Cose che ho scritto

Cari lettori e lettrici, nonostante questo spazio sia aggiornato sporadicamente, vi sono grata per il fatto di esserci e non mi sono dimenticata di voi. La vita mi sta portando lontana da questo blog, ma sento ancora la scrittura come una parte della mia identità che mi appartiene anche quando non ho tempo per coltivarla, e sono felice di tornare quando posso.
In questi ultimi mesi ho scritto alcune cose di cui sono orgogliosa, contributi troppo lunghi per riportarli qui nel blog ma che vorrei condividere con voi, creando una sezione apposita del blog dove potete trovare e scaricare i miei scritti in forma più lunga e una breve storia del modo in cui sono nati.

Vi ricordo che tutti i miei scritti sono rilasciati con licenza Creative Commons CC-BY-SA, il che significa che sono rilasciati nel pubblico dominio (Creative commons, letteralmente “beni comuni frutto della creatività”) per qualsiasi utilizzo vogliate farne, anche commerciale, a due sole condizioni: dovete citare la fonte, attribuendomi la maternità di quello che ho scritto (BY – attribuzione), e dovete condividere le opere basate sui miei scritti con la stessa licenza con cui io li ho distribuiti permettendovi di farne uso (SA, share alike – condividi allo stesso modo). Non potete applicare regole più restrittive delle mie, se volete usare il mio lavoro. Questa è la stessa licenza di Wikipedia e di tutti i progetti della Wikimedia Foundation ed è la licenza più libera di Internet, un regalo per contribuire alla diffusione e alla crescita della conoscenza libera. Tuttavia, la libertà esige delle regole per essere protetta e rimanere a disposizione di tutti, quindi abbiate rispetto: non potete appropriarvi del mio lavoro e farlo passare come vostro. Mi farebbe piacere se, nel caso decideste di utilizzare il mio lavoro, linkaste la fonte oltre che citarla (in modo che io possa sapere che il mio lavoro è stato riutilizzato da qualcuno) e magari mi lasciaste un commento per farmi sapere cosa ne pensate.

  • Bigenitorialità e Violenza Domestica. La mia tesi di tesi di laurea triennale, nonché il primo lavoro con cui ho avuto davvero la possibilità di flettere i muscoli e mettere alla prova quanto avevo appreso durante i primi tre anni del mio percorso accademico per produrre un lavoro di ricerca nelle fonti scientifiche. Ho scelto di dedicare questo lavoro a un tema che mi sta a cuore, quello della violenza domestica e dei costrutti che oscurano la corretta comprensione del fenomeno da parte degli operatori che dovrebbero contrastarla: il mito delle false accuse, l’interpretazione ideologica del principio di bigenitorialità e il costrutto pseudoscientifico della PAS (Sindrome di Alienazione Parentale). In questo lavoro ho presentato tutta una serie di dati che forniscono un quadro non esaustivo ma ampio dell’evidenza empirica sulla violenza domestica e decostruiscono queste narrazioni prive di fondamento, di cui ho messo in luce anche il discorso e chi lo produce. Questo lavoro è dedicato al Ricciocorno Schiattoso, senza la quale non avrei mai conosciuto questi temi e non avrei mai compreso la pervasività e la profondità degli attacchi patriarcali alle donne che cercano di sfuggire alla violenza e ai loro bambini. Potete accedere al lavoro, oltre che su questa pagina, sul mio profilo ResearchGate.
  • Dress to Impress. La gestione della femminilità nei contesti professionali. Questo scritto è il mio elaborato finale per il corso di formazione “Genere, Politica, Istituzioni” organizzato dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si tratta di una riflessione sulla contraddittorietà delle aspettative che gravano sulle lavoratrici, tenute ad avere un aspetto al contempo professionale e femminile. Tuttavia, femminilità e competenza sono percepite come mutualmente esclusive, il che vuol dire che le donne che scelgono di enfatizzare la loro femminilità vengono ritenute meno capaci sul lavoro, mentre le donne che scelgono di presentarsi in modo più neutro e cercano di mettere tra parentesi il fatto di essere donne incorrono in una likeability penalty, cioè sono percepite come più fredde e antipatiche. Per le donne, quindi, bilanciare femminilità e professionalità significa camminare su una linea sottile, mentre gli uomini non devono affrontare questi doppi standard. 
  • Il paesaggio e la memoria – gli Ecomusei come narratori dell’identità territoriale. Ho scritto questo contributo nell’ambito del mio lavoro per l’Ecomuseo Adda di Leonardo, una realtà del mio territorio verso cui ho sempre avuto un affetto particolare, e di cui sono grata e orgogliosa di fare parte. In questo breve saggio ho cercato di spiegare che cos’è un ecomuseo e quali sono le caratteristiche del territorio che il nostro ecomuseo intende tutelare e valorizzare. Oltre a scaricare la versione in pdf dell’articolo, potete consultarne la versione definitiva pubblicata sul sito dell’Ecomuseo Adda di Leonardo.
  • Fare meglio con meno risorse. Il ruolo dell’innovazione sociale nelle strategie dell’Unione Europea. Questo è un elaborato che ho scritto nell’ambito del corso in Azione e conoscenza pubblica tenuto dalla prof.ssa Lavinia Bifulco, che parla appunto della costruzione discorsiva che ruota attorno al tema dell’innovazione sociale per come è portato avanti in alcuni report di policy dell’Unione Europea. Si tratta di un lavoro di analisi del discorso che mette in evidenza come viene costruito un certo stato delle cose per presentare alcune soluzioni come desiderabili e necessarie, e cosa resta impigliato in questo discorso: assunti, presupposti, retoriche. Sono piuttosto orgogliosa di questo lavoro, che potete trovare anche su ResearchGate.
  • Il ruolo degli esperti nei processi democratici. Anche questo è un elaborato scritto come prova finale di un corso, quello in Cittadinanza: conflitti, diritti, genere tenuto dalla prof.ssa Marina Calloni. Si tratta di un testo che, dopo aver ricostruito la genesi storica dell’ideale normativo di sfera pubblica (seguendo l’elaborazione teorica di Jurgen Habermas in Storia e critica dell’opinione pubblica) passa a trattare il concetto di opinione pubblica nello scenario contemporaneo (attingendo alla revisione del concetto di Mauro Barisione, 2011) per poi analizzare come un’opinione pubblica informata e consapevole sia una condizione necessaria per il funzionamento delle democrazie rappresentative alla luce della divisione del lavoro cognitivo che comporta la necessità di una delega conoscitiva agli esperti, seguendo l’esposizione di Mauro Dorato (2019). L’elaborato argomenta quindi in favore di una socializzazione dei cittadini che ponga forte enfasi sull’alfabetizzazione scientifica e sullo sviluppo dell’impegno civico, ed è per questo uno dei miei lavori più personali e sentiti, che rispecchia e dà una trattazione articolata alla visione del mondo che ho cercato di esporre anche in questo blog. Anche questo testo è scaricabile da ResearchGate, dove sto cercando di costruire un mio portfolio.

Questa pagina sarà aggiornata man mano che avrò nuovi scritti da aggiungere. Per qualsiasi informazione, scrivetemi pure a lady_mismagius@hotmail.it.