About

Questo blog è il mio spazio personale, dove proverò a rimettere insieme i fili della mia ragnatela. Questi fili sono tutto ciò che costituisce il mio mondo. Sono storie, riflessioni, idee, domande.

Ho scelto di chiamare il mio blog “Il Ragno” non solo per questo collegamento tra il tessitore di tele e la rete dei miei pensieri, che lega fra loro i temi che mi interessano, che si avvolge intorno a me a definire chi sono, e che alla fine è solo un piccolo puntino in una rete più grande – straordinariamente vasta e infinitamente ricca di informazioni – cioè Internet, ma anche perché i ragni sono i miei animali preferiti. Hanno una bellezza alquanto singolare.

Sono delicati, ma sono anche dei predatori spietati. La loro arte è fatta per uccidere.

Benvenuti nella mia ragnatela.

13 pensieri su “About

  1. Buongiorno,
    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato altro modo per farlo.
    Vorrei farti conoscere Paperblog, http://it.paperblog.com piattaforma partecipativa che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano adatti a figurare tra le pagine del nostro magazine e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

    Silvia

    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

  2. Ciao, è confortante trovare ragazzi così giovani e così profondi. La vita è bellissima e per questo non va sprecata anche se quando meno te lo aspetti può tramutarsi in un incubo. L’importante è sopravvivere alle avversità, riemergere e ripartire a testa alta. Continua così, stai costruendo una tela stupenda!

  3. “Sono intento ad osservare dalla mia seggiola un ragno che ha fatto la ragnatela in un angolo in alto delle pareti del mio studio. Quel ragno indubbiamente mi affascina. Primo per ciò che vedo. E’ lì, sicuro e felice, troneggia sul vuoto. Non vi è esitazione nei suoi passi. Le sue gambe si muovono con tranquilla precisione sugli esili fili della ragnatela, come se fossero le dita di un violinista che danzano sulle corde. Secondariamente, per ciò che non vedo. Non vidi la sua prima mossa, la mossa da cui ebbe inizio la ragnatela, il salto nel vuoto… M’immagino quella minuscola, quasi invisibile creatura, appesa al muro da sola. Vede le altre pareti, lontane, e ne misura la distanza: uno spazio vuoto. E vi è un’unica cosa su cui può contare per l’incredibile opera a cui sta per accingersi: un filo, ancora nascosto all’interno del suo corpo. Poi, d’improvviso, un salto nel vuoto e l’universo del ragno ha avuto inizio…”
    Rubem A. Alves, Parole da mangiare,

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