You should’ve asked

Il libro che raccoglie i fumetti di Emma Clit è uscito anche in italiano, con il titolo “Bastava chiedere!”. Ho avuto modo di sfogliarlo in biblioteca quando sono passata a trovare il mio bibliotecario di fiducia con la riapertura a ingresso libero delle biblioteche in zona gialla, e mi sento di raccomandarlo a tutte/i. Il concetto di “carico mentale” illumina uno dei motivi per cui noi donne siamo sempre stanche e spesso non abbiamo il privilegio di poter dedicare concentrazione ininterrotta a un singolo compito: perché la nostra attenzione è frammentata sulle mille incombenze che siamo state educate a notare e a considerare nostra responsabilità, mentre gli uomini hanno il privilegio di non vederle nemmeno, di non accorgersene. Una redistribuzione paritaria del lavoro domestico passa anche dal cambiare il proprio sguardo, accorgersi di tutte le cose da fare e farle senza che debbano chiedervelo, cari uomini!
Perché organizzare il lavoro altrui è già un lavoro, un lavoro che finora è toccato alle donne che combattono per ripartire equamente la gestione della casa e, per chi ne ha, dei figli. Un gesto veramente paritario invece è quello di alzare lo sguardo, cercare di vedere che cosa deve essere fatto e farlo. Senza chiedere.

Emma

Here is the english version of my now famous “Fallait demander” ; now available as a book with other stories :

MentalLoad_cover.jpg

Orders available here or here or here ^_^

Thanks Una from unadtranslation.com for the translation 🙂

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4 pensieri su “You should’ve asked

  1. Avevo visto questo fumetto online in francese, e, nonostante non sia affatto ferrato in tale lingua, ne avevo ben compreso il senso. Sono molto felice che finalmente sia stato tradotto in inglese e in italiano: il tema e’ ancora (purtroppo) attuale.

    • Il fumetto è uscito in italiano per Laterza l’anno scorso, ed è disponibile anche in formato ebook. Inoltre, si può trovare in edizione italiana in formato .epub (convertibile in .mobi con Calibre) presso un certo bot di Telegram…

  2. Ciao, allora come uomo, penso che bisogna capire che i figli si fanno in due, non solo biologicamente parlando, ma che si devono crescere in due.
    Quello che bisogna far capire a molti uomini(e non solo), e crescerli, nella considerazione che essere padri, comporta dei doveri, che non spettano solo alla madre/moglie, la paternità ha pure le sue responsabilità.

    • Oggi su Instagram ho visto un post che diceva “I papà non ‘aiutano’ in casa. I papà non ‘aiutano’ le mamme. I papà hanno un patto di corresponsabilità con la famiglia”. Infatti, la parola ‘aiutare’ presuppone, come dice il fumetto, che la donna sia colei che organizza il lavoro e si fa carico della maggior parte dello sforzo, con l’uomo in ruolo di supporto, come ausiliario o riserva.
      Comunque, da quando ho letto questo fumetto sto notando quando tocca a me il lavoro mentale e a mettere dei paletti più rigidi, soprattutto in corrispondenza dei periodi di esame in cui ho bisogno che il mio tempo e il mio spazio non siano “permeabili” da richieste di fare questo o quello perché devo mantenere la concentrazione sullo studio, e quindi contribuire in casa ai margini di quelle che io chiamo le mie “immersioni” dentro i libri.
      Un esempio stupido è che non riesco più ad entrare nel bagno, anche solo per lavarmi le mani, senza controllare automaticamente che la bambolina porta-rotoli di carta igienica sia piena e che qualcuno si sia ricordato di ricaricare il flacone del sapone liquido. In caso contrario, mi sento in dovere di essere io ad andare in lavanderia a prendere la busta di sapone liquido per travasarlo nel flacone oppure i rotoli di carta igienica. I maschi di casa nemmeno se ne accorgono, ma non è merito dei folletti se in caso di necessità la carta igienica e il sapone sono sempre a portata di mano…

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