La Regione Lazio obbliga gli obiettori nei Consultori a fornire i documenti necessari per l’aborto

Aborto, la Regione Lazio obbliga gli obiettori nei Consultori a certificare. Bravo Zingaretti. Raccolgo la segnalazione dell’associazione Vita di Donna ONLUS, che si occupa di salute femminile e diritti riproduttivi, riguardo al nuovo decreto della Regione Lazio, che impone al personale medico dei consultori familiari, indipendentemente che si tratti di obiettori di coscienza o meno, di prescrivere alle donne che ne facciano richiesta ogni tipo di contraccettivo, inclusa la pillola del giorno dopo (che la propaganda antiabortista considera un abortivo, ignorando le dichiarazioni ufficiali dell’AIFA e dell’OMS, che ribadiscono che si tratta di un contraccettivo d’emergenza, non in grado di impedire l’annidamento dello zigote nell’utero una volta avvenuta la fecondazione), e di redigere i documenti necessari all’attestazione dello stato di gravidanza e alla richiesta di interruzione volontaria di gravidanza, indispensabili per poter poi effettuare l’aborto in una struttura del Sistema Sanitario Nazionale.

Si tratta di procedure che non rientrano nei margini dell’obiezione di coscienza (come del resto non è prevista la possibilità di obiettare alla prescrizione di metodi contraccettivi, ma ci sono medici e farmacisti cattolici che se ne fregano altamente e obiettano perfino ai preservativi) previsti dalla Legge 194/78, che recita (Art. 9): “Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 (appunto la cosiddetta certificazione per l’IVG volontaria e per la cosiddetta terapeutica) ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione”.

Il decreto della Regione Lazio è quindi uno strumento utile ad impedire agli obiettori di estendere questo loro “diritto” oltre le possibilità previste dalla legge.

 

10 pensieri su “La Regione Lazio obbliga gli obiettori nei Consultori a fornire i documenti necessari per l’aborto

  1. Zingaretti ha fatto bene.
    Ora dirò una cosa che forse a molti non piacerà: io sono contro l’obiezione di coscienza, chi considera inaccettabile aborto o contraccezione cambi lavoro e non dia fastidio. Secondo me è solo un modo per lavorare senza prendersi responsabilità e calpestando i diritti altrui.

    • Sono d’accordo, tanto più che le percentuali di obiettori di coscienza sono spaventosamente alte.
      In molti casi l’obiezione è una faccenda di opportunismo (non si fa carriera praticando aborti) o di semplice quieto vivere, il che è perfino più disgustoso di quelli che lo fanno perché sono dei cattolici bigotti.

      In tutti i casi, la tua ultima frase esprime perfettamente il punto.

      • L’obiezione di coscienza, per come la vedo io, è un male necessario, un “contentino” ai cattolici bigotti, però siamo all’abuso più spregiudicato di questo diritto. Abolirlo sarebbe la cosa giusta da fare, su questo hai ragione, ma visto che non è possibile sarebbe giusto penalizzare gli obiettori (se non svolgi tutte le mansioni previste dal tuo lavoro, non ricevi tutto lo stipendio previsto per il tuo lavoro) e/o riequilibrare la situazione favorendo l’assunzione a tempo indeterminato di medici che facciano una dichiarazione scritta di non-obiezione, vigilando che la mantengano.
        Ma mi è stato detto che costringere i medici obiettori a lavorare lontano da casa è un’inaccettabile discriminazione e una limitazione dei loro diritti…impedire ad una donna di abortire invece no, suppongo.

      • Concordo, ci dovrebbero essere dei malus che rendano la scelta dell’obiezione più “difficile” in modo che sia operata solo da chi è deciso e motivato. Il bigottismo è un’altra “malattia” da debellare e non solo in ambito cattolico.
        La scusa delle discriminazioni è spesso usata per nascondere VERE discriminazioni ben più gravi.

  2. Faccio notare che quando si parlava di obbiettori di coscienza si parlava di persone che volevano evitare una cosa obbligata come il servizio di leva, ma qui nessuno ti obbliga a diventare medico, e poi se non vuoi fare aborti allora dovevi andare in un altro campo delle medicina.

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