 
    Questa citazione mi parla del desiderio di rinnovamento e dell’energia sopita dentro di noi, in attesa. Vi auguro di trovare un modo di indirizzare quell’energia, di renderla un’energia creativa che nutre e trasforma, che aiuta e sostiene, che ci porta avanti con il nostro percorso e ci aiuta ad affrontare la fatica. Trovare questa energia c’entra con il trovare noi stessi, un’impresa non facile ma necessaria. 
  • …e una mente aperta che ricordo a tutti, non essere una frattura del cranio ma semplicemente un modo per sopravvivere e per accogliere nuove idee e nuovi progetti” (Manuela, L’estate dei trentenni). 
    Siamo tutti schiacciati da una quotidianità che sembra divenuta l’unico orizzonte, ma l’apertura mentale ci aiuta a guardare oltre noi stessi e oltre il presente. 
  • Non so e non credo che il body shaming sulle donne finirà. So però che è essenziale non farsene spezzare. Per ogni ‘cesso’ e ‘scrofa’ che riceviamo, l’antidoto è ricordare la forza che quelle parole vorrebbero spegnere. La bellezza che sappiamo riconoscere in noi stesse è la fonte della libertà che vorrebbero negarci” (Michela Murgia). 
    Forse il vostro ostacolo non è il body shaming, ma tenete stretta la consapevolezza della vostra forza luminosa, delle vostre qualità. Non permettete a nessuno di tentare di spezzarvi, e quando succede, vi auguro di riuscire a trovare la forza di rialzarvi nella consapevolezza che il mondo non può essere lasciato agli stronzi. Mai.
  • Però, non abbiate paura del potere. All’inizio della mia carriera, non avrei mai detto che ne desideravo di più. Mi sembrava un sinonimo di compromesso, prevaricazione, arroganza. Una cosa poco pulita, non una legittima aspirazione. Ma il potere è un mezzo: significa decidere. Diventa sporco se lo usano persone corrotte. Resta maschile se solo gli uomini lo maneggiano. Non è né buono né cattivo: dipende cosa ne fai quando ce l’hai. Imparate a gestirlo: offre l’opportunità di migliorare le condizioni di tutti” (Lilli Gruber). 
    Un’altra citazione nel filone ‘il mondo non può essere lasciato agli stronzi’. Che è uno stato d’animo, di determinazione e consapevolezza del proprio valore, che di nuovo auguro a tutti.
  • Stop leaving the big dreams for the millionaires” (Kumiko Love). 
    Il potere resta concentrato nelle mani dei ricchi per tanti fattori strutturali, ma ciò è molto più facile se ci convinciamo di non avere alcun potere di cambiare le cose, di aspirare a una realtà più equa, più solidale. Il primo passo per rivendicare un cambiamento è credere che valga la pena lottare per un sogno.
  • La speranza è qualcosa che si impara a esercitare quando si è incoraggiati a farlo. Non nasce da sola e può anche esaurirsi, se non viene usata. Serve allora un ambiente politico, sociale e culturale dove le persone sono abituate a sperare. Perché è dalla speranza che discendono poi le diverse immagini di futuro, così come la spinta e la possibilità di negoziarle” (Arjun Appadurai). 
    Naturalmente, non credo che una sola persona abbia il potere di cambiare le cose: il cambiamento è un processo che deve coinvolgere le comunità, estendersi oltre l’individuo, essere preso per mano e nutrito per farlo crescere. La speranza deve tradursi in impegno per non appassire e morire. L’impegno deve essere visibile e condiviso per ispirare gli altri. Questo è ciò che possiamo fare da soli, ma il resto lo possiamo fare solo insieme. 

Spero che questa raccolta di citazioni, che è anche un viaggio nel mio stato d’animo degli ultimi mesi, possa essere qualcosa che porterete con voi, magari trascrivendo qualcuna di queste frasi sull’agenda o su un post-it da appendere in giro. Qualunque cosa succeda, vi auguro di avere la possibilità di riuscire a uscirne. Nel mentre, take care & stay safe

9 pensieri su “Un addio, o forse un arrivederci – e qualche citazione

  1. Ciao come stai? mi spiace per questo fatto, vista la situazione non ti faccio pressioni, spero che in futuro avrai tempo e voglia(oltre che denaro), e che tornerai… allora ti lascio pure io con una citazione.

    See you space cowboy(Cowboy Bebop)

    P.S. non aggiungo altro, perchè penso che in questi circa 7 anni che ci conosciamo e che ho scritto sul blog, penso di aver dato il mio contributo, e in passato ho già espresso molto bene cosa ne penso del blog, se questo è un addio, grazie molto per il tuo blog e per questi 7 anni, mi hai fatto crescere e cambiare, mi è servito molto.
    Alessio.

    • Ti ringrazio per il tuo commento, e per tutti i commenti: come ho già detto, negli anni di questa conversazione a frammenti hai condiviso una miriade di spunti interessanti che mi auguro di essere riuscita a rilanciare senza dire (troppe) banalità.
      Questo ‘saluto’ al blog è anche un modo di dare a me stessa il permesso di non sentire il peso di un lavoro lasciato incompiuto per motivi di tempo e di energie.
      Ti ringrazio per tutto e ti auguro il meglio qualunque sentiero tu scelga di percorrere. Te lo meriti.

      Così diciamo tutti. (cit.)

      Tiziana.

  2. E però, qualora tu voglia ripensarci, all’atto pratico esiste la possibilità di continuare ad usufruire della vecchia funzionalità di impaginazione, senza dover ricorrere al nuovo modulo a blocchi…
    In realtà basta selezionare tra le opzioni di scelta nelle impostazioni di sistema, l’editor classico. Non serve nemmeno intervenire sul formato del testo, che può essere comunque impostato manipolando le formule del linguaggio html, che è peraltro un’opzione percorribile e più semplice di quanto non si creda.
    Sarebbe infatti un peccato interrompere le tue pubblicazioni per un semplice problema di editor. Il ‘bello’ di W/P è che si tratta di una piattaforma talmente semplice ed agevole che ti ci puoi sbizzarrire alla grande, senza grandi differenze con la versione a pagamento. Anzi! Per certi aspetti la prima è persino migliore della seconda.
    Quindi, perché desistere?!

    • Grazie per l’incoraggiamento, in parte è stato lo scoraggiamento di trovarsi di fronte a un editor del tutto nuovo – e completamente non richiesto – senza chiare istruzioni per tornare indietro, a un ambiente più familiare. Scrivere qui non è un lavoro, perciò il fatto di dover imparare qualcosa di nuovo mi fa sentire svuotata di ogni energia. Posso quindi chiederti qual è il percorso per ritrovare l’editor classico? Non so se ricomincerò a scrivere a breve, ma mi farebbe piacere sapere che, nel momento in cui sentirò di avere qualcosa che frulla sotto le dita, avrò la possibilità di ritrovare il mio spazio, magari non esattamente come l’avevo lasciato ma almeno non del tutto snaturato. Grazie ^^

  3. Posso ben capire lo scoramento dinanzi ad un nuovo sistema di editor, che sostanzialmente sembra studiato per complicare l’impaginazione, piuttosto che agevolarla, prediligendo la fruibilità ‘visiva’ piuttosto che l’analisi riflessiva.
    Tuttavia, non sarebbe un buon motivo per abbandonare (l’ottimo) lavoro finora svolto, insieme all’impegno profuso in tanti anni, per un problema di natura “tecnica” più che di sostanza ed ispirazione. E peraltro i cambiamenti possono pur sempre essere un’opportunità, per apprendere ciò che in frangenti normali non avremmo mai messo in conto di fare..;)
    Ad ogni modo, qualora deciderai di riprendere le tue pubblicazioni, vediamo se riusciamo ad ovviare ai problemi di layout…

    1) Al momento di accedere alla tua homepage di WordPress, nella colonna delle applicazioni sulla tua sinistra, clicca sul pulsante di Amministratore WordPress (WP Admin), per accedere nella “Bacheca” del sito (9 volte su dieci ti da il vecchio template, per bug interno).
    E’ l’iconcina cerchiata in rosso:

    2) Una volta all’interno della tua Bacheca, sulla colonna di sinistra, clicca su “Articoli” e poi nel ventaglio delle opzioni clicca a sua volta su “Tutti gli articoli”:

    3) A questo punto nel riepilogo generali delle tue pubblicazioni, noterai in alto nell’head di pagina, il pulsante “aggiungi nuovo” articolo.
    Cliccando sulla freccetta del selettore, seleziona “Editor Classico”.
    Ed il gioco è fatto:

  4. In alternativa, puoi agire direttamente sul layout dell’edito a blocchi.
    Puoi scegliere il sistema più complicato… Clicchi il pulsante delle impostazioni in alto a destra e selezioni “Editor del Codice”.
    Opzione che ti permette di utlizzare il linguaggio HTLM per modificare e personalizzare lo stile di testo, o di incollare direttamente il txt.

    Oppure, assai più semplice, clicca sul pulsante [+] in alto sulla tua sinistra.
    E nelle opzioni dei “blocchi”, scegli l’Editor Classico e conferma l’opzione nel ventaglio che si aprirà a centro pagina.

    A questo punto non dovresti avere più problemi.
    Spero che le informazioni possano tornarti utili..;)

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